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L’Impressione Perfetta (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Tredici)

L’Impressione Perfetta (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Tredici)

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L’Impressione Perfetta (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Tredici)

valutazioni:
2/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
323 pagine
7 ore
Editore:
Pubblicato:
9 lug 2021
ISBN:
9781094344423
Formato:
Libro

Descrizione

“Un capolavoro del thriller e del mistero. Blake Pierce ha fatto un ottimo lavoro sviluppando dei personaggi con un lato psicologico così ben descritto da farci sentire come dentro alle loro teste, seguendo le loro paure e gioendo per i loro successi. Pieno di svolte, questo libro vi terrà svegli fino a che non girerete l’ultima pagina.”
--Books and Movie Reviews, Roberto Mattos (riguardo a IL KILLER DELLA ROSA)

L’IMPRESSIONE PERFETTA è il libro #13 di una nuova serie di thriller psicologici dell’autore campione d’incassi Blake Pierce, che inizia con La moglie perfetta, un bestseller numero #1 (scaricabile gratuitamente) con quasi 500 recensioni da 5 stelle.

Quando un gruppo di coppie amiche lasciano le loro vite in periferia per andare in vacanza insieme in un resort esclusivo, perdono il controllo dei loro festeggiamenti e divertimenti, e alla fine qualcuno resta ucciso. Mentre Jessie indaga a fondo nelle loro vite e inizia a svelare i loro segreti, si rende rapidamente conto che le loro vite perfette non sono quello che sembrano, e che l’assassino potrebbe essere tra loro.

Un thriller psicologico dal ritmo veloce, con dei personaggi indimenticabili e un livello di suspense da far battere il cuore, la serie di JESSIE HUNT ti terrà incollato alle pagine fino a notte fonda.

I libri #14 (L’INGANNO PERFETTO) e #15 (L’AMANTE PERFETTA) sono ora disponibili.
Editore:
Pubblicato:
9 lug 2021
ISBN:
9781094344423
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Blake Pierce is author of the #1 bestselling RILEY PAGE mystery series, which include the mystery suspense thrillers ONCE GONE (book #1), ONCE TAKEN (book #2) and ONCE CRAVED (#3). An avid reader and lifelong fan of the mystery and thriller genres, Blake loves to hear from you, so please feel free to visit www.blakepierceauthor.com to learn more and stay in touch.


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L’Impressione Perfetta (Un emozionante thriller psicologico di Jessie Hunt—Libro Tredici) - Blake Pierce

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l’impressione perfetta

(un emozionante thriller psicologico di jessie hunt—libro 13)

b l a k e   p i e r c e

edizione italiana

a cura di

Annalisa Lovat

Blake Pierce

Blake Pierce è l’autore della serie di successo di USA Today dei misteri di RILEY PAIGE, che comprende diciassette libri. Blake Pierce è anche l’autore della serie dei misteri di MACKENZIE WHITE, che comprende quattordici libri; della serie dei misteri di AVERY BLACK, che comprende sei libri; della serie dei misteri di KERI LOCKE, che comprende cinque libri; degli INIZI DI RILEY PAIGE, che comprende sei libri; della serie dei misteri di KATE WISE, che comprende sette libri; della serie dei thriller psicologici di CHLOE FINE, che comprende sei libri; della serie di emozionanti thriller psicologici di JESSIE HUNT, che comprende finora quindici libri (a seguire); della serie di thriller psicologici de LA RAGAZZA ALLA PARI, che comprende tre libri; della serie dei misteri di ZOE PRIME, che comprende sei libri; della nuova serie dei misteri di ADELE SHARP, che comprende finora dieci libri (a seguire); e della nuova serie di gialli intimi e leggeri dei VIAGGI IN EUROPA, che comprende finora sei libri (a seguire); della nuova serie di emozionanti thriller LAURA FROST, agente dell’FBI, che comprende finora tre libri (a seguire); della nuova serie di thriller mozzafiato con l’agente dell’FBI ELLA DARK, che comprende finora sei libri (a seguire); della nuova serie dei misteri intimi e leggeri di UN ANNO IN EUROPA, che comprende finora tre libri (a seguire); e della nuova serie de i thriller di AVA GOLD, che comprende finora tre libri (a seguire).

Accanito lettore, da sempre appassionato di romanzi gialli e thriller, Blake apprezza i vostri commenti; pertanto siete invitati a visitare www.blakepierceauthor.com per saperne di più e restare in contatto.

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Copyright © 2021 di Blake Pierce. Tutti i diritti riservati. A eccezione di quanto consentito dall’U.S. Copyright Act del 1976, nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, distribuitao trasmessa in alcuna forma o in alcun modo, o archiviata in un database o in un sistema di raccolta, senza previa autorizzazione dell’autore. Questo ebook è concesso in licenza esclusivamente ad uso ludico personale. Questo ebook non può essere rivenduto né ceduto ad altre persone. Se desidera condividere questo libro con un'altra persona, la preghiamo di acquistare una copia aggiuntiva per ogni beneficiario. Se sta leggendo questo libro e non l’ha acquistato, o non è stato acquistato esclusivamente per il suo personale uso, la preghiamo di restituirlo e di acquistare la sua copia personale. La ringraziamo per il suo rispetto verso il duro lavoro svolto da questo autore. Questa è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, imprese, organizzazioni, luoghi, eventi e incidenti sono il prodotto della fantasia dell’autore o sono usati romanzescamente. Qualsiasi somiglianza con persone reali, vive o morte, è del tutto casuale. Immagine di copertina Copyright George Mayer, utilizzata sotto licenza da Shutterstock.com.

LIBRI DI BLAKE PIERCE

UN THRILLER DI LAURA FROST

ORMAI SCOMPARSA (Libro #1)

UN THRILLER MOZZAFIATO CON L’AGENTE DELL’FBI ELLA DARK

UNA RAGAZZA SOLA (Libro #1)

UN ANNO IN EUROPA

UN DELITTO A PARIGI (Libro #1)

MORTE A FIRENZE (Libro #2)

UN GIALLO INTIMO E LEGGERO DELLA SERIE VIAGGIO IN EUROPA

DELITTO (E BAKLAVA) (Libro #1)

MORTE (CON STRUDEL DI MELE) (Libro #2)

UN CRIMINE (E UNA LAGER) (Libro #3)

LA SERIE THRILLER DI ADELE SHARP

NON RESTA CHE MORIRE (Libro #1)

NON RESTA CHE SCAPPARE (Libro #2)

NON RESTA CHE NASCONDERSI (Libro #3)

NON RESTA CHE UCCIDERE (Libro #4)

NON RESTA CHE L’ASSASSINO (Libro #5)

NON RESTA CHE L’INVIDIA (Libro #6)

NON RESTA CHE UN VUOTO (Libro #7)

THRILLER DI ZOE PRIME

IL VOLTO DELLA MORTE (Libro #1)

IL VOLTO DELL’OMICIDIO (Libro #2)

IL VOLTO DELLA PAURA (Libro #3)

IL VOLTO DELLA FOLLIA (Libro #4)

IL VOLTO DELLA RABBIA (Libro #5)

IL VOLTO DELL’OSCURITÀ (Libro #6)

LA RAGAZZA ALLA PARI

QUASI SCOMPARSA (Libro #1)

QUASI PERDUTA (Libro #2)

QUASI MORTA (Libro #3)

I THRILLER PSICOLOGICI DI JESSIE HUNT

LA MOGLIE PERFETTA (Libro #1)

IL QUARTIERE PERFETTO (Libro #2)

LA CASA PERFETTA (Libro #3)

IL SORRISO PERFETTO (Libro #4)

LA BUGIA PERFETTA (Libro #5)

IL LOOK PERFETTO (Libro #6)

LA TRESCA PERFETTA (Libro #7)

L’ALIBI PERFETTO (Libro #8)

LA VICINA PERFETTA (Libro #9)

IL TRAVESTIMENTO PERFETTO (Libro #10)

IL SEGRETO PERFETTO (Libro #11)

LA FACCIATA PERFETTA (Libro #12)

L’IMPRESSIONE PERFETTA (Libro #13)

I GIALLI PSICOLOGICI DI CHLOE FINE

LA PORTA ACCANTO (Libro #1)

LA BUGIA DI UN VICINO (Libro #2)

VICOLO CIECO (Libro #3)

UN VICINO SILENZIOSO (Libro #4)

RITORNA A CASA (Libro #5)

FINESTRE OSCURATE (Libro #6)

I GIALLI DI KATE WISE

SE LEI SAPESSE (Libro #1)

SE LEI VEDESSE (Libro #2)

SE LEI SCAPPASSE (Libro #3)

SE LEI SI NASCONDESSE (Libro #4)

SE FOSSE FUGGITA (Libro #5)

SE LEI TEMESSE (Libro #6)

SE LEI UDISSE (Libro #7)

GLI INIZI DI RILEY PAIGE

LA PRIMA CACCIA (Libro #1)

IL KILLER PAGLIACCIO (Libro #2)

ADESCAMENTO (Libro #3)

CATTURA (Libro #4)

PERSECUZIONE (Libro #5)

FOLGORAZIONE (Libro #6)

I MISTERI DI RILEY PAIGE

IL KILLER DELLA ROSA (Libro #1)

IL SUSSURRATORE DELLE CATENE (Libro #2)

OSCURITA’ PERVERSA (Libro #3)

IL KILLER DELL’OROLOGIO (Libro #4)

KILLER PER CASO (Libro #5)

CORSA CONTRO LA FOLLIA (Libro #6)

MORTE AL COLLEGE (Libro #7)

UN CASO IRRISOLTO (Libro #8)

UN KILLER TRA I SOLDATI (Libro #9)

IN CERCA DI VENDETTA (Libro #10)

LA CLESSIDRA DEL KILLER (Libro #11)

MORTE SUI BINARI (Libro #12)

MARITI NEL MIRINO (Libro #13)

IL RISVEGLIO DEL KILLER (Libro #14)

IL TESTIMONE SILENZIOSO (Libro #15)

OMICIDI CASUALI (Libro #16)

IL KILLER DI HALLOWEEN (Libro #17)

UN RACCONTO BREVE DI RILEY PAIGE

UNA LEZIONE TORMENTATA

I MISTERI DI MACKENZIE WHITE

PRIMA CHE UCCIDA (Libro #1)

UNA NUOVA CHANCE (Libro #2)

PRIMA CHE BRAMI (Libro #3)

PRIMA CHE PRENDA (Libro #4)

PRIMA CHE ABBIA BISOGNO (Libro #5)

PRIMA CHE SENTA (Libro #6)

PRIMA CHE COMMETTA PECCATO (Libro #7)

PRIMA CHE DIA LA CACCIA (Libro #8)

PRIMA CHE AFFERRI LA PREDA (Libro #9)

PRIMA CHE ANELI (Libro #10)

PRIMA CHE FUGGA (Libro #11)

PRIMA CHE INVIDI (Libro #12)

PRIMA CHE INSEGUA (Libro #13)

PRIMA CHE FACCIA DEL MALE (Libro #14)

I MISTERI DI AVERY BLACK

UNA RAGIONE PER UCCIDERE (Libro #1)

UNA RAGIONE PER SCAPPARE (Libro #2)

UNA RAGIONE PER NASCONDERSI (Libro #3)

UNA RAGIONE PER TEMERE (Libro #4)

UNA RAGIONE PER SALVARSI (Libro #5)

UNA RAGIONE PER MORIRE (Libro #6)

I MISTERI DI KERI LOCKE

TRACCE DI MORTE (Libro #1)

TRACCE DI OMICIDIO (Libro #2)

TRACCE DI PECCATO (Libro #3)

TRACCE DI CRIMINE (Libro #4)

TRACCE DI SPERANZA (Libro #5)

INDICE

PROLOGO

CAPITOLO UNO

CAPITOLO DUE

CAPITOLO TRE

CAPITOLO QUATTRO

CAPITOLO CINQUE

CAPITOLO SEI

CAPITOLO SETTE

CAPITOLO OTTO

CAPITOLO NOVE

CAPITOLO DIECI

CAPITOLO UNDICI

CAPITOLO DODICI

CAPITOLO TREDICI

CAPITOLO QUATTORDICI

CAPITOLO QUINDICI

CAPITOLO SEDICI

CAPITOLO DICIASSETTE

CAPITOLO DICIOTTO

CAPITOLO DICIANNOVE

CAPITOLO VENTI

CAPITOLO VENTUNO

CAPITOLO VENTIDUE

CAPITOLO VENTITRE

CAPITOLO VENTIQUATTRO

CAPITOLO VENTICINQUE

CAPITOLO VENTISEI

CAPITOLO VENTISETTE

CAPITOLO VENTOTTO

CAPITOLO VENTINOVE

CAPITOLO TRENTA

CAPITOLO TRENTUNO

CAPITOLO TRENTADUE

CAPITOLO TRENTATRÉ

EPILOGO

PROLOGO

Tutti lo chiamavano Tex.

Il suo vero nome era Esteban Mejada. Ma dato che il cameriere del servizio in camera aveva una parlata meridionale, qualcuno gli aveva dato quel soprannome, anche se lui aveva più volte sottolineato di venire dalla Louisiana, non dal Texas. Gli ci erano volute solo poche settimane di servizio all’hotel dell’isola per scoprire che sia la parlata che il soprannome, insieme a un paio di altri elementi, in effetti gli tornavano utili quando si trattava di mance.

Scese dall’ascensore, pronto a consegnare un vassoio di champagne e fragole ricoperte di cioccolato a un’ospite che stava aspettando il suo servizio, oltre a un ‘servizietto’. Di sabato sera erano sempre richiesti dei servizi extra. Si chiese quali sarebbero state le mance se avesse avuto un accento più piatto, del Midwest.

Tex svoltò l’angolo e imboccò il corridoio. Era a metà, diretto verso la stanza dell’ospite, quando udì un grido agghiacciante. Un secondo dopo, una donna corse fuori da una camera in fondo al corridoio, con indosso una tuta da jogging rosa, macchiata di vino. Aveva gli occhi sgranati e terrorizzati, e il volto era una maschera di paura. Lo vide e gli corse incontro, blaterando cose incoerenti.

Non la capisco, le disse.

La donna si lasciò scivolare lungo la parete, fino a trovarsi seduta a terra.

Cos’è successo? provò a domandarle, inginocchiandosi e posando il vassoio accanto a lei. La donna non rispose e si limitò a indicare la porta da cui era appena uscita, iniziano a piangere sommessamente.

Anche se il cuore gli batteva forte in petto, Esteban si alzò in piedi e andò verso la porta, che era leggermente aperta. Sentiva di avere il respiro affannoso, mentre si costringeva a fare un passo alla volta. Alla fine arrivò ad aprire la porta un po’ di più con la punta della scarpa.

La stanza era solo leggermente illuminata, con un’unica lampada accesa in un angolo. All’inizio non vide nulla che potesse aver causato una reazione così intensa nella donna. Poi i suoi occhi si regolarono alla penombra, rivelando una forma sul letto. Ma non si capiva molto di più.

Con una potente sensazione che in quella stanza ci fosse qualcosa di orribilmente fuori posto, prese dalla tasca un fazzoletto, percependo istintivamente che era meglio non lasciare impronte digitali sopra a nulla. Quindi premette l’interruttore accanto alla porta. Non appena la luce si accese, la forma sul letto divenne chiara e nitida.

C’era una donna distesa, supina, ma non fu questo a generare in lui quella sensazione di terrore e disgusto che gli cresceva ora nel petto.

Aveva gli occhi aperti, che fissavano vuoti il soffitto. Era nuda e le lenzuola accanto a lei erano zuppe di sangue.

Piantato nel petto aveva un coltello.

Lo stesso che lui aveva lasciato lì un’ora fa, insieme al resto del pasto che era stato richiesto al servizio in camera.

CAPITOLO UNO

Jessie Hunt capì che qualcosa non andava nel momento in cui si svegliò.

Le ci volle un secondo per capire di cosa si trattava. Guardando l’orologio vide che erano le 23:48. Sbatté le palpebre un paio di volte e poi le venne in mente. Di solito poteva sentire il calore irradiato dall’uomo che le dormiva accanto ogni notte. Ma il letto era più freddo del solito e sembrava in qualche modo più leggero.

Allungò una mano delicatamente nel buio, giusto per verificare di non essersi sbagliata. Ma effettivamente Ryan non era lì. Afferrò il telefono per perquisire la stanza, ma non lo vide da nessuna parte. Lanciò un’occhiata verso il bagno: da sotto la porta non si vedeva provenire nessuna luce.

Cercando di mantenere la calma, si alzò in piedi e si infilò la vestaglia. Considerò brevemente l’idea di tirare fuori la pistola dal cassetto del comodino, ma decise di non farlo. C’erano una dozzina di motivi credibili per cui Ryan poteva non essere a letto, e non c’era motivo di balzare a conclusioni affrettate. Ma dopo tutto quello che avevano vissuto, non poteva biasimare se stessa per quei pensieri e per come il suo istinto fosse scattato in azione. Non era che i serial killer non fossero mai saltati fuori dal buio, in passato.

Infilò i piedi nelle pantofole e uscì dalla camera, armata solo del proprio telefono e di un corpo carico di adrenalina. Alla fine la sua apprensione ebbe la meglio, e fu costretta a tornare in camera per afferrare uno dei bastoni di Ryan.

Mentre percorreva il corridoio, tenendo il bastone appoggiato alla spalla come una mazza da baseball, ricordò a se stessa che il suo compagno magari aveva semplicemente fatto fatica a dormire. Anche se erano passati sei mesi da quando era stato pugnalato, e nonostante la riabilitazione stesse andando molto bene, a volte era ancora sopraffatto da un’ansia che poteva gestire e domare solo camminando, anche nel cuore della notte.

Jessie vide una tenue luce provenire dalla cucina e andò da quella parte il più silenziosamente possibile. Sbirciando dietro l’angolo, vide Ryan chino sul tavolo, intento a sfogliare una pila di documenti. Sembrava perso nei suoi pensieri.

Sospirando di sollievo, mise giù il bastone, appoggiandolo al muro, dove non lo si vedeva. Poi tossì sommessamente, così da non prenderlo alla sprovvista mentre entrava nella stanza. Lui sollevò lo sguardo e parve metterci un paio di secondi a collegare il rumore alla persona davanti a sé.

Ciao, le disse.

Ciao, sussurrò lei, non volendo svegliare sua sorella Hannah, che sperava fosse ben addormentata nella sua camera. Che succede?

Penso di avere una grossa svolta nel caso, le disse con entusiasmo.

Jessie si avvicinò e si sedette di fronte a lui al tavolo. Era passato solo un mese da quando aveva iniziato a offrire consulenza al Dipartimento di Polizia di Los Angeles, quindi poteva capire il suo entusiasmo per essere di nuovo immerso nel lavoro. Ma era preoccupata dell’effetto che un utilizzo così intenso delle energie poteva avere sulla sua riabilitazione. Ovviamente non poteva dire una cosa del genere, senza rischiare di apparire come quella che non lo supportava, quindi non si pronunciò.

Cos’hai trovato? chiese invece.

Ryan sorrise. Chiaramente, sperava che glielo chiedesse.

Sai il caso che stavo studiando, quello della ragazza che è stata sfigurata con i tagli? le chiese.

Jessie annuì. Non le aveva offerto nessun dettaglio, oltre a quello, ma lei sapeva che questo era il caso che lui sperava potesse richiedere il coinvolgimento della Sezione Speciale Omicidi. La HSS era un’unità specializzata del LAPD, dedicata alla risoluzione di casi con alti profili o intenso scrutinio da parte dei media, spesso con il coinvolgimento di numerose vittime o serial killer.

Prima dell’aggressione in cui era stato pugnalato, Ryan era stato alla guida dell’unità. Ma poi, in seguito alle ferite riportate nell’attacco, era rimasto in coma per settimane, rimanendo incapace di proseguire il lavoro per mesi. Ora il capitano Roy Decker, suo superiore e responsabile dell’HSS, gli aveva chiesto di trovare dei casi che corrispondessero al profilo dell’unità, dato che questa rischiava di essere chiusa.

Mi hai citato vagamente il caso, gli disse con un leggero nervosismo nella voce. Ma diciamo che è tutto quello che so. Hai mantenuto grosso riserbo sui dettagli.

Ryan colse il suo tono di voce.

Non ti ho detto molto, perché sapevo che se l’avessi fatto, ne saresti stata ossessionata quanto me, le disse in tono di scuse. Poi le fece l’occhiolino. Non volevo trascinarti giù dalla tua torre d’avorio.

Quello era un riferimento al lavoro di Jessie come insegnante alla UCLA, dove teneva lezioni di profilazione criminale da ormai un semestre. A parte qualche occasionale incarico di consulenza per il dipartimento, aveva passato gli ultimi sei mesi a condurre una vita piuttosto stabile e sgombera da ossessioni. Ovviamente, uno di quegli incarichi di consulenza si era concluso solo quattro settimane fa.

Scusa, non sono riuscita a sentirti in mezzo a tutta quella folla, lo canzonò. Vuoi mettermi in difficoltà o mi racconti quello che chiaramente stai morendo dalla voglia di condividere?

Sorrise alla battuta. Jessie sapeva che Ryan adorava quando lei scherzava in modo irriverente, e lei amava vedere il sorriso che ogni volta gli illuminava il volto. Dopo la preoccupazione che avesse potuto non sopravvivere, e averlo visto sopportare diversi mesi dolorosi e spesso deprimenti per imparare di nuovo le funzioni basilari, come allacciarsi le scarpe o tenere in mano una forchetta, finalmente stava iniziando ad apparire quello di un tempo.

Una volta era un esemplare forte come la roccia, alto un metro e ottantacinque per novanta chili di muscoli, ma ora aveva perso un quarto del suo peso corporeo e buona parte della forza. Nell’ultimo periodo era tornato a bazzicare attorno agli ottanta chili. Il colorito era tornato quello di un tempo, come anche il sorriso caldo e dolce. Aveva riportato i capelli scuri al solito taglio corto e gli occhi castani sembravano più allerta ogni giorno che passava. Assomigliava quasi al detective che le era sembrato così impegnato e appassionato quando era venuto a tenere una lezione nella sua classe, quando Jessie stava ancora lavorando alla sua laurea. Il semplice vederlo impegnato sulle carte di un caso da risolvere, facendo qualcosa che temeva non avrebbe fatto mai più, le scaldava il cuore.

Voglio dirtelo, ammise.

Allora spara, lo incalzò.

Ho trovato un altro caso, più vecchio, che mi fa pensare che ci possa essere uno schema.

Torna indietro, gli disse. Sei stato così riservato che non ho abbastanza dettagli sul primo caso, per capire cosa potrebbe costituire uno schema.

Giusto, le disse, ricordando quanto poco le avesse raccontato. Allora, il caso che ha attirato la mia attenzione è successo lo scorso mese, e riguarda una donna di ventisei anni di nome Jenavieve Holt. Le sono state tagliate porzioni di pelle in quella che sembrava una maniera metodica. E pare anche che sia rimasta sveglia per tutto il tempo.

Mentre parlava, qualcosa nella mente di Jessie si accese, come una tenue lampadina che si illuminava pian piano. Non gli disse niente e lo lasciò continuare.

Sembrava un lavoro molto meticoloso, disse Ryan, come se l’assassino avesse programmato tutto con buon anticipo. Anche in quanto omicidio singolo, era qualcosa di fastidioso. Ma sembrava essere stato eseguito con una tale sicurezza e pazienza, che ho dubitato fosse la prima volta che l’assassino aveva fatto una cosa del genere.

Buon istinto, disse Jessie, desiderosa di vedere dove sarebbe andato a parare.

Allora ho iniziato a cercare tra i casi recenti e ne ho trovato uno che era caduto nel dimenticatoio. Circa quattro mesi fa, un giovane di nome Hartung è stato trovato in una situazione simile… pelle tagliata in lunghi pezzi, sempre mentre a quanto pareva era sveglio.

Perché era finito nel dimenticatoio? chiese Jessie.

Perché andando verso l’obitorio, l’autista ha avuto un incidente e il furgone ha preso fuoco. Quando hanno recuperato il corpo di Hartung, era ormai incenerito. L’autopsia si è rivelata inutile. Peggio, l’incidente ha oscurato l’orrore dell’assassinio. C’è stata un’indagine interna. È saltato fuori che l’autista aveva bevuto. Tutto quel casino ha preso la precedenza e la cartella è rimasta sepolta sotto a cose più urgenti, quindi il rapporto finale del medico legale, completo di foto originali dalla scena del crimine, non è stato compilato fino a l’altro ieri. L’ho ricevuto poche ore fa. E assomiglia moltissimo al caso della Holt. In entrambe le situazioni, pare che l’assassino abbia usato qualcosa come un coltello X-Acto.

La soffusa lampadina di familiarità nella testa di Jessie iniziò improvvisamente a brillare intensamente. Si sentì sussultare leggermente. Ryan la guardò.

Cosa c’è? le chiese.

Devo farti vedere una cosa, gli disse, alzandosi in piedi e accompagnandolo lungo il corridoio, fino al suo studio.

Non era sempre stato suo. Come neanche la casa. Quella una volta era stata la dimora di Garland Moses, il più celebre profiler criminale della West Coast per oltre un quarto di secolo, oltre che mentore personale di Jessie.

Le aveva lasciato la casa in eredità dopo la sua morte, che era avvenuta per mano dell’ex-marito di Jessie, Kyle Voss. Kyle era anche il responsabile della pugnalata che Ryan aveva subito al petto. Ryan, Jessie e Hannah erano sopravvissuti per un pelo a quell’incontro. Kyle no.

Arrivarono alla porta dello studio e Jessie usò il sistema di verifica dell’impronta della mano per sbloccarla. Una volta entrati, andò alla cassaforte che era nascosta nella parete, dietro a una grande stampa incorniciata del film Il grande sonno, con Bogart. Ne tirò fuori una grossa cartella e la posò sulla scrivania tra loro.

Anche solo guardarla la metteva a disagio. All’improvviso, ogni traccia di sonnolenza che poteva esserle rimasta addosso, svanì. Quella cartella conteneva una dose di malvagità che lei stessa aveva raramente visto, e solo a toccarla le veniva voglia di andarsi a fare una doccia.

Questo materiale era qui quando mi sono trasferita, disse. È di Garland. Non sarai sorpreso se ti dico che ha conservato il materiale di alcuni casi che non è riuscito a risolvere. Alcuni risalgono ai tempi in cui lavorava come profiler all’FBI. Altri sono del periodo da consulente al Dipartimento di Los Angeles, dopo che era tecnicamente andato in pensione. Per lo più sono di qualche pagina appena, dei riassunti a dire il vero. Eccetto questo.

Che cos’è?

Ricordi il Cacciatore della Notte, giusto? chiese.

Sicuro, rispose Ryan. Non serve essere un profiler per conoscere il noto serial killer che ha creato scompiglio lungo la costa orientale negli anni Ottanta e Novanta.

Corretto. E sai che Garland ha passato gli ultimi anni all’FBI dando la caccia a questo tipo, e pure trovandolo, in effetti.

Che è dove si è procurato tutte quelle cicatrici, ricordò Ryan, pensando chiaramente al corpo di Garland, morto e vulnerabile sul tavolo dell’obitorio dopo la sua uccisione. Ne era ricoperto.

Sì, confermò Jessie. Alla fine era riuscito a catturare il Cacciatore della Notte. Purtroppo l’assassino ha avuto la meglio su di lui. L’ha sorpreso nel suo stesso appartamento, catturandolo e torturandolo per due giorni, quasi uccidendolo. Ma poi lui è riuscito a liberarsi e ha usato il machete del killer contro di lui, prima che questi scappasse nella notte. Garland l’ha ferito più volte agli arti e gli ha anche procurato un lungo taglio orizzontale sulla fronte. Ha sempre pensato che uno dei motivi per cui il Cacciatore della Notte quella sera abbia ceduto, sia stato il sangue che gli colava negli occhi, accecandolo.

Pensavo che le autorità avessero decretato che fosse probabilmente morto per le ferite riportate nella colluttazione, disse Ryan.

Così hanno detto, rispose Jessie, ma se questa cartella può essere un’indicazione, Garland a quanto pare non ne era tanto sicuro.

Ok, disse Ryan lentamente. Ma cosa stai cercando di dire? Anche se fosse sopravvissuto al suo scontro con Garland, non dovrebbe avere una settantina d’anni ora? E perché dovrebbe improvvisamente iniziare a uccidere di nuovo? E poi mi pareva che il Cacciatore della Notte fosse più un tipo a cui piaceva smembrare corpi, con il machete e tutto il resto. Questo non mi sembra lo stesso modus operandi.

Tutte considerazioni eccellenti, disse Jessie, mentre sfogliava la cartella e tirava fuori un foglio di carta che si trovava verso la fine. E in condizioni normali non avrei neanche mai pensato di collegarli, se non fosse per questo.

Gli porse il foglio e aspettò che leggesse, guardando i

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