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La Dieta mediterranea italiana: Teoria e pratica per vivere 100 anni

La Dieta mediterranea italiana: Teoria e pratica per vivere 100 anni

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La Dieta mediterranea italiana: Teoria e pratica per vivere 100 anni

Lunghezza:
105 pagine
42 minuti
Pubblicato:
28 gen 2016
ISBN:
9788869341212
Formato:
Libro

Descrizione

Nell'immaginario collettivo tale termine viene spesso associato a digiuni e astinenze, a rinunce e privazioni. Dieta invece, vuol dire essere educati ad alimentarsi correttamente, essere coscienti delle scelte da compiere consumando cibi salutari, mangiando di tutto nelle giuste quantità e con le giuste frequenze alimentari, associando una vita socialmente attiva basata sul movimento fisico. La dieta dunque, riveste un ruolo centrale nel benessere degli esseri umani.

Nei Paesi del bacino del Mediterraneo pur differenti nella lingua e nelle tradizioni, esiste una linea alimentare comune che può, o meglio poteva essere identificabile nella cosiddetta "dieta mediterranea", un modello alimentare che alla luce delle ultime ricerche scientifiche sembrerebbe oramai del tutto estinto.

La dieta tradizionale italiana, sembra oggi essere stata sconvolta nella sua struttura di base. Il modello alimentare attuale conserva ben pochi aspetti riconducibili alla dieta mediterranea del passato.

Dopo Alimentazione e cibo nella Calabria popolare, Luigi Elia continua il suo viaggio all'interno della tradizione etnografica e gastronomica del nostro Paese. Ancora una volta, servendosi di strumenti antropologici, economici, sociali e culturali, l’autore delinea un quadro estremamente interessante e ricco di sfumature del nostro passato che, in un continuo rimando al presente, diventa anche un’analisi approfondita di come il nostro modo di rapportarci al cibo, e quindi alla vita, sia radicalmente mutato.

Pubblicato:
28 gen 2016
ISBN:
9788869341212
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Luigi Elia è nato a Catanzaro nell'aprile del 1978. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienza dell'Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Perugia ed ottenuto l’abilitazione alla professione di Biologo presso l’Università degli Studi di Palermo. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, ha svolto attività di ricerca in ambito universitario e ha lavorato nelle scuole dell’obbligo in qualità di esperto esterno di "Educazione Alimentare". Si interessa di gastronomia mediterranea e di riscoperta di culture e tradizioni del passato legate al cibo e all’alimentazione.


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Anteprima del libro

La Dieta mediterranea italiana - Luigi Elia

© Bibliotheka Edizioni

Via Val d’Aosta 18, 00141 Roma

tel: +39 06.97998700

info@bibliotheka.it

www.bibliotheka.it

I edizione, Gennaio 2016

ISBN 978-88-6934-121-2

Tutti i diritti sono riservati.

Disegno di copertina: Riccardo Brozzolo

Luigi Elia

LA DIETA MEDITERRANEA ITALIANA

Teoria e pratica per vivere 100 anni

Cucina

Luigi Elia

È nato a Catanzaro nell’aprile del 1978.

Ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Perugia ed ottenuto l’abilitazione alla professione di Biologo presso l’Università degli Studi di Palermo. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi, ha svolto attività di ricerca in ambito universitario e ha lavorato nelle scuole dell’obbligo in qualità di esperto esterno di Educazione Alimentare.

Attualmente svolge la sua professione tra la Calabria e la Sicilia.

Si interessa di gastronomia mediterranea e di riscoperta di culture e tradizioni del passato legate al cibo e all’alimentazione.

Dieta Mediterranea

Il modo di alimentarsi di un popolo è legato a tutta una serie di fattori che spaziano dalla disponibilità locale di alimenti, alla storia, alle tradizioni, all’economia. Esistono quindi notevoli differenze da paese a paese. I popoli che nei secoli hanno abitato le sponde del mare mediterraneo sono accomunati da una matrice culturale derivante dalla sostanziale somiglianza delle risorse ambientali e climatiche, nonché dai lunghi periodi di dominazione dei romani prima e degli arabi poi. Nei Paesi del bacino del Mediterraneo pur differenti nella lingua e nelle tradizioni, esiste una linea alimentare comune che può, o meglio poteva essere identificabile nella dieta mediterranea, un modello alimentare che alla luce delle ultime ricerche scientifiche sembrerebbe oramai del tutto estinto.

La dieta riveste un ruolo centrale nel benessere degli esseri umani. La parola dieta deriva dalla lingua greca, il suo significato originario è: stile di vita, più propriamente stile alimentare. Nell’immaginario collettivo tale termine viene spesso associato a digiuni e astinenze, a rinunce e privazioni. Dieta invece, vuol dire essere educati ad alimentarsi correttamente, essere coscienti delle scelte da compiere consumando cibi salutari, mangiando di tutto nelle giuste quantità e con le giuste frequenze alimentari, associando una vita socialmente attiva basata sul movimento fisico.

Il concetto di dieta mediterranea fu un’intuizione del medico nutrizionista italiano Lorenzo Piroddi, che negli anni trenta del secolo scorso, per primo evidenziò la connessione tra alimentazione, obesità e diabete mellito, suggerendo l’esistenza di un modello alimentare proprio dei paesi mediterranei, che si contraddistingueva per l’elevata salubrità. Successivamente poi, grazie ai risultati emersi dagli studi epidemiologici condotti dal nutrizionista e fisiologo americano Ancel Keys, tra gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso, ci si accorse come le persone meno abbienti dei piccoli paesi del sud Italia, mangiatori di pane, cipolla e pomodoro, apparivano essere più sani sia dei cittadini di New York, sia dei loro stessi parenti emigrati anni prima negli Stati Uniti. Ancel Keys, cominciò a studiare approfonditamente la dieta degli abitanti di due paesi situati nel sud dell’Italia: Nicotera (piccolo borgo marinaro della fascia tirrenica della Calabria) e Pollica (piccolo borgo marinaro della bassa Campania).

Ancel Keys insieme ad altri ricercatori diede dunque vita al Seven Countries Study (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, U.S.A. ed ex – Jugoslavia) confrontando la dieta di 12.000 persone (età 40/59). Le popolazioni che mangiavano cibo mediterraneo come quella italiana o giapponese, mostravano bassi livelli di malattie cardiovascolari. Nel paese di Nicotera nel settembre del 1957 durante questo grande studio, furono esaminati 607 uomini. I risultati mostrarono solo 4 casi di infarto del miocardio e solo 3

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