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Antichità - La civiltà romana - Scienze e tecniche: Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 17
Antichità - La civiltà romana - Scienze e tecniche: Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 17
Antichità - La civiltà romana - Scienze e tecniche: Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 17
E-book247 pagine2 ore

Antichità - La civiltà romana - Scienze e tecniche: Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 17

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Info su questo ebook

Al pari della civiltà egizia, la civiltà romana ha lasciato monumenti che sono sopravvissuti al tempo e alle distruzioni della storia. Contrariamente agli Egizi, che per la maggior parte utilizzavano il fiume Nilo per i loro spostamenti, i Romani hanno lasciato una rete di strade e di acquedotti, città e fortificazioni sparsi su un territorio che comprendeva l’Europa Occidentale, il Nord Africa, il Medio Oriente. Per secoli le tecnologie militari, dall’organizzazione e amministrazione degli eserciti sino alle tecniche di combattimento, conferirono ai Romani una supremazia indiscussa nel controllo del loro vasto impero.

In possesso di conoscenze approfondite sui materiali impiegati, sugli equilibri strutturali che dovevano reggere arditi ponti, templi e anfiteatri e sul più vasto insieme di operazioni che richiedono capacità di calcolo e di astrazione, i Romani non si impegnarono mai in un’ampia e dettagliata trattatistica, fatto salvo il De Architectura di Vitruvio. Eppure il mondo romano fu caratterizzato da una grande fioritura di tecniche e da una pluralità di figure professionali altamente specializzate descritte in questo ebook, con tutte le innovazioni di cui ancora oggi verifichiamo quotidianamente gli ampi benefici.
LinguaItaliano
Data di uscita26 nov 2014
ISBN9788897514404
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    Antichità - La civiltà romana - Scienze e tecniche - Umberto Eco

    copertina

    Antichità - La civiltà romana - Scienze e tecniche

    Storia della civiltà europea

    a cura di Umberto Eco

    Comitato scientifico

    Coordinatore: Umberto Eco

    Per l’Antichità

    Umberto Eco, Riccardo Fedriga (Filosofia); Lucio Milano (Storia politica, economica e sociale – Vicino Oriente) Marco Bettalli (Storia politica, economica e sociale – Grecia e Roma); Maurizio Bettini (Letteratura, Mito e religione); Giuseppe Pucci (Arti visive); Pietro Corsi (Scienze e tecniche); Eva Cantarella (Diritto) Giovanni Manetti (Semiotica); Luca Marconi, Eleonora Rocconi (Musica)

    Coordinatori di sezione:

    Simone Beta (Letteratura greca); Donatella Puliga (Letteratura latina); Giovanni Di Pasquale (Scienze e tecniche); Gilberto Corbellini, Valentina Gazzaniga (Medicina)

    Consulenze: Gabriella Pironti (Mito e religione – Grecia) Francesca Prescendi (Mito e religione – Roma)

    Medioevo

    Umberto Eco, Riccardo Fedriga (Filosofia); Laura Barletta (Storia politica, economica e sociale); Anna Ottani Cavina, Valentino Pace (Arti visive); Pietro Corsi (Scienze e tecniche); Luca Marconi, Cecilia Panti (Musica); Ezio Raimondi, Marco Bazzocchi, Giuseppe Ledda (Letteratura)

    Coordinatori di sezione: Dario Ippolito (Storia politica, economica e sociale); Marcella Culatti (Arte Basso Medioevo e Quattrocento); Andrea Bernardoni, Giovanni Di Pasquale (Scienze e tecniche)

    Età moderna e contemporanea

    Umberto Eco, Riccardo Fedriga (Filosofia); Umberto Eco (Comunicazione); Laura Barletta, Vittorio Beonio Brocchieri (Storia politica, economica e sociale); Anna Ottani Cavina, Marcella Culatti (Arti visive); Roberto Leydi † , Luca Marconi, Lucio Spaziante (Musica); Pietro Corsi, Gilberto Corbellini, Antonio Clericuzio (Scienze e tecniche); Ezio Raimondi, Marco Antonio Bazzocchi, Gino Cervi (Letteratura e teatro); Marco de Marinis (Teatro – Novecento); Giovanna Grignaffini (Cinema - Novecento).

    © 2014 EM Publishers s.r.l, Milano

    STORIA DELLA CIVILTÀ EUROPEA

    a cura di Umberto Eco

    Antichità

    La civiltà romana

    Scienze e tecniche

    logo editore

    La collana

    Un grande mosaico della Storia della civiltà europea, in 74 ebook firmati da 400 tra i più prestigiosi studiosi diretti da Umberto Eco. Un viaggio attraverso l’arte, la letteratura, i miti e le scienze che hanno forgiato la nostra identità: scegli tu il percorso, cominci dove vuoi tu, ti soffermi dove vuoi tu, cambi percorso quando vuoi tu, seguendo i tuoi interessi.

    ◼ Storia

    ◼ Scienze e tecniche

    ◼ Filosofia

    ◼ Mito e religione

    ◼ Arti visive

    ◼ Letteratura

    ◼ Musica

    Ogni ebook della collana tratta una specifica disciplina in un determinato periodo ed è quindi completo in se stesso.

    Ogni capitolo è in collegamento con la totalità dell’opera grazie a un gran numero di link che rimandano sia ad altri capitoli dello stesso ebook, sia a capitoli degli altri ebook della collana. Un insieme organico totalmente interdisciplinare, perché ogni storia è tutte le storie.

    Introduzione

    Introduzione alla scienza e tecnologia di Roma

    Pietro Corsi

    La domanda: Perché la civiltà greca non riuscì a sviluppare tecniche all’altezza della sua scienza? è stata accompagnata, e per diversi secoli, da una domanda assolutamente simmetrica: Perché la civiltà romana non sviluppò conoscenze scientifiche all’altezza delle proprie competenze tecniche? Al pari della questione sollevata a proposito della scienza greca, la domanda concernente la scienza romana pecca di anacronismo. Preconcetti di ordine storiografico ed epistemologico hanno a lungo impedito una corretta valutazione delle molteplici fonti testuali e archeologiche a nostra disposizione.

    Non vi è dubbio che, al pari della civiltà egizia, la civiltà romana abbia lasciato monumenti che sono sopravvissuti al tempo e alle distruzioni della storia. Contrariamente agli Egizi, che per la maggior parte utilizzavano il fiume Nilo per i loro spostamenti, i Romani hanno lasciato una rete di strade e di acquedotti, città e fortificazioni sparsi su un territorio che comprendeva l’Europa Occidentale, il Nord Africa, il Medio Oriente. Per alcuni secoli, le tecnologie militari, dall’organizzazione e amministrazione degli eserciti, sino alle tecniche di combattimento, conferirono ai Romani una supremazia indiscussa nel controllo del loro vasto impero. Non mancavano certo limiti importanti alle capacità di intervento sui fenomeni naturali. Per esempio, le tecnologie navali romane non riuscirono mai a risolvere il problema dell’insabbiamento dei porti e di come contrastare il lento accumularsi di detriti e sabbie fluviali in porti spesso situati in prossimità o direttamente all’interno di foci di corsi d’acqua.

    L’ammirazione per i risultati raggiunti dall’ingegneria e dall’architettura romane si unisce ad un certo stupore per le scarsissime notizie che ci sono pervenute sulle figure professionali cui erano affidate imprese di tale rilievo finanziario e strategico. Un solo trattato di architettura ci è stato tramandato, il De Architectura di Marco Vitruvio Pollione, forse il più famoso teorico dell’architettura di tutti tempi – anche a ragione della ammirazione che ha circondato la sua opera a partire dall’umanesimo – su cui tuttavia ben poco si sa, e quel poco lo si deduce da scarni cenni autobiografici inseriti nella sua opera. Al pari di centinaia se non di migliaia di ingegneri-architetti attivi a Roma e nei territori dell’impero, anche Vitruvio è un autore senza volto, di cui ignoriamo la data e il luogo di nascita e di morte, come pure le vicende della sua vita. Il che illustra probabilmente lo scarso peso sociale di cui tali figure godevano nella società romana, anche se le eccezioni erano ovviamente possibili: lo stesso Vitruvio potrebbe infatti aver goduto di una pensione elargita dall’imperatore Augusto. Vitruvio descrive nel suo testo le competenze professionali dell’architetto, che oggi sarebbero ripartite tra ingegneri, esperti in tecnologie militari e idriche, architetti e ingegneri ambientali. Di enorme importanza sono le sue descrizioni di macchine belliche e civili, che offrono un panorama esaustivo del livello tecnico raggiunto dalla civiltà romana. Di particolare importanza il suo soffermarsi sui mulini ad acqua, la cui presenza in diverse località dell’impero, dall’Inghilterra all’Algeria di oggi, dalla Germania alla Francia e a Israele, suggerisce una loro integrazione nel sistema di approvvigionamento idrico e