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Il Dono Di Natale: Un Romanzo Breve Delle Cronache Dei Caversham
Il Dono Di Natale: Un Romanzo Breve Delle Cronache Dei Caversham
Il Dono Di Natale: Un Romanzo Breve Delle Cronache Dei Caversham
E-book130 pagine1 ora

Il Dono Di Natale: Un Romanzo Breve Delle Cronache Dei Caversham

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Info su questo ebook

Lady Beverly vuole che suo marito onori la promessa che le ha fatto la loro prima notte di nozze, prima che per lei sia troppo tardi.

Lady Beverly Huddleston non ha mai dimenticato la promessa che suo marito le ha fatto quando si sono sposati: le avrebbe dato tutti i bambini che avesse voluto, perché è cresciuta come figlia unica e si è sempre sentita sola. Il ritorno del marito dal suo lavoro di diplomatico all'estero le sta per dare l'opportunità di concepire, ma lui evita il loro letto.
Lord Christopher Fenwicke, il visconte Huddleston, è tornato dall'Afghanistan senza buona parte della gamba sinistra. Il dolore con cui vive viene alleviato solo dall'oppio che prende tutti i giorni. E anche se lo fa soffrire meno, non gli permette di fare le cose che amava fare. Più di questo, la cosa che lo fa sentire frustrato e nervoso è che da quando è tornato non è riuscito a fare l'amore con sua moglie. Spiegarlo a lei è stato il momento più terribile della sua vita, perché non poteva rivelarle quale fosse la causa del suo problema, e l'esperto che aveva consultato non gli aveva dato speranza di trovare una cura.
Beverly cerca di pensare a cosa possa provocare una cosa del genere, e quando pensa di averne trovato la causa, deve cercare di convincere suo marito a farsi aiutare.
Christopher è disposto a tentare qualsiasi via per riavere la sua passione per la vita, e soprattutto la possibilità di onorare la promessa fatta alla sua adorata moglie.
LinguaItaliano
EditoreTektime
Data di uscita21 dic 2018
ISBN9788893981354
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    Anteprima del libro

    Il Dono Di Natale - Sandy Raven

    Il dono di Natale

    Il dono di Natale

    Un Romanzo Breve delle Cronache dei Caversham

    Sandy Raven

    Tradotto da Eugenia Franzoni

    TekTime

    Indice

    Ringraziamenti

    Senza titolo

    Prologo

    Capitolo Primo

    Capitolo Secondo

    Capitolo Terzo

    Capitolo Quarto

    Capitolo Quinto

    Capitolo Sesto

    Capitolo Settimo

    Capitolo Ottavo

    Capitolo Nono

    Capitolo Decimo

    Capitolo Undicesimo

    Capitolo Dodicesimo

    Capitolo Tredicesimo

    Capitolo Quattordicesimo

    Capitolo Quindicesimo

    Capitolo Sedicesimo

    Epilogo

    Fine

    Sull’Autrice

    Il dono di Natale


    Un Romanzo breve delle

    Cronache dei Caversham

    IL DONO DI NATALE


    Questo libro è un’opera di fantasia e i nomi, i personaggi, i luoghi e gli avvenimenti sono il prodotto dell’immaginazione dell’autrice, oppure vengono usati in modo fittizio, perciò non devono essere considerati reali. Ogni riferimento a persone od organizzazioni esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.


    Copyright © 2018, Sandy Raven


    Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere usata o riprodotta in qualsiasi maniera, senza il permesso scritto dell’autrice, tranne nel caso di brevi citazioni in articoli di critica o recensioni.


    Traduzione di F.Rossi

    www.babelcube.com


    Copertina di The Killion Group, Inc.

    http://thekilliongroupinc.com/

    Creato con Vellum Creato con Vellum

    Ringraziamenti

    A tutte le mogli dei guerrieri. Siete più forti di quanto io non possa mai sperare di essere.

    Senza titolo

    CARO LETTORE,


    Scrivo romanzi rosa, e le mie eroine amano moltissimo i loro mariti. Quando creo le storie che voglio scrivere, faccio tutte le ricerche necessarie.


    La disfunzione erettile può avere molte cause, e non c’erano reali terapie per aiutare gli uomini a combatterla nel diciannovesimo secolo. Per la mia storia, ho scelto come causa del problema di Christopher il laudano. Il laudano gli era stato prescritto per aiutarlo a combattere il dolore da arto fantasma, che era un fenomeno noto a quel tempo, ma le cause erano sconosciute. La sindrome da arto fantasma, si sapeva, svaniva con il tempo, ma per alcuni i sintomi non scomparivano del tutto, si attenuavano solamente.


    Nello scrivere la storia di Christopher e Beverly, non voglio sminuire il dolore di nessuno, e di certo non suggerire di non prendere i medicinali per avere un’erezione. Consultate il vostro medico, perché le terapie e i farmaci di oggi sono molto più precisi ed efficaci del laudano e del linimento per cavalli.


    La vostra,


    Sandy :-)

    Prologo

    Metà luglio 1823, da qualche parte a sud ovest di Aberdeen, Scozia, lungo il fiume Dee.

    La nuova moglie di Christopher Huddleston sospirò nel sonno. Lui tese una mano e le accarezzò i biondi capelli striati dal sole, scostandoglieli dalle labbra, perché voleva baciarle di nuovo. Anzi, voleva baciarla tutta di nuovo. Ogni glorioso, risplendente, materno pollice del suo corpo nudo.

    Non poteva credere che quella signora fosse sua, e che avrebbero avuto un bambino.

    Quando i suoi amici Camden e lady Elise avevano chiesto a Christopher se avesse voluto sposare Beverly lo stesso giorno e nello stesso luogo del loro matrimonio, lui aveva accettato subito, perché Camden, lord Caversham, avrebbe ospitato la cerimonia nella sua proprietà, Haldenwood, e a officiare avrebbe avuto l’arcivescovo di Canterbury. Era stato un pomeriggio formidabile, che aveva cambiato la sua vita, anche se quella mattina Beverly era andata a cavallo con Elise ed erano state fuori per ore. Christopher sapeva che era una cavallerizza molto capace, ma questo non aveva mitigato la sua preoccupazione.

    Aveva nascosto quell’apprensione durante un incontro con lord Hepplewhite nell’ufficio del duca. Il lord, suo futuro suocero, gli aveva domandato dei suoi progetti, ora che stava per sposare sua figlia. Christopher era stato onesto con Hepplewhite e gli aveva detto che voleva trasferirsi a Londra e prendere il suo posto al Parlamento; non si vedeva contento a vivere una vita da pigro fattore.

    Era allora che Hepplewhite gli aveva chiesto se gli fosse interessato il lavoro in diplomazia. Dopo aver descritto alcuni dei suoi compiti, Christopher aveva dovuto ammettere che lo intrigava. Hepplewhite lo aveva invitato a incontrare il suo superiore al Foreign Office non appena tornato a Londra.

    Durante il corteggiamento, Beverly gli aveva raccontato della sua idilliaca infanzia in Spagna e Portogallo, dove era stata curata da balie e governanti, e poi di Bruxelles, dove suo padre le aveva trovato dei tutori. Il giorno del suo dodicesimo compleanno, la sua governante aveva suggerito che suo padre la mandasse in patria a prepararsi per la società e un futuro matrimonio. Hepplewhite l'aveva fatto, affittando una casa nei pressi della tenuta del duca di Caversham, cosa che aveva cambiato la direzione di entrambe le loro vite.

    Christopher si chiese cosa sarebbe accaduto se Beverly non fosse mai diventata amica di lady Elise; l'avrebbe mai incontrata? Guardandola addormentata al suo fianco, non voleva pensare alla riunione di Londra. Né se gli avrebbero mai offerto un impiego. Avrebbe solo parlato con il superiore di lord Hepplewhite.

    Ora voleva solo guardare la bellezza di sua moglie alla prima luce del mattino. Non poteva sopportare il pensiero di vivere senza di lei. Uno dei suoi fratelli stava allevando due bambini da solo, perché sua moglie era morta di parto. Anche la madre di Beverly era defunta lo stesso giorno in cui l'aveva data alla luce.

    Il suo cuore indurito dalle battaglie temeva solo una cosa: di perderla.

    Si alzò su un gomito, e il movimento fece scivolare il lenzuolo subito sotto il seno di sua moglie. Attraverso la luce dell'alba che filtrava nella camera ne poté vedere le cime rosa scuro, come sassolini. Si bagnò le labbra, e allo stesso tempo la bocca gli si seccò. Tese la mano e, con la pelle morbida del dorso delle nocche, accarezzò la curva del seno più vicino a lui. Lei inspirò e gemette con un lieve sospiro, poi aprì gli occhi.

    Alla luce dell'alba, non erano azzurri venati d'argento, ma piuttosto grigio scuro. E Christopher aveva già visto quella particolare sfumatura, quando la sua bella moglie era eccitata.

    C'è un motivo per cui mi avete svegliata? Le sue parole mormorate, dette in quel tono seducente e morbido, gli dissero che lei era interessata allo stesso suo sport mattutino.

    Era radiosa, con i capelli scompigliati dal sonno, gli occhi seducenti e il sorriso invitante. Si spostò sopra di lei, a cavalcioni delle sue cosce, facendo attenzione a non caricarla di troppo peso.

    L'amava. L'avrebbe amata con l'ultimo respiro del suo corpo e già amava il figlio che avevano concepito. Chinandosi su di lei, le baciò le labbra sfiorandole leggero come una piuma. Quando gli accarezzò la vita, tirandolo giù a sé, dimenticò tutte le sue preoccupazioni per l'incontro a Londra.

    Vi amo, moglie sussurrò, con il cuore gonfio di una felicità che non aveva mai pensato possibile.

    E io voi, marito. Il suo sorriso fece brillare il sole negli angoli più bui della sua mente, dove erano nascosti i ricordi della guerra. Le mani di lei si alzarono ad accarezzargli il viso, guidandolo giù; lo baciò con una passione che rivaleggiava con la promessa nei suoi occhi e l'invito sulle sue labbra.

    Vi voglio ancora mormorò, e con le labbra adorò il pendio del suo collo, dalla fossetta dietro il suo orecchio fino alla spalla. Le sfuggì un gemito e sollevò i fianchi. Vi vorrò sempre. Sempre.

    Anche io vi voglio, Christopher sussurrò lei, mentre le metteva l'asta dura sull'ingresso già umido.

    Lei gli avvolse le gambe intorno, e le scivolò dentro lo stretto fodero. Il suono che lei fece quando si fu seduto completamente lo fece sentire più necessario e più desiderato che con qualsiasi sua amante. E amato. Con Beverly si sentiva amato.

    Voleva mostrarle, di nuovo, quanto significasse per lui, adorandola tutta a ogni respiro. Cominciò a muoversi dentro di lei, per portarli entrambi al culmine della loro passione, determinato a rimanere gentile, per paura di ferire lei o il bambino.

    Beverly non aveva la stessa attenzione. Gli mise i talloni sulle natiche nude e, con una forza che si sarebbe dovuto aspettare, lo spinse più a fondo e si rifiutò di farlo tirare indietro.

    Smettete di trattarmi come un fragile guscio d'uovo sussurrò. Non ci farete del male, Christopher.

    Cercò di accoglierla, muovendosi un po' più veloce e più profondo, e pensò di soddisfarla, fino a quando, con una spinta improvvisa delle sue gambe da cavallerizza, Christopher si ritrovò sulla schiena, con la moglie a cavalcarlo. I suoi seni rimbalzavano, creando un'immagine così erotica che gli fece aumentare il ritmo per andare incontro alla passione con cui lo guidava. Si immerse più a fondo di ciò che pensava fosse sicuro, considerando la sua condizione. Beverly aveva bisogno di più e fece ciò che le era necessario per raggiungere quello stato di beata sazietà.

    Voleva che lei raggiungesse quel picco; gli piaceva guardare lei arrivare in vetta e salire ancora di più. Si concentrò sul loro ritmo e iniziò a guidarla verso il culmine. Non ci volle molto per entrambi. Ben presto si sentì stringere sempre di più a ogni spinta.

    Sì, Christopher! Il respiro affannato e irregolare di sua moglie gli diede forza, i suoi gemiti di piacere gli dissero di quanto avesse bisogno, mentre si spingeva dentro di lei negli attimi subito prima dell'orgasmo. Vi prego!

    La guardò negli occhi mentre, di nuovo, le dava il suo seme.

    Beverly mormorò, baciandole il collo e la spalla, lucida di sudore per lo sforzo. Pronunciò le sole parole che aveva

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