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I predatori del manoscritto perduto: Alla ricerca della Germania di Tacito

I predatori del manoscritto perduto: Alla ricerca della Germania di Tacito

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I predatori del manoscritto perduto: Alla ricerca della Germania di Tacito

Lunghezza:
77 pagine
46 minuti
Pubblicato:
15 dic 2021
ISBN:
9791280130853
Formato:
Libro

Descrizione

Una storia avvincente come un romanzo d’avventure, ma incredibilmente vera, quella del De origine et situ Germanorum, meglio noto come Germania, una delle più importanti opere storico-etnografiche dell’antichità, scritta del grande autore romano Publio Cornelio Tacito. Da quando, nel 1425, il manoscritto più antico conosciuto di questo capolavoro della classicità, incluso in un codice carolingio del IX° secolo, è stato individuato, dimenticato da secoli in un polveroso archivio dell’abbazia tedesca di Hersfeld, è stato al centro di una vera e propria spy story che si è protratta dal Rinascimento fino ai tempi moderni. Oggetto di una sorprendente caccia al tesoro, fin dalla sua scoperta il Codex Hersfeldensis è stato bramato e conteso da umanisti, letterati, pontefici, agenti segreti, iniziati e importanti dinastie italiane e europee, inclusa quella dei Medici di Firenze. Recuperato e portato a Roma nel 1455 per ordine del Papa Niccolò V° (il grande umanista Tommaso Parentucelli, già membro dell’Accademia Platonica Fiorentina) da Enoch d’Ascoli, singolare ed enigmatica figura di procacciatore di testi classici e di opere “perdute” per conto del Vaticano, in seguito alla morte del Pontefice e poi dello stesso Enoch, venne smembrato in tre parti e se ne persero le tracce. La parte contenente la Germania di Tacito, destinata a passare alla storia con il nome di Codice Esinate, venne riscoperta nel 1902 a Jesi, nella biblioteca del Conte Aurelio Guglielmi-Balleani. Con l’evolversi degli eventi in Europa e con l’avvento in Germania del III° Reich, la diffusione della notizia del ritrovamento del manoscritto più antico della Germania non lasciò indifferenti gli esponenti di quei circoli culturali e intellettuali che gravitavano attorno al Partito Nazional-Socialista e che erano dediti all’esaltazione, anche in chiave mistica ed esoterica, della germanicità e della presunta purezza della razza “ariana”. Promesso da Mussolini a Hitler nel 1937, dopo l’8 Settembre 1943 divenne oggetto della bramosia di Heinrich Himmler, che inviò a Jesi un battaglione di SS con l’ordine di requisirlo. Ma il manoscritto fortunatamente non venne trovato.
Pubblicato:
15 dic 2021
ISBN:
9791280130853
Formato:
Libro

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I predatori del manoscritto perduto - Nicola Bizzi

ROMANITAS

NICOLA BIZZI

I PREDATORI

DEL MANOSCRITTO PERDUTO

Alla ricerca della Germania di Tacito

LOGO EDIZIONI AURORA BOREALE
Edizioni Aurora Boreale

Titolo: I predatori del manoscritto perduto.

Alla ricerca della Germania di Tacito

Autore: Nicola Bizzi

Collana: Romanitas

Editing e illustrazioni a cura di: Nicola Bizzi

ISBN versione e-book: 979-12-80130-85-3

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CAPITOLO I° - IL DE ORIGINE ET SITU GERMANORUM: STORIA E GENESI DI UN’OPERA LETTERARIA

Il De origine et situ Germanorum, comunemente conosciuto come Germania, è un’opera storico-etnografica scritta attorno al 98 d.C. da Publio Cornelio Tacito, storico, oratore e senatore romano, considerato unanimemente dai moderni storici e filologi il più grande esponente del genere storiografico della letteratura latina. Interamente incentrata sulla storia, le usanze, i costumi, le istituzioni e le tradizioni religiose delle varie tribù germaniche che vivevano al di fuori dei confini dell’Impero, la Germania è infatti l’unica opera a carattere squisitamente etnografico su un popolo straniero che ci sia pervenuta integra dell’antichità romana (se si escludono altre opere che, nel proprio contesto, contengono anche fugaci excursus di simile natura). Essa si inserisce perfettamente all’interno di quella consolidata tradizione etnografica antica che va da Erodoto e Senofonte, fino a Giulio Cesare, a Strabone e a Pausania, e che affondava le proprie radici in autori come Ellanico di Lesbo e Dionisio di Mileto, le cui opere sono (almeno ufficialmente) andate perdute. Ciò non toglie che l’opera di Tacito si riveli anche come una creazione originale nell’ambito dei generi tradizionali delle letterature classiche, comprendendo anche parti storiche e geografiche, ma soprattutto ideologiche, quasi da pamphlet.

Il testo del De origine et situ Germanorum inizia con la descrizione delle terre, delle leggi e del modus vivendi delle tribù riconducibili a un vasto novero di popoli barbari, a partire da quelle confinanti con il limes imperiale, e continua quindi con le descrizioni delle singole tribù, cominciando da quelle più vicine ai territori romani e terminando con quelle ai più estremi confini settentrionali, sul mar Baltico, con una descrizione dei primitivi e selvaggi Fenni e di sconosciute tribù al di là di essi.

L’opera è divisa in due parti: dal capitolo I al XXVII Tacito ci descrive la Germania transrenana, con dovizia di particolari riguardo al clima, al paesaggio e alla struttura sociale dei vari popoli che a quel tempo vi erano stanziati, raccontandone l’origine. Dal capitolo XXVIII al XLVI c’è una rassegna più specifica delle singole popolazioni seguendo un criterio geografico, vale a dire iniziando da Ovest, procedendo poi a Nord, a Sud e infine ad Est.

Sembra ormai assodato che il De origine et situ Germanorum, che contiene oltre a quelli puramente descrittivi anche tratti sia moraleggianti che politici, aveva molto probabilmente, nelle intenzioni dell’autore, lo scopo non certo secondario di mettere in luce il potenziale pericolo rappresentato per la civiltà romana da genti fiere e indomabili che le legioni imperiali non erano mai riuscite a conquistare e ad assoggettare. La Storia infatti ci insegna quanto le popolazioni germaniche abbiano

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