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Il PIonierismo femmInIle
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E-book129 pagine1 ora

Il PIonierismo femmInIle

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Info su questo ebook

La questione femminile è uno dei più importanti argomenti degli ultimi anni e contemporaneamente una delle problematiche più spinose: quali sono le cause della disparità sociale? Come si è evoluta la questione dall’antichità ai giorni nostri? Cosa è possibile e doveroso fare, per eliminare una diseguaglianza che non ha ragion d’essere? 
Le vite delle donne che hanno lottato in prima linea contro l’egemonia maschile e i suoi soprusi, che si sono ribellate a chi le voleva succubi e sottomesse, e l’hanno fatto non solo per loro stesse ma per tutte le donne. 

Clara Navarra è nata a Cipro nel 1989 e vive a Siracusa. Terminata la carriera umanistica e gli studi giuridici, si dedica alla scrittura. Ha collaborato e pubblicato per il quotidiano Libertà Sicilia di Siracusa, contribuendo a promuovere le iniziative culturali attive sul territorio e approfondendo temi di interesse sociale.
LinguaItaliano
Data di uscita30 apr 2022
ISBN9788830662445
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    Anteprima del libro

    Il PIonierismo femmInIle - Clara Navarra

    Nuove Voci

    Prefazione di Barbara Alberti

    Il prof. Robin Ian Dunbar, antropologo inglese, si è scomodato a fare una ricerca su quanti amici possa davvero contare un essere umano. Il numero è risultato molto molto limitato. Ma il professore ha dimenticato i libri, limitati solo dalla durata della vita umana.

    È lui l’unico amante, il libro. L’unico confidente che non tradisce, né abbandona. Mi disse un amico, lettore instancabile: Avrò tutte le vite che riuscirò a leggere. Sarò tutti i personaggi che vorrò essere.

    Il libro offre due beni contrastanti, che in esso si fondono: ci trovi te stesso e insieme una tregua dall’identità. Meglio di tutti l’ha detto Emily Dickinson nei suoi versi più famosi

    Non esiste un vascello come un libro

    per portarci in terre lontane

    né corsieri come una pagina

    di poesia che s’impenna.

    Questa traversata la può fare anche un povero,

    tanto è frugale il carro dell’anima

    (Trad. Ginevra Bompiani).

    A volte, in preda a sentimenti non condivisi ti chiedi se sei pazzo, trovi futili e colpevoli le tue visioni che non assurgono alla dignità di fatto, e non osi confessarle a nessuno, tanto ti sembrano assurde.

    Ma un giorno puoi ritrovarle in un romanzo. Qualcun altro si è confessato per te, magari in un tempo lontano. Solo, a tu per tu con la pagina, hai il diritto di essere totale. Il libro è il più soave grimaldello per entrare nella realtà. È la traduzione di un sogno.

    Ai miei tempi, da adolescenti eravamo costretti a leggere di nascosto, per la maggior parte i libri di casa erano severamente vietati ai ragazzi. Shakespeare per primo, perfino Fogazzaro era sospetto, Ovidio poi da punizione corporale. Erano permessi solo Collodi, Lo Struwwelpeter, il London canino e le vite dei santi.

    Una vigilia di Natale mio cugino fu beccato in soffitta, rintanato a leggere in segreto il più proibito fra i proibiti, L’amante di Lady Chatterley. Con ignominia fu escluso dai regali e dal cenone. Lo incontrai in corridoio per nulla mortificato, anzi tutto spavaldo, e un po’ più grosso del solito. Aprì la giacca, dentro aveva nascosto i 4 volumi di Guerra e pace, e mi disse: Che me ne frega, a me del cenone. Io, quest’anno, faccio il Natale dai Rostov.

    Sono amici pazienti, i libri, ci aspettano in piedi, di schiena negli scaffali tutta la vita, sono capaci di aspettare all’infinito che tu li prenda in mano. Ognuno di noi ama i suoi scrittori come parenti, ma anche alcuni traduttori, o autori di prefazioni che ci iniziano al mistero di un’altra lingua, di un altro mondo.

    Certe voci ci definiscono quanto quelle con cui parliamo ogni giorno, se non di più. E non ci bastano mai. Quando se ne aggiungono altre è un dono inatteso da non lasciarsi sfuggire.

    Questo è l’animo col quale Albatros ci offre la sua collana Nuove voci, una selezione di nuovi autori italiani, punto di riferimento per il lettore navigante, un braccio legato all’albero maestro per via delle sirene, l’altro sopra gli occhi a godersi la vastità dell’orizzonte. L’editore, che è l’artefice del viaggio, vi propone la collana di scrittori emergenti più premiata dell’editoria italiana. E se non credete ai premi potete credere ai lettori, grazie ai quali la collana è fra le più vendute. Nel mare delle parole scritte per esser lette, ci incontreremo di nuovo con altri ricordi, altre rotte. Altre voci, altre stanze.

    Ai miei,

    con infinito amore e riconoscenza

    Introduzione

    L’attuale fase storica, segnata da una pandemia mondiale, ci ha obbligati a riflettere sui meccanismi di socializzazione, a ripensare le nostre abitudini e, soprattutto, a concepire ex novo (o quasi) le regole che presiedono alle dinamiche di relazione sociale.

    Ogni effetto negativo delle forme di socializzazione ante Covid, in questo tempo di stallo e di raccoglimento, pare poter essere rimesso in discussione; in questi termini, la conquista della definitiva emancipazione femminile, il riconoscimento di pari dignità sociale della donna rispetto all’uomo e, lato sensu, di tutte le categorie oppresse e discriminate, rappresentano gli obiettivi finali cui mira la risoluzione di una delle più grandi problematiche sociali dei nostri tempi: la questione femminile.

    L’analisi del tema è impresa assai complessa giacché verte su un argomento inflazionato, seppure in termini spesso generici: la cifra inedita del componimento consiste nel proiettare gli studi sociologici – inerenti al processo di socializzazione e di comunicazione – sulle dinamiche relazionali tra donna e uomo, donne e società. Il risultato del lavoro è un compendio sulla storia dell’evoluzione sociale umana, riletta dal punto di vista femminile, dalle civiltà antiche sino all’età contemporanea.

    Si intende spiegare perché e come la donna comunemente occupi l’ultimo gradino nella gerarchia della scala sociale, quali cause abbiano indotto l’uomo e la società stessa a subordinarla puntualmente: per far ciò si ricorre alle fonti più disparate, dai testi dei drammaturghi, di filosofi e scienziati, sino agli studi più e meno accreditati di Sociologia e Psicologia sociale.

    Gli ostacoli persistono sul cammino di emancipazione delle donne e impediscono loro di raggiungere ruoli apicali, indipendenza personale e libertà economica. Persino nei paesi apparentemente più democratici, le donne sono schiacciate da un soffitto di cristallo, imprigionate in una gabbia d’acciaio, nonostante l’attenzione e gli sforzi delle politiche di pari opportunità.

    La ribellione, le manifestazioni sovversive, lette in termini sociologici quali comportamenti devianti, accreditano un ruolo inusuale alla donna: dai movimenti femministi alle correnti contemporanee post-femministe, coloro che con coraggio si fanno pioniere, aprono la strada calcando sentieri nuovi e mai percorsi prima, sfruttando – specialmente nell’era digitale – qualsiasi mezzo possa assicurare risonanza mediatica e riconoscibilità sociale al proprio genere.

    Ispirandosi a valori quali l’uguaglianza, il rispetto ed il merito, queste eroine si battono per sé stesse, per la categoria e, al contempo, riscrivono l’intero processo di socializzazione a favore della condizione di tutte le donne, in qualsiasi parte del mondo.

    Capitolo 1

    L’evoluzione storica del ruolo sociale della donna

    Illuminare, istruire, perfezionare le donne al pari degli uomini, i talenti come gli individui, questo è ancora il miglior segreto per tutti i fini ragionevoli, per tutte le relazioni sociali e politiche alle quali si voglia dare una stabile durata.¹

    1.1 Il processo di socializzazione

    Esaminare l’evoluzione storica nella percezione del ruolo sociale della donna implica necessariamente la disamina della rivoluzione subita dal processo di socializzazione: prendendo a riferimento l’assetto sociale di volta in volta costituito, il percorso di emancipazione femminile, di affermazione dei diritti e delle libertà della donna, traccia un cammino irto ed impervio, fatto di sacrifici, dolori e lotte implacabili, dagli albori delle società più antiche sino ai giorni nostri.

    L’habitus sociale che definisce la donna nelle diverse epoche storiche trae origine da ciò che definiamo socializzazione, ovvero quel processo di sviluppo attraverso il quale ogni individuo apprende ed interiorizza, facendoli suoi, tutti quegli elementi che caratterizzano l’ambiente in cui vive: norme, valori, credenze, comportamenti. Al fine di ricostruire l’excursus storico dei mutamenti del modo di intendere il ruolo della donna in società, occorre chiarire inizialmente il significato di socializzazione ed analizzare i risvolti pratici della questione, prescindendo dalla definizione in termini di genere femminile o maschile.

    Secondo il sociologo americano Neil Joseph Smelser (1930-2017) la socializzazione è il processo con cui apprendiamo le abilità e gli atteggiamenti legati al nostro ruolo sociale. Senza la socializzazione non saremmo in grado di interagire, di lavorare in un gruppo o di esercitare una qualsiasi forma di autocontrollo. Un ruolo è un insieme di comportamenti attesi e richiesti ad un individuo per il fatto che esso occupa una specifica posizione in società. [...] La socializzazione non solo rende possibile agli individui sostenere i vari ruoli sociali, ma ha un significato anche più ampio: assicura la sopravvivenza della società nel suo complesso, fornendole costantemente nuovi membri in grado di adottarne e trasmetterne i modi di vita"².

    In sostanza, si tratta di un processo a garanzia della continuità sociale: permettendo la trasmissione intergenerazionale di tutti gli elementi caratterizzanti, quali abilità ed atteggiamenti legati al ruolo rivestito, i nuovi membri della società ne consentono la costante riproduzione. Tuttavia, perché questo sistema di replica abbia successo, occorre che l’individuo abbia ben chiare le aspettative legate al proprio ruolo (ossia cosa ci si aspetti da lui), sia dotato delle capacità di soddisfare le esigenze ad esso connesse, desideri adeguarsi al ruolo specifico e, quindi, accetti di buon grado le regole della società in cui vive.

    Ogni comportamento, nello studio di Smelser, è frutto del bilanciamento di tre connotazioni umane: l’apertura, ossia

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