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Il mondo invisibile
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E-book245 pagine2 ore

Il mondo invisibile

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Info su questo ebook

Nessun uomo è un’isola, ma è parte di un tutto: perennemente a stretto contatto con il mondo visibile e invisibile che è intorno e dentro di lui.
La storia della vita sulla Terra inizia quattro miliardi di anni fa con le prime molecole in grado di replicarsi autonomamente. Da allora i batteri e gli altri organismi unicellulari hanno popolato ogni angolo del pianeta, adattandosi alle condizioni più estreme e diventando elementi indispensabili al funzionamento della biosfera. Ne Il mondo invisibile il professore Luca Viganò, illustre odontoiatra, ci spiega i meccanismi che permettono ai microorganismi di sopravvivere, di adattarsi ed evolversi nell’ambiente circostante.
La porta perennemente aperta ai batteri e a tutto ciò che è invisibile è proprio la nostra bocca, la quale consente l’accesso a tutto ciò che può essere nocivo per la nostra salute. 
Esiste una stretta correlazione tra la salute del corpo e quella del cavo orale: l’una influenza l’altra e dipendono direttamente dallo stile di vita che ogni individuo assume nel corso della sua esistenza.
Quindi l’alimentazione che si effettua giornalmente per scelta può essere orientata in senso positivo a promuovere l’integrità del cavo orale, oppure, in senso negativo, andando a danneggiarlo ed a favorire l’insorgenza di patologie. 
Il mondo invisibile del professor Viganò è un testo prezioso, esaustivo, chiaro nell’esposizione linguistica. Ciò permette una lettura agevole e densa di informazioni utili e necessarie per un corretto stile di vita.

Luca Viganò da anni si dedica alla divulgazione del concetto di “medico orale” legando la variazione del microbiota orale a molte malattie sistemiche, o meglio al rischio della loro insorgenza o esacerbazione.
Ha fondato L’Accademia Italiana di Ricerca Orale, a.i.r.o.
Docente presso l’Università degli studi di Milano e Genova.
Docente presso l’Istituto Stomatologico Toscano.
Autore di molte pubblicazioni nazionali e internazionali  tra cui “Use of chlorhexidine, side effects and antibiotic resistance”, “Breast Cancer and its Treatment: Impact on Oral Health”. “A Traditional Review The Oral Microbiome in the Context of Aging and Cognitive Impairment”.
Referente scientifico in Italia della fondazione tedesca wifoazm.
LinguaItaliano
Data di uscita30 mag 2021
ISBN9788830643970
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    Anteprima del libro

    Il mondo invisibile - Luca Viganò

    cover01.jpg

    Viganò Luca

    Il mondo invisibile

    Come i microbi condizionano

    la salute dell’uomo

    © 2021 Gruppo Albatros Il Filo S.r.l., Roma

    www.gruppoalbatros.com - info@gruppoalbatros.com

    ISBN 978-88-306-3657-6

    I edizione aprile 2021

    Finito di stampare nel mese di aprile 2021

    presso Rotomail Italia S.p.A. - Vignate (MI)

    Distribuzione per le librerie Messaggerie Libri Spa

    Dedico questo libro a chi ha fiducia nella bellezza dei propri sogni, alle menti libere, ai curiosi,

    a coloro che non smettono mai di lottare per quello in cui credono.

    Dedico questo libro a tutti i medici e ricercatori che instancabilmente, talvolta contro tutti, hanno contribuito alla vita donando il proprio tempo, la propria conoscenza e la propria passione per il benessere dell’umanità.

    Dedico questo libro ai miei pazienti e a tutti coloro che giorno dopo giorno mi hanno permesso di credere in una medicina a misura d’uomo.

    Dedico questo libro a tutti coloro che, come un mondo invisibile, mi hanno permesso di scrivere osservando il passato, vivendo il presente e pensando al futuro.

    Grafica di copertina a cura di Erika Cataldo

    Prefazione

    di Laura Strohmenger

    (Professore ordinario di Odontoiatria e Protesi dentaria

    all’Università degli Studi di Milano)

    Luca Viganò si è laureato presso la scuola di Giorgio Vogel in Odontoiatria e Protesi dentale parecchi anni fa. Ha sempre mantenuto contatti con i suoi docenti, abitudine non certo molto diffusa, e questo mi ha dato la possibilità di seguirlo nel suo percorso lavorativo e umano con molto piacere.

    Subito dopo la laurea si è reso disponibile con grande impegno a dare un supporto odontoiatrico come docente nel nostro corso di laurea, attività che svolge tuttora.

    Negli anni successivi, curioso e impegnato, è diventato un eccellente clinico e un indefesso studioso degli argomenti più rilevanti della ricerca clinica e non del nostro campo.

    Negli ultimi anni la sua attenzione si è rivolta alle interazioni tra patologie sistemiche e orali, che sono di grande interesse in una società composta da cittadini sempre più anziani. In questo campo, i dati scientifici si sono confrontati spesso con le nuove patologie cronico-degenerative che fino a pochi anni fa dominavano il quadro sanitario del mondo evoluto e benestante.

    In un arco di anni relativamente ristretto si sono nuovamente affacciate alla nostra attenzione le malattie infettive, al punto da vederci oggi coinvolti in una pandemia che sta mettendo l’intero pianeta in grandi difficoltà.

    Il lavoro di Viganò esce in questo contesto molto impegnativo per i sanitari di tutto il mondo, e questo è un bene, perché la storia della medicina aiuta sempre.

    Viganò ci regala un testo completo, analitico e di lettura molto accattivante.

    Non sempre è facile riuscire a rendere appetibile un argomento complesso, ma lui ci è riuscito con un libro che risulta fruibile anche al non medico, caratteristica che trovo davvero notevole.

    Lo ringrazio di questa sua fatica e spero che sia per lui fonte di grande soddisfazione. Mi auguro inoltre che proceda su questa strada, continuando a curare le persone e persistendo a studiare per aiutarle sempre nel migliore dei modi.

    Introduzione

    del professor Matteo Bassetti

    Quante volte nella vostra vita, prima dell’emergenza Covid-19, avevate parlato o sentito parlare di malattie infettive? Poche, ci scommetto. I microrganismi – in gergo microbi –, che siano batteri, virus, funghi o protozoi, sono un nemico invisibile, se ne parla solo nel momento in cui ne compare uno di particolarmente aggressivo. Poi tornano nel dimenticatoio, tutt’al più evocati distrattamente quando a dicembre compare qualche linea di febbre.

    Eppure le malattie infettive hanno cambiato la storia dell’umanità anche recente. Basti pensare alla peste nera, che ha sconvolto l’Europa tra il 1346 e il 1353 e che ha provocato venti milioni di vittime, quella raccontata nel Decameron di Boccaccio. O per venire più vicino a noi, l’influenza spagnola che è arrivata a infettare circa cinquecento milioni di persone in tutto il mondo all’indomani della Prima guerra mondiale. Si stima che i decessi totali siano stati cinquanta milioni, su una popolazione totale della Terra di due miliardi. E oggi il Covid-19 che ha sconvolto la nostra vita sovvertendo buona parte dei nostri equilibri.

    Bisogna investire in prevenzione e cultura. Studiare ciò che è successo e ciò che sta succedendo per prevedere quel che sarà. Quel qualcosa che oggi scegliamo di ignorare, perché invisibile, prima o poi potrà manifestarsi, che ci piaccia o no. E noi dobbiamo essere pronti. Se sarà amico sapremo come accoglierlo, se sarà nemico sapremo come affrontarlo.

    I microrganismi sono strutture di dimensioni submicroscopiche di natura non cellulare. Ce ne possono essere di vari tipi, ma sono tutti costituiti da un acido nucleico rivestito da un involucro proteico. Quel che ci interessa maggiormente è il fatto che sono incapaci di una sintesi proteica autonoma, quindi sono obbligati a una vita parassitaria endocellulare. Da qui derivano le infezioni: a esseri umani, animali e piante.

    Ma sarebbe un grave errore pensare che i microorganismi creano solo problemi. L’avreste mai detto che il pianeta ha addirittura bisogno dei microbi per sopravvivere? Senza di loro, la specie umana potrebbe resistere, facendo una stima positiva, un giorno e mezzo. I virus sono essenziali per mantenere la omeostasi del nostro mondo, la sua tendenza ad autoregolarsi. Hanno, per esempio, un ruolo fondamentale per preservare l’ecosistema marino: infettano e distruggono i batteri, riciclano il carbonio. Sono i virus a creare l’habitat ideale per migliaia di esseri viventi marini.

    Addirittura, gli esseri umani senza i microbi non sarebbero mai esistiti. Di più: probabilmente la Terra non sarebbe mai stata solcata da alcun essere vivente. Si ritiene infatti che i microbi abbiano avuto un ruolo centrale nella prima evoluzione. Oltre a essere un’enorme riserva di diversità genetica.

    Va da sé che virus, batteri e funghi non sono solo dentro di noi. Sono letteralmente ovunque. E la grandissima parte non provoca l’insorgenza di malattie nell’essere umano. Esistono addirittura virus che vengono utilizzati per curare. In Russia, per esempio, è molto seguita la terapia "fagica", che consiste nell’attaccare alcuni batteri nocivi con i loro nemici più potenti: i virus, appunto.

    Studiare i microbi non ci consente solo di elaborare le giuste terapie per difenderci dai loro attacchi, ci permette anche di conoscere meglio il mondo in cui viviamo. E stiamo imparando anche a piegarli ai nostri scopi, modificandoli geneticamente per contrastare altre patologie, come i tumori.

    Ci sono poche cose per cui rallegrarsi. Le vittorie sono sempre temporanee. I microrganismi nostri nemici sono incredibilmente abili nello sviluppo di nuove difese e di nuove armi, e nel compiere salti a nuove specie, creando l’emergere di nuove infezioni. Il progresso stesso della nostra civiltà può minacciare la nostra salute. Per esempio, la tecnologia dei trasporti muove ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo facilitando la diffusione delle epidemie.

    Gro Harlem Brundtland, "Reaching out for World Health, Science", vol. 280, 5372, 26 giugno 1998.

    Quella che stiamo affrontando non è certo la prima epidemia della storia. Ho già citato la peste e la spagnola. E che dire del vaiolo? Secondo i dati dell’

    oms

    , nel solo anno 1967 hanno contratto questa malattia quindici milioni di persone, con due milioni di morti. L’abbiamo sconfitto con il vaccino, e i segni di questa lotta sono indelebili sulle braccia di almeno tre generazioni che sono state sottoposte alla vaccinazione.

    Il

    sars

    -Co

    v

    -2 non ci deve spaventare. Era in un certo senso qualcosa di atteso. Questa epidemia non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima. Ne arriveranno altre. Sono corsi e ricorsi storici che io chiamo never ending, senza fine.

    Le infezioni vanno guardate con il caleidoscopio. Non hanno un solo volto e non dobbiamo farci ingannare. C’è un motivo se si parla della nostra epoca come l’epoca dei microbi. Così come c’è un motivo se gli scienziati sapevano con assoluta certezza che sarebbe arrivata una pandemia simile a quella che abbiamo vissuto. Analizziamo insieme i diversi aspetti.

    Il primo è l’abuso di antibiotici. Farmaci antibatterici che, utilizzati nel modo sbagliato, sono diventati negli anni alleati delle infezioni batteriche. In Italia più di diecimila decessi all’anno sono correlati all’antibiotico-resistenza. Questo significa che i pazienti hanno molte più possibilità di incorrere in complicazioni gravi dopo essere stati ricoverati in terapia intensiva o aver subito interventi complessi. L’antibiotico-resistenza rischia di compromettere un quadro clinico grave e dà una grossa mano all’infezione.

    Il secondo è la globalizzazione. Il fatto che nel mondo attuale gli spostamenti siano sempre più semplici, economici e veloci, che le persone siano sempre più interconnesse, ha una contropartita. Perché aumenta a dismisura la possibilità di diffusione dei microbi, come è accaduto agli albori dell’epidemia causata dal

    sars

    -Co

    v

    -2, che il giorno prima era in Cina e il giorno dopo in Germania.

    Il terzo è la sovrappopolazione e l’erosione degli ambienti naturali. Ormai non esistono più luoghi davvero incontaminati, e la continua ricerca di nuovi terreni dove vivere (o da sfruttare economicamente) porta le persone a condividere i medesimi spazi con animali che potrebbero essere infetti, aumentando la probabilità che un virus o altro microbo faccia il salto di specie, arrivando fino a noi.

    Non è finita: c’è il cambiamento climatico. Il rischio, per esempio, che in Italia, a causa del fenomeno della tropicalizzazione, possano diffondersi malattie tipiche di fasce climatiche differenti. È già successo con il virus del Nilo Occidentale, che può provocare malattie neuroinvasive, fino a degenerare in encefalite. Ha colpito negli anni scorsi alcune zone del Nordest italiano. Oppure il virus chikungunya, trasmesso dalla zanzara tigre e tipico di alcune aree tropicali, è diventato addirittura endemico in un’area del Polesine.

    Per non parlare della febbre gialla in America Latina. È una delle infezioni più diffuse al mondo e un tempo era caratteristica delle aree rurali, ora invece è presente anche in città. A causa del cambiamento climatico, il suo vettore di trasmissione principale – un determinato tipo di zanzara – si sta diffondendo enormemente in tutto il mondo, spesso portando il virus con sé. La febbre gialla è una seria candidata per una futura pandemia.

    Esiste anche l’eziologia infettiva di molte malattie croniche. Alcuni infarti, per esempio, se analizzati, hanno origine da infezioni trascurate. Anche molti tumori hanno una causa virale. Pensiamo al papilloma virus, che nella donna è spesso correlato al tumore della cervice uterina: il virus infetta i tessuti e causa la loro degenerazione.

    Mi piacerebbe dirvi, ora che il Covid-19 ha rubato la scena alle altre numerosissime realtà infettive, che sia lui il nostro unico problema. E che, una volta sconfitto, saremo tranquilli. Mi piacerebbe davvero. Ma purtroppo non c’è nulla di più distante dalla realtà.

    Matteo Bassetti

    Professore Ordinario di Malattie Infettive

    Università degli Studi di Genova

    Direttore Clinica Malattie Infettive

    Ospedale Policlinico San Martino, Genova

    A marzo 2020 ci siamo svegliati di colpo dal sonno profondo in cui eravamo immersi. All’improvviso, una minuscola entità di nome Covid-19, del diametro compreso tra i 20 e i 300 nm, ha ricordato a tutti noi come il sottile filo che lega vita e morte, salute e malattia, sia imbrigliato tra i geni di coloro che governano il mondo da milioni di anni, da molto prima, dunque, che l’uomo facesse la sua comparsa sulla Terra: i microbi. Dopo secoli di cieca e devastante follia operata dalla specie umana nei confronti di Gaia, il piedistallo su cui ci eravamo posti accecati dall’ego si è sgretolato, mettendo a nudo la cruda realtà. Non siamo invincibili. Non possiamo controllare tutto. C’è un mistero che permea la vita che ancora ci sfugge, e forse lo farà per sempre.

    È sufficiente l’etimologia della parola virus (dal latino virus, veleno) per ricordarci con chi abbiamo a che fare: esseri invisibili eppure onnipresenti, in gran parte ancora sconosciuti, spesso imprevedibili. Esseri preziosi da approcciare con cautela e grande rispetto, nella consapevolezza che se sottovalutati possono costituire un pericolo, ma se studiati e conosciuti anche una grande risorsa naturale per la difesa della nostra salute. Esseri fondamentali per l’esistenza del nostro piccolo ecosistema e la sopravvivenza dell’intero pianeta, esseri da studiare, rispettare e salvaguardare.

    Questo libro nasce dall’intento di gettare uno sguardo oltre il visibile e fare conoscere a più persone possibile la vera natura dell’essere umano quale entità simbiotica e integrata, che si manifesta e si sviluppa nell’interazione con un sistema molto più ampio e complesso del mero corpo fisico che lo contraddistingue. Nasce dalla necessità impellente e non più rimandabile di aprire gli occhi, allargare la visuale e cambiare radicalmente il paradigma di chi siamo e da dove veniamo.

    Tutte le genesi dell’essere umano che si sono rincorse nel corso del tempo descrivono l’uomo come parte di un contesto più ampio, un mondo a cui è profondamente connesso e dal quale a un certo punto, sull’onda dell’ego e della curiosità, è costretto a separarsi. Lo strappo è traumatico e fonte di innumerevoli problemi.

    Secondo la religione induista, Brahma, dopo aver creato la Terra, divide il proprio corpo in due parti; dalla prima metà nasce la donna, dalla seconda l’uomo.

    Anche per la religione musulmana c’è una separazione all’origine di tutto, quella tra il Cielo e la Terra. Per il Corano, come per la Bibbia, siamo discendenti di Adamo ed

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