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Ricomincio da Me: Amore – Gratitudine – Non Giudizio – Perdono – Benedizione

Ricomincio da Me: Amore – Gratitudine – Non Giudizio – Perdono – Benedizione

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Ricomincio da Me: Amore – Gratitudine – Non Giudizio – Perdono – Benedizione

Lunghezza:
265 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
11 lug 2021
ISBN:
9788899912154
Formato:
Libro

Descrizione

Essere in armonia con sè stessi sembra una cosa difficilissima da ottenere. In realtà è molto più semplice di quanto pensi, è sufficiente avere pochi, validi Principi Fondamentali:
  • Amore
  • Gratitudine
  • Non Giudizio
  • Perdono
  • Benedizione

Questo è un libro da assaporare, gustare e assimilare che creerà in Te una condizione Potente per raggiungere lo scopo, una sintesi organica di tutto quello che ti serve per poter realizzare il Tuo Progetto di Vita.

Ti verrà svelato come utilizzare la fase creativa per manifestare ciò che la Vita generosamente dona.. perchè tutto è davvero così semplice!

Un libro scritto con il cuore, che ti aiuterà a rendere subito vivo e fertile il tuo stato interiore.

Presentazione degli autori

A volte il nostro stato ottimale è sepolto da strati di problemi, seri o banali che siano, ma in realtà rimane limpido e fresco, pulito ed inviolato. La mente ha bisogno di “staccare la spina” e l’Essere necessita di totali immersioni per imbeversi di stati semplici e rivoluzionari.

Questo libro è una sintesi organica di tutto quello che si è rivelato più utile per raddrizzare la nostra Vita. Ti verrà svelato come utilizziamo la fase creativa per manifestare ciò che la Vita generosamente elargisce. Visto che è stato scritto col cuore potrà sicuramente aiutarti a rendere subito vivo e fertile il tuo stato dell’Essere…

…per poter giungere alla Tua Forza Interiore e all’Armonia con l’Universo.

Questo è un libro da assaporare gustare e assimilare che creerà in Te una condizione Potente per raggiungere lo scopo in un’esposizione il più possibile lineare e semplice perchè tutto è davvero così semplice!

È molto più complicato spiegarlo che farlo!
Editore:
Pubblicato:
11 lug 2021
ISBN:
9788899912154
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Ricomincio da Me - Giovanna Garbuio

1

Spiritualità e religione

«La religione non può sopportare la Spiritualità.

Non la può proprio tollerare. La Spiritualità potrebbe portarvi a una conclusione diversa da quella di una particolare religione.

E questo non è tollerabile. La religione vi sprona a esplorare i pensieri degli altri e ad accettarli come se fossero i vostri. La Spiritualità vi invita ad abbandonare i pensieri degli altri e a trovare i vostri».

NEALE DONALD WALSCH

A ogni ricercatore spirituale è ormai arcinoto che la base di tutte le tradizioni esoteriche è una base comune dove i concetti etici e morali fondamentali corrispondono gli uni agli altri, quelli buddisti a quelli proposti dai Vangeli, a quelli dei Veda a quelli Hawaiani e anche, a un’analisi approfondita, a quelli del Corano (tanto per citare i primi che mi vengono in mente)¹.

Chi ha studiato attentamente i riti e le liturgie antiche ci comunica, senza dubbio alcuno, che tante parole utilizzate in rituali simili, appartenenti a tradizioni diverse (anche localizzate agli antipodi) hanno spesso la medesima radice, quando addirittura non si ritrovano vocaboli perfettamente uguali.

Che tutto questo voglia significare che la VERITÀ alla base delle più antiche dottrine e delle varie religioni sia la medesima? Io sono sicura di sì.

É insito nella natura umana il fatto che ogni sistema organizzato, alla cui base c’è una conoscenza spirituale, si consideri l’unico conoscitore della vera verità.

Ogni uomo che agisce secondo i propri principi e ci crede è convinto, naturalmente e giustamente, di agire per il meglio e di avere ragione e, inesorabilmente, che chi la pensa diversamente abbia torto. è umano. Non molto elastico, ma certamente umano!

Per cui è comprensibile che le varie organizzazioni religiose si siano assunte il compito altruistico (almeno in origine) di divulgare il proprio vero credo, fino al limite di imporlo… sempre per il bene del resto dell’umanità!

Tant’è che le varie dottrine, pur divergendo nella forma, magari nella ritualità, nella profonda sostanza (sempre almeno in origine), erano sostenute dagli stessi valori etici e morali basati sull’Amore come energia originaria.

Uno dei principi alla base di tutte le religioni è la convinzione della radice spirituale della natura umana e che essa derivi dall’Amore quale causa prima. Se tutto è Uno e l’Uno è Amore, allora Tutto è Amore. Di conseguenza anche L’UOMO È AMORE e la sua interiorità ne è il nocciolo più puro.

La seconda convinzione che si ritrova in quasi tutte le antiche filosofie (magari ricercando tra le radici più profonde) è quella che l’uomo è co-creatore dell’Universo. E anche questa convinzione deriva dall’affermazione appena fatta (TUTTO È UNO, TUTTO È AMORE).

Questo principio infatti si riferisce al concetto di unità con il divino: TUTTO È UNO cioè tutto è esattamente la stessa cosa e quindi anche noi siamo parte dell’UNO, olograficamente tali e quali (a immagine e somiglianza). Se Tutto è Uno e tutto è Amore, è evidente che tutto ciò che è, è l’Amore stesso che evolve tramite se stesso; perciò, essendo l’uomo parte del Tutto, è anch’esso Amore che evolve tramite se stesso, essendo quindi il fautore (o co-fautore in una visione più duale) della creazione.

È dell’uomo l’enorme responsabilità del suo immenso potere creativo, attraverso le sue qualità essenziali, che non sono altro che Amore che si manifesta attraverso l’Intelligenza e l’Energia.

«Nel corso del tempo, alcuni rari individui illuminati hanno scoperto questi principi o parte di essi, e hanno cercato di presentarli al resto dell’umanità, ma invariabilmente i semplici principi da loro esposti sono stati ampliati, modificati e distorti (e complicati, n.d.a.) dagli individui meno illuminati venuti dopo di loro»².

SERGE KAHILI KING

In profondità, la conoscenza di base (l’insegnamento spirituale) è sempre stata la stessa, anche se trasmessa formalmente in modi differenti.

La forma pertanto negli anni, nei secoli, è stata manipolata dagli uomini (che appunto sono umani… lo dice la parola stessa) e ricoperta di sovrastrutture estranee, anche in buona fede, con l’intento di trasmettere il vero. Sovrastrutture che hanno però ovviamente offuscato completamente l’essenza spirituale originaria, rendendola irriconoscibile.

«I racconti di Gesù o del Budda potrebbero anche essere storicamente accurati ma, anche se lo fossero, noi veniamo guariti dalla verità contenuta nella parabola, non dalla verità storica. Non è importante il fatto che Gesù sia esistito oppure no, non è importante che il Budda sia nato su questa terra oppure no. La semplice parabola, la possibilità dell’esistenza di un Budda sulla terra, è sufficiente per emozionare i nostri cuori e per creare in noi un nuovo anelito, è sufficiente per renderci assetati del divino. È sufficiente, basta la possibilità semplice della parabola a farci guardare in alto verso il cielo, a indirizzarci in una ricerca, a distaccarci dalle limitazioni che abbiamo creato intorno a noi. È una provocazione per farci entrare nell’avventura»³.

OSHO

La regola è prendere tutto quanto c’è negli insegnamenti morali delle religioni che sentiamo condivisibile e farlo nostro, senza però accettare a occhi chiusi, senza ragionare, tutte le inutili sovrastrutture predisposte dall’uomo con fini esclusivamente utilitaristici. Non è importante sapere se Gesù Cristo è storicamente esistito: ci basti sapere che il suo insegnamento morale è valido e degno di essere seguito; e, quindi, assimiliamolo e utilizziamolo.

«Una religione è un codice morale che si esprime mediante leggende, miti o qualunque tipo di artefatto letterario al fine di istituire un sistema di credenze, valori e norme con le quali regolare una cultura o una società… come per la letteratura o qualunque atto comunicativo, a conferirle efficacia è la forma e non il contenuto»⁴.

CARLOS RUIZ ZAFÓN

Nelle Hawaii, sperduto arcipelago in mezzo all’oceano Pacifico, le conoscenze spirituali non hanno mai assunto la connotazione di una religione, perché in quella posizione geografica, e in quella situazione sociale, non c’era la possibilità di conquistare nuovi territori o di sottomettere nuove popolazioni. In quella specifica situazione non aveva senso l’esistenza di un potere gestito da un elitario ceto sacerdotale.

I Kahuna hawaiani si sono sempre posti come degli esperti, non come dei superiori, dei facilitatori, non dei mediatori. Dio è in noi, non c’è bisogno di alcuna mediazione per raggiungerlo.

In questo modo l’antica conoscenza si è preservata nella sua integrità.

Nella lingua hawaiana la parola "Huna"* significa Il Segreto. Ma un segreto inteso come qualcosa che è difficile da vedere (per coloro per i quali non è facile), non che deve essere preservato o tenuto celato.

I valori della spiritualità hawaiana sono sotto gli occhi di tutti, ma non tutti riescono a coglierli.

Quella hawaiana è una conoscenza spirituale che è ovunque, disponibile per chiunque, ma la maggior parte delle persone non vi presta attenzione. Non è un segreto che è nascosto, ma è un segreto perché è difficile da vedere per chi non è preparato a farlo. Perciò la parola Huna non identifica qualcosa di occulto, ma vuol indicare qualcosa di molto piccolo che talvolta è difficile da vedere, come gli spruzzi del mare o la foschia: non è una cosa tenuta nascosta di proposito, semplicemente qualcosa difficile da individuare. E infatti in molti non l’hanno vista e ancora non la vedono.

A questo proposito c’è una leggenda molto antica alle Hawaii. racconta di due fratelli che girano tutto il mondo in cerca di un albero magico in grado di produrre grande abbondanza in quantità illimitata. Sapevano che esisteva, ma non avevano la più pallida idea di dove fosse. I due fratelli viaggiarono per anni in ogni dove, finché esausti fecero ritorno a casa, e con loro grande stupore e gioia l’albero era germogliato nel loro giardino!

L’albero esiste, ma solo per chi è in grado di riconoscerlo. Se non credi di poter ottenere ciò che vuoi, non lo otterrai, se invece ci credi (lo sai) non serve andare molto lontano, puoi manifestarlo anche nel tuo giardino.

Tali antiche conoscenze in origine erano presenti anche in tutte le altre dottrine umane, ma l’evolversi della società a cui appartenevano le ha portate verso rotte molto differenti.

L’aspetto fondamentale della filosofia Huna o Ho’Mana (ma non solo come abbiamo già visto) è che ogni uomo crea personalmente la propria individuale esperienza della realtà. Tutti noi singolarmente siamo i creatori del nostro mondo attraverso le nostre personali convinzioni e interpretazioni; l’insieme di pensieri, idee, sensazioni, emozioni, le particolari azioni e reazioni manifestano la realtà.

«Le sole rivelazioni di un qualche valore sono quelle che ognuno ha internamente e personalmente».

PAXTON ROBEY

Ecco quindi che, se tutto dipende da noi stessi, non esiste una situazione, un evento che si manifesti nella nostra realtà per caso o per fortuna. Noi siamo RESPONSABILI al 100% di ciò che accade nella nostra vita perché nella nostra vita manifestiamo ciò che siamo, e siamo noi a farlo… non il destino o la sorte o Dio. E anche questa conclusione dipende dal principio che TUTTO È UNO e che TUTTO È AMORE, quella consapevolezza nella cui comprensione sono contenute le risposte.

Tuttavia la maggioranza dei nostri colleghi umani contemporanei è completamente ignara di quale sia il meccanismo che regola la manifestazione della realtà, è completamente all’oscuro dell’esistenza di una Legge Universale come quella di causa ed effetto (di cui parleremo approfonditamente più avanti) e quindi pensa di essere vittima del mare in tempesta nel quale sente di vivere. La convinzione di avere nelle proprie mani la possibilità di gestire le situazioni, e di direzionarle, è l’opinione di un piccolo manipolo di avanguardia, ma è certamente il futuro. Il vecchio paradigma è convinto che un uomo sia felice perché c’è il sole, mentre l’avanguardia sa che c’è il sole perché l’uomo è felice. Questa è la consapevolezza del futuro, futuro verso il quale ci stiamo dirigendo a passi veloci. Tra qualche decina di anni, ci stupiremo che questi argomenti oggi venissero ancora messi in dubbio. Allora sapremo tutti che ogni cosa è stata manifestata da noi stessi con l’unico scopo di realizzare il bene supremo (il meglio) nostro e di tutta l’umanità.

I pensieri tenuti in mente suscitano un’emozione che modifica il nostro modo di essere e origina la realtà. o, in altre parole, la coscienza crea la realtà. Questo è il modo in cui funzionano le cose sulla Terra; provare per credere. Chiunque abbia messo alla prova questa verità… sa che è vera e che le cose funzionano ed evolvono esattamente in questo modo. E sa pure che la realtà si manifesta in base ai nostri pensieri e alle conseguenti emozioni che essi ci suscitano, indipendentemente dal fatto che siano emozioni di Amore o emozioni di Paura. Quando siamo convinti che una determinata cosa sia vera, ogni volta che ci pensiamo come cosa vera, le facciamo un po’ più spazio nel nostro subconscio. Una volta che il subconscio la ritiene acquisita, essa influenzerà gli stessi nostri pensieri, le emozioni e quindi la nostra intera vita. A questo punto possiamo anche completamente dimenticarci di possedere questa convinzione, essa continuerà a influenzare il nostro modo di essere a nostra completa insaputa.

Non esiste una personalità superiore che decide questo è buono e lo manifesto, questo è cattivo è meglio lasciar perdere. La realtà è regolata da principi universali, non da personalità ancorché divine. I supereroi… pare proprio che non esistano, finora per lo meno. Nel momento in cui cominciamo a comprendere questo meccanismo, iniziamo anche a realizzare che nessuno di noi è abbandonato in balia delle intemperie. Non esistono vittime dell’infausto destino, semplicemente perché non esiste l’infausto destino. Ciò che pensiamo e per cui ci emozioniamo si manifesta. Punto.

Ecco quindi che i pensieri che più teniamo in testa sono quelli che diventano le nostre convinzioni e quelli che plasmano effettivamente il nostro modo di essere, per cui risulta evidente che, se vogliamo cambiare la realtà che ci circonda, quello su cui ha davvero senso lavorare, quello che è importante cambiare è esattamente il nostro modo di essere, perché è solo quello che si riflette nella nostra realtà. ricordiamoci sempre: TUTTO È UNO! Inoltre, dato che l’UNO È AMORE, e che quindi TUTTO È AMORE, ne consegue che non esiste nemmeno nulla di sbagliato: tutto quello che è, se è, è sempre il meglio. Per cui qualunque cosa accada è un evento che determina la nostra crescita (che essendo tutto Uno, e tutto Amore, non può che muoversi in direzione dell’Amore stesso) e l’evoluzione prevede la sostituzione di quello che non funziona più con ciò che è funzionale al nuovo stato di coscienza. è questo il processo che spesso, quando non ne siamo consapevoli, ci procura sofferenza. La consapevolezza di tutto il meccanismo è la via d’uscita da qualunque dolore e da ogni sofferenza, che per gli esseri consapevoli, appunto, cessano di avere alcuna caratteristica di necessità.

«Il buon giudizio viene dall’esperienza, l’esperienza viene dal cattivo giudizio».

ANN LANDERS

Le tecnologie che Huna propone, puntano esclusivamente a migliorare in modo concreto la qualità della vita di ogni individuo e a supportarlo nel recuperare il proprio potere dimenticato. Questo avviene contattando il nostro sub-conscio da un lato e il nostro Io Superiore dall’altro, recuperando così l’armonica risonanza fra gli aspetti di sé e l’Universo.

«Il credente cerca di adattare la verità a sé, il ricercatore adatta se stesso alla verità.

Ricorda: la differenza è enorme».

OSHO

Personalmente ho per gran parte sposato i punti di questo pensiero riassunto nei 7 PRINCIPI. Questa schematizzazione la dobbiamo a Serge Kahili King. I Kahuna, ovviamente, non adottano i 7 principi, essi non hanno bisogno di teorizzare ciò che fa parte della loro continua esperienza, ma il dott. Kahili King li ha organizzati così per far comprendere meglio ai profani i vari concetti.

1.IL MONDO È COME TU PENSI CHE SIA

2.TUTTO È POSSIBILE

3.L’ENERGIA VA DOVE SI DIRIGE L’ATTENZIONE

4.ADESSO È IL MOMENTO DEL POTERE

5.AMARE È ESSERE FELICI INSIEME

6.TUTTO IL POTERE VIENE DA DENTRO

7.L’EFFICACIA È LA MISURA DELLA VERITÀ.

Le indicazioni comportamentali huna si possono riassumere con:

•BENEDICI IL PRESENTE

•ABBI FIDUCIA IN TE STESSO

•ASPETTATI IL MEGLIO.

Tutto qui!

Troppo semplice?

E che dire dell’altra dottrina che sempre dalle Hawaii si è diffusa in tutto il mondo: il REIKI?

Secondo Serge Kahili King è plausibile credere che nell’isola Kauai nelle Hawaii sia di fatto nato il reiki. Kauai è considerata l’isola più spirituale delle Hawaii. In varie leggende si parla di quest’isola e pare che nei secoli sia stata il punto di contatto delle più disparate conoscenze e culture.

È bello pensare che, dopo diverse vicissitudini, le varie idee, le differenti culture si ritrovino, riconoscano i loro punti di contatto e si sposino (Huna e reiki in questo particolare frangente).

Da quest’isola proveniva anche Hawayo Takata, che introdusse la pratica del reiki negli Stati Uniti e da lì nel resto del mondo. Ecco che viene naturale pensare che, se esiste un luogo di nascita del reiki, sia l’isola Kauai. In questo, per quanto sia solo un’ipotesi, mi piace pensare come Serge Kahili King.

Spesso i praticanti del reiki si sentono comunque molto vicini alle Hawaii e alla loro cultura; c’è un motivo tangibile per questo: il reiki si è diffuso in tutto il mondo proprio grazie a Hawayo Takata (prima nel Nord America, poi nei paesi europei, quindi è tornato in Giappone, dove la signora Takata l’aveva trovato).

«Io credo che esista un Essere Supremo, l’Infinito Assoluto, una Forza Vitale che governa il mondo e l’universo, un Potere Spirituale invisibile dinanzi al quale tutti gli altri poteri appassiscono nella loro insignificanza. Questo potere è incomprensibile per l’uomo, inimmaginabile, non misurabile, è la Forza Universale della Vita, da cui ogni singolo essere riceve continue benedizioni. Io chiamerò questa energia REIKI…».

HAWAYO TAKATA

Senza la mediazione di Hawayo Takata forse i giapponesi non avrebbero avuto l’opportunità di rincontrare il reiki nella propria terra. La tradizione giapponese, per molti anni, fu addirittura ritenuta scomparsa.

Huna e Reiki sono due discipline che hanno davvero moltissimi punti di contatto. Uno dei principali è che entrambe sono due tecniche assolutamente praticabili da tutti, senza nessun problema e senza bisogno di mediatori.

L’unico prerequisito necessario per praticare entrambi è quello di… essere vivi!

Sia reiki che Huna sono al di sopra e oltre altre credenze, intese come dogmi o religioni.

Quello che è particolare sia nello sciamanesimo Huna che nel reiki è che non esiste una gerarchia e nessuna forma di venerazione. Gli sciamani possono cooperare e lavorare assieme o individualmente, ma nessuno sciamano dirà a un altro sciamano quello che deve fare, mai! Uno sciamano non dice a nessuno che deve fare qualcosa! E questo concetto si ritrova identico anche nella cultura eschimese.

Scrive lo sciamano Angaangaq:

Uno sciamano non è un superuomo, ma una persona vera: una persona che vive con grande attenzione, un uomo che esplora se stesso, che ha esplorato i tre mondi di se stesso, quindi è in grado di accompagnarti sulla tua via interiore; che è in grado di aiutarti a riconoscere la tua bellezza, ad amarti e a giungere nella casa che è dentro di te. Uno sciamano non ti accuserà mai. Non parla di peccato, ma di perdono⁵.

Ci sarebbe da dire ma guarda che caso, se non fossi convinta che il caso non esiste…

Huna e reiki condividono moltissimo.

I principi del reiki sono chiamati i 5 precetti e sono gli insegnamenti del fondatore del metodo, Mikao Usui. Il Metodo reiki tende a porre l’attenzione sul senso della presenza, sulla consapevolezza, sul riconoscimento della natura spirituale dell’uomo nel momento presente, che è proprio ciò che fa anche Huna.

Nel reiki l’armonia, l’equilibrio, la disciplina interiore, così come il riavvicinamento con i propri talenti naturali e il benessere

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