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Mitologia Greca: l' Esclusiva Raccolta di Miti e Leggende Greche, un Affascinante Viaggio tra Divinità, Titani e Mostri Sacri Dell'Antica Grecia

Mitologia Greca: l' Esclusiva Raccolta di Miti e Leggende Greche, un Affascinante Viaggio tra Divinità, Titani e Mostri Sacri Dell'Antica Grecia

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Mitologia Greca: l' Esclusiva Raccolta di Miti e Leggende Greche, un Affascinante Viaggio tra Divinità, Titani e Mostri Sacri Dell'Antica Grecia

Lunghezza:
330 pagine
2 ore
Pubblicato:
Oct 7, 2021
ISBN:
9798201446437
Formato:
Libro

Descrizione

Chi sono gli Dei? Perchè erano così importanti e perchè li ricordiamo ancora oggi?

 

Scopriamolo insieme in un Mondo LEGGENDARIO ricco di STORIE Immortali.

 

I Greci usavano queste storie per svelare i tanti misteri che affiggevano e affliggono l'Umanità ancora OGGI. Ma la saggezza del possente mondo greco non è rimasta sepolta tra le ceneri del loro impero.

 

La Saggezza del mondo Greco Antico verrà SVELATA IN QUESTO LIBRO.

 

"Mitologia Greca" è un libro appassionato e appassionante, che riporta in vita i miti dell'antica Grecia, quelli che hanno consegnato alla storia, rendendoli immortali, personaggi come Teseo, Icaro e Perseo.

 

All'interno del libro, eroi gloriosi si barcamenano cercando di vincere la collera degli dei, dando vita ad amori intensi, gelosie, inganni e battaglie all'ultimo sangue.

 

Le loro gesta immortali, raffigurate da Illustrazioni di famose opere d'arte, vengono narrate approfonditamente nei vari capitoli del libro, tra cui troviamo:

 

  • La Genesi del Mondo
  • I Titani, gli Dei, gli Eroi, i Mostri
  • La Titanomachia e la Gigantomachia
  • Il mito di Prometeo e il Fuoco donato
  • Perseo e Medusa
  • Il titano Atlante
  • Ercole e le 12 Fatiche impossibili
  • La leggenda del Minotauro e del Labirinto
  • Icaro, Dedalo e la fuga
  • Narciso e la sua bellezza
  • Aracne e la sua sfida contro Atena
  • E MOLTO ALTRO...

 

Le Storie e i Racconti offrono Grandi INSEGNAMENTI MORALI.

 

Tutti i contenuti all'interno del volume sono adatti ed usufruibili a lettori di tutte le età (dagli 8 anni in su).

 

Se provi un interesse verso la mitologia greca, se vuoi approfondire alcuni miti e scoprirne degli altri, non aspettare! Questo libro sarà la tua chiave segreta alla scoperta di questo vasto ed affascinante universo!

 

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Pubblicato:
Oct 7, 2021
ISBN:
9798201446437
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Mitologia Greca - Cultura Publishing

Cultura Publishing

Sommario

•  Prefazione.................................

•  Capitolo 1 – Correlazione e differenza tra mito e filosofia greca.................................

•  Capitolo 2 – Eurinome e le origini del mondo secondo la mitologia greca.................................

-Pelasgo e la nascita del genere umano.................................

-Il mito omerico ed il mito orfico della creazione.................................

-La Teogonia di Esiodo ed il mito olimpico della creazione.................................

-Miti filosofici della creazione.................................

-Le Cinque Età dell’essere umano secondo Esiodo.................................

•  Capitolo 3 – I Titani e la Titanomachia di Esiodo.................................

•  Capitolo 4 – Gli Dei dell’Olimpo.................................

-Zeus.................................

-Era.................................

-Poseidone.................................

-Demetra.................................

-Artemide.................................

-Ares.................................

-Apollo.................................

-Dioniso.................................

-Efesto.................................

-Ermes.................................

-Atena.................................

-Afrodite.................................

•  Capitolo 5 – La Gigantomachia.................................

•  Capitolo 6 – Il diluvio.................................

•  Capitolo 7 – Aneddoti, rivalità ed amori.................................

-Le scappatelle di Zeus e la gelosia di Era.................................

-La disputa tra Atena e Poseidone.................................

-La tessitrice Aracne.................................

-Il mito di Tizio.................................

-Il supplizio di Tantalo.................................

-L’astuto Sisifo.................................

-La filantropia di Prometeo ed il Vaso di Pandora.................................

-Il rapimento di Proserpina.................................

•  Capitolo 8 – I Miti degli Eroi.................................

-Definizione dell’Eroe Greco.................................

-Gli Argonauti.................................

-La triste storia di Orfeo ed Euridice.................................

-Eracle.................................

-Teseo.................................

-Minosse ed il Minotauro.................................

-Il fedele Piritoo.................................

-Admeto ed Alcesti.................................

Prefazione

––––––––

Con il termine mito, dal Greco μῦϑος (miùthos)

che significa discorso, parola, favola, racconto, si intende una narrazione fantastica che spesso ha un valore simbolico ed addirittura religioso tramandata attraverso la tradizione orale e, più raramente, in forma scritta.

Il mito è un racconto utilizzato da un popolo, un’etnia, un gruppo per fornire una spiegazione sia ai fenomeni naturali sia al significato quasi sacro che si attribuisce a personaggi ed avvenimenti del passato e spesso narra delle vicende con protagoniste figure divine oppure anche antenati del popolo che tramanda il mito che, per la maggiore, incarnano tutti i vizi e le virtù del genere umano.

Con lo stesso termine si indica anche una rielaborazione del mito vero e proprio in altre opere letterarie e filosofiche come, ad esempio, il famigerato mito della caverna di Platone.

––––––––

È per questo motivo che il vero e proprio mito non deve essere confuso con altre manifestazioni artistiche e letterarie, anche se spesso e volentieri vengono lo stesso identificate con questo nome, come ad esempio:

-l’allegoria filosofica, come lo è la Cosmogonia di Esiodo che tratta delle origini dell’universo, scritto sotto forma di poema mitologico;

-la parodia oppure la satira come lo è quella di Sileno nella sua descrizione di Atlantide;

-la semplice storia sentimentale come lo è quella che narra di Narciso e della ninfa Eco;

-l’avvenimento storico farcito di elementi favolistici, come lo è l’assedio di Troia;

-la propaganda politica come affiora nelle vicende di Teseo relative alla federalizzazione dell’Attica;

-il racconto finalizzato a trasmettere una morale, come la storia di Hermes e delle tre asce (una di legno, una di bronzo ed una d’oro) regalate dal dio ad un contadino che aveva mostrato grande onestà;

-il racconto umoristico, non diverso dalla barzelletta, come quello che ha per protagonisti Ercole, Onfale e Pan;

-il melodramma teatrale come lo è la Medea di Euripide;

-la saga eroica come lo è l’Iliade;

-il romanzo realistico, come la visita di Odisseo al popolo dei Feaci.

È raro che un solo autore possa fornire una versione completa e chiarificatrice di un mito, tanto che, spesso, di un solo mito ci sono state tramandate diverse varianti.

Inoltre, quando si cerca di risalire alla forma originaria di un mito, occorre sempre ricordare che non è detto che la forma scritta più antica sia la più attendibile, in quanto autori come Callimaco della Scuola Alessandrina, Ovidio (vissuto nel I Secolo d.C.) ed il bizantino Tzetze forniscono, di uno stesso mito, una versione che paradossalmente risulta essere più antica di quella tramandataci da altri autori vissuti secoli prima di loro, come Esiodo ed altri tragediografi greci; la spiegazione a questo bizzarro elemento è certamente da attribuire al fatto che questi autori, per le loro ricerche, hanno avuto di sicuro accesso a fonti loro contemporanee più esaustive e complete di quelle pervenute ai giorni nostri.

––––––––

Ad avvalorare questa tesi si può prendere come esempio l’Excidium Troiae di Darete Frigio, datato al I Secolo d.C., che risulta essere più attendibile rispetto all’assai più antica Iliade di Omero rispetto

le vicende della guerra di Troia.

––––––––

Una analisi efficace di un racconto mitologico oppure pseudo mitologico deve sempre iniziare tenendo in considerazione quello che era il contesto religioso e politico di tutta Europa prima dell’invasione degli Ariani avvenuta durante il II Millennio a.C.

Al tempo le credenze religiose europee erano caratterizzate da una grande omogeneità, in cui a predominare era il culto della Grande Madre a cui venivano attribuiti numerosi appellativi, culto che addirittura si espandeva anche in Siria ed in Libia.

L’Europa era dunque monoteista e lo era in maniera unitaria, non esistevano altre divinità; la Grande Madre era considerata eterna, immutabile, onnipotente ma aveva anche connotazioni del tutto umane: ad esempio, la Grande Madre era solita scegliere degli amanti per soddisfare le proprie pulsioni sessuali, per genuina lussuria, non per dare un padre ai propri figli.

Il concetto di paternità non esisteva nella concezione religiosa perché il maschio era considerato solo come una componente necessaria per raggiungere il piacere carnale e, al massimo,

per la procreazione; da questo consegue che anche in ambito sociale si aveva una gerarchia matriarcale in cui era la donna a ricoprire un incarico di rilievo.

––––––––

Il concetto di maternità assunse una connotazione di mistero che origina la vita, un concetto che nelle prime forme di aggregazione sociale era temuto e rispettato; in forma rituale, le donne di un nucleo familiare si occupavano quasi ininterrottamente di curare un fuoco presso la grotta oppure la capanna che ospitava la propria famiglia e questo perché il fuoco, come la maternità, era considerato l’elemento di origine e di conclusione di tutte le cose .

Il focolare inteso propriamente come fuoco acceso e curato dalle donne divenne così simbolo di aggregazione e di organizzazione sociale, per questo il termine ha poi assunto il significato metaforico di casa e di intimità familiare.

In tutto questo è da ricercare la causa per cui in Grecia, durante le cerimonie pubbliche, la prima vittima sacrificale veniva immolata ad Estia, la dea del focolare domestico.

Durante l’Età Arcaica, che va dall’VIII al VI Secolo a.C., in Grecia il culto della Grande Madre si

identificava in Eurinome, conosciuta anche come Dea di tutte le cose.

•  Capitolo 1

Correlazione e differenza tra mito e filosofia greca

––––––––

Il mito ha influenzato in maniera indissolubile la cultura della Grecia arcaica ma non deve essere visto come un racconto di pura narrativa fantastica in contrapposizione ai meccanismi razionali della filosofia, tutt’altro: mito e filosofia greca hanno in comune lo scopo di conoscere e spiegare il mondo.

Tuttavia, occorre precisare come il mito presenta alcune caratteristiche che lo differenziano nettamente dal discorso filosofico:

-Il mito esprime in maniera diretta ed in forma narrativa l’oggetto della propria ricerca, laddove la filosofia è costituita da un sapere riflessivo che agisce per concetti astratti;

-il mito è dato da un corpus di conoscenze fisse ed immutabili che non offrono opportunità di libere e autonome rielaborazioni che sono elemento caratterizzante, invece, della tradizione filosofica;

- il mito non implica momenti dedicati all’analisi critica ed alla verifica che sono centrali nella ricerca filosofica, protesa costantemente a vagliare e perfezionare il possesso della verità e delle proprie certezze.

––––––––

A consentire una proficua dialettica tra mito e filosofia è stato l'avvento dello stoicismo, corrente di pensiero che ha come base e fondamento il pensiero del filosofo Zenone di Cizio, tra il III ed il II Secolo a.C. e che aveva una visione della vita e della natura come realizzazione di un piano razionale universale.

Con la corrente di pensiero stoica, si ha un'interpretazione sistematica e filosoficamente motivata dell'antica tradizione fondata sulla mitologia classica.

Prima del fiorire della filosofia vi era il mito, corrispondente all’identità culturale di un popolo in quanto costituiva nello stesso tempo tradizione, memoria storica, etica e religione.

Nonostante tutto questa potrebbe sembrare una concezione riduttiva del mito perché, a ben vedere, esso consiste nella prima forma che l’essere umano attribuisce alle risposte che cerca di darsi da sempre riguardo la vita, la morte nonché lo stesso scopo dell’esistenza.

Con l’avvento della filosofia, l’essere umano acquisisce una nuova prospettiva ed un ampliamento di vedute nell’approcciarsi alle proprie domande esistenziali, l’umanità ottiene nuovi metodi per scrutare ed interrogare la realtà.

Nel mito i protagonisti delle grandi storie sono divinità oppure eroi che personificano vizi e virtù degli esseri umani, le loro vicende sono da monito e da esempio agli esseri umani; basti pensare alle burle di Mercurio ed alla ponderata saggezza di Atena: i protagonisti del mito offrono agli esseri umani dei punti di riferimento per rendersi conto di quali modi di essere e di fare devono prendere ad esempio da seguire e quali, più spesso, da non seguire.

In poche parole, i protagonisti delle vicende narrate dal mito altro non sono che dei simboli.

Nel mondo greco, da sempre, l’utilità di un tale procedimento di interpretazione dei simboli ha

avuto un largo uso, in particolare nella direzione di un’allegoria letteraria e di una filosofico-religiosa.

Infatti, la cultura greca vede nel proprio costituirsi e consolidarsi la dialettica tra due tendenze che risultano di fatto opposte: da una parte la profonda considerazione per il ruolo autorevole e formativo assunto dalla tradizione, di cui in particolare modo erano depositarie le teogonie di Esiodo e di Orfeo e la grande epica di Omero, dall’altra una ben radicata predisposizione all’utilizzo dei meccanismi filosofici nel concepire il mondo secondo categorie razionali.

Questa dialettica emerge presto nell’evidente imbarazzo suscitato dalle numerose vicende mitologiche, non proprio corrispondenti alle caratteristiche del divino, cui dà voce Senofane nella sua celebre critica ai più antichi poeti greci, in cui Omero ed Esiodo vengono accusati di avere attribuito alle divinità le peggiori nefandezze della natura umana, come il ladrocinio e l’adulterio.

Nella stessa maniera, il filosofo Senofane critica Omero ed Esiodo per aver rappresentato le divinità in maniera eccessivamente antropomorfa, troppo umana; a proposito di questo Senofane fa notare come anche gli animali, se potessero dipingere,

idealizzerebbero le proprie divinità a loro immagine e somiglianza: i cavalli dipingerebbero divinità simili a cavalli ed i buoi dipingerebbero divinità simili a buoi.

Davanti a tutto questo, la cultura greca vede aprirsi un bivio in cui una strada conduce all’accettazione fideistica del mito come verità inconfutabile e l’altra strada conduce al ripudio del mito.

La via del ripudio e della rinnegazione del mito è apertamente intrapresa da Platone attraverso le pagine della sua Repubblica, in cui afferma che l’arte poetica non potrebbe mai essere portatrice di verità, in quanto l’arte poetica altro non è che una pantomima ed una imitazione della realtà sensibile.

Secondo Platone, la sola filosofia può fregiarsi del titolo di viatico per trovare la verità mentre l’arte poetica, con la sua capacità di ammaliare gli esseri umani, finisce solo e soltanto con il confonderne gli animi e la ragione.

Tuttavia, la storia ci ha tramandato l’esistenza di un terzo tentativo, operato dal genere umano, nel conciliare le due visioni precedenti ed in cui, seppure si rinnega il senso letterale del mito come verità assoluta, non si escludono del tutto gli scritti esiodei ed omerici in quanto gli autori, proprio

grazie ad una ispirazione divina, avrebbero contemplato la verità e l’avrebbero trascritta per trasmetterla ai posteri.

Questa terza via, dunque, invita l’essere umano alla decodificazione e, cosa più importante, all’interpretazione del mito per essere illuminati dalla sapienza nascosta che si annida nel mito.

Il primo a tentare questa esegesi in chiave allegorica del mito religioso fu Teagene di Reggio, nel VI Secolo a.C., ma ad offrire in maniera davvero soddisfacente una interpretazione del mito sistematica e motivata dal punto di vista filosofico fu soprattutto la corrente stoica.

A questo proposito si è rivelata fondamentale la classificazione delle divinità contenuta nel frammento SVF II 100911, in cui il criterio adottato ai fini di questa classificazione parte dall’idea che le divinità siano simboli di realtà fisiche e che debbano essere ordinate a partire dal modo in cui gli esseri umani le hanno concepite.

Questa classificazione si è potuta adottare anche da parte di un gran numero degli esegeti del I Secolo.

a.C. e d.C. grazie a due motivi fondamentali, uno di carattere cosmo-teologico e l’altro gnoseologico: il primo deve essere compreso alla luce della fisica

stoica, in cui il concetto chiave era quello che vedeva il logos/fuoco come principio fondamentale di tutte le cose, animato dalla legge razionale che presiedeva al divenire del cosmo e ne regolava i meccanismi.

Questo andamento era caratterizzato in particolare dal suo ripetersi in maniera ciclica in un meccanismo che terminava ogni volta in una esplosione cosmica, da cui puntualmente prendeva avvio un nuovo ciclo.

Questa cosmologia è la ragione della particolare conformazione assunta dalla religiosità degli stoici che assume il nome di henocentrismo, corrente che esprimere un politeismo riconducibile a un unico dio fondamentale, dai connotati filosofici, di cui tutte le altre divinità altro non sono che diverse manifestazioni.

Ecco dunque spiegato il primo motivo della centralità dello stoicismo in rapporto alla religione mitologica che, allo stesso tempo, offriva un eccellente strumento di interpretazione per tutti gli esegeti, quale che fosse la loro cultura di provenienza, la posizione filosofica da loro assunta oppure la loro religione di appartenenza, in perfetta sintonia con lo spirito pluralista che

caratterizzava l’Ellenismo.

––––––––

Il secondo motivo, quello invece di carattere gnoseologico, stabiliva l’attendibilità della tradizione poetica in virtù delle cosiddette nozioni comuni: per gli Stoici tali nozioni, ben lontane dall’essere innate e fondamentali allo sviluppo del linguaggio e delle capacità relazionali dell’individuo, venivano acquisite entro il settimo anno di età ed erano la pietra angolare di una completa maturazione dell’anima razionale; la loro acquisizione da parte dei bambini era mediata dall’educazione loro impartita, che implicava la trasmissione di tutte quelle conoscenze degli usi e dei costumi che rendevano fattibile un giusto inserimento nella comunità cittadina e che, nella realtà dei fatti, si concentravano nella tradizione religiosa fondata sui miti, nonché sulla loro giusta interpretazione.

Tuttavia, per fare in modo che tali nozioni potessero essere considerate valide, occorrevano due condizioni preliminari che necessitavano di essere soddisfatte: una concezione della storia tale da rendere legittimo il patrimonio culturale tradizionale e dei mediatori che svolgessero

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