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The Herem Saga #5 (Granelli di Polvere)

The Herem Saga #5 (Granelli di Polvere)

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The Herem Saga #5 (Granelli di Polvere)

Lunghezza:
278 pagine
3 ore
Pubblicato:
26 apr 2022
ISBN:
9791221326208
Formato:
Libro

Descrizione

Via Lattea, dodicesimo millennio dell’epoca stellare.
Gli esseri umani hanno da tempo lasciato la superficie del Pianeta Madre, la Terra, al punto che ormai quasi non la ricordano, e si sono affermati come unica forma di vita senziente dell’universo conosciuto. Indisturbati si espandono, colonizzano, si moltiplicano e lottano fra loro in un continuo susseguirsi di scaramucce prive di senso e di sostanza.
Ma un giorno questo equilibrio viene spezzato dall’arrivo di una terribile razza aliena, apparentemente inarrestabile, che minaccia di sovvertire totalmente l’ordine costituito e di cancellare col suo passaggio ben dodici millenni di sviluppo e di espansione.
Gli umani li chiamano Herem, l’Anatema.

QUINTO LIBRO: GRANELLI DI POLVERE


Quattordicesimo millennio stellare.
Winnet è un brillante studioso, dedito a scalare i ranghi di una delle più importanti e antiche organizzazioni della galassia: la Cronologia Galattica. Improvvisamente, però, i suoi superiori lo richiamano su Protos per assegnargli un nuovo, singolare incarico: dovrà recarsi alla “sede centrale”, per svolgere un lavoro di cui non gli viene fornito alcun dettaglio e di cui ignora totalmente gli scopi. Si tratta forse di un premio? O stanno solo cercando di toglierlo di mezzo, per far spazio ai suoi rivali? Qualunque sia la risposta, non potrà far altro che cercarla da solo…
Pubblicato:
26 apr 2022
ISBN:
9791221326208
Formato:
Libro

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The Herem Saga #5 (Granelli di Polvere) - Davide Sassoli

Sull’Universo e le sue distanze

Il modo più facile di immaginare l’Universo è quello di pensare alle scatole cinesi.

Prendiamo la Via Lattea. La si potrebbe semplificare immaginando una tavola piatta, una specie di mappa, su cui stelle e pianeti occupino varie posizioni come le città su una cartina della Terra, ma questo ci darebbe un’idea molto sbagliata delle distanze che separano tra loro i vari elementi del cosmo.

In verità la Via Lattea, come un po’ tutto l’Universo, è appunto una scatola, un contenitore che racchiude elementi tra loro estremamente vicini, almeno se consideriamo l’enorme distanza che separa, per esempio, una galassia da un’altra.

Le distanze cosmiche si misurano spesso in multipli di c (la velocità della luce). Quanto ci mette la luce (la cosa più veloce che conosciamo) a percorrere la distanza fra un punto e un altro? Dal Sole alla Terra impiega appena 8 minuti, dal qui a una stella vicina solo alcuni anni, mentre per arrivare al prossimo ammasso stellare ce ne vorrebbero più di quattrocento e altri quarantamila fino al centro della galassia. Andromeda poi, la galassia più prossima a noi, dista circa due milioni e mezzo di anni luce.

Questo perché l’Universo è un enorme sistema gravitante, composto da elementi che si attirano costantemente fra loro, e che quindi più sono vicini e più tendono ad avvicinarsi e a ruotare attorno a un centro di massa comune. Perciò i pianeti e gli asteroidi tenderanno a orbitare vicini alla loro stella, lasciandosi attorno enormi distese di spazio vuoto. Le stelle (con i loro sistemi) tenderanno a loro volta a raggrupparsi in ammassi stellari e gli ammassi stessi a unirsi per formare i bracci a spirale di una galassia. La galassia cercherà poi la compagnia delle sue vicine, formando un ammasso di galassie, e così via… fino all’Universo: il contenitore più grande che siamo finora riusciti a scoprire.

Non è strano quindi che la fantascienza debba ricorrere a concetti piuttosto improbabili per permetterci di viaggiare fra le stelle. Iperspazio, curvatura, tunnel spazio-temporali… E non è nemmeno strano, anche se forse non è così facile da immaginare, che ogni sistema solare sia di fatto un piccolo universo a sé, unito gravitazionalmente a sistemi a lui vicini ma così impossibilitato a raggiungerli che sarebbe lo stesso se si trovassero dall’altra parte del cosmo.

La Cronologia Galattica

Nell’anno 2.491, secondo il calendario gregoriano, la prima astronave capace di viaggio interstellare lasciò la Terra, per non farvi più ritorno.

La Cronologia Galattica registra quell’evento come l’Anno Zero dell’Epoca Stellare.

LA STORIA FINORA:

AG 2.634

il Capitano Aaron Marecalmo lascia  il Pianeta Terra

AG 2.715

la missione guidata da Aaron arriva su Emme17

rivolta dei Coloni su Emme17 e morte del Capitano Aaron

AG 2.788

Everett Jr Jr nasce su Emme17

AG 2.810 / AS 319

Everett Jr Jr lascia Emme17 e diventa il secondo Capitano Aaron

AS 982

la Emmessa raggiunge Inus IV

Everett Jr Jr muore su Inus IV

Nina diventa il terzo Capitano Aaron

AS 2.312

inizia la Prima Grande Guerra Interplanetaria

AS 2.416

il Capitano Aaron (Nina) salva il Rettore Remptevok su Sigma Draconis

caduta di Sigma Draconis e fine della Prima Grande Guerra Interplanetaria

AS 2.428

il Rettore Remptevok arriva sulla Terra

fondazionedella Cronologia Galattica

AS 2.435

la Flottiglia Nautilus lascia l’Ammasso di Sol e raggiunge le Pleiadi

AS 2.672

la Flottiglia Nautilus ritorna nell’Ammasso di Sol

il Capitano Aaron precipita su Altair IV

Nina muore su Altair e Jonny diventa il quarto Capitano Aaron

AS  2.724

l’Iniziativa raggiunge Altair

AS  2.749

Jonny muore su Altair

AS  2.772

primo decollo della Fenice

Frank diventa il quinto Capitano Aaron

AS  2.772

inizia la Grande Espansione

AS  3.114

l’Arca guidata dalla Fenice si insedia nel sistema Baku

scomparsa della Fenice, e di Frank

AS   5.677

la Fenice ricompare nel Sistema Zarya, pilotata da Miniverna, il sesto Capitano Aaron

AS   5.854

la Fenice ritorna su Baku

Miniverna lascia la Fenice

Col e Yara diventano il settimo Capitano Aaron

AS   6.221

la Fenice scompare da Bados V

AS   6.345

la Fenice ricompare su Bados V

AS   6.500

nascita dell’Impero Badosiano

AS   11.455

Primo Contatto con gli Herem nella Grande Nube

AS   11.461

Vorek ed Annie lasciano Amador

AS   11.472

Vorek diventa il nono Capitano Aaron dopo il ritiro di BK

AS   11.624

battaglia di Aamàia II

AS   11.678

battaglia di Amador

estinzione dell’Egemonia Amadoriana

scomparsa del Capitano Aaron Marecalmo

AS 12.453

Emra Arkàdiev lascia il pianeta Cronos

AS 12.461

Emra Arkàdiev diventa maggiorenne su Kairos

AS 12.473

Emra Arkàdiev incontra per la prima volta Analisa Ermidàn

AS 12.481

Invasione aliena del pianeta Kairos

AS 12.489

Mabel Adasco si arruola nell’Esercito Federale Interstellare

AS 12.504

inizia l’invasione aliena nell’Ammasso della Vergine

Mabel Adasco salva il suo plotone su Vidàlo III

AS 12.505

Emra Arkàdiev arriva a Calipso

AS 12.508

Darco Akonu arriva nell’Ammasso della Vergine

Mabel Adasco guida la seconda missione su Vidàlo III

l’EFI vince la battaglia di Porlanto

Darco Akonu muore nella battaglia di Porlanto

AS 12.515

Mabel Adasco è su Alpha Centauri

AS 12.533

Mabel Adasco viene trasferito alla base stellare di Amèra

AS 12.539

invasione aliena sul pianeta Ber III

AS 12.540

Mabel Adasco lascia l’EFI

AS 12.551

Mabel Adasco guida le Forze di Invasione Siriane verso Alpha Centauri

primo accordo fra l’Aggregazione Siriana e Alpha Centauri

AS 12.569

Emra Arkàdiev lascia Calipso

AS 12.594

Gwen Oskovic e Gillian Strauss arrivano alla base di Aràia

AS 12.598

Scoppia l’epidemia aliena alla base di Aràia

AS 12.627

Insediamento e prima seduta del Senato Galattico su Protos

un assassino ignoto stermina il Consiglio Reggente su Protos

AS 12.664

invasione aliena di Mianor IX

AS 12.670

Milla e Ajami Lucano atterrano su Kairos

AS 12.686

Milla arriva su Alpha Centauri

AS 12.692

invasione aliena del Sistema Protos, battaglia di Trantor

AS 12.697

Milla fonda l’Ordine dei Cacciatori Templari di Estegor

Il mondo di Herem

LUOGHI

Il Braccio di Orione

Ammasso di Sol

Sistema Teodus (mondo natale di Mabel Adasco)

Sistema Alpha Centauri

Sistema Sirio

Sistema Aldebaran

Sistema Altair

Sistema Sigma Draconis

altri sistemi: Emme, Inus, Tau Ceti, Epsilon Eridani, Barnard

Nebulosa di Orione

Sistema Aràia

Ammasso delle Pleiadi

Sistema Genasia

Sistema Nuovo Sol

Ammasso del Cigno (settore Mira 9)

Sistema Amèra

Sistema Ber (sede di addestramento militare)

Ammasso della Vergine (settore Argo 14)

Sistemi Vidàlo e Porlanto

Ammasso del Centauro

Sistema Olimpus (mondo natale di Emra Arkadiev)

Ammasso del Capricorno

Sistema Calipso

Ammasso del Cane

Sistema Baku

Coda del Dragone

Sistema Estegor

Ammasso del Leone

Sistema Bados

Sistema Yraga

Ammasso di Ercole

Sistema Zarya

Sistemi Remus e Romanus

Il Braccio di Perseo

Sistema Mianor

Sistema Horizon (settore Ilvra 5)

La Volta Superiore

Sistema Protos

La Grande Nube

Anello interno

Sistema Amador (capitale dell’Egemonia Amadoriana)

Sistema Belefor

Anello mediano

Sistema L942

Sistema Mare Altum

Sistema Aramàia

Sistema Amiga

Anello esterno

Sistema Aurèlis

PRINCIPALI ENTI GALATTICI E LORO COMPONENTI

Il Consiglio Superiore (ex Consiglio Reggente, ex Consiglio Intergalattico Illimitato):

Esercito Federale Interstellare (EFI)

Federazione delle Aggregazioni Lunari (ex Comitato Lune Indipendenti)

Comunità Archeobiologica Interplanetaria

Rete Unificata dei Sistemi (RUS)

Cronologia Galattica

Fondazione del Sapere Universale (FSU)

Associazione Tecnologica Interstellare (ATI)

Fondazione per la Protezione e la Salvaguardia degli Ecosistemi Sottosviluppati (FPSES)

Unione Galattica delle Compagnie Minerarie (UGCM)

Grandi Aziende Multiplanetarie:

Nex Intergalactica – armamenti e sistemi difensivi

Interstellar Maratechno (IMT) - cyber-nanotechnologie

Le Aggregazioni Lunari:

Aggregazione Siriana (anche nota come Prima Aggregazione)

Aggregazione di Mianor

Enti storici:

l’Iniziativa

l’Impero Badosiano

l’Egemonia Amadoriana

I RANGHI DELL’ESERCITO FEDERALE INTERSTELLARE

Sotto-ufficiali:

Caporale (reclute in addestramento)

Caporal Maggiore (reclute promosse ai programmi di addestramento per ufficiali)

Caporale (soldati addestrati)

Sergente

Sotto-Tenente (rango assegnati ai neo ufficiali in affiancamento)

Ufficiali (esercito):

Tenente

Tenente Maggiore (in alternativa, Feldcapitano)

Maggiore

Colonnello

Comandante (generalmente al comando di una base spaziale o di una guarnigione planetaria)

Generale

Maresciallo

Ufficiali (flotta):

Capitano

Ammiraglio

TERMINI E MODI DI DIRE

Gergo comune:

Vecchia Terra o Antica Terra: termine con cui nella galassia ci si riferisce al pianeta di origine della razza umana, nell’Ammasso di Sol

Lingua Universale: l’idioma adottato come lingua franca nella maggior parte dei settori galattici

anni standard: misura universale del tempo, corrispondente al periodo di rivoluzione dell’Antica Terra

terraformare: rendere un pianeta abitabile

lunari: esseri umani nati e/o cresciuti su mondi a bassa gravità

prima stirpe: un culto/credo presente su molti pianeti e che raccoglie i discendenti dei primissimi coloni

antichità o epoca pre-stellare: si tratta dell’epoca precedente la colonizzazione umana della galassia

forme di vita non terrestri: si tratta di organismi alieni, non derivati o mutati dalle specie dell’Antica Terra

piloti di ventura, o piloti erranti (termine storico: Apripista Stellari): gruppo di piloti indipendenti e dotati di vecchie navi ad alta latenza temporale

Gergo lunare:

planetoidi: termine con cui i lunari si riferiscono a chi non è nato su una luna

fare con la pietra al collo: insieme di modi di fare e di dire che permettono a un lunare di integrarsi fra i planetoidi

decadi: periodo di tempo corrispondente a circa 14 anni standard

quarti: periodo di tempo equivalente a circa 8 giorni standard

prendere un sasso: commettere un errore

perdere una bolla: andare fuori di testa, non capire più nulla

Gergo militare:

rutta-ferro: arma di grosso calibro piuttosto ignorante in dotazione ai plotoni di fanteria

scalda-chiappe: le armi da addestramento delle reclute, emettono una scarica elettrica non letale

spaccacroste: termine con cui i soldati federali si riferiscono ai nemici alieni

bomborotte: le enormi astronavi organiche aliene

Gergo degli Apripista:

calde maree e venti in coda (e varianti): un augurio di buon viaggio, scambiato fra gli Apripista quando si incontrano o si separano

I mondi e la loro classificazione:

Pianeta Granaio: mondo la cui economia e industria sono prevalentemente dedicate alla produzione di cibo.

Pianeta Miniera: mondo ricco di minerali ma con scarsa possibilità di terraformazione, ideale per grosse imprese minerarie

Pianeta Aborto: mondo solo parzialmente terraformato, non colonizzato e lasciato a inselvatichire

Pianeta Fortezza: mondo altamente fortificato, non necessariamente adatto alla vita

pianeta retrosviluppato – termine non ufficiale: mondo dove la vita umana è regredita a uno stadio pre-stellare, pre-industriale o primitivo

pianeta colabrodo – termine non ufficiale: mondo in fase di formazione, caratterizzato da continue eruzioni vulcaniche

PARTE 1 – La sede centrale

Protos – Mondo Capitale dell’Egemonia Terrestre, anno stellare 13.471

Winnet non era mai stato un tipo sportivo, almeno non nei suoi primi settantaquattro anni standard di vita. Non gli piaceva correre, faticare e in generale affrettarsi, in nessuna circostanza. Il cosmo era fatto per essere percorso con calma, con passi ben misurati e sempre guidati da uno scopo preciso. L’efficienza era tutto, e chi correva lo faceva perché non ne aveva abbastanza (o affatto).

Winnet era un cronista.

No, non uno di quelli che lavoravano per quel vecchio carrozzone della RUS e che giravano i mondi alla ricerca di scoop e notizie, nel tentativo di mettersi in mostra con i loro reportage e facendosi belli ammiccando davanti agli schermi. Winnet lavorava per un carrozzone ben più antico e prestigioso, girava i mondi non per apparire ma per osservare e cercava di mettersi in mostra con un lavoro ben fatto e delle idee innovative che, se mai ne avesse avute, avrebbero scosso le fondamenta della storia per com’era conosciuta. Winnet lavorava per la Cronologia Galattica.

Dopo due decenni (standard) era stato richiamato, personalmente e da qualcuno che si professava molto vicino al presente Rettore, nella sede centrale dell’organizzazione, a Trantor, per ricevere un incarico della massima importanza.

Winn, ci sei?

«Naturale» rispose ad alta voce, mentre lo snodo corticale gli mostrava la distanza che mancava all’arrivo.

Sei in ritardo di ben quattro minuti lo provocò la voce chirurgicamente alterata di Guntar (a cui Winnet aveva sempre preferito l’originale, benché anche quella fosse terribile; ma d’altronde, se eri così fesso da sottoporti a un’operazione chirurgica nel quattordicesimo millennio stellare, in fondo te l’eri andata a cercare).

«Secondo la tua opinione relativa e relativamente irrilevante, non certo secondo la mia personale tabella di marcia» rispose Winnet nello stesso tono, accomodandosi sul trasporto magnetico (che lui preferiva ai trasferitori quantici, poiché gli permetteva di apprezzare l’ebrezza del viaggio).

Lo sai che anche se fossimo tutti in ritardo, o in anticipo, non sarebbe un problema vero? gli domandò ridendo Minlava, la prima ad averlo importunato.

Winnet adorava Minlava, anche se non voleva ammetterlo, e con lei aveva sempre evitato lo stim a distanza; per una strana forma di puritanesimo tradizionalista, come lei stessa spesso diceva. La verità però era che Winnet non disdegnava gli orgasmi simulati a distanza, solo non voleva averne con Min. Il motivo di questo strano atteggiamento, nemmeno a lui lo conosceva con esattezza.

«So che dici così perché probabilmente sei tu a essere in ritardo» rispose saputamente, con un sorrisetto che ovviamente gli altri non potevano vedere.

Guarda che ti vedo sai!

«Ne dubito fortemente» obbiettò lui. «Siamo in collegamento audio, non ti ho concesso l’accesso ai miei parametri facciali e non ho gli occhi di nessuno puntati addosso.» Min era una maga dell’Universo Dati e poteva fare cose a cui lui non avrebbe saputo nemmeno dare un nome; era una delle poche persone rimaste in circolazione in grado di capire e di spiegare come effettivamente funzionassero i collegamenti remoti e i calcolatori quanto-elettronici che li gestivano (a parte i super specializzati e riccamente retribuiti addetti ai lavori, s’intende); una hacker di prim’ordine, anche se preferiva presentarsi al mondo con un mestiere più decoroso, almeno di facciata. Buttò l’occhio alla sua destra, dove il panorama della città più grande della galassia gli scorreva rapido sotto gli occhi, tentando di individuare una qualunque postazione da cui Min avrebbe potuto ricavare un’angolazione, se pur lontana e sfocata, sulla sua posizione: non ci riuscì; stavolta l’aveva fregata.

Ti vedo perché sono qui davanti a te, zuccone.

Winnet inclinò la testa di lato, e dovette fare uno sforzo immenso per non darle la soddisfazione di scoppiare a ridere quando la vide girarsi, appena due posti avanti a lui, e alzarsi per raggiungerlo.

«Ciao, zucchero» lo salutò lei sedendoglisi accanto.

«Ciao, stregaccia» rispose lui, trattenendosi dall’eseguire il suo tradizionale baciamano, visto che erano in un luogo pubblico.

Lei rise. «Gunty, tu sei già lì?» chiese attraverso il collegamento ancora attivo.

Naturale! Sto aspettando Velka, che sarà qui a momenti.

«Come mai non è collegata?» chiese Winnet incuriosito.

Ha detto che vuole parlare solo con me, si pavoneggiò Guntar.

«Starà litigando con qualcuno come al solito» disse Min divertita.

Ma così rovini un bel sogno! protestò Gun dall’altra parte.

«Perdonami, tesoro. Non succederà più.»

Quel loro modo di scambiarsi confidenze era piuttosto peculiare, almeno in quell’era di quasi totale digitalizzazione dei rapporti umani. Non era così dappertutto, questo Winnet lo sapeva avendo viaggiato molto, ma di fatto, almeno nei settori dell’Egemonia che contavano di più, le confidenze personali erano del tutto sparite, o quantomeno non se ne dava sfoggio in pubblico. Non era proibito, ci mancherebbe, ma certi comportamenti erano ormai del tutto fuori moda.

Loro quattro però si erano conosciuti (di persona, poiché alla Cronologia Galattica le tradizioni erano sacre e inviolabili) alla loro primissima lezione di cronologia storica, proprio lì a Trantor, e avevano instaurato un legame che non si era mai spezzato. Malato, lo avrebbero definito alcuni, e probabilmente ciascuno di loro sarebbe stato d’accordo, se preso singolarmente. Ma insieme erano sempre stati qualcosa di diverso, e non avevano mai avuto paura di mostrarsi all’Universo per quello che erano.

«Non ci vedremo più per un bel po’» disse triste Min, rilassandosi sul comodo sedile.

«Sbaglio o è la prima volta che prendi un treno magnetico?»

«Seconda, in effetti. Quella volta volevo provare per vedere cos’era che ti piaceva tanto di questi trabiccoli.»

«E questa volta?»

Il collegamento era chiuso, erano solo loro due adesso. Min non rispose.

«Anche tu parti?» le chiese allora Winnet.

«Sì. Estegor, Coda del Dragone.»

«Vai dai Templari?»

«Li conosci?»

«Per sentito dire.»

«Bah… una volta magari potevano essere interessanti, a cavallo del cambio di millennio, ma adesso…»

«Beh, siamo storici, no?» commentò Winnet. «Se una cosa è interessante e all’avanguardia non è affar nostro.»

«La tua filosofia di vita è invidiabilmente concreta» lo canzonò lei. «E tu? Che programmi hai?»

«Verrò riassegnato, ma non so ancora dove.»

«Quindi parti anche tu a stretto giro.»

«Credo di sì.»

Lei lo guardò negli occhi, altra cosa che in posti come quello non si faceva più. «Facciamo qualcosa!»

propose di getto.

«Cosa?» le chiese stupito.

«Non lo so, pensa a qualcosa! Qualunque cosa, ma da fare insieme. Io e te.»

«Perché solo io e te?»

«Perché sì. Così. Come se fosse l’ultima volta che ci vediamo per sempre. Sarà divertente, vedrai!»

«Beh…»

«Ne hai già pensata una?» gli chiese divertita.

«Ti andrebbe di fare sesso, per davvero?»

«Cioè…»

«Cioè fisicamente.»

«Oh… io non l’ho mai fatto.»

«Neanch’io.»

«Dicono che faccia sia male che schifo…»

«Sì… forse non è una buona idea in effetti…»

«Ci sto.»

«Eh?»

«Ho detto che ci sto. Voglio fare l’esperienza, ora che me ne hai parlato me ne sono resa conto.»

«Oh… ok allora.»

«Quando?»

«Facciamo domani a metà ciclo?»

«Meglio più tardi.»

«Ok, allora a tre quarti…»

«Perfetto, vengo io da te. Ok?»

«V-va bene.»

Winnet entrò nell’ufficio del Professor Zanungder in perfetto orario. Nella Cronologia quelli importanti si chiamavano tutti Professore, con la P maiuscola, per distinguersi dai cronisti e dagli addetti ai vari lavori di contorno. Zanungder era quello che l’aveva richiamato a Trantor ed era la prima volta che Winnet lo incontrava di persona.

«Benvenuto, si accomodi» lo accolse il Professore, seduto alla sua scrivania.

Quel fatto, di per sé, era quanto mai inaudito nel quattordicesimo millennio: un uomo seduto dietro a un tavolo, con le spalle rivolte a una finestra. Ma era una delle tante antiche tradizioni che la Cronologia insisteva per mantenere e Winnet, per quanto ne parlasse con sarcasmo e malcelato scetticismo, in fondo al cuore ne andava fiero. «Grazie, Professore» rispose semplicemente, prendendo posto.

Il Professore lesse alcuni fascicoli attraverso lo snodo corticale, ma non li condivise con Winnet, standosene per alcuni minuti assorto nella lettura e nelle sue riflessioni. Quando finalmente si riebbe lo guardò in modo… curioso, avrebbe detto Winn, che cominciava a provare un certo imbarazzo per quella situazione.

«Trovo piuttosto interessante la sua dissertazione sull’importanza di mantenere un sistema di nomenclatura geogalattica Sol-centrico» gli disse a bruciapelo Zanungder, spiandolo da dietro un paio di occhiali che, Winnet se ne rendeva conto solo ora, non erano solo un gingillo. «Noto con piacere che lei ha colto tutti i punti fondamentali dell’argomento pur non avendo mai seguito alcun corso in merito.»

Winn fu talmente sorpreso da quell’uscita che per alcuni attimi non rispose. La sua dissertazione sul sistema Sol-centrico…? Era stato uno dei suoi primi lavori, una cosa infantile eseguita a tempo perso e con vane speranze di gloria, un bambino che ha visto per la prima volta dei giocattoli e crede di poter costruire un’astronave… Non credeva nemmeno che quel testo facesse parte degli archivi.

«Ehm… sì…» blaterò. «Veramente… non l’ho mai considerata una delle mie opere migliori.»

«Quale assurdità» commentò Zanungder, di nuovo assorto in lettura (Winnet lo capiva da come muoveva gli occhi). «Trovo che questo lavoro sia di gran lunga il più lungimirante e prezioso di tutta la sua pur vasta produzione, giovanotto.»

Anche quel modo di dire era un retaggio di tempi ormai andati… Winnet aveva appunto settantaquattro anni standard, relativi. «Posso chiederle… cosa ci trova di così speciale?» domandò.

«Il fatto che esista, prima di tutto.»

Winnet inclinò la testa.

«Solo l’età che lei aveva quando lo ha scritto» continuò il Professore «lo rende un pezzo di pregiatissima fattura. Mi dica…» chiese poi alzando lo sguardo (e in quel momento Winn si rese conto che quegli occhiali non solo non erano un gingillo, erano addirittura degli schermi oculari: quindi Zanungder era privo di snodo corticale!) «lei ora non è più convinto della qualità del suo lavoro e

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