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Conversazione tra arte e teatro

Conversazione tra arte e teatro

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Conversazione tra arte e teatro

Lunghezza:
123 pagine
1 ora
Pubblicato:
30 nov 2021
ISBN:
9788830654006
Formato:
Libro

Descrizione

Arte e teatro, nel corso dei secoli, hanno avuto modo di influenzarsi reciprocamente in più di un’occasione, dando origine a capolavori la cui genesi, in tal senso, è stata ampiamente documentata dalla critica. Tuttavia, al di là di questi casi noti, molte sono le opere d’arte che possono essere lette come luogo di rappresentazione teatrale per la particolare rilevanza che vengono ad assumere alcuni elementi – la posa dei soggetti, le emozioni che trapelano dai loro sguardi, la gestione dello spazio e della luce – in tutto e per tutto comuni a una performance teatrale. In questa Conversazione tra arte e teatro l’autore prende in esame una cinquantina tra dipinti e sculture – dalle statue greche ai capolavori del Novecento, passando per Giotto, Michelangelo, Leonardo, Goya… – soffermandosi proprio sul taglio squisitamente teatrale che gli artisti seppero imprimere alle loro opere. Ne scaturisce una lettura piacevole e intrigante che, con un linguaggio semplice e immediato, suggerisce collegamenti inediti e interessanti spunti di riflessione.

Angelo Biondi,  laurea in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, ex docente di storia dell’arte, ha partecipato per vari anni all’attività didattica dei Musei Lucchesi per la Soprintendenza ai beni A.A.A.S di Pisa, in qualità di esperto di storia dell’urbanistica. Opera da tempo nel campo teatrale come didatta, critico, regista e organizzatore. A contatto con registi, attori e drammaturghi è impegnato, da diversi anni, in un’attività di ricerca sui modi di conduzione e sulle metodologie formative dell’attore, con interessi rivolti anche al teatro sociale. Al suo attivo numerose regie, adattamenti teatrali e conduzione di corsi. Ha già pubblicato Il secolo di Castruccio- Fonti e documenti di storia lucchese con  Maria Pacini Fazzi (Lucca  1982) e l’articolo Caratteristiche e funzione del teatro di “Base” nella rivista di cultura teatrale “Baubo”.
 
Pubblicato:
30 nov 2021
ISBN:
9788830654006
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Conversazione tra arte e teatro - Angelo Biondi

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Angelo Biondi

CONVERSAZIONE

TRA ARTE E TEATRO

Ut pictura theatrum

© 2021 Gruppo Albatros Il Filo S.r.l., Roma

www.gruppoalbatros.com - info@gruppoalbatros.com

ISBN 978-88-306-4700-8

I edizione novembre 2021

Finito di stampare nel mese di novembre 2021

presso Rotomail Italia S.p.A. - Vignate (MI)

Distribuzione per le librerie Messaggerie Libri Spa

Conversazione tra Arte e Teatro

Ut pictura theatrum

A Beatrice , danza dei miei pensieri.

A Paola che vede lontano.

Nuove Voci

Prefazione di Barbara Alberti

Il prof. Robin Ian Dunbar, antropologo inglese, si è scomodato a fare una ricerca su quanti amici possa davvero contare un essere umano. Il numero è risultato molto molto limitato. Ma il professore ha dimenticato i libri, limitati solo dalla durata della vita umana.

È lui l’unico amante, il libro. L’unico confidente che non tradisce, né abbandona. Mi disse un amico, lettore instancabile:

Avrò tutte le vite che riuscirò a leggere.

Sarò tutti i personaggi che vorrò essere.

Il libro offre due beni contrastanti, che in esso si fondono: ci trovi te stesso e insieme una tregua dall’identità. Meglio di tutti l’ha detto Emily Dickinson nei suoi versi più famosi

Non esiste un vascello come un libro

per portarci in terre lontane

né corsieri come una pagina

di poesia che s’impenna.

Questa traversata la può fare anche un povero,

tanto è frugale il carro dell’anima

(Trad. Ginevra Bompiani).

A volte, in preda a sentimenti non condivisi ti chiedi se sei pazzo, trovi futili e colpevoli le tue visioni che non assurgono alla dignità di fatto, e non osi confessarle a nessuno, tanto ti sembrano assurde.

Ma un giorno puoi ritrovarle in un romanzo. Qualcun altro si è confessato per te, magari in un tempo lontano. Solo, a tu per tu con la pagina, hai il diritto di essere totale. Il libro è il più soave grimaldello per entrare nella realtà. È la traduzione di un sogno.

Ai miei tempi, da adolescenti eravamo costretti a leggere di nascosto, per la maggior parte i libri di casa erano severamente vietati ai ragazzi. Shakespeare per primo, perfino Fogazzaro era sospetto, Ovidio poi da punizione corporale. Erano permessi solo Collodi, Lo Struwwelpeter, il London canino e le vite dei santi.

Una vigilia di Natale mio cugino fu beccato in soffitta, rintanato a leggere in segreto il più proibito fra i proibiti, L’amante di lady Chatterley. Con ignominia fu escluso dai regali e dal cenone. Lo incontrai in corridoio per nulla mortificato, anzi tutto spavaldo, e un po’ più grosso del solito. Aprì la giacca, dentro aveva nascosto i 4 volumi di Guerra e pace, e mi disse: Che me ne frega, a me del cenone. Io, quest’anno, faccio il Natale dai Rostov.

Sono amici pazienti, i libri, ci aspettano in piedi, di schiena negli scaffali tutta la vita, sono capaci di aspettare all’infinito che tu li prenda in mano. Ognuno di noi ama i suoi scrittori come parenti, ma anche alcuni traduttori, o autori di prefazioni che ci iniziano al mistero di un’altra lingua, di un altro mondo.

Certe voci ci definiscono quanto quelle con cui parliamo ogni giorno, se non di più. E non ci bastano mai. Quando se ne aggiungono altre è un dono inatteso da non lasciarsi sfuggire.

Questo è l’animo col quale Albatros ci offre la sua collana Nuove voci, una selezione di nuovi autori italiani, punto di riferimento per il lettore navigante, un braccio legato all’albero maestro per via delle sirene, l’altro sopra gli occhi a godersi la vastità dell’orizzonte. L’editore, che è l’artefice del viaggio, vi propone la collana di scrittori emergenti più premiata dell’editoria italiana. E se non credete ai premi potete credere ai lettori, grazie ai quali la collana è fra le più vendute. Nel mare delle parole scritte per esser lette, ci incontreremo di nuovo con altri ricordi, altre rotte. Altre voci, altre stanze.

Introduzione

"Il teatro [...] non va mai considerato come un luogo e un tempo in tutto simile e sovrapponibile a quelli che l’autore ha descritto, ma va considerato come molto prossimo a quello che potrebbe essere il luogo e il tempo d’una pittura rappresentativa in cui effettivamente potessimo immergersi e circolare, quasi come quel famoso specchio di Alice".

Mi piace aprire questo scritto partendo dalle considerazioni che fa Gillo Dorfles nel suo Il divenire delle arti. Il suo saggio cerca di cogliere la perenne metamorfosi dei fenomeni artistici, il loro formarsi, evolversi e deperire per rinascere in nuova forma. Partendo dalle sue osservazioni sul teatro per analogia suggerisco l’idea che la pittura, la scultura e l’arte più in generale possano essere lette come luogo di rappresentazione teatrale.

A ben vedere la tendenza alla teatralità è sempre presente nell’animo e nel fare umano. Ogni avvenimento che riguarda il vivere lascia trasparire questo bisogno di interpretare vari ruoli che vengono assunti nella vita in maniera più o meno consapevole. Il giudice recita in tribunale la sua parte, assieme all’avvocato; il prete in chiesa davanti ai suoi fedeli; il soldato durante le esercitazioni e persino nella platea della battaglia, di fronte al nemico. Credo che qualsiasi artista, a maggior ragione, possegga questa tendenza che usa più o meno consapevolmente per creare la sua opera e per offrirla

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