Goditi subito questo titolo e milioni di altri con una prova gratuita

Solo $9.99/mese al termine del periodo di prova. Cancella quando vuoi.

Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa: Il sistema di controllo in cui viviamo e le connessioni con il Vaticano

Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa: Il sistema di controllo in cui viviamo e le connessioni con il Vaticano

Leggi anteprima

Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa: Il sistema di controllo in cui viviamo e le connessioni con il Vaticano

Lunghezza:
668 pagine
8 ore
Editore:
Pubblicato:
Aug 5, 2021
ISBN:
9788897623571
Formato:
Libro

Descrizione

Un’analisi impeccabile e reale in materia di massoneria, Chiesa cattolica, e sistema in cui viviamo.

Una particolare attenzione è dedicata alla potente organizzazione magica fondata ufficialmente da A. E. Waite: L’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, responsabile dei delitti più importanti della storia giudiziaria italiana e internazionale, dai delitti del mostro di Firenze a quelli delle Bestie di Satana per passare da Erba, Cogne, Garlasco, Pantani, Rino Gaetano e tanti altri.

Attraverso le pagine del libro si dipana una matassa intricata ma affascinante, che ci porta a conoscere una realtà che pare fantascientifica ai più, ma purtroppo molto più reale e concreta di quella, falsa, edulcorata e manipolatoria, che ci offrono i giornali, i libri, la Tv e la cultura ufficiale.
 
Editore:
Pubblicato:
Aug 5, 2021
ISBN:
9788897623571
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa - Paolo Franceschetti

Domenica 9 dicembre 2007

Massoneria, politica e criminalità.

L’importanza dell’inchiesta di De Magistris e la dimenticata inchiesta Cordova

A proposito del recente libro di Ferruccio Pinotti,

Fratelli d’Italia

1. Premessa

2. Alcuni dati

3. La Massoneria come istituzione mondiale

4. Le logge massoniche coperte

5. Il problema centrale della Massoneria: il giuramento massonico

6. Il legame della Massoneria con i servizi segreti

7. Conclusioni

8. Approfondimenti

9. Bibliografia essenziale

1. Premessa

L’inchiesta portata avanti dal pubblico ministero Luigi De Magistris probabilmente tocca quello che a nostro parere è il problema più grosso del nostro Stato, da decenni: i rapporti tra criminalità organizzata, politica e finanza.

Pochi si ricordano dell’inchiesta che nel 1992 il PM Agostino Cordova fece sulla Massoneria calabrese.

E pochi hanno notato le similitudini con l’attuale inchiesta di De Magistris. Vale la pena di ricordarle. Prima però segnaliamo che oggi tutte queste inchieste – ma molto altro ancora – sono raccontate in un libro, Fratelli d’Italia, di Ferruccio Pinotti. Il libro è grande, 800 pagine circa. E ben documentato, e contiene anche interviste ad alcuni Gran maestri di diversi Riti. Ma da esso è possibile ricavare alcuni punti fermi che possono essere oggetto di approfondimento.

Analizzare il sistema massonico, e capire tutte le implicazioni che comporta questa istituzione, le interferenze con la società, con la giustizia, ecc., è una cosa impossibile da fare nelle poche righe di un articolo di un blog. Sarebbe un po’ come voler spiegare il funzionamento del mondo in poche righe. Il nostro scopo quindi è solo fornire alcuni spunti di riflessione per permettere poi un ulteriore approfondimento a chi lo vorrà fare, rimandando ad altri libri o testi. Evidenziando, in particolare, quei punti che vengono di solito trascurati quando si parla di Massoneria, che sono importanti per capire realmente il sistema nel suo insieme.

2. Alcuni dati

In Massoneria sono iscritte in Italia circa 50.000 persone, tra iscritti ufficiali e non ufficiali (cosiddetti all’orecchio, perché il loro nome non compare nelle liste ufficiali). Questo numero immenso di persone è costituito prevalentemente da militari, imprenditori , professionisti, docenti universitari, politici. In altre parole, buona parte dell’intellighenzia italiana e delle persone che ricoprono incarichi di potere.

Tra questi ricordiamo come legati direttamente o indirettamente alla Massoneria: Cossiga, Andreotti, Prodi, Berlusconi, De Benedetti; molti componenti legati alla famiglia Agnelli, Vittorio Valletta (dirigente FIAT per molti anni, l’uomo che ha portato la nostra fabbrica al successo degli anni d’oro); i governatori della Banca d’Italia Fazio, Ciampi, Carli; l’ex presidente di Mediobanca Cuccia, l’ex presidente del senato Marcello Pera, ma anche molti cardinali, vescovi, il Preside della facoltà di beni culturali di Bologna Panaino, ecc.

In particolare i mondi bancario, finanziario e imprenditoriale hanno legami fortissimi con la Massoneria. Oltre ai già citati Agnelli, De Benedetti, e molti presidenti della Banca d’Italia, troviamo Volpi, Joel, Toeplitz, Stringher, Caltagirone, De Bustis (che apparterrebbe agli Illuminati, secondo il libro di Pinotti); secondo alcune voci Consorte, Fiorani e tanti altri.

D’altronde, per capire i buoni rapporti tra Massoneria e cariche ufficiali dello Stato, basti pensare che Romano Prodi ha mandato un messaggio di augurio e benvenuto alla riunione di apertura del GOI (Grande Oriente d’Italia), di cui vale la pena riportare il testo: «La Repubblica e il Governo vi salutano, la Repubblica si riconosce nei valori della Massoneria». Il saluto è stato portato dal sottosegretario alle politiche giovanili Elidio De Paoli.

Mentre l’ex Presidente della Corte Costituzionale e della RAI Baldassarre ha presenziato di recente a una riunione del GOI, intervenendo sul tema della tripartizione dei poteri dello Stato.

In altre parole: i legami tra alte cariche dello Stato e Massoneria sono fortissimi e indiscussi.

Sono poco pubblicizzati e poco dichiarati, questo sì. Ma sono ufficiali.

Nulla di strano in ciò. Basti ricordare che il primo parlamento dell’Italia unita era composto in gran parte da massoni come Crispi, Depretis, Zanardelli.

Ogni tanto poi spuntano collegamenti con la Massoneria deviata, addirittura da personaggi insospettabili. Marco Pannella infatti tentò di candidare nelle sue liste nientemeno che Licio Gelli, il capo della famigerata Loggia P2, al fine, si presume, di fargli avere l’immunità parlamentare. Ma la sua spiegazione ufficiale fu che lo candidava perché in cambio Gelli prometteva di rivelargli i suoi segreti. Una spiegazione delirante, che Pannella diede addirittura in commissione parlamentare. Ma che dimostra come il potere politico vada a braccetto in tranquillità con personaggi che hanno cospirato contro lo Stato, e commissionato delitti di ogni tipo, stragi comprese, fino a portarli dentro al parlamento.

3. La Massoneria come istituzione mondiale

La Massoneria è un fenomeno mondiale, organizzato cioè su scala mondiale. Il vertice del Grande Oriente, in tutto il mondo, si trova nella corona inglese. Sono appartenuti alla Massoneria quasi tutti i Presidenti degli Stati Uniti, e personaggi come Gheddafi e Arafat, presidenti francesi, re del Belgio, di Olanda, e via discorrendo. Ovverosia: i vertici del mondo.

È una creazione della Massoneria – come, perché, e in che misura, sarebbe un problema tutto da studiare e approfondire – l’ONU, ma anche la Croce Rossa, il WWF (il cui presidente è Filippo di Edimburgo).

Fu una creazione massonica il cosiddetto Gruppo Bilderberg, e lo fu anche la cosiddetta Commissione Trilaterale.

Per capire il problema che potenzialmente può crearsi, in virtù di questa fratellanza tra esponenti di spicco di ogni parte del mondo, si cita spesso l’episodio del Britannia del 1992; in quell’anno, sul Piroscafo Britannia, di proprietà della Corona inglese, si riunirono alcuni vertici della finanza e della politica mondiale, tra cui Draghi e Prodi, e si decise che sarebbero state privatizzate alcune aziende italiane. Passarono in mani straniere dopo questa riunione la Buitoni, la Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle, ecc. Inoltre in quell’occasione, stando a quello che riportano alcuni storici e giornalisti, pare – ma il condizionale è d’obbligo – che si decidesse l’affossamento della lira, che infatti avvenne negli anni seguenti, ove la nostra moneta conobbe una svalutazione senza precedenti (il fine della svalutazione era quello di far acquistare le nostre aziende ad acquirenti stranieri, per un prezzo irrisorio).

Si spiega probabilmente così – in virtù del legame massonico mondiale – la presenza della Banca d’Inghilterra (i cui vertici sono nominati dalla Corona Inglese) nella Banca Centrale Europea con il 17% delle quote (nonostante non sia un paese dell’area Euro); e si spiega così perché molte banche italiane effettuino investimenti ingenti in azioni di Chase Manhattan Bank, Barclays, Morgan Stanley, ecc., tutte legate direttamente o indirettamente alla Corona Inglese per mezzo di un complicato gioco di scatole cinesi, creando dei conflitti di interessi spaventosi.

La Massoneria ha diverse sfaccettature. Esistono migliaia e migliaia di logge, e decine di istituzioni massoniche o paramassoniche (organizzate cioè come la Massoneria, senza potersi chiamare ufficialmente con questo nome).

Abbiamo il Grande Oriente, la più diffusa a livello mondiale. Poi abbiamo i Rosacroce, i Cavalieri di Malta, i Templari, l’Opus Dei, e chissà quante altre, magari sconosciute. Tutte queste istituzioni sono caratterizzate dal segreto per quanto riguarda il loro funzionamento interno, e dal fatto di trasformarsi, spesso, in veri e propri comitati di affari, anche illeciti.

Queste istituzioni sono diverse tra di loro, e talvolta sono in conflitto. Ma molto spesso collaborano e cooperano. Basti ricordare che Gelli apparteneva contemporaneamente alla P2, che tecnicamente era una loggia del Grande Oriente, ma era iscritto anche ai Cavalieri di Malta e ai Templari, per sua stessa ammissione.

4. Le logge massoniche coperte

In teoria la Massoneria è un’istituzione in cui si entra per fare un percorso iniziatico di conoscenza e approfondimento dei temi principali dell’esistenza. Questo è senz’altro vero per alcuni o molti dei suoi iscritti e per numerose logge.

In teoria poi la lista degli iscritti dovrebbe essere pubblica, essendo vietate dal nostro ordinamento le associazioni segrete.

Ma in realtà esiste il fenomeno delle logge massoniche coperte, o segrete, dove si iscrivono uomini politici che non vogliono rivelare la loro appartenenza alla Massoneria; e a queste logge si affiliano anche boss mafiosi come Inzerillo, Bontate, Riina, Bagarella, Lo Piccolo, Mandalari (il commercialista di Riina) che certamente non entrano in questa istituzione per una sete di conoscenza e approfondimento della ricerca interiore.

La ragione dell’esistenza delle logge coperte la spiega il Gran Maestro Giuliano Di Bernardo, a p. 396 del libro di Pinotti:

Le logge coperte sono sempre esistite. La loro funzione era quella di salvaguardare persone di particolare importanza istituzionale, politica e finanziaria, proteggendole da pressioni indebite da parte di altri fratelli.

Le logge massoniche coperte insomma sono il collante tra criminalità organizzata, politica, finanza e imprenditoria (non a caso i più grandi scandali finanziari italiani hanno visto come protagonisti dei massoni). E le logge massoniche coperte sono il motivo, o comunque uno dei motivi, dell’espansione della criminalità organizzata mafiosa nelle regioni del Centro e del Nord.

Un esempio chiarirà meglio la questione. Se un capo camorra deve costruire un grosso immobile al Nord, qualora sia affiliato alla Massoneria chiederà aiuto ai fratelli del Nord. Che, per il solo motivo di avere davanti un fratello, lo aiuteranno in questa impresa. Se deve riciclare denaro sporco, sono ancora una volta le collusioni con un banchiere massone che consentiranno questo riciclaggio.

E il legame massonico è la spiegazione dell’espansione della mafia negli stati dell’Unione Europea.

Considerando che la Massoneria è una fratellanza mondiale, non sarà difficile per un mafioso trovare appoggi in Russia, in America, o alle Cayman.

Così come non è difficile, per massoni appartenenti alle varie mafie, entrare in collegamento tra loro e stringere patti di alleanza; da qui nascono i patti di alleanza tra mafia, ‘ndrangheta e camorra.

Ecco il motivo per cui quando un magistrato inizia a indagare sulle cosiddette logge massoniche coperte viene regolarmente silurato, fisicamente e/o lavorativamente.

5. Il problema centrale della Massoneria: il giuramento massonico

Ora – qui sta il nodo centrale del problema – tra gli iscritti alla Massoneria esiste un giuramento di fedeltà che li porta ad aiutarsi l’un l’altro.

Questo è il nodo cruciale del problema massonico: è possibile che un pubblico ufficiale o un funzionario statale sia servitore dello Stato ma, contemporaneamente, presti fedeltà a un’istituzione non statale?

Il tema è tutto da approfondire, perché ovviamente i più alti esponenti della Massoneria negano che il loro giuramento di fedeltà prevalga sulle leggi dello Stato. Ma, francamente, quando in una loggia coperta operano mafiosi, esponenti dei servizi segreti, imprenditori e politici, c’è perlomeno da dubitare di queste affermazioni di lealtà allo Stato.

Occorre inoltre tenere presente una cosa che pochi sanno: al suo interno la Massoneria ha i propri tribunali, organizzati in tre gradi proprio come avviene nell’ordinamento giudiziario italiano.

La Massoneria si configura quindi come un vero Stato nello Stato. Potremmo dire uno Stato al di sopra dello Stato. O perlomeno, per usare le parole della 32esima Commissione parlamentare antimafia, «le logge coperte… sono in grado di determinare gravi interferenze nell’esercizio di funzioni pubbliche».

Ecco il motivo dell’allarme che suscita la possibilità che un Presidente del Consiglio possa appartenere a una loggia coperta di San Marino o comunque avere interessi ad essa legati.

Ecco la potenziale bomba che potrebbe scoppiare se l’inchiesta di De Magistris, nei suoi contenuti, fosse portata alla luce. Ed ecco perché si preferisce dirottare il clamore mediatico sul problema del suo presenzialismo in TV: per stornare l’opinione pubblica da un problema immenso, che coinvolge il problema dei rapporti tra politica e criminalità organizzata.

6. Il legame della Massoneria con i servizi segreti

C’è un dato importante poi che non bisogna trascurare: i servizi segreti quasi sempre sono stati diretti da appartenenti alla Massoneria, con tutte le conseguenze del caso. È documentalmente accertato che furono diretti per quasi 30 anni da appartenenti alla Massoneria; oggi non si sa, poiché mancano elenchi di iscritti recenti. Ma non a caso è coinvolto nell’inchiesta di De Magistris anche l’odierno capo della sezione calabrese del SISMI, oltre a vari politici.

Per qualche decennio i servizi segreti non rispondevano, insomma, al Governo, ma a Gelli. Ed e probabilmente per questo – per la presenza dei servizi segreti deviati – che in tutti i fatti giudiziari più gravi di questi ultimi anni, quando erano presenti i servizi segreti, i testimoni sono morti in modo misterioso e sempre con le stesse tecniche (suicidi in ginocchio, incidenti stradali, infarti improvvisi). Diciamo probabilmente perché il dubbio è sempre un obbligo, quando si tenta di ricostruire un sistema di potere senza avere prove documentali certe (cosa peraltro estremamente facile quando chi deve indagare è legato a quel gruppo di potere e, per non tradire il giuramento fatto, non indaga).

Tuttavia è un fatto che nei principali episodi stragisti dell’Italia di questi ultimi decenni (solo per far qualche esempio: Italicus, Ustica , Moby Prince, Piazza Fontana, strage di Bologna, strage di Via D’Amelio e strage di Capaci) i servizi segreti deviati erano sempre coinvolti in vario modo; e i testimoni sono sempre morti nello stesso identico modo: con una tecnica che, oltre a essere sempre uguale, è indizio dell’intervento di persone che adottano tecniche sofisticate (ecco il significato dell’espressione menti raffinatissime usata da Giovanni Falcone riguardo al suo attentato all’Addaura). Ciò indica che probabilmente c’è un filo conduttore tra tutte queste stragi. E questo filo conduttore probabilmente lo si troverebbe nelle logge massoniche deviate.

7. Conclusioni

In conclusione: le logge massoniche coperte sono il collante che lega tra di loro criminalità, finanza e politica.

Il giuramento massonico e i vari legami che in queste sedi si creano sono la spiegazione dell’espansione della criminalità organizzata in tutti i campi della vita sociale e politica. Ai vertici della finanza, della politica, dell’imprenditoria, ci sono molto spesso persone legate, direttamente o indirettamente, alla Massoneria.

E i servizi segreti deviati sono stati, da sempre, il braccio armato della Massoneria deviata.

Ma su queste logge è impossibile indagare, perché, appunto, chi tocca questi fili muore, o viene delegittimato.

Per questo motivo è importante seguire da vicino, per tutti noi che ci occupiamo di queste cose, le vicende di De Magistris, Woodcock e Forleo. Perché, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno toccato i vertici del potere. Hanno toccato cioè quel filo sottile che lega politica e criminalità, ove risiede la spiegazione della maggior parte dei disastri che affliggono il nostro paese da decenni.

8. Approfondimenti

Gli interrogativi suscitati dal fenomeno massonico sono molti e andrebbero approfonditi ben oltre quello che è lo spazio di un blog come questo.

Segnaliamo alcune domande e spunti di riflessione.

• In che rapporto sono le logge coperte con quelle ufficiali? Le logge ufficiali dichiarano spesso l’illegittimità e la criminalità di queste logge coperte. Ma al di là delle posizioni ufficiali, i singoli iscritti in che rapporti sono tra loro? E i tribunali massonici valgono anche per le logge coperte, oppure solo per quelle ufficiali? In altre parole: le logge coperte in che misura partecipano alle attività e sono collegate con le logge ufficiali?

• Dall’essere iscritti in Massoneria derivano spesso le proprie fortune e i propri legami; come si comporta allora un funzionario dello Stato quando si troverà a dover scegliere tra far prevalere il giuramento di fedeltà allo Stato e quello alla Massoneria? Cioè quando si troverà a dover scegliere tra il violare la legge o perdere d’un colpo la fortuna che gli è arrivata attraverso i canali massonici? Il giuramento massonico è compatibile con il giuramento che un servitore dello Stato fa nei confronti dello Stato stesso?

• In che misura l’appartenenza alla Massoneria di alte cariche dello Stato è in grado di interferire nelle corrette relazioni tra Stati? Questo tema vede un vivace dibattito tra teorici del complotto, che vedono la Massoneria come un’organizzazione sovranazionale che decide spesso le sorti dell’umanità, e coloro che negano l’esistenza di questo complotto, di queste collusioni tra alti vertici delle istituzioni.

Eppure queste collusioni possono essere intraviste. Riportiamo le parole di Di Bernardo, Gran Maestro degli Illuminati:

Le concordanze ci sono sempre al vertice. A un certo livello ci sono sempre state, segretamente. Quando si parla di questo filo segreto si parla di un dialogo sottile, profondo , che esiste tra persone di qualità. Sono queste convergenze a evitare – in caso di crisi o conflitti – i danni maggiori, le situazioni irreparabili. È chiaro che, alla base della piramide, troviamo il prete e il massone che si comportano come Don Camillo e Peppone. Ma i vertici, poiché sono vertici illuminati, si toccano sempre. Questo vale per tutto. E io ritengo che siano non solo fortunati, ma beati, coloro che – sia pure per un singolo istante della loro vita – possono vedere queste connessioni ideali tra i vertici.

9. Bibliografia essenziale

Pochi avevano fatto un’indagine accurata su questo fenomeno, ma oggi è stata fatta da:

• Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, BUR.

Per approfondire il problema della Massoneria si può leggere:

• Sergio Flamini, Trame atlantiche. Storia della loggia massonica P2, Kaos edizioni;

• Camillo Arcuri, Sragione di Stato, BUR.

È utile leggere libri scritti da massoni e diretti a massoni:

• Serge Raynaud de La Ferriere, Il libro nero della Framassoneria, scritto da un 33esimo grado della Massoneria, ove si parla esplicitamente della Massoneria come di un’organizzazione verticistica mondiale;

• Statuti generali della Società dei Liberi Muratori (si trova in vendita in alcune librerie esoteriche oppure online).

Ricordiamo poi le inchieste più importanti riguardanti la Massoneria:

– Loggia P2, su cui si possono trovare molti libri e atti parlamentari;

– Loggia Camea, di cui parla Arcuri nel libro Sragione di Stato;

– Loggia Scontrino, scoperta a Trapani;

– Inchiesta De Magistris e Inchiesta Woodcock, attualmente in corso.

Da leggere anche:

• il Libro nero della finanza internazionale, di Robert Denis e Backes Ernest, edizioni Nuovi Mondi Media.

Domenica 16 dicembre 2007

Il Mostro di Firenze: quella piovra che si insinua nello Stato

Una strage di Stato mai chiamata come tale

1. Premessa

2. Il processo Pacciani

3. Il caso Narducci

4. Depistaggi e coperture eccellenti

5. Morti sospette

6. Conclusioni

7. Bibliografia

1. Premessa

Ho deciso di scrivere questo articolo dopo la vicenda del perito nel caso del Moby Prince, sfuggito per miracolo alla morte; qualche giorno fa l’uomo, dopo essere stato narcotizzato da quattro persone incappucciate, è stato messo in un’auto a cui hanno dato fuoco. Si è salvato per un pelo, essendosi risvegliato in tempo dal narcotico. L’incidente è identico a molti altri capitati a testimoni di processi importanti della storia d’Italia. Non tutti però sanno che gli stessi identici incidenti sono capitati a molti dei testimoni nella vicenda del Mostro di Firenze.

Sul caso del Mostro di Firenze è stato scritto tanto. E i dubbi sono tanti. Pietro Pacciani era davvero colpevole? C’erano veramente dei mandanti che commissionavano gli omicidi? Pochi si sono occupati invece di un aspetto particolare di questa vicenda: i depistaggi, le coperture eccellenti, le morti sospette.

La vicenda del Mostro, in effetti, per anni è stata considerata come un giallo in cui occorreva trovare il serial killer. In realtà la vicenda può essere guardata da una prospettiva assolutamente diversa, cioè quella tipica di tutte le stragi di Stato italiane: l’ostinato occultamento delle prove affinché non si giunga alla verità, grazie al coinvolgimento della Massoneria e dei servizi segreti; l’inefficienza degli apparati statali nel reprimere queste situazioni; l’impreparazione culturale quando si tratta di affrontare questioni che esulano da un normale omicidio o rapina in banca e si toccano temi esoterici.

Ripercorriamo quindi le tappe della vicenda per poi trarre le nostre conclusioni. Con la dovuta avvertenza che il nostro articolo non è volto a individuare nuove piste; non vogliamo discutere se Pacciani fosse o no colpevole, se il Mostro fosse uno solo o fosse un gruppo organizzato, se dietro ai delitti del Mostro ci sia la Rosa Rossa, come si è ipotizzato, o altre sette sataniche. Vogliamo analizzare la cosa dal punto di vista prettamente giuridico, evidenziando alcuni dati che nessuno finora ha abbastanza trattato.

2. Il processo Pacciani

Dal 1968 al 1985 vengono uccise otto coppie di giovani nelle campagne di Firenze. In quattro di questi duplici omicidi vengono prelevate delle parti di cadavere, seni e pube in particolare. Ricordiamoci questo particolare del pube, perché lo riprenderemo in seguito.

La vera e propria caccia al Mostro comincia dopo il terzo omicidio, quando si capisce che dietro ad essi c’è la stessa mano.

Dopo errori giudiziari e vicende varie, si arriva all’incriminazione di Pietro Pacciani nel 1994.

Appare chiaro che Pacciani è colpevole, o perlomeno che è gravemente coinvolto in questi omicidi. Gli indizi infatti sono gravi, precisi e concordanti: in particolare lo inchiodano il ritrovamento di un bossolo di pistola nel suo giardino, inequivocabilmente proveniente dalla pistola del Mostro (una Beretta calibro 22); l’asta guidamolla della pistola del Mostro, inviata agli investigatori avvolta in un pezzo di panno identico a quello poi trovato in casa Pacciani; e soprattutto un portasapone e un blocco da disegno, di marca tedesca, il quale verrà riconosciuto come appartenente alla coppia tedesca uccisa dal Mostro. C’era poi un biglietto trovato in casa sua, con scritto coppia e un numero di targa corrispondente a quello di una coppia uccisa. Le intercettazioni telefoniche e ambientali fecero il resto, mostrando che Pacciani mentiva, celando agli investigatori diverse cose importanti.

Eppure il processo fa acqua da tutte le parti. Tante cose, troppe, non quadrano in quel processo. Non quadra il movente, perché Pacciani – benché violento e benché in passato avesse già ucciso, per giunta con modalità che a tratti ricordano quelle di alcuni delitti – non sembra il ritratto del serial killer. Non quadrano alcuni particolari (ad esempio le perizie stabiliranno che l’uomo che ha sparato doveva essere alto almeno un metro e ottanta, mentre Pacciani e alto molto meno. Inoltre durante il processo alcuni dei suoi amici mentono palesemente per coprirlo, sembrando quasi colludere con lui. Perché mentono?

In primo grado Pacciani verrà condannato. In secondo grado verrà assolto.

L’impianto accusatorio, in effetti, era abbastanza fragile. Però proprio il giorno prima della sentenza di secondo grado, la procura di Firenze riesce a trovare nuovi testimoni (quattro) che inchiodano Pacciani e soprattutto riescono a spiegare il motivo di alcune incongruenze. Due di questi testimoni sono infatti complici di Pacciani e, autoaccusandosi, svelano che in realtà quei delitti erano commessi in gruppo.

Ma la Corte di appello di Firenze decide di non sentire questi testimoni, e assolve Pacciani. La sentenza verrà annullata dalla Cassazione, ma nel frattempo Pacciani muore in circostanze poco chiare. Apparentemente muore di infarto, ma Michele Giuttari, il commissario che segue le indagini per la procura di Firenze, sospetta un omicidio.

3. Il caso Narducci

Nel 2002 l’indagine sul Mostro si riapre, ma a Perugia. Per capire come e perché si riapre, però, dobbiamo fare un passo indietro. Il 13 ottobre del 1985 viene trovato nel Lago Trasimeno il corpo di un giovane medico perugino, Francesco Narducci. Il caso viene archiviato come un suicidio, anche se la moglie non crede a questa versione dei fatti. E sono in molti a non crederlo. Anzi, da subito alcuni giornali ipotizzano un coinvolgimento del Narducci nei fatti di Firenze.

Nel 2002 la procura di Perugia, intercettando per caso alcune telefonate, sospetta che il medico perugino sia stato assassinato e fa riesumare il cadavere.

Il cadavere riesumato ha abiti diversi rispetto a quelli indossati dal cadavere nel 1985.

Altri, numerosi e gravi indizi, nonché le testimonianze della gente che quel giorno era presente al ritrovamento, portano a ritenere che il cadavere ripescato allora non fosse quello di Narducci, e che solo in un secondo tempo sia stata riposta la salma del vero Narducci al posto giusto.

Indagando sul caso, il PM di Perugia, Giuliano Mignini, scopre che il giorno del ritrovamento le procedure per la tumulazione furono irregolari; che quel giorno sul molo convogliarono diverse autorità, tutte iscritte alla Massoneria, come del resto erano iscritti alla Massoneria il padre del medico morto e il medico stesso. E si scopre che il Narducci era probabilmente coinvolto negli omicidi del Mostro di Firenze. Anzi, forse era proprio lui che, in alcune occasioni, asportò le parti di cadavere.

Le indagini portano a ipotizzare una pluralità di mandanti coinvolti negli omicidi del Mostro, che commissionavano questi omicidi per poi utilizzare le parti di cadavere per alcuni riti satanici. In particolare, il Lotti confessa che questi omicidi venivano pagati da un medico. E con un accertamento sulle finanze di Pacciani, verranno trovati capitali per centinaia di milioni, di provenienza assolutamente inspiegabile.

Vengono mandati quattro avvisi di garanzia a quattro persone, tra cui Francesco Calamandrei (il farmacista di San Casciano), un medico e un avvocato, che sarebbero i mandanti dei delitti del Mostro di Firenze.

Mentre per occultamento di cadavere, sviamento di indagini e altri reati minori (che inevitabilmente andranno in prescrizione) vengono rinviati a giudizio il padre Ugo Narducci e i fratelli di Francesco, il questore di Perugia Francesco Trio, il colonnello dei carabinieri Di Carlo, l’ispettore Napoleoni, l’avvocato Fabio Dean e molti altri, quasi tutti iscritti alla stessa loggia massonica, la Bellucci di Perugia, e alcuni di essi, compreso il padre di Narducci, collegati addirittura alla P2. Appartengono alla P2 Narducci, il questore Trio, mentre l’avvocato Fabio Dean è il legale storico di Licio Gelli.

4. Depistaggi e coperture eccellenti

In questa vicenda sono presenti ancora una volta i servizi segreti e i loro depistaggi, nonché tutte le mosse tipiche che vengono attuate quando occorre depistare.

In pratica l’indagine conosce una prima fase, che arriva fino al processo di appello di Pacciani, in cui essa scorre senza problematiche particolari, tranne ovviamente quella tipica di ogni indagine, e cioè l’individuazione dei colpevoli.

Ma appena si apre la pista dei mandanti si scatena un vero inferno. Anzitutto lo screditamento degli inquirenti, che vengono derisi, sminuiti; vengono continuamente sottolineati gli errori fatti da costoro (come se fosse semplice condurre un’indagine del genere senza commetterne); la procura fiorentina viene spesso presentata dai giornali come una procura che vuole a tutti i costi incastrare degli innocenti; Giuttari viene presentato come uno che vuole farsi pubblicità, un pazzo che crede alla folle pista satanista; quando il commissario è vicino alla verità lo si isola, oppure si cerca di trasferirlo con una meritata promozione (che però metterebbe in crisi tutta l’inchiesta).

Più volte giornali e televisioni annunceranno scoop fantastici tesi a demolire il lavoro di anni delle procure di Firenze e di Perugia. Alcuni giornalisti che ipotizzano il collegamento Massoneriadelitti del Mostro-sette sataniche vengono querelati, anche se le querele verranno poi ritirate.

Vengono fatte indagini parallele e non ufficiali di cui non vengono informati gli inquirenti.

Il PM Mignini scopre che dopo l’ultimo delitto del Mostro la polizia di Perugia aveva indagato su Narducci e sul Mostro, e ciò risulta dai prospetti di lavoro, datati 10 settembre 1985. Ma di queste indagini non viene avvisata la procura di Firenze.

Ma in compenso anche i carabinieri, per non essere da meno, fanno le loro indagini parallele di cui non informano gli inquirenti. Alcuni carabinieri confidano che anni prima avevano fatto un’irruzione nell’appartamento fiorentino del Narducci per trovare le parti di cadavere che il Narducci teneva nell’appartamento, ma che erano stati preceduti. Anche di questi fatti la procura di Firenze non viene informata.

Queste indagini parallele erano coordinate a Perugia dall’ispettore Napoleoni, che pare agisse addirittura all’insaputa del suo diretto superiore Speroni (così scrive Pietro Licciardi nel suo libro).

Su Narducci c’era un fascicolo da tempo, ma il fascicolo venne smarrito, e ritrovato dopo anni privo di varie parti. Così come scomparvero misteriosamente molti reperti che erano stati acquisiti durante le indagini, come la famosa pietra a forma di piramide trovata sulla scena di uno dei delitti.

Non manca poi – stando alla ricostruzione di Giuttari nel suo libro – anche il procuratore capo di Firenze, Nannucci (che è sempre stato contrario all’indagine sui mandanti), che avvisa un indagato, il giornalista Mario Spezi, dell’imminente indagine; questo fatto verrà segnalato alla procura di Genova, che però archivierà la posizione del procuratore.

Infine, ci sono gli immancabili depistaggi dei servizi segreti deviati. Il SISDE, già dai tempi del terzo delitto, aveva preparato un dossier che ipotizzava che non fosse coinvolto un solo serial killer, ma i componenti di una setta satanica che agivano in gruppo, e ciò appariva evidente da alcuni particolari della scena del delitto. Ma questo dossier – che porta la data del 1980 – non viene mai consegnato agli inquirenti di Firenze. Il dossier era firmato dal criminologo Francesco Bruno, consulente del SISDE. In totale, sono tre gli studi commissionati dal SISDE che si persero misteriosamente per strada e non arrivarono mai sulle scrivanie degli inquirenti fiorentini. Guarda caso proprio quei dossier che ricostruivano la pista dei mandanti plurimi e delle messe nere. Ma Francesco Bruno, intervistato qualche anno dopo, sosterrà che a suo parere il serial killer è un mostro isolato, ancora in libertà.

5. Morti sospette

Ci sono poi le solite morti sospette tipiche di tutte le grosse vicende giudiziarie italiane. Una vera strage, in realtà. O meglio, una strage nella strage.

La prima morte sospetta è quella del medico perugino trovato morto nel Lago Trasimeno. Poi la morte di Pacciani, per la quale la procura di Firenze apre un fascicolo per omicidio.

E poi la solita mattanza di testimoni.

Elisabetta Ciabani, una ragazza di vent’anni che aveva lavorato nell’albergo dove Narducci e la sua loggia massonica si riunivano, e che aveva rivelato al suo psicologo, Maurizio Antonello (fondatore dell’Associazione per la ricerca e l’informazione sulle sette), il nome di alcuni mandanti del Mostro e il coinvolgimento della setta della Rosa Rossa nei delitti: verrà trovata uccisa a colpi di coltello, compresa una coltellata al pube, ma il caso venne archiviato come suicidio. Mentre lo psicologo Maurizio Antonello verrà trovato suicidato, impiccato al parapetto della sua casa di campagna.

Renato Malatesta, marito di Antonietta Sperduto, l’amante di Pacciani, viene trovato impiccato, ma con i piedi che toccano per terra; uno degli innumerevoli casi di suicidi in ginocchio, che non fanno certo l’onore delle nostre forze di polizia, subito pronte ad archiviare il caso come suicidio nonostante l’evidenza dei fatti.

Milva Malatesta e suo figlio Mirko, trovati carbonizzati nell’auto; una fine curiosamente simile a quella che volevano far fare al perito del Moby Prince poche settimane fa. La stessa tecnica. Così come la tecnica dei suicidi in ginocchio è identica a quella dei morti di Ustica e di tutte le altre stragi che hanno insanguinato l’Italia.

Francesco Vinci e Angelo Vargiu, sospettati di essere tra i compagni di merende di Pacciani (il primo è anche amante di Milva Malatesta), trovati anch’essi morti carbonizzati nell’auto.

Anna Milva Mattei, anche lei bruciata in auto. Tecniche identiche, che fanno ipotizzare una firma unica: quella dei servizi segreti deviati.

Claudio Pitocchi, morto per un incidente di moto, che sbanda ed esce di strada all’improvviso, senza cause apparenti. Anche questa è una modalità che troviamo in tutte le vicende italiane in cui sono coinvolti servizi segreti e Massoneria: Ustica, soprattutto, e poi nel caso Clementina Forleo, di cui ci siamo già occupati.

Rolf Reineke, che aveva visto una delle coppiette uccise poche ore prima della loro morte, muore di infarto nel 1983.

Domenico, un fruttivendolo di Prato: scompare nel nulla nell’agosto del 1994 e viene considerato un caso di lupara bianca.

E poi ce ne sono tanti altri. C’è il caso di tre prostitute – una suicidatasi e due accoltellate – che avevano avuto rapporti a vario titolo con i compagni di merende, e chissà quanti altri di cui non si saprà mai nulla.

Un discorso a parte va fatto per Luciano Petrini. Consulente informatico, nel 1996 avvicinò una persona, Gabriella Pasquali Carlizzi (anche lei testimone al processo), dandole alcune informazioni sul Mostro e mostrando di sapere molto su questa vicenda; ma il 9 maggio fu ucciso nel suo bagno, colpito ripetutamente con un portasciugamani a cui tolsero la guarnizione per renderlo più tagliente. Nella casa non compaiono segni di scasso o effrazione. Conclusioni: omicidio gay. Nessuno prende in considerazione altre piste. Nessuno prende in considerazione – soprattutto – l’ipotesi più evidente: Petrini aveva svolto consulenza nel caso Ustica, sul suicidio del colonnello dell’aeronautica Mario Ferraro, quel Mario Ferraro che venne trovato impiccato al portasciugamani del bagno. Ma il fatto che sia stato ucciso – guarda caso – proprio con un portasciugamani, non induce a sospettare di nulla.

6. Conclusioni

La verità sul Mostro di Firenze non si saprà mai. Non si sapranno mai i nomi dei mandanti, perlomeno non di tutti.

In realtà, in questa vicenda molte cose sono chiare, molto più chiare di quanto non sembri a prima vista. Leggendo attentamente i fatti e i documenti, è possibile farsi un’idea della vicenda e delle motivazioni che spingono alcune delle persone coinvolte. Ma non è mio intendimento fare ipotesi, smontare tesi o costruirle. Non mi interessa poi così tanto capire se Pacciani era il vero Mostro o fu solo incastrato; se Narducci era il Mostro, o se erano altri; se Pietro Toni, il procuratore che chiese l’assoluzione di Pacciani e definì aria fritta l’ipotesi dei mandanti, sia in malafede oppure se gli sia sfuggito un leggerissimo particolare: che una simile mattanza di testimoni e di occultamenti presuppone un’organizzazione dietro tutto questo, e che a fronte dei depistaggi, delle sparizioni di fascicoli, dei tentativi di insabbiamento, l’ipotesi del mandante isolato diventa fantascientifica, perché in tal caso si impone di presupporre che tutti gli investigatori che si sono occupati delle vicende del Mostro siano impazziti o si siano messi d’accordo per fregare Pacciani e gli altri, e che tutti i testimoni siano morti per delle coincidenze.

Atteniamoci quindi a un dato di fatto.

Quando in un’indagine importante compare il binomio Massoneria/servizi segreti, questo binomio indica che sono coinvolti dei mandanti eccellenti, al di là di ogni immaginazione. Ancora una volta la Massoneria deviata riesce a mostrare tutta la sua forza, riuscendo a tacitare ogni tipo di delitti, purché siano coinvolte persone ad essa legate.

Non solo colpi di Stato, stragi e altro, ma addirittura delitti come quelli del Mostro di Firenze. Il che porta a concludere che anche i morti legati alla vicenda Mostro, che non sono solo le sedici vittime ufficiali, ma anche tutte le altre (i testimoni soppressi brutalmente e gli omicidi non individuati ufficialmente) possono essere considerati una strage di stato.

L’ennesima strage compiuta con la connivenza di pezzi dello Stato, resa possibile sia dalle complicità ad alto livello, sia dall’ignoranza degli organi investigativi, dalla loro impreparazione riguardo al modus operandi e alla struttura delle logge massoniche deviate e in particolare delle sette sataniche.

Ancora una volta viene in evidenza poi la totale inutilità delle norme giuridiche e processuali. Finché un PM che avvisa un indagato commetterà un reato minimo; finché l’occultamento di prove o di un fascicolo agli inquirenti subirà una pena minima, destinata tra l’altro ad andare in prescrizione; finché l’operato dei servizi segreti rimarrà sempre impunito in nome del cosiddetto segreto di Stato; finché il tempo massimo per le indagini preliminari, anche in reati così complessi, continuerà a essere di due anni; finché avremo questo sistema, insomma, la macchina giudiziaria sarà sempre paralizzata nel perseguimento di questo tipo di delitti, cioè i delitti che vedono coinvolti, a vario titolo, i colletti bianchi nel coprirsi a vicenda i reati da ciascuno di loro commessi.

Finisco questo articolo riportando le parole di un mio amico d’infanzia, ufficiale dei carabinieri di un paese della Toscana. Mi ha detto:

Certo che dietro ai delitti del Mostro di Firenze ci sono alcune sette sataniche legate a logge deviate della Massoneria. I fatti di Perugia parlano chiaro. Noi spesso sappiamo chi sono e cosa fanno certi personaggi. Ma abbiamo l’ordine di non indagare. Vedi… un tempo, se toccavi il tasto mafia-politica e indagavi su questo filone, o scrivevi un pezzo di giornale, morivi. Oggi la politica ha capito che è inutile uccidere per questo, perché i magistrati si possono trasferire, i reati vanno in prescrizione… insomma, ci sono altri mezzi per insabbiare un’inchiesta. Ma il tasto delle sette sataniche, e dei coinvolgimenti eccellenti in queste sette, non si può toccare, altrimenti si muore. Pensa che ogni anno, in Italia, spariscono migliaia di bambini. Oltre ai dati ufficiali della Polizia di Stato, ce ne sono molti altri: rom, immigrati clandestini, ecc. che non compaiono nelle statistiche. E questi bambini finiscono nel circuito delle sette sataniche, che sono collegate spesso al circuito dei sadici e pedofili, che pagano cifre astronomiche per video ove i bambini muoiono veramente.

E mi ha anche detto i nomi di alcune persone coinvolte, tra l’altro chiaramente ricavabili dal fatto di essere proprietarie dei luoghi in cui si svolgevano questi riti. Questo mio amico non sapeva, all’epoca, che ero coinvolto anche io in vicende che riguardavano la Massoneria deviata, e raccontò queste cose con tranquillità, davanti alla mia fidanzata dell’epoca, mentre eravamo seduti in un bar. Tempo dopo, quando lo venne a sapere, e gli feci delle domande, negò di avermi mai dato quelle informazioni.

Ma, lo ripeto, quello che importa non sono i nomi. Non è se Tizio o Caio sia coinvolto, e in che cosa sia coinvolto. Anche perché il singolo nome talvolta può essere il frutto di un errore o di un tentativo di screditare qualcuno. E francamente a me non è questo che fa paura.

Ciò che fa paura è la vastità delle connivenze; il fatto che per delitti di questa gravità ed efferatezza ci possano essere coperture eccellenti e che la macchina della giustizia sia paralizzata; il fatto che gli organi investigativi siano impreparati quando si affrontano vicende che sfiorano l’esoterismo e i servizi segreti deviati.

Eppure la vicenda del Mostro di Firenze dovrebbe interessare tutti, non solo gli amanti dei gialli, dell’horror e dell’esoterismo. Sedici vittime ufficiali che potevano essere nostri amici, nostri partner, o potevamo essere noi; decine di vittime nella mattanza dei testimoni e delle persone coinvolte; centinaia di famiglie inconsapevoli coinvolte nella vicenda, che escono distrutte, alcune perché vittime del Mostro, altre perché sospettate di essere familiari di un mostro.

Il vero mostro, in questa vicenda, non è solo chi ha ucciso, ma anche tutte le persone che hanno coperto la verità, che in virtù dei loro legami con la Massoneria deviata, o con pezzi deviati dello Stato, hanno coperto, colluso, e taciuto.

Il vero mostro è la Massoneria deviata, che come una piovra si è insinuata in tutti i punti vitali dello Stato. Il Mostro di Firenze è solo uno dei suoi tentacoli.

7. Bibliografia

Se molti in questi anni hanno cercato di nascondere la verità, è anche vero che, come dice un detto famoso, la verità non si può nascondere per sempre. Per chi vuole cercarla e capire, segnaliamo due testi:

• Michele Giuttari, Il Mostro: anatomia di un’indagine, BUR .

Una cosa che mi colpisce leggendo il libro di Giuttari è che, quando parla dei depistaggi e degli occultamenti vari, non nomina mai la Massoneria. Parla di un partito avverso. Anche se leggendo non è difficile intuire che cosa sia questo partito avverso, non si capisce se la cosa sia voluta o casuale.

Questi legami vengono descritti meglio nel libro:

• Luca Cardinalini, Pietro Licciardi, La strana morte del dottor Narducci, ed. Deriveapprodi.

L’idea del titolo non è nostra, ma di Pietro Licciardi; è lui che definisce il Mostro di Firenze «una piovra che si insinua nello Stato».

Venerdì 28 dicembre 2007

La Massoneria deviata è una Harley Davidson che non mi posso permettere

La Massoneria deviata è una ragazza sconosciuta di nome Solange che viene dal Nicaragua perché le hanno ucciso il padre, rubato tutto, e l’hanno costretta a scappare dall’Italia le famiglie più potenti d’Italia perché lottava affinché si sapesse la verità.

La Massoneria sono i miei amici che non vogliono vedere nessun documento, non vogliono ascoltare oltre cinque minuti perché devono uscire a cena fuori, devono parlare di cinema, devono parlare di problemi sentimentali; ma dopo cinque minuti di ascolto dicono che Solange è pazza perché non è credibile quello che racconta.

La Massoneria è la tua ragazza che non crede alla storia di Solange. Poi un giorno la seguono tutto il giorno, allora ti dice che ci crede, ma non viene più a dormire a casa tua.

La Massoneria è la tua amica Milena che dice che non crede alla storia di Solange. Poi anche lei un giorno vede che è seguita e allora ti dice che ti crede e ti telefona tre volte al giorno perché è in ansia per te.

La Massoneria è fidanzarsi con un’altra ragazza, che dice che sei una bella persona, simpatica, intelligente e altruista, ma «peccato che hai questa fissa della Massoneria e talvolta sei un po’ visionario».

La Massoneria è tuo padre che ti dice che sei fissato con la Massoneria.

La Massoneria sono i tuoi amici che ti dicono chi te lo fa fare.

La Massoneria sono i tuoi familiari che ti dicono bravo e che ti aiutano nelle cose che devi fare e che pregano per te tutti i giorni. La Massoneria è il tuo migliore amico che non ti crede e ti dice che un po’ di sano scetticismo non guasta, perché io sono troppo coinvolto; e allora tu gli domandi se ti ha mai ritenuto paranoico; e allora lui ti risponde che sei la persona che stima di più al mondo, ma sei anche tanto ingenuo da credere sempre a tutti.

La Massoneria è consegnare tutti i documenti a una procura e quella se li perde.

La Massoneria è consegnare tutti i documenti a un’altra procura e pure quella li perde.

La Massoneria è consegnare tutti i documenti a 5 procure e tutte e 5 se li perdono.

La Massoneria è consegnare tutti i documenti alla Digos e quelli non li trasmettono alla procura.

La Massoneria è la Digos che mette un servizio di protezione a Solange quando riceve minacce dalle Brigate Rosse e tutti sono gentili con lei. Poi quando scoprono che ha qualche problema con la Massoneria deviata non la salutano più e il servizio di protezione non lo si vede più e tu neanche vai a domandare il perché. Tanto la risposta la sai.

La Massoneria è entrare in casa e ricevere tutta la notte telefonate mute.

La Massoneria è trovare 47 telefonate sul telefono dei tuoi genitori da un numero inesistente (che chiama

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori