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MITOLOGIA NORRENA: Un viaggio tra leggende e miti nordici. I racconti dei più grandi eroi vichinghi e delle divinità che contraddistinguono la cultura del Nord Europa: LA MITOLOGIA, #1
MITOLOGIA NORRENA: Un viaggio tra leggende e miti nordici. I racconti dei più grandi eroi vichinghi e delle divinità che contraddistinguono la cultura del Nord Europa: LA MITOLOGIA, #1
MITOLOGIA NORRENA: Un viaggio tra leggende e miti nordici. I racconti dei più grandi eroi vichinghi e delle divinità che contraddistinguono la cultura del Nord Europa: LA MITOLOGIA, #1
E-book147 pagine2 ore

MITOLOGIA NORRENA: Un viaggio tra leggende e miti nordici. I racconti dei più grandi eroi vichinghi e delle divinità che contraddistinguono la cultura del Nord Europa: LA MITOLOGIA, #1

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Info su questo ebook

Sei anche tu fan del grande Nord e delle sue terre cariche di leggende? Allora lasciati incantare dalla magia della mitologia Norrena!

 

Le tradizioni scandinave sono affascinanti ma purtroppo poco conosciute, nonostante ciò sono ancora vive ed interessanti. Una delle più note è quella della mitologia Nordica che racconta storie di eroi e divinità antiche.

 

Cercare di conoscere la mitologia Nordica in modo semplice ma efficace non è facile, la mitologia Norrena infatti è molto ricca di eroi e personaggi le cui trame si intrecciano tra di loro.

 

Per questo motivo Luigi Trentini ha deciso di realizzare il libro "Mitologia Norrena", per rendere comprensibili i miti più importanti a tutti gli appassionati che vogliono conoscere meglio questo mondo ultraterreno.

 

Qui sotto puoi vedere un'anteprima di cosa scoprirai leggendo questo libro:

La cosmogonia e la cosmologia dei Nove Mondi 

L'origine degli uomini e del Midgard

La fonte, il guardiano della memoria e l'occhio sinistro di Odino

Loki, la fanciulla e il grande inverno

Il crepuscolo degli dei

Il calderone e il viaggio di Thor presso il gigante Hymir

...e molte altre leggende!

 

Aggiungi al carrello una copia di "Mitologia Norrena" per lasciarti incantare dalla magia dei miti nordici!

 

 

LinguaItaliano
Data di uscita11 lug 2022
ISBN9798201550271
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    MITOLOGIA NORRENA - Luigi Trentini

    MITOLOGIA NORRENA

    Un viaggio tra leggende e miti nordici. I racconti dei più grandi eroi vichinghi e delle divinità che contraddistinguono la cultura del Nord Europa

    Luigi Trentini

    © Copyright 2021 – Luigi Trentini

    Tutti i diritti riservati.

    Questo documento è orientato a fornire informazioni esatte e affidabili in merito all’argomento e alla questione trattati. La pubblicazione viene venduta con l’idea che l’editore non è tenuto a fornire servizi di contabilità, ufficialmente autorizzati o altrimenti qualificati. Se è necessaria una consulenza, legale o professionale, dovrebbe essere ordinato un individuo praticato nella professione.

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    Le informazioni qui contenute sono fornite esclusivamente a scopo informativo e sono universali. La presentazione delle informazioni è senza contratto né alcun tipo di garanzia. I marchi utilizzati all’interno di questo libro sono meramente a scopo di chiarimento e sono di proprietà dei proprietari stessi, non affiliati al presente documento.

    Sommario

    Introduzione

    Il mondo nordico e il suo legame con la diffusione della mitologia norrena

    Le fonti, l’atteggiamento religioso e la centralità delle forze sovrannaturali

    Capitolo 1    La cosmogonia e la cosmologia dei nove mondi in meno di cinque minuti

    1.1 I protagonisti della mitologia scandinava: Thor, Odino e Loki

    1.1.1 Thor

    1.1.2 Loki

    1.1.3 Odino

    Capitolo 2    La nascita del mondo – Il prima e il dopo nella mitologia scandinava

    Capitolo 3    L’origine degli uomini e di Midgard

    3.1 Il frassino Yggdasil, Midgard e la nascita dei nove mondi

    Capitolo 4    La fonte, il guardiano della memoria e l’occhio sinistro di Odino

    4.1 Un viaggio alla scoperta delle ventiquattro rune della mitologia norrena

    Capitolo 5    La guerra per il potere tra Asi e Vani

    Capitolo 6    La magia, l’idromele e i doni degli dèi

    Capitolo 7    Loki, la fanciulla e il Grande Inverno

    Capitolo 8    La chioma di Sif e il ruolo della magia nel mondo scandinavo

    Capitolo 9    Si sollevano i muri

    Capitolo 10    Il furto del Mjöllnir, il martello di Thor

    Capitolo 11    Il calderone e il viaggio di Thor presso il gigante Hymir

    Capitolo 12    La morte del giovane Baldr

    Capitolo 13    Il mulino, l’abbondanza e il figlio di Odino

    Capitolo 14    Il crepuscolo degli dèi

    Appendice    Gli dèi e le figure mitologiche

    Glossario

    Introduzione

    Esiste domanda capace di stuzzicare la fantasia, accendere l’immaginazione e generare labirinti di mondi lontani in cui dei, eroi e giganti sono protagonisti di vicende tanto suggestive quanto affascinanti? Mio caro lettore, sono seduto alla scrivania e cerco le parole giuste per accoglierti tra le pagine del libro che stringi tra le mani: un viaggio letterario alla scoperta della mitologia norrena, dei suoi protagonisti e delle vicende che hanno contaminato – soprattutto negli ultimi anni – la cultura pop occidentale di cui ci nutriamo quotidianamente. Eppure, alla base di tutto c’è pur sempre un’urgente necessità di fare ordine nel caos dell’universo. A proposito, com’è nato l’universo? La cosmogonia – letteralmente, la nascita del cosmo – è lo strumento di cui l’essere umano si è servito, fin dalla notte dei tempi, per dare un senso a sé stesso e alle cose che lo circondano. Quest’incessante ricerca si declina in migliaia di modi differenti. Nella lunga fase medioevale che viene comunemente definita dagli storici «periodo vichingo», la cultura del nord si diffonde in Europa e lascia un segno indelebile e tangibile. L’influenza letteraria e religiosa delle terre nordiche verso le quali i Vichinghi si erano spinti nell’ultimo decennio del VIII secolo per spirito di sopravvivenza, avventura e audacia diventano lo scenario di un complesso sistema mitologico inscindibilmente legato alla tradizione degli «uomini del Nord». La domanda sorge dunque spontanea: se l’Europa dei Vichinghi copre un lasso temporale di oltre due secoli e mezzo, viene da chiedersi il motivo per cui questa stirpe di abili combattenti sia riuscita a segnare con il proprio nome un intero periodo storico. Per quale motivo l’eredità nordica è meritevole di attenzione? E soprattutto, quali sono le suggestioni culturali che ancora oggi vale la pena leggere e approfondire?

    Il mondo nordico e il suo legame con la diffusione della mitologia norrena

    La diffusione della mitologia norrena è innanzitutto imputabile a un intrinseco bisogno di emigrare: le magre opportunità di sostentamento a cui i popoli del Nord erano condannati – mi riferisco alla pesca e alla caccia – sottostavano ai capricci di una natura indomita e implacabile. Vento, bufere, ghiacci e piogge torrenziali impedivano di soddisfare le necessità di un popolo alla ricerca di stabilità, ricchezza e approvvigionamento costante. Per questo motivo, i primi villaggi vichinghi situati sulle coste baltiche – ad opera delle tribù svedesi conosciute come Varenghi, Rus’ o Variaghi – furono il punto di partenza da cui intraprendere un lento e incessante processo di conquista sud-europea. Mentre i Norvegesi sbarcarono in Islanda – territorio del tutto inesplorato, dimora di qualche forestiero irlandese che si piegò rapidamente al dominio bellico dei nuovi arrivati – già dagli albori del IX secolo, alcuni abili condottieri decisero di stazionare in Groenlandia. Altri ancora, invece, seguirono il corso dei fiumi e attraversarono il Mar Caspio e il Mar Nero, giungendo nell’allora Costantinopoli, e addirittura fino al cuore di Baghdad e del mondo arabo. Sul versante danese, i Vichinghi furono ugualmente prodighi di esplorazioni e conquiste: sbarcarono in Normandia animati da una ferocia senza precedenti e, in un periodo di lento sgretolamento del regno del defunto Carlo Magno, riuscirono a penetrare nei territori locali. Senza scendere nel dettaglio storico e geo-politico della situazione europea del VIII e del XI secolo, resta da chiedersi la seconda grande motivazione che spinse i Vichinghi lungo la strada della conquista meridionale e orientale. Insomma, per quale motivo gli «uomini del Nord» decisero di abbandonare la propria patria in modo massiccio e disorganizzato, facendo in modo che ogni tribù potesse insediarsi ora nell’attuale Turchia ora nell’Italia meridionale, ora nella Francia settentrionale ora in Groenlandia? Gli storici del tempo sono concordi nell’affermare che la progressiva sovra-popolazione dei Vichinghi avesse messo a dura prova i miseri territori di cui i nordici erano originariamente possessori. Le risorse della madrepatria scarseggiavano, il ferreo clima norvegese mieteva le sue vittime e le prospettive di vita delle generazioni future lasciavano adito a dubbi, timori e perplessità.

    Eppure, sarebbe riduttivo ricondurre le imprese vichinghe a un mero susseguirsi di esigenze primarie, ovverosia legate alla sopravvivenza della stirpe. La popolazione degli «uomini del Nord» era animata da un cocente bisogno di esplorare, costruire e solcare le onde. Gli adulti erano abili marinai sottoposti a ritmi e climi tanto ostili da aver sviluppato una tolleranza fisica di gran lunga superiore a quella degli europei meridionali. In particolar modo, le navi di cui i Vichinghi si servivano per sbarcare sulle coste nemiche erano costruite con precisione ingegneristica e riuscivano ad affrontare onde oceaniche senza subire ingenti danni, anche nel mezzo di forti bufere. Al contempo, erano sottili e facilmente manovrabili: permettevano infatti di risalire le correnti dei fiumi a tempo di record. Infine, le imbarcazioni belliche ospitavano fino a un massimo di ottanta soldati armati fino ai denti: il primato valse ai Vichinghi l’appellativo di popolo «re del mare». Oh, come ne erano orgogliosi!

    Questa breve parentesi storica ha uno scopo ben preciso: illustrarti il motivo per cui la mitologia norrena si è diffusa su tutto il territorio europeo in modo tanto capillare e imprevedibile, favorendo l’esaltazione della cultura e dei valori vichinghi. Questi ultimi si basano su alcuni semplici capisaldi: i giovani raggiungono la maggiore età a soli dodici anni, le tribù belliche sono legate da un giuramento di fedeltà a un solo e unico capo, mentre l’onore virile è strettamente correlato all’abilità militare, al coraggio e all’intraprendenza del singolo. A fare da sfondo a questo popolo di abili guerrieri e indomiti marinai v’è una natura brutale, i cui capricci rendono l’esistenza dei Vichinghi difficoltosa e brutale. E soprattutto, isolata. L’isolamento delle comunità nordiche è uno dei motivi principali per cui la religione pagana – nella versione tramandata fino ai nostri giorni – non si presenta affatto sottoforma di sistema mitologico coeso e ordinato, bensì come un insieme di frammenti e informazioni disomogenee che è compito dei posteri, per quanto possibile, interpretare e organizzare. Il cosiddetto «pantheon nordico» è impregnato di miti, protagonisti e leggende spesso in contraddizione tra loro. Le tante divinità ricoprono ruoli sempre diversi, così come diverse sono le tesi sull’origine e sull’importanza di ciascun protagonista dell’universo religioso norreno. A tal proposito, è doveroso ricordare quanto la Scandinavia sia stata per lungo tempo scenario di popoli che si contaminarono, si scontrarono, si suggestionarono e si influenzarono a vicenda, ancora e ancora. Questo lungo ciclo di manipolazione mitologica è, al giorno d’oggi, responsabile di una polivalenza della cultura norrena. Di conseguenza, tutte le informazioni contenute nei capitoli a seguire non intendono esaurire la ricchezza di una cultura tanto complessa quanto fascinosa, ma semplicemente fornirti una guida pratica, piacevole e tangibile che ti aiuterà a muovere i primi passi nel macrocosmo della religione vichinga.

    Le fonti, l’atteggiamento religioso e la centralità delle forze sovrannaturali

    Secondo le fonti di cui mi sono servito durante la stesura di questo manuale – Edda poetico ed Edda in prosa, senza dimenticare l’inno di Caedmon, il Beowulf e la Voluspa – la principale preoccupazione delle tribù nordiche risiede nella definizione di una cosmogonia, di una nascita del cosmo in grado di gettare luce sulle manifestazioni, spesso perverse, a cui la natura ha abituato i Vichinghi. L’inizio delle cose è fascinoso e sarà oggetto del prossimo capitolo. D’altro canto, l’immagine che ci viene restituita dalla lettura dei miti nordici tratteggia l’identikit di un popolo che – dominato da lunghe notti invernali e da giornate estive altrettanto interminabili – nutre un profondo scetticismo nei confronti della divinità, pur temendone il potere e il giudizio. Il rispetto dei Vichinghi non è sacrale – se mi consenti di instaurare un paragone tra mitologia norrena e religione cristiana – bensì fondato su una forma di timore reverenziale simile a quello che un figlio nutre per il proprio padre severo e lo scolaro per l’insegnante intransigente. Il «pantheon del Nord» è contaminato da un inedito naturalismo: la visione del mondo è permeata da un forte legame con le manifestazioni della natura, e solo in un secondo momento da un rapporto personale e/o intimo con le divinità. È sufficiente conoscere «per

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