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Il Quattrocento - Scienze e tecniche (40): Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 40

Il Quattrocento - Scienze e tecniche (40): Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 40

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Il Quattrocento - Scienze e tecniche (40): Storia della Civiltà Europea a cura di Umberto Eco - 40

Lunghezza:
216 pagine
2 ore
Pubblicato:
12 set 2014
ISBN:
9788897514855
Formato:
Libro

Descrizione

Se il XIII e il XIV secolo sono caratterizzati dalla nascita e dal diffondersi del modello di cultura universitaria, il XV secolo assiste allo sviluppo prorompente della cultura delle corti. Il rafforzarsi delle monarchie nazionali e il costituirsi di signorie locali fanno aumentare gli investimenti negli eserciti e nelle forniture militari, e il numero di tecnici altamente specializzati in ogni settore. Il mondo delle tecniche emerge così con forza dall’anonimato dei secoli precedenti, grazie a personalità di spicco che nella seconda metà del secolo sono in grado di dialogare con le élite culturali dell’umanesimo. Protagonisti sono soprattutto l’Italia, in particolare Siena e Firenze, e diversi Stati tedeschi, dove la cultura delle macchine da guerra conosce uno sviluppo rigoglioso. Le ammirate città d’arte dell’Italia del Rinascimento sono in realtà e soprattutto centri di grande innovazione tecnologica, con maestranze tecniche e ingegneri di altissimo livello, tra cui spiccano le personalità di assoluta eccellenza di Brunelleschi e Leonardo.
Per tutto il XV secolo si intensificano la ricerca e il laborioso lavoro di edizione degli originali della cultura filosofica, medica e tecnica del mondo greco ed ellenistico, un processo che trae giovamento dalla caduta dell’Impero d’Oriente nel 1453 con la relativa immigrazione in Europa delle maggiori personalità della cultura bizantina. Nel frattempo viaggi e scoperte verso nuove rotte commerciali svelano e integrano la sommaria conoscenza degli antichi sia in ambito geografico che in botanica e zoologia. Le teorie astronomiche classiche si mostrano insoddisfacenti se raffrontate alle tecniche di osservazione astronomica sempre più precise condotte con strumenti innovativi. In questo ebook si designa il profilo dello sviluppo tecnico e conoscitivo del Quattrocento, tra continuità e nuove scoperte.
Pubblicato:
12 set 2014
ISBN:
9788897514855
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Il Quattrocento - Scienze e tecniche (40) - Umberto Eco

copertina

Il Quattrocento - Scienze e tecniche

Storia della civiltà europea

a cura di Umberto Eco

Comitato scientifico

Coordinatore: Umberto Eco

Per l’Antichità

Umberto Eco, Riccardo Fedriga (Filosofia); Lucio Milano (Storia politica, economica e sociale – Vicino Oriente) Marco Bettalli (Storia politica, economica e sociale – Grecia e Roma); Maurizio Bettini (Letteratura, Mito e religione); Giuseppe Pucci (Arti visive); Pietro Corsi (Scienze e tecniche); Eva Cantarella (Diritto) Giovanni Manetti (Semiotica); Luca Marconi, Eleonora Rocconi (Musica)

Coordinatori di sezione:

Simone Beta (Letteratura greca); Donatella Puliga (Letteratura latina); Giovanni Di Pasquale (Scienze e tecniche); Gilberto Corbellini, Valentina Gazzaniga (Medicina)

Consulenze: Gabriella Pironti (Mito e religione – Grecia) Francesca Prescendi (Mito e religione – Roma)

Medioevo

Umberto Eco, Riccardo Fedriga (Filosofia); Laura Barletta (Storia politica, economica e sociale); Anna Ottani Cavina, Valentino Pace (Arti visive); Pietro Corsi (Scienze e tecniche); Luca Marconi, Cecilia Panti (Musica); Ezio Raimondi, Marco Bazzocchi, Giuseppe Ledda (Letteratura)

Coordinatori di sezione: Dario Ippolito (Storia politica, economica e sociale); Marcella Culatti (Arte Basso Medioevo e Quattrocento); Andrea Bernardoni, Giovanni Di Pasquale (Scienze e tecniche)

Età moderna e contemporanea

Umberto Eco, Riccardo Fedriga (Filosofia); Umberto Eco (Comunicazione); Laura Barletta, Vittorio Beonio Brocchieri (Storia politica, economica e sociale); Anna Ottani Cavina, Marcella Culatti (Arti visive); Roberto Leydi † , Luca Marconi, Lucio Spaziante (Musica); Pietro Corsi, Gilberto Corbellini, Antonio Clericuzio (Scienze e tecniche); Ezio Raimondi, Marco Antonio Bazzocchi, Gino Cervi (Letteratura e teatro); Marco de Marinis (Teatro – Novecento); Giovanna Grignaffini (Cinema - Novecento).

© 2014 EM Publishers s.r.l, Milano

STORIA DELLA CIVILTÀ EUROPEA

a cura di Umberto Eco

Il Quattrocento

Scienze e tecniche

logo editore

La collana

Un grande mosaico della Storia della civiltà europea, in 74 ebook firmati da 400 tra i più prestigiosi studiosi diretti da Umberto Eco. Un viaggio attraverso l’arte, la letteratura, i miti e le scienze che hanno forgiato la nostra identità: scegli tu il percorso, cominci dove vuoi tu, ti soffermi dove vuoi tu, cambi percorso quando vuoi tu, seguendo i tuoi interessi.

◼ Storia

◼ Scienze e tecniche

◼ Filosofia

◼ Mito e religione

◼ Arti visive

◼ Letteratura

◼ Musica

Ogni ebook della collana tratta una specifica disciplina in un determinato periodo ed è quindi completo in se stesso.

Ogni capitolo è in collegamento con la totalità dell’opera grazie a un gran numero di link che rimandano sia ad altri capitoli dello stesso ebook, sia a capitoli degli altri ebook della collana. Un insieme organico totalmente interdisciplinare, perché ogni storia è tutte le storie.

Introduzione

Introduzione alla scienza e tecnologia del Quattrocento

Pietro Corsi

Se il XIII e il XIV secolo sono caratterizzati dalla nascita e dal diffondersi del modello di cultura universitaria, il XV secolo assiste allo sviluppo prorompente della cultura delle corti. Il rafforzarsi delle monarchie nazionali e il costituirsi di signorie locali in Paesi quali l’Italia o il mondo tedesco fanno da sostegno allo sviluppo di strutture amministrative centralizzate, o che aspirano, spesso a fatica, a sottoporre alle disposizioni di un’autorità centrale le comunità e i poteri feudali in cui si articola il territorio nazionale. Le sedi del potere si dotano di palazzi sontuosi, e i desideri di espansione territoriale o le esigenze di difesa aumentano gli investimenti negli eserciti e nelle forniture militari, in particolare nelle armi da fuoco. Palazzi, eserciti, fortificazioni, flotte richiedono l’apporto di tecnici altamente specializzati. Il mondo delle tecniche emerge con forza dall’anonimato dei secoli precedenti, grazie a personalità di spicco che nella seconda metà del secolo sono in grado di dialogare con le élite culturali dell’umanesimo.

Il fenomeno assume notevole importanza in Italia, a Siena e Firenze in particolare, e in diversi Stati tedeschi, dove la cultura delle macchine da guerra conosce uno sviluppo rigoglioso. Per quello che concerne la penisola italiana, le tanto ammirate città d’arte dell’Italia del Rinascimento sono in realtà, e soprattutto, centri di grande innovazione tecnologica: in altre parole, non sono spiegabili senza fare riferimento alle grandi opere pubbliche che impiegano maestranze tecniche e ingegneri di altissimo livello per periodi di diversi decenni. Così a Siena i lavori per l’approvigionamento idrico della città, affidato a una rete sotterranea di condotte chiamate bottini, impegnano ingegneri dai molti talenti ammnistrativi e artistici, del livello di Mariano di Iacopo, detto Taccola e Francesco di Giorgio Martini. I loro trattati e la cultura tecnico-artistica di cui sono portavoce costituiscono il contesto professionale e l’orizzonte problematico in cui si dispiegherà la ricerca scientifica e artistica di Leonardo da Vinci. Il mito di Leonardo genio universale – quale indubbiamente fu – ha per certi versi contribuito a lasciare in secondo piano il mondo di saperi e di pratiche da cui emerse, divenendone un interprete di assoluto rilievo. Da apprendista a Firenze presso l’officina di Andrea del Verrocchio, Leonardo lavora in diverse corti italiane, terminando la sua carriera alla corte del re di Francia: un percorso certamente dovuto alle sue eccezionali qualità, ma anche indicativo del ruolo che gli artisti-ingegneri si sono conquistati nelle società e nelle strutture del potere rinascimentale. A Firenze Leonardo si era formato sui testi di Taccola e di Francesco di Giorgio, e aveva ammirato le importanti e rivoluzionarie tecniche edilizie messe in opera da Filippo Brunelleschi nel cantiere per la costruzione del duomo di Firenze, in particolare le gigantesche gru ancora attive all’arrivo di Leonardo nella capitale toscana.

Protagonista della generazione di artisti-ingegneri precedente quella di Leonardo, Brunelleschi non ha seguito corsi di studi regolari, ma riesce a imporre la forza innovativa della cultura delle botteghe artigianali grazie ai suoi studi sulla prospettiva e alle sue non sempre fortunate invenzioni architettoniche o tecnologiche. Della cultura umanistica Brunelleschi condivide la passione per le antichità romane, per la letteratura ellenistica dedicata alle macchine e per l’opera architettonica di Vitruvio, considerato il modello da imitare.

Il rinnovamento dei saperi

Per tutto il XV secolo si intensificano la ricerca e il laborioso lavoro di edizione degli originali della cultura filosofica, medica e tecnica del mondo greco ed ellenistico, un processo che trae giovamento dalla caduta dell’Impero d’Oriente nel 1453, quando figure di spicco della cultura bizantina cercano rifugio nelle corti italiane e in diversi Paesi europei. Si diffonde sempre più la familiarità con la lingua greca, mentre l’affermazione della stampa come mezzo di comunicazione dotto a livello continentale crea un fiorente mercato delle conoscenze. Un umanista per antonomasia come Lorenzo Valla non esita ad affrontare con rigore filologico testi chiave della cultura scientifica, medica e tecnica dell’antichità classica, mentre l’edizione di testi tecnici o medici è spesso il risultato della collaborazione tra umanisti e artisti-ingegneri o artigiani.

Verso la fine del secolo, l’accumularsi di testi classici facilmente disponibili e letti alla luce del grande rinnovamento dei saperi imposto dai viaggi verso terre lontane o all’interno del continente europeo, fanno sorgere le prime discussioni sulla reale importanza del sapere antico per molti aspetti delle conoscenze umane. Per le scienze naturali, di particolare importanza è l’apporto di Nicolò Leoniceno. Oltre a una buona conoscenza del greco e dell’arabo, Leoniceno sottopone classici, quali la Naturalis historia di Plinio il Vecchio , alla verifica dell’esperienza. Il dibattito suscitato dalle sue tesi – molti umanisti non potevano accettare che un grande autore classico potesse essere caduto in grossolani errori – è tra i catalizzatori di una nuova attenzione per la fauna e la flora dell’Europa, soprattutto delle regioni settentrionali e orientali del continente, che ha pieno sviluppo nel corso del XVI secolo.

Viaggi e scoperte

I viaggi intrapresi alla ricerca di rotte commerciali sicure per raggiungere le terre e le isole dell’Oriente e dell’Estremo Oriente svelano quanto sommaria sia la conoscenza della superficie della terra posseduta dai grandi geografi dell’antichità, Claudio Tolomeo in particolare. Viaggiatori portoghesi, italiani, spagnoli e dei Paesi del nord dell’Europa riportano in patria tesori di nuove conoscenze e tesori veri e propri in metalli preziosi, spezie, rarità naturali. Piante e animali mai descritti da nessuna fonte classica contribuiscono a rivedere profondamente il modo in cui i classici venivano letti e commentati. L’osservazione della natura diventa un supporto indispensabile al commento dei testi della botanica o della zoologia classiche.

Al tempo stesso, la navigazione oceanica intrapresa con insperato successo da Cristoforo Colombo nel 1492, subito seguito da altri avventurosi, pone problemi tecnici non indifferenti, primo tra tutti quello di poter determinare la posizione di un battello. La traversata dell’Atlantico si rivela ben presto impresa relativamente facile, mentre quella dell’Oceano Pacifico, dove un piccolo errore di valutazione conduce intere spedizioni alla rovina, esige risposte che astronomi e teorici della navigazione trovano arduo fornire. Le teorie astronomiche classiche si mostrano scarsamente soddisfacenti nel dar conto di tecniche di osservazione astronomica sempre più precise, condotte con strumenti innovativi realizzati da astronomi tedeschi. La ricerca di modelli più attendibili della struttura del sistema planetario che caratterizza i dibattiti astronomici di fine secolo costituisce il terreno di formazione di Niccolò Copernico, che solo alla fine della sua vita pubblicherà un’opera destinata a segnare profondamente la scienza moderna, il De revolutionibus orbium coelestium.

L’alchimia

Per ragioni diverse – non ultima il contrasto crescente tra le ambizioni universali del papato e la volontà di indipendenza di monarchi e signori – la cultura filosofico-teologica della prima scolastica, rappresentata dalle università del Duecento e del Trecento, viene spesso posta in discussione dalla cultura delle corti. Il fiorire di un interesse socialmente e culturalmente variegato per le pratiche alchemiche, per esempio, non viene scalfito da ripetute prese di posizione della Chiesa cattolica che denunciano la disciplina come inseparabile dalle pratiche di magia negromantica. Al contrario, esponenti dell’alchimia dotta arrivano a sostenere che le pratiche alchemiche risalgono a forme di saperi che si svilupparono prima dell’avvento del cristianesimo. L’interesse per l’alchimia coinvolge ampi strati delle professioni e delle pratiche metallurgiche e sanitarie. Alchimia, magia naturale e astrologia sono discipline che danno luogo a vivaci discussioni, cui prendono parte dotti umanisti, principi della Chiesa e principi.

La medicina

Le discipline mediche conoscono importanti processi di affermazione e differenziazione professionale. I medici umanisti o comunque educati nelle grandi università del tempo rivendicano – spesso inutilmente – il diritto di esercitare un controllo severo sulle pratiche della salute, sulla pletora di corporazioni (barbieri, droghieri, chirurghi) e di singoli individui, sagge donne, ostetriche, preti e frati, venditori di amuleti e di rimedi miracolosi che popolano le strade e le fiere delle città del Rinascimento.

Le strutture di sanità pubblica e di prevenzione delle epidemie realizzate in seguito alla peste degli anni Quaranta del Trecento cercano di assumere anche

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