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Tito
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E-book60 pagine43 minuti

Tito

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La vita di una delle figure più centrali e controverse del Novecento. Josip Broz, detto Tito, è stato per decenni a capo della Jugoslavia. Partendo dalla resistenza partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale, passando per l'unione della penisola balcanica, fino alla Guerra Fredda, Tito è stato protagonista di molti tra i più importanti eventi della storia recente. Questa biografia, però, attraverserà anche e soprattutto gli aspetti oscuri della vita del dittatore — i crimini di guerra, il pugno di ferro, il regime di terrore. Indagando fino in fondo, esplorando anche i minimi dettagli, questo audiolibro offrirà una facile immersione in uno degli angoli di storia tra i più discussi e affascinanti. -
LinguaItaliano
Data di uscita11 ago 2021
ISBN9788726970135
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    Tito - Lana Sokolaj

    Tito

    Copyright © 2021 Lana Sokolaj and SAGA Egmont

    All rights reserved

    ISBN: 9788726970135

    1st ebook edition

    Format: EPUB 3.0

    No part of this publication may be reproduced, stored in a retrievial system, or transmitted, in any form or by any means without the prior written permission of the publisher, nor, be otherwise circulated in any form of binding or cover other than in which it is published and without a similar condition being imposed on the subsequent purchaser.

    www.sagaegmont.com

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    INTRODUZIONE

    [Tito] "I nostri popoli hanno combattuto eroicamente contro gli occupatori nazifascisti. La resistenza è uno dei concetti cardine su cui si è basata la mia carriera militare e politica. Ho sempre creduto nella lotta, con l’obbiettivo della completa liberazione del popolo, nel lavoro, per ricostruire il paese, e per conservare, difendere ed estendere i principi del comunismo.

    I popoli della Jugoslavia hanno raggiunto una fraterna unità, ormai consolidata, e si sono battuti e sacrificati non solo per la liberazione dal giogo fascista, ma anche perché il paese potesse acquisire un assetto democratico e progressista. Io, Josip Broz Tito, ho infuso coraggio ai soldati che hanno combattuto il conflitto mondiale, grazie alle mie parole, garanzia per l’avvenire del progresso, e alle azioni intraprese, come condottiero dalle idee riformiste. Hanno cercato di farmi fuori in molti modi, ma io, Tito, sono rimasto a condurre i popoli della Jugoslavia verso l’unità e la vittoria.

    CAPITOLO 1. LA FORMAZIONE DI UN FUTURO CONDOTTIERO

    Josip Broz, settimo di quindici figli di una famiglia cattolica, nacque il 7 maggio 1892, a Kumrovec, in un piccolo villaggio della regione dello Hrvastko Zagorje, da padre croato e madre slovena. All’età di 15 anni abbandonò l’ambiente rurale e si trasferì a Sisak, a circa 60 chilometri da Zagabria, dove ebbe l’opportunità di confrontarsi con le idee e i concetti del movimento dei lavoratori. Sensibile alle richieste che essi avanzavano, nel 1910, entrò a far parte del Sindacato dei lavoratori metallurgici e del Partito Social-Democratico della Croazia e della Slavonia. Tra il 1911 e il 1913 lavorò alla fabbrica della Benz, a Mannheim. Successivamente, si trasferì a Wiener Neustadt, in Austria, dove lavorò alla Daimler come pilota collaudatore. Nello stesso periodo, vinse persino una medaglia d’argento a un torneo di scherma a Budapest.

    Nel maggio 1913 si arruolò nell’esercito austro-ungarico, diventando, a soli ventun anni, il più giovane sergente maggiore del suo reggimento. Due anni più tardi, iniziò la Prima Guerra Mondiale, che coinvolse tre continenti e vide scontrarsi gli Imperi Centrali: l’Impero tedesco e l’Impero austroungarico da una parte, e la Triplice Intesa rappresentata da Regno Unito, Francia e Russia, dall’altra. Lo scontro provocò la caduta di grandi imperi e la morte di oltre 15 milioni di persone: mai, prima di allora, una guerra aveva registrato numeri di tale portata. Cinque anni dopo, nel 1919, il trattato di Versailles segnò la fine del conflitto con la vittoria dell’Intesa. I danni in ambito sociale, economico e politico furono immensi e avrebbero influenzato tutto il corso del ventesimo secolo.

    Nello stesso periodo, Tito venne inviato a Ruma, in Serbia, dove venne arrestato e imprigionato nella fortezza di Petrovaradin, a Novi Sad, per aver fatto propaganda contro la guerra. Nel 1914 fu trasferito in Galizia, a combattere sul fronte russo, nel 3° battaglione del Regio esercito ungherese, nel reggimento di fanteria n. 25 di Zagabria. Qui, accorti delle sue doti e della sua dialettica, venne proposto per la decorazione militare.

    Durante un’azione, il giorno di Pasqua del 1915, fu colpito a un occhio da una granata di un obice, un’arma da fuoco di artiglieria impiegata per il tiro

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