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Grafologia e Grafoterapia: Comprendere e miglirare se stessi attraverso la scrittura
Grafologia e Grafoterapia: Comprendere e miglirare se stessi attraverso la scrittura
Grafologia e Grafoterapia: Comprendere e miglirare se stessi attraverso la scrittura
E-book204 pagine1 ora

Grafologia e Grafoterapia: Comprendere e miglirare se stessi attraverso la scrittura

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Info su questo ebook

Una guida semplice e intuitiva per chi si accosta alla Grafologia per la prima volta, ma anche per chi già ne conosce il linguaggio e desidera risalire rapidamente alla tipologia che permette di ottenere la migliore interpretazione psicologica.
Un ampio GLOSSARIO definisce con chiarezza l’uso dei termini tecnici, e gli ESERCIZI di GRAFOTERAPIA introducono il lettore alla sperimentazione personale, attiva e concreta, dello strumento grafologico.
LinguaItaliano
Data di uscita13 nov 2013
ISBN9788827223581
Grafologia e Grafoterapia: Comprendere e miglirare se stessi attraverso la scrittura
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Autore

Marisa Paschero

Marisa Paschero vive a Torino e si occupa di grafologia da oltre vent’anni, con particolare interesse per il linguaggio dei simboli. Tiene corsi, conferenze e seminari di Grafologia tradizionale e planetaria. Laureata in Lettere, consulente per l’età evolutiva e specializzata in tecnica peritale, ha arricchito il suo percorso attraverso un approfondito lavoro sulle difficoltà scrittorie.

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    Grafologia e Grafoterapia - Marisa Paschero

    Grafologia e Grafoterapia

    image-1.png

    Comprendere e migliorare se stessi attraverso la scrittura

    MARISA PASCHERO

    logo.png

    Copyright

    Grafologia e Grafoterapia

    di Marisa Paschero

    ISBN 978-88-272-2358-1

    Prima edizioni digitale 2013

    © Copyright 1961-2013 by Edizioni Mediterranee

    Via Flaminia, 109 - 00196 Roma

    www.edizionimediterranee.net

    Versione digitale realizzata da Volume Edizioni srl - Roma

    Dedica

    A Giulio,

    meraviglioso compagno

    di questo cammino.

    Ai lettori

    image-2.png

    [...] fra le diverse manifestazioni umane, la scrittura è il più ricco giacimento di significati inconsci finora scoperto.

    MAURICE DELAMAIN

    Questo libro è dedicato a chi fa i primi passi nel mondo dei simboli della scrittura, ma anche a chi già conosce la Grafologia, ha familiarità con il suo linguaggio ed è alla ricerca di una sorta di tela di fondo che gli permetta di stabilire la dominante del tracciato grafico, di arrivare a una veloce sintesi interpretativa e, contemporaneamente, di sperimentare l’utilizzo concreto dello strumento grafologico.

    È un libro nato dal profondo legame che mi unisce al segno grafico e all’universo dei simboli: man mano che procedevo nella stesura, aumentava per me il piacere non soltanto di dare forma alle mie ricerche e alle mie intuizioni, ma anche di condividere la bellezza di un viaggio.

    Un viaggio che prosegue da molti anni, durante i quali ho incontrato e continuo a incontrare tante vite e tante persone nella loro scrittura.

    Persone che mi hanno affidato anche solo qualche rigo scritto di getto, con curiosità, con fiducia, a volte con una certa emozione, a volte con fierezza, come se mi ponessero una sfida.

    Ho accettato tutto, osservato tutto, esaminato tutto: ogni stato d’animo, ogni minimo segno.

    Con la consapevolezza che, mentre accendevo una piccola luce sul loro cammino, arricchivo me stessa di un insegnamento nuovo.

    Questo non è un manuale classico, nè un libro tipicamente didattico: vorrei che fosse, anche per voi, l’inizio di un cammino, e spero possa raggiungere, con semplicità, tutti coloro che vorranno accompagnarmi per un tratto di strada.

    Ma, prima ancora di cominciare a leggere, prendete un foglio bianco, la penna che abitualmente preferite, o quella che vi attira in questo momento, e cominciate a scrivere.

    Scrivete un’intera pagina, come fosse una lettera, datatela e firmatela.

    Il foglio è, simbolicamente, l’ambiente.

    Il modo in cui scrivete sul foglio è il modo in cui vivete e affrontate il mondo.

    Conservate questo scritto: è spontaneo e prezioso. Molto probabilmente, dopo questo percorso insieme, qualcosa, nella vostra scrittura e nella vostra vita, cambierà.

    Mi è stato detto spesso, e l’ho considerato sempre un regalo, che il mio approccio alla scrittura è garbato. Spero sempre che significhi sereno, positivo, non giudicante... e, perchè no, anche sorridente.

    Perchè questo è l’atteggiamento, verso la Grafologia e verso la vita, che vorrei sempre conservare, e che auguro di cuore a tutti voi.

    Buon cammino tra i simboli della vostra scrittura!

    MARISA PASCHERO

    Come usare questo libro

    image-3.png

    La sensibilità e l’amore per la scrittura sono qualcosa di spontaneo. A un certo momento della nostra vita le forme grafiche sono improvvisamente investite dal fascio luminoso della nostra consapevolezza.

    MAX PULVER

    Ogni capitolo è concluso in se stesso, in maniera da poter essere utilizzato singolarmente, ma è preferibile leggere prima il libro per intero, per poi scegliere l’approccio tipologico che ci sembrerà più interessante: ciascuno di noi risponde, in base alla propria sensibilità, a un particolare stile di interpretazione.

    Osservare una scrittura non è solo un fatto tecnico, è anche un fatto emozionale e affettivo: è entrare in risonanza con una traccia viva, che conserva sempre la sua energia, anche a distanza di tempo.

    Nel libro si fa sempre riferimento ai testi classici della Grafologia tradizionale e alle indicazioni dei grandi Maestri, da cui prendono le mosse la Grafologia contemporanea e tutte le scuole attuali.

    La terminologia utilizzata è quella della scuola francese, ma nel glossario si troveranno, ove necessario alla chiarezza dell’esposizione, i riferimenti agli altri metodi.

    In alcuni punti, se lo si desidera, si avrà modo di sperimentare la Grafoterapia attraverso alcuni semplici esercizi pratici, la cui esecuzione è di volta in volta dettagliata e guidata.

    La scrittura rappresenta la persona nella sua totalità, ne descrive le doti, i limiti, ma anche il potenziale inespresso: una ricchezza di cui è bene essere consapevoli, per poterla coltivare ed esprimere.

    La Grafoterapia obbedisce al principio per cui, correggendo intenzionalmente alcuni comportamenti grafici che non ci soddisfano, potremo modificare contemporaneamente anche alcuni aspetti della nostra personalità.

    Una volta interiorizzate e automatizzate le correzioni, non soltanto migliorerà il nostro modo di scrivere, ma anche il nostro modo di essere.

    Questo significa vivere creativamente la nostra scrittura e comprendere appieno le risorse della Grafologia, utilizzandola per quello che veramente merita di essere: uno strumento per migliorare la qualità della vita.

    Chi voglia cominciare a esercitarsi con l’interpretazione della scrittura è bene scelga saggi grafici originali e non fotocopie, in maniera da poter valutare la pressione, elemento, come vedremo, di importanza primaria.

    Il materiale da richiedere per l’analisi è uno scritto spontaneo su foglio bianco formato A4 (senza righe, nè quadretti, nè margini).

    Lo scritto dev’essere datato e firmato come se fosse una lettera.

    Il contenuto dello scritto non ha alcuna importanza: la Grafologia non legge il filo grafico come comunicazione, ma come inconsapevole espressione della personalità.

    È importante osservare inizialmente il saggio grafico con un atteggiamento il più possibile passivo, cogliendolo nella sua globalità, come si apprezzerebbe un’immagine, un quadro, un paesaggio... è così che la scrittura comincia a parlare e a manifestare il tipo di energia che la anima e la contraddistingue.

    Esattamente come la musica è fatta di suoni e di silenzi, così la scrittura è fatta di bianchi e di neri, di pause e di riprese, di stacchi e di richiami, di vuoti e di pieni... tutto questo crea un ritmo irripetibile, assolutamente personale, che la Grafologia insegna a riconoscere.

    La scrittura risente moltissimo dell’emotività, dello stato di salute, delle condizioni generali del momento: la scrittura è il qui e ora.

    Quindi è raccomandabile non trarre conclusioni affrettate, nè irrigidirsi in giudizi severi.

    Ogni traccia grafica, anche minima, contiene la persona, e va osservata con elasticità e rispetto per ogni diversità, ricordando che il ritratto grafologico può essere un’opportunità per conoscere meglio noi stessi, ma anche un’occasione per modificare comportamenti errati, perchè:

    Non è soltanto il bambino piccolo a essere plasmabile. Tutti abbiamo la capacità di cambiare, di cambiare in modo sostanziale, finché viviamo.

    KAREN HORNEY

    1. Scrittura e Grafologia

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    Nel momento stesso in cui scriviamo ci situiamo nello spazio: il foglio di carta rappresenta l’universo nel quale ci muoviamo, e ogni movimento scrittorio è simbolico del nostro comportamento in questo universo.

    ANIA TEILLARD

    Certamente non è la parola l’unica modalità di comunicazione che l’essere umano possiede, e a questo proposito Freud scriveva:

    "Parlando di linguaggio non dobbiamo considerare semplicemente l’espressione di pensieri e parole, ma anche la gestualità e ogni altra manifestazione dell’attività della psiche, come la scrittura".

    Esiste infatti una comunicazione non verbale affidata ai gesti, alla mimica, al modo di muoversi, all’intonazione della voce, alla postura... il cosiddetto linguaggio del corpo, multiforme e sfaccettato, parlante sempre, anche a nostra insaputa.

    Anche la scrittura è il risultato di un gesto: un gesto che appartiene all’essere umano soltanto, prodotto e specializzato dal sistema nervoso centrale, un gesto espressivo più di ogni altro.

    Al di là del continuo e più o meno percettibile variare del nostro modo di scrivere, del suo evolvere e del suo modificarsi nel corso del tempo, delle personalizzazioni della forma delle lettere che acquisiamo e sperimentiamo in periodi diversi, costatiamo il permanere di comportamenti grafici riconoscibili e peculiari, il fluire di un ductus assolutamente personale, che ci rappresenta, ci identifica e ci connota come individui unici.

    Non esiste una modalità di espressione grafica uguale a un’altra, ed è questo il grande fascino che la scrittura esercita su chi la osserva, la studia e la ama.

    Il connubio scrittura-carattere ha da sempre colpito l’immaginazione di chi, per professione o per vocazione, seguendo le proprie intuizioni o appoggiandosi a un metodo, ha cercato di comprendere la natura umana nella sua complessità.

    Anche se il primo testo ufficiale di Grafologia è del 1622, opera di un professore dell’Università di Bologna, Camillo Baldi (o Baldo), medico, filosofo e botanico, in realtà l’interesse per la scrittura come immagine dell’uomo ha origini remotissime.

    Pare che già Aristotele nel quarto secolo avanti Cristo avesse osservato una corrispondenza tra il modo di scrivere e l’indole delle persone.

    Lo storico Svetonio (70-126 d.C.), nella sua opera Le vite dei dodici Cesari, raffigura l’imperatore Augusto come un uomo dall’intelligenza pratica ed economo fino all’avarizia osservandone la grafia (che oggi diremmo serrata, intricata e con il caratteristico spazio

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