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Specie Schiava degli Dei: La vera storia delle nostre origini e la missione degli Anunnaki sulla Terra
Specie Schiava degli Dei: La vera storia delle nostre origini e la missione degli Anunnaki sulla Terra
Specie Schiava degli Dei: La vera storia delle nostre origini e la missione degli Anunnaki sulla Terra
E-book850 pagine12 ore

Specie Schiava degli Dei: La vera storia delle nostre origini e la missione degli Anunnaki sulla Terra

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Info su questo ebook

Siamo stati creati o ci siamo evoluti? La verità sta probabilmente nel mezzo ed è sconvolgente.

Tellinger ci dimostra come l’uomo sia frutto di una manipolazione genetica effettuata da una specie aliena, gli Anunnaki, per realizzare la loro missione sulla Terra.

Attraverso un’analisi meticolosa e comparativa di antichi testi sumeri e biblici con moderne conoscenze emerge un affresco storico che ricostruisce l’epopea dell’uomo, la sua relazione di schiavitù con gli “dèi” e la sua possibile riscossa e liberazione. La storia ufficiale è una menzogna necessaria a far sì che l’umanità rimanga nell’ignoranza per continuare a servire i creatori.

Questo libro ti aiuterà a capire che:
  • La specie umana è il risultato di una manipolazione genetica, un ibrido tra Anunnaki e Homo erectus
  • Esiste una radice comune all’origine di tutte le civiltà della Terra, i miti sono di fatto realtà storiche
  • Il denaro è stato inventato dagli Anunnaki come strumento di controllo della razza umana
Nel libro Specie schiava degli dèi, Tellinger traccia una dettagliata teoria sulle origini dell’uomo combinando diverse aree di ricerca nei vari settori della scienza e allo stesso tempo offre una visione che collega idealmente tutte le ipotesi formulate da studiosi quali Mauro Biglino, Pietro Buffa, Zecharia Sitchin, Sam Osmanagich, Eric Von Daniken e molti altri, confermandone la validità ed offrendo un quadro complessivo logico che allarga gli orizzonti della nostra conoscenza e consapevolezza.
LinguaItaliano
Data di uscita13 giu 2021
ISBN9788833800875
Specie Schiava degli Dei: La vera storia delle nostre origini e la missione degli Anunnaki sulla Terra
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    Anteprima del libro

    Specie Schiava degli Dei - Michael Tellinger

    [N.d.R.].

    1.

    Comportamento animale

    Fin da quando ho iniziato a interessarmi di genetica, mi ha sempre incuriosito il fatto che una parte così importante della nostra anatomia, il genoma, una struttura molecolare così raffinata, sia stata creata incompleta. In realtà il genoma è stato creato in abbondanza, con ampie parti della sua struttura che non vengono affatto utilizzate. È come se le parti inattive del genoma aspettassero di essere attivate da qualche fattore estrinseco. La domanda è: quali sono le caratteristiche inimmaginabili o le super abilità che potrebbero essere ancora dormienti nel genoma? Quali potenzialità umane nascondono? Questo come ha influito sulla nostra evoluzione come specie?

    Genoma è solo un’altra denominazione per l’insieme complessivo di geni e dna¹ contenuti in un individuo. Nell’uomo, il genoma consiste di 23 paia di cromosomi che contengono l’intero programma genetico di uno specifico individuo e si trova nel nucleo di ogni cellula del nostro corpo. Questo programma genetico controlla tutte le informazioni che ci permettono di crescere e funzionare. Il genoma è unico per ogni individuo e ogni specie. Quando nasciamo, siamo beatamente inconsapevoli di ciò che ci attende. Potrebbero esserci sette età dell’uomo, ma tutto finisce per intrecciarsi in un lungo reality show diretto da una forza invisibile. Abbiamo tutti ottenuto in media settanta anni di vita per recitare il nostro ruolo qui sulla Terra; il resto spetta a ognuno di noi. Entrata in scena a sinistra… uscita a destra. L’unica certezza che abbiamo al momento è che usciremo di scena. Che cosa avete intenzione di fare con i vostri settanta anni? Qual è lo scopo del viaggio, di questo giocare alla vita a cui tutti partecipiamo? Userete il vostro tempo in modo creativo, darete un contributo alla comunità globale degli esseri viventi, o sarete semplici spettatori: usurpatori del palcoscenico prima di uscire di scena?

    Nonostante i sei miliardi e mezzo di persone che popolano la Terra², la razza umana è una specie piuttosto fragile e primitiva. Non importa quanto intelligenti e brillanti pensiamo di essere, mostriamo costantemente i segni di un primitivo comportamento animale che può portare alla decimazione della nostra specie in un batter d’occhio. Abbiamo fatto guerra ai nostri simili nel corso della storia e continuiamo a farlo nel ventunesimo secolo. Sembra sempre che ci sia una base morale o una giustificazione per le nostre azioni. Da Caino e Abele, a George W. Bush, sono sempre stati i forti e i potenti a opprimere e annientare i deboli. L’Antico Testamento non è una bella storia di compassione e perdono. In realtà, è piuttosto il contrario. Parla di occhio per occhio; di sterminio di uomini, donne, bambini e animali in nome di dio; e spesso chiama i nemici per nome, definendoli gente cattiva o discepoli del diavolo. Sembra che dio abbia preso posizione sin dall’inizio. Aveva i suoi prediletti, e poi c’erano gli altri. Ho sempre pensato che il Dio di cui mi avevano parlato dovesse essere più imparziale e amorevole.

    La Bibbia è piena di profeti e di individui che per migliaia di anni ebbero un legame diretto con dio, da cui ricevettero regolarmente istruzioni su ciò che dovevano fare. Quando si legge la Bibbia, è considerato normale, ma soprattutto ci si aspetta, che diamo per scontato e che crediamo che un certo numero di persone scelte ricevessero regolarmente direttive precise da dio. Non solo ricevevano istruzioni chiare e avvertimenti, ma anche regole fisiche sotto forma dei dieci comandamenti e ricompense materiali, come la terra o il bestiame. Ma le interazioni più impressionanti sono state le numerose visite fatte da dio a diversi personaggi. Se egli non era in grado di farlo di persona, inviava degli angeli ad affrontare qualsiasi situazione si presentasse. Gli esseri divini condividevano idee, vino e pane, e inevitabilmente dio istruiva le persone a svolgere determinati compiti. Tutti questi individui sembrano essere stati uomini. E tutte le persone che hanno contribuito alle scritture della Bibbia erano anch’essi tutti uomini. Se Lui ci ha creati tutti uguali, aveva forse un problema riguardo alla credibilità delle donne? O dio era solo la personificazione di una società dominata dagli uomini? Un semplice fatto storico è che dio in realtà ha interagito fisicamente con l’uomo. Al giorno d’oggi, affermare che Dio abbia interagito materialmente con gli uomini attirerebbe forti critiche e derisioni. Perché? Forse gli eventi accaduti nella preistoria non hanno la stessa validità per noi oggi? Sembra che possiamo accettarli solo se accaduti nell’antichità, quasi ridotti a una fantastica favola sulla nostra lotta per la libertà. Oppure perché siamo semplicemente troppo spaventati dalle conseguenze che potrebbero derivare dal rendere pubblica l’analisi dei fatti veri e propri? Queste domande mi hanno turbato per la maggior parte della vita.

    Quando fu deciso e da chi, che la Bibbia aveva raccontato tutta la storia e che doveva essere scritto l’ultimo capitolo? Ovviamente fu un altro uomo, ispirato da Dio e comandato dallo Spirito Santo! Siamo sicuri che la ricerca della verità e della salvezza continuino? Di certo le atrocità sulla Terra non si sono placate; sicuramente il popolo della Terra ha bisogno di una guida e di istruzioni continue da parte di Dio per affrontare il caos e il crimine dei giorni nostri; per reagire ai dittatori; per sopravvivere alla colonizzazione, al razzismo, alle invasioni e invenzioni di menti malvagie. Il potenziale di crudeltà della nostra specie ha raggiunto proporzioni insopportabili. Creiamo regole come esseri civilizzati, che vengono poi usate contro di noi da individui meno civilizzati ma con una buona conoscenza del sistema legale. Coloro che predicano la pace e l’amore e porgono l’altra guancia sono diventati deboli vittime della propria filosofia.

    Ora, più che mai, le persone hanno bisogno di salvezza. Hanno bisogno di qualcosa di reale in cui credere e a cui attaccarsi nei momenti in cui ogni speranza sembra essere svanita. Allora perché le Scritture non continuano? Perché Dio non continua a diffondere saggezza attraverso uno o molti dei suoi profeti? Alcuni dicono che lo fa. Molti sostengono di essere in contatto con Dio con regolarità. Molti trasmettono i messaggi di Dio in chiese affollate e in altri luoghi di culto. Come risponde la comunità globale a chi parla di miracoli, sente la voce di Dio e ha le risposte? Bene, in molti casi questi moderni profeti danno origine a sette con un seguito di discepoli ciechi che obbediranno a ogni comando, mentre in altri casi sono considerati solo degli svitati.

    Quindi, come dovrebbe comportarsi un giudice del ventunesimo secolo nei confronti di un uomo che ha legato sua figlia di dieci anni a un tavolo in giardino e che è stato fermato dalla polizia mentre la pugnalava a morte o le tagliava la gola? Se quest’uomo affermasse che Dio gli ha ordinato di sacrificarla per dimostrare la sua obbedienza al Signore onnipotente, un tale personaggio dovrebbe essere considerato un moderno uomo di fede o uno psicopatico? Ciononostante, consideriamo Abramo un leader, un uomo di forti princìpi e un uomo di fede perché obbedì all’ordine di Dio di uccidere il proprio figlio. La Bibbia, però, lo chiama sacrificio. Lo vedremmo come tale se accadesse oggi in un ricco sobborgo di Johannesburg o a Parigi?

    Viviamo in un mondo pervaso da attività religiose alquanto confuse. Migliaia di religioni, tutte create dall’uomo, tutte che reclamano di essere depositarie della verità. Solo i loro seguaci saranno salvati dal creatore e si potranno crogiolare nei piaceri del paradiso. Sembra che più denaro abbiano, più potere esercitino e più siano vicine all’orecchio di Dio.

    Così inizia la discussione religiosa e mettiamo in evidenza il lato primitivo del nostro basso stato evolutivo. Sono queste le caratteristiche che potrebbero essere controllate dai geni dormienti del nostro dna? Guardiamo le grandi civiltà del passato e in qualche modo ci sentiamo superiori. Il fatto che non possiamo spiegare molte cose dell’epoca preistorica viene facilmente ignorato: Chi se ne importa degli Egiziani… sono tutti morti. Alla luce di tutte le nostre conquiste e scoperte scientifiche, più ci evolviamo, più il dogma religioso prende forza e sembra direttamente collegato al denaro. Più una nazione è ricca, più riesce a far valere le proprie opinioni religiose sugli altri. Gli Stati Uniti possono affermare di essere una società libera sotto tutti gli aspetti, ma ciò è principalmente dovuto al fatto che si sentono al sicuro nella loro comunità composta al 96% da cristiani. Dà loro sicurezza consentire che le minoranze religiose fanatiche sprechino il proprio tempo alla ricerca di una salvezza priva di senso.

    Se iniziamo a guardare chi siamo veramente e la strada che la nostra specie ha percorso su questo pianeta, allora ci rendiamo conto che la nostra presenza non ha nemmeno la dimensione della punta di un iceberg. Ci meravigliamo di scoprire fossili di dinosauri e ci chiediamo come doveva essere la Terra a quel tempo. Sfoderiamo numeri come 60 milioni di anni quando i dinosauri si estinsero, 200 milioni di anni quando il T-Rex diffondeva il terrore, e sussultiamo pensando ai 400 milioni di anni dei fossili di insetti esposti nei musei. Quindi iniziamo a confrontare queste date con eventi che appartengono al nostro quadro cronologico. La Prima guerra mondiale 100 anni fa; Leonardo da Vinci 500 anni fa; i Vichinghi circa 1200 anni fa; Maometto circa 1.400 anni fa; Gesù 2000 anni fa; le piramidi 4.000 anni fa; l’ultima Era glaciale circa 13.000 anni fa; da qui in poi la maggior parte di noi ha esaurito i punti di riferimento.

    Poi un giorno succede qualcosa di miracoloso. Alziamo gli occhi al cielo pieno di miliardi di stelle e cerchiamo di immaginare l’infinito. Qualcuno indica Marte e Giove. Poi guardi attraverso un telescopio e per la prima volta vedi Saturno con i suoi anelli e persino molte delle sue lune, e improvvisamente la percezione della realtà cambia. Tutto diventa un po’ più grande. Guardi Alpha Centauri e realizzi che la luce della stella più vicina a noi impiega cinque anni per raggiungerci, pur viaggiando a 300.000 km al secondo. Assisti alla lezione di un astronomo e vedi immagini di galassie talmente lontane che non riesci a immaginarne la distanza. Galassie a un miliardo di anni luce; superammassi di galassie a cinque miliardi di anni luce; quasar ultra caldi a circa 12 miliardi di anni luce proprio ai margini dell’universo conosciuto e poi, a circa 13,8 miliardi di anni luce di distanza, solo l’oscurità. Niente. Ti siedi contemplando in silenzio queste immagini mentre cerchi di assimilarne la realtà. Hai appena guardato oltre il limite dell’universo conosciuto, dove nulla esiste.

    Il giorno dopo provi a spiegare ai tuoi migliori amici la rivelazione che hai avuto, e questi condividono il tuo entusiasmo esattamente per quindici secondi prima che qualcuno dica: Ehi, ragazzi avete visto quel bel film in tv la notte scorsa?.

    Con tutti gli audaci tentativi e le scoperte a volte straordinarie degli archeologi, non siamo ancora in grado di definire l’origine dell’umanità. Oh, decine di scienziati discuteranno ed esporranno tutti i tipi di prove e documentazioni, che saranno inevitabilmente confutate e riscritte da qualche altro scienziato dopo cinque anni. Tutte congetture che ci vengono presentate come ipotesi scientifiche o dogmi religiosi. Ma in realtà, è solo un’ulteriore manipolazione dei pezzi del Grande Puzzle Umano. Non possiamo dire con certezza quando l’uomo civilizzato ha mosso i suoi primi passi sulla Terra, quando è stato creato o come si è evoluto.

    Ammettiamolo: gli ultimi due secoli hanno portato a scoperte incredibili sulle civiltà antiche e a una maggiore comprensione dei popoli che svilupparono queste culture, caratterizzate da una notevole conoscenza e cognizione della scienza e del cosmo. Ci sono voluti decenni per decifrare i vari testi o stili di scrittura delle molte culture estinte. Tuttavia, con tutto il nostro sapere e conoscenza, non abbiamo ancora decifrato la scrittura Vinča (Balcani-Danubio) e la scrittura della Valle dell’Indo. L’eterogeneità di queste antiche civiltà, dagli antichi cinesi, alle culture delle Americhe, ai geroglifici degli Egizi, alla scrittura cuneiforme dei Sumeri, alle città perdute dell’Asia, ha egualmente sconcertato sia gli storici che gli archeologi. Ci ha totalmente colto di sorpresa la scoperta di antiche biblioteche, come quella del re Assurbanipal a Ninive, con circa 30.000 tavolette di argilla in scrittura cuneiforme che rimandano alla grande conoscenza delle civiltà perdute.

    È curioso scoprire la vastità della conoscenza degli astronomi di 6000 anni fa, ricca di informazioni dettagliate sul nostro sistema solare. Leggiamo di antichi dèi che viaggiavano su carri volanti provenienti dalle stelle, che governavano sulla Terra e leggiamo dei loro conflitti e tradimenti. Leggiamo di uomini coraggiosi che realizzarono grandi cose nel lontano passato e della saggezza che fu trasmessa all’uomo dai numerosi dèi venuti dalle stelle. La capacità di estrarre metalli preziosi dai minerali nel terreno e la loro elaborazione come oro, rame, stagno e bronzo già 9000 anni fa, indicano una chiara comprensione dei processi metallurgici. Le antiche rovine delle Americhe, con evidenti prove di estrazione e attività mineraria, spiegano che in questa parte del mondo vi era un’impensabile ricchezza aurea molto prima di Colombo, di Cortes o degli altri selvaggi che vi si insediarono solo poche centinaia di anni fa. L’ulteriore inspiegabile evidenza di estrazione di minerali nell’Africa meridionale risalente a 100.000 anni fa è semplicemente troppo perché venga accettata anche dagli archeologi più coraggiosi.

    La conoscenza delle procedure mediche e della manipolazione genetica, la creazione dell’Adamu, una nuova specie, sono chiaramente documentate in antiche tavolette di argilla che sono state decifrate solo di recente dal cosiddetto uomo moderno intelligente. Il potere della comunicazione wireless e la conoscenza geofisica per prevedere una calamità naturale… tale ricchezza di informazioni è chiaramente davanti ai nostri occhi. Eppure, non riusciamo ad accettare il fatto che potremmo non essere l’apice dell’intelligenza che ha abitato il pianeta. Con la rapida evoluzione dell’informatica, la nostra capacità di documentare e confrontare questa antica saggezza ci ha permesso di comprenderla più chiaramente. Ma cosa ne facciamo di tutte queste informazioni quando ci troviamo faccia a faccia con incredibili racconti preistorici? Abbiamo due scelte. O crediamo che siano state lasciate alle civiltà future perché vengano usate e sviluppate, oppure le scartiamo come fossero la folle spazzatura di alcuni idioti primitivi dell’Età della pietra, che non meritano la nostra attenzione.

    Solo 500 anni fa gli uomini venivano bruciati sul rogo per aver sostenuto che la Terra non era il centro dell’universo; il corpo umano era una nave misteriosa che fu studiata e sezionata nelle prime ore del mattino da audaci scienziati che rischiavano la vita; abbiamo scoperto gli ultimi tre pianeti del nostro sistema solare solo negli ultimi 200 anni; tutto ciò è una chiara indicazione che non siamo la razza superiore.

    Noi siamo la sottospecie. La nostra arroganza è la nostra debolezza e la nostra ignoranza è una malattia congenita che alla fine ci distruggerà. Il dogma ci ha consumato e la paura ci controlla. Ma perché siamo così ciechi riguardo ai fatti e alle prove che ci circondano? Perché siamo così ossessionati dalle religioni popolari che per lo più si inchinano a un dio che usa il castigo e la punizione come forma di controllo? Se proveniamo tutti dallo stesso artefice, tutti dovremmo avere lo stesso insieme di regole di obbedienza, ma chiaramente non è così. Il conflitto religioso ha lacerato la nostra storia per millenni e incombe ancora sulle nostre teste nel ventunesimo secolo come un cancro in attesa di divorarci.

    In questo libro scopriremo che il nostro disturbo è il risultato diretto del nostro status di razza bastarda, con un imprevedibile comportamento animale in agguato nel nostro dna manipolato. La nostra intelligenza è stata soppressa, la nostra conoscenza è stata cancellata, la durata della nostra vita è stata geneticamente ridotta e la nostra memoria è stata rimossa. Siamo una mutazione subalterna, clonata dalle grandi civiltà del passato e lasciata a raccogliere i pezzi o a mettere insieme le tessere del Grande Puzzle Umano.

    Abbiamo fatto notevoli progressi nel campo dell’ingegneria genetica, ma essere stati in grado di mappare il genoma non significa che sappiamo tutto su di esso. Al contrario, più impariamo a conoscere il genoma, più ci meravigliamo della sua complessità. Conosciamo il principio base della Doppia Elica, ma siamo lontani dal comprenderne tutte le funzioni. Ciò che ci lascia particolarmente perplessi sono le ampie sezioni che sembrano essere inattive. Sì, è curioso sapere che ci sono ampie parti del genoma che sono dormienti. Questa scoperta si scontra con il processo evolutivo. Ma la verità è che il genoma è stato creato in abbondanza, con molto più dna nelle nostre cellule di quanto ne sia necessario per la nostra espressione originaria.

    Se il genoma controlla tutte le nostre caratteristiche e funzioni corporee, allora cosa potrebbero controllare le parti inattive del genoma? Credo fermamente che questa sia la domanda fondamentale da porsi. Quali poteri inespressi si celano nelle parti inattive della nostra struttura genetica?

    Diamo una rapida occhiata alla storia delle scoperte nel campo della genetica. Sebbene vi siano prove evidenti dell’attività di manipolazione genetica risalenti a circa 250.000 anni fa, l’uomo moderno ha riscoperto il genoma solo negli anni Cinquanta.

    Nel 1866 Gregor Mendel pubblicò i risultati delle sue ricerche sui fattori ereditari nelle piante di piselli, ma fu solo negli anni Cinquanta che la struttura chimica del dna fu riscoperta dagli scienziati moderni. Alla fine trovarono un nome: acido desossiribonucleico. I personaggi coinvolti in questa scoperta furono Maurice Wilkins, Rosalind Franklin, Francis H. C. Crick e James D. Watson. Con questa scoperta dettero inizio a una nuova branca della scienza, la biologia molecolare. Nello stesso decennio, Watson e Crick fecero la storia quando realizzarono il primo modello della molecola del dna, mostrando la sua struttura a doppia elica, e provarono che i geni determinano l’ereditarietà. Nel 1957 Arthur Kornberg produsse il dna in una provetta. Nel 1963, F. Sanger sviluppò la procedura di sequenziamento delle proteine. Nel 1966 la scoperta del codice genetico fu una vera e propria svolta. Gli scienziati furono in grado di prevedere le caratteristiche studiando il dna. Tutto questo si è rapidamente evoluto in ingegneria genetica e terapia genica.

    Nel 1972 Paul Berg produsse la prima molecola di dna ricombinante e nel 1983 Barbara McClintock ricevette il premio Nobel per aver scoperto che i geni sono in grado di cambiare posizione sui cromosomi. Alla fine degli anni Ottanta, un team internazionale di scienziati iniziò il compito noioso e impegnativo di mappare il genoma umano, ed ebbe luogo la prima condanna per reati basata sul fingerprinting del dna, a Portland in Oregon, usa. Nel 1990 la terapia genica fu utilizzata per la prima volta sui pazienti. Nel 1993 il Dr. Kary Mullis scoprì la reazione a catena polimerica (pcr) per la quale fu insignito del premio Nobel. Nel 1994 la fda³ approvò il primo alimento geneticamente modificato, i pomodori Flavr Savr, ingegnerizzati per migliorare il gusto e rallentare il processo di decomposizione.

    Nel 1995 la criminologia forense basata sul dna fece notizia nel processo O. J. Simpson. Nel 1997 la pecora Dolly fu il primo animale clonato da una cellula somatica adulta. Il 1998 vide l’inchiesta al Senato degli Stati Uniti sullo scandalo Clinton/Lewinsky fondato principalmente su prove basate sul dna, e nel 2000 J. Craig Venter e Francis Collins annunciarono il completamento della mappatura e del sequenziamento dell’intero genoma umano. Quest’ultimo fu un risultato importante ottenuto in quasi dieci anni in meno di quanto inizialmente previsto. Nel 2003 Craig Venter lanciò una spedizione globale per raccogliere e studiare i microbi in ambienti che variano dagli oceani ai centri urbani al fine di ottenere un quadro definitivo dei geni che costituiscono il vasto regno della vita microbica. La vera e propria era della genetica è alle porte: la prima impresa di clonazione animale ha dato inizio alla propria attività negli Stati Uniti. In sostanza, siamo diventati dei creatori di specie, e siamo diventati il loro dio.

    Più procedono le scoperte nella culla dell’umanità in Sud Africa, più possiamo ricondurre geneticamente i vari popoli del mondo a una mezza dozzina di individui originari dell’Africa meridionale; più prove otteniamo, dal dna mitocondriale femminile, che il primo essere umano nacque circa 250.000 anni fa, più i pezzi del puzzle sembrano trovare il loro posto. In questo libro esploreremo le prove scritte che collocano tale gruppo di umani primordiali nell’Africa meridionale circa 200.000 anni fa, all’incirca nel periodo in cui si suppone che l’Adamu sia stato creato. Quando ho iniziato a mettere insieme i tasselli, dubitavo che una cosa così fantastica potesse essere possibile. Ma se vi concedete libertà di pensiero e ampie vedute, scoprirete una storia incredibile, una chiara visione del passato e inizierete a svelare i grandi passi dell’umanità che ci hanno portato fin qui.

    Ed ecco la vecchia domanda: Chi siamo… e perché siamo qui?. No, non è il tipo di domanda a cui si può rispondere: … ma dai!. Forse questo è uno degli enigmi più complessi riguardo alla nostra specie e merita un approccio un po’ meno convenzionale, ma dobbiamo essere pronti ad affrontare risposte inattese. Ciò che a prima vista potrebbe sembrarvi una storia dell’orrore diventerà un’esperienza liberatoria, che mi ha portato molto più vicino a Dio di quanto avessi mai immaginato. Ancora una volta devo attirare la vostra attenzione sulla differenza tra Dio, il creatore dell’universo, e dio, una delle tante divinità che hanno vissuto sulla Terra per millenni e governato l’umanità, esercitando potere, conoscenza e tecnologia.

    Ci saranno buone notizie per chi crede che Dio abbia creato l’uomo e gli abbia dato delle regole. Coloro che invece credono nella teoria evolutiva avranno delle sorprese. Numerose tavolette sumere suggeriscono che l’Adamu è stato creato qui sulla Terra a immagine del suo creatore, ma fu creato da una specie avanzata, da divinità che erano sulla Terra con uno scopo preciso tra 200.000 e 250.000 anni fa. Apprendiamo ancora dalle tavolette che l’Adamu è stato creato partendo dal pool genetico di specie umane più evolute e di un ominide meno evoluto che vagava per l’Africa meridionale. Ma chi erano gli umani più evoluti e da dove venivano? Perché non ci sono fossili a conferma della loro esistenza?

    Sottolineo ancora una volta la complessità della situazione che affrontiamo, dato che la maggior parte, se non la totalità dei fatti, proviene da antiche tavolette di argilla decifrate solo negli ultimi cinquant’anni del ventesimo secolo. Dobbiamo scegliere se credere che ciò che è stato scritto sia abbastanza vicino alla verità, o se si tratta semplicemente di allucinazioni che risalgono a un tempo in cui la gente era un po’ svitata. Io ho deciso di dare valore a ciò che è stato scritto. Non riesco a immaginare neanche per un attimo che migliaia di persone abbiano lavorato per milioni di ore a incidere scrupolosamente queste tavolette se il contenuto non era rilevante. Sono convinto che avessero cose migliori da fare che confondere le idee alle generazioni future riguardo alle nostre origini. Dopotutto non siamo cambiati molto; anche noi vogliamo lasciare prove della nostra intelligenza e delle nostre conquiste, non solo per le generazioni future ma anche per altre specie nella vastità dell’universo. Perché altrimenti dovremmo inviare sonde nello spazio piene di strumenti, video, compact disc, libri, fotografie, programmi tv e altro? In fondo alla nostra mente, c’è la debole speranza che possa esserci vita evoluta da qualche parte nell’universo. Se ci fosse, abbiamo la speranza di abbagliarli con la nostra genialità o deluderli con la nostra ignoranza, tutto dipende da quanto evoluti possano essere coloro che recupereranno accidentalmente la nostra arca spaziale.

    Mi ha sempre meravigliato quante persone mostrino disprezzo per la storia. Per molti, ciò che è successo in passato semplicemente non ha importanza. Ma se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo, come possiamo capire dove ci condurrà il nostro percorso evolutivo?

    Quindi sgobbiamo e sogniamo giorni migliori. Ci chiudiamo nel nostro comodo bozzolo, mettiamo i paraocchi e cerchiamo di non allontanarci troppo dal confortevole e rassicurante conformismo. Crediamo che lavorando sodo o in modo intelligente alla fine otterremo una ricompensa. Stipuliamo polizze assicurative per il futuro dei nostri figli o per rimpinguare la nostra pensione, in modo da poter trascorrere più serenamente gli ultimi anni su questo pianeta. Continuiamo a procreare come se fossimo programmati per farlo. Sembra essere un passaggio naturale del nostro processo di maturazione. Ma, a nostra insaputa, esso è probabilmente guidato dal nostro genoma che tenta di continuare a sopravvivere mentre il nostro dna si evolve verso il suo completamento. Quest’evoluzione può sbloccare le parti che sono state disattivate da qualche alchimista nel nostro lontano passato.

    Preghiamo per ottenere salute, ricchezza e felicità. Alcuni sognano la vita eterna e molti pregano per la salvezza, ma nel profondo sembra esserci l’ardente desiderio di trovare risposte alla grande domanda… Chi sono e perché sono qui?.

    La storia ci dà molte informazioni su chi possiamo essere e, mettendo insieme gli eventi e gli schemi comportamentali umani del passato, ci fornisce anche indizi su dove stiamo andando. Se sopravvivremo fino alla meta, è tutta un’altra questione. La storia, tuttavia, non risponde in modo chiaro alla domanda su chi siamo e da dove veniamo. Storici, archeologi e antropologi hanno descritto un passato piuttosto scontato. A parte le discussioni tra creazionisti ed evoluzionisti, la storia dell’umanità e del genere umano è diventata quasi una bella fiaba, e la maggior parte di noi non vuole che la fiaba venga interrotta. L’umanità si risollevò dalle ceneri contro ogni previsione: sopravvisse e crebbe di numero mentre si espandeva sulla Terra. Abbiamo scoperto il fuoco, il ferro, il bronzo, l’argento e l’oro. Abbiamo imparato nuove tecniche, adottato l’agricoltura invece di vagabondare, seppellito i nostri morti, imparato a vivere in comunità strutturate, imparato a scrivere e costruito città per proteggerci dai cattivi. Poi abbiamo imparato a commerciare, fondato la democrazia, scoperto la meccanizzazione e la tecnologia, raggiunto le stelle, e per tutto il tempo ci siamo uccisi a vicenda in nome del nostro dio, del nostro re, o per qualche altra ragione perfettamente ammissibile. È davvero un miracolo che siamo sopravvissuti a tutto questo. È chiaro che da qualche parte nel nostro dna c’è un gene violento che ha un ruolo preminente nel comportamento umano.

    È una grande storia, ma riguarda solo gli ultimi 6000 anni circa. In precedenza tutto è molto oscuro e i tempi non sembrano collimare. La questione dell’anello mancante ora è più rilevante che mai. Il nostro genoma si è certamente evoluto fino a consentirci di riflettere e sfidare alcune ovvie convenzioni. Ma questa evoluzione sembra essere più spirituale o mentale che fisica. Se non ci siamo davvero evoluti fisicamente negli ultimi 6000 anni, dagli egiziani e dai sumeri, perché dovremmo credere di aver subìto una drastica evoluzione nei precedenti 6000 anni, o nei 10.000 ancora precedenti? Sembra che il nostro genoma si sia evoluto solo riguardo le parti mentali, come se fossimo stati un po’ ritardati. Questo tipo di squilibrio genetico sembra indicare una sorta di manipolazione nell’antico passato.

    La sopravvivenza del più adatto è stata accolta come un argomento evolutivo cruciale. Termini come selezione naturale sono stati introdotti e presentati con prove eclatanti. Può essere il caso dei protozoi, dei dinosauri o del cavallo, ma sembra che esistano veri e propri vuoti nel modello evolutivo umano. I drastici salti evolutivi che sono parte della mia argomentazione indicano l’orribile verità che siamo una specie schiava, appositamente creata per svolgere una funzione banale qui sulla Terra. Sta a noi raccogliere gli indizi e metterli insieme per formulare un ragionamento sensato. Uno degli ostacoli più grossi potrà essere il dover fare i conti con due dèi: uno con la D maiuscola e l’altro con una d minuscola. La differenza tra i due dovrebbe essere ovvia e la nostra preistoria sembra essere piena di eventi che tendono a favorire i bisogni e i capricci di quest’ultimo. Siamo stati ingannati fin dall’inizio, indotti a credere che qualche forma di divinità avanzata fosse in realtà Dio? Se è così, ci ha dato regole, Scritture e punizioni? È a sua immagine che siamo stati creati? Tutto ciò è suffragato da un’enorme quantità di prove scritte. Iniziamo a prendere più sul serio questa antica conoscenza, concedendole il rispetto che merita, oppure ci sottomettiamo alla schiavitù del dogma e scartiamo tutto questo antico sapere? Lascerò a voi il compito di trarre le conclusioni.


    1 DeoxyRibonucleicAcid – Acido Desossiribonucleico.

    2 Dato riferito all’anno di prima pubblicazione del manoscritto.

    3 Food and Drug Administration, ‘Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali’, è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

    2.

    La cellula

    Il corpo umano è veramente un miracolo della creazione. Indica chiaramente che un evento straordinario ha indotto la nostra esistenza. Il nostro corpo è costituito da miliardi e miliardi di cellule che compongono tutte le sue parti: cuore, fegato, muscoli e così via. Il nucleo di ogni cellula contiene il materiale genetico che determina praticamente tutto, dal momento in cui siamo concepiti al giorno in cui moriamo.

    Prima di ripercorrere i passi evolutivi dell’umanità, diamo uno sguardo veloce a quei minuscoli elementi nelle nostre cellule che ci modellano: i nostri geni e il genoma. Li considero le impronte digitali di Dio. È qui che sono conservati tutti i codici per la nostra esistenza, ed è qui che Dio con la D maiuscola svolse il ruolo di onnipotente quando fu creata la vita nell’universo. Uso questa espressione poeticamente e per un maggiore effetto, quindi non prendetela troppo alla lettera, vi invito a comporre la vostra teoria sulla creazione. Una delle questioni cardine che ho affrontato negli ultimi trent’anni è il motivo per cui invecchiamo e moriamo. Una domanda del genere può sembrare sciocca a molti di noi, poiché siamo stati tutti condizionati ad accettare la morte come inevitabile. Sentiamo sempre che l’unica cosa di cui possiamo essere certi nella vita è che un giorno moriremo. Quello che succede dopo la morte è un dibattito che l’uomo ha sostenuto da sempre e da tutte le angolazioni e che tenterò di affrontare alla fine di questo libro. Tuttavia, mi astengo dal trattare l’ampio aspetto spirituale, mi focalizzerò piuttosto sugli aspetti fisici del nostro essere e sulla loro evoluzione fino al nostro stato attuale. Alcuni sosterranno che è impossibile separare l’ambito spirituale da quello fisico, ma spero di dimostrare che sono i limiti fisici, predeterminati dal nostro dna al momento del concepimento, che alla fine stabiliscono il ritmo o la capacità della nostra evoluzione spirituale. In ogni caso, anche in questo stato relativamente primitivo e soggetto a malattie, il corpo umano è un miracolo della creazione.

    Chiedo a chi conosce la biologia e l’anatomia, di sopportarmi mentre guido il resto dei lettori. Per una prospettiva generale, diamo prima una rapida occhiata alla cellula introducendo una serie di termini utili per comprendere le spiegazioni successive.

    La cellula e i suoi componenti

    La superficie cellulare è ricoperta da una membrana plasmatica il cui contenuto è costituito dal citoplasma, composto da vari organelli incluso il nucleo. La membrana plasmatica controlla il flusso di materiali all’interno e all’esterno della cellula, sia passivamente, chiamato diffusione, che attivamente, chiamato trasporto attivo. La superficie è ricoperta di vescicole o vacuoli, che sono invaginazioni semisferiche della membrana. Si pensa che queste siano un mezzo per permettere il passaggio controllato di grandi molecole dall’esterno all’interno e viceversa.

    Il nucleo controlla la cellula e contiene anche il dna (cromosomi o genoma), che a sua volta determina tutte le nostre caratteristiche. Elementi di queste caratteristiche saranno trasmessi alla generazione successiva tramite il dna. Questo processo è chiamato trasferimento ereditario del dna e grazie ad esso i bambini ereditano le caratteristiche dei loro genitori. Una metà del dna del bambino proviene dalla madre, l’altra metà dal padre.

    Il citoplasma è l’intera area tra la parete cellulare e il nucleo, dove hanno luogo il metabolismo e tutte le reazioni chimiche. Il tasso metabolico è controllato dagli enzimi e la secrezione di enzimi è a sua volta controllata dal dna.

    Il citoplasma contiene un numero di organelli:

    Il reticolo endoplasmatico è una matrice organizzata di cavità parallele appiattite e collegate. È il sistema di trasporto intracellulare.

    I ribosomi sono attaccati ai lati del reticolo endoplasmatico in alcuni punti, in questo caso si parla di reticolo endoplasmatico ruvido. Le proteine sono prodotte qui. Alcune di esse includono enzimi e ormoni digerenti che vengono utilizzati dalla cellula, mentre altri vengono secreti. Il reticolo endoplasmatico isola e trasporta le proteine che sono state prodotte dai ribosomi.

    Il corpo del Golgi è composto dal reticolo endoplasmatico liscio, senza ribosomi. Si ritiene che sia coinvolto nella produzione e nel trasporto di lipidi e steroidi. Ci sono un certo numero di vescicole nelle vicinanze, contenenti granuli secretori. Si pensa che l’apparato di Golgi sia un punto di raccolta attraverso il quale le materie prime per la secrezione vengono incanalate prima di lasciare la cellula.

    La respirazione nella cellula avviene nei mitocondri, i quali generano anche tutta l’energia necessaria. Ci sono in media 1000 mitocondri per cellula, ma ce ne sono molti di più nella coda mobile dello spermatozoo.

    I lisosomi contengono enzimi per separare complessi composti chimici in sub unità più semplici. Inoltre distruggono gli organelli consunti o anche l’intera cellula se necessario.

    La cromatina è il materiale genetico all’interno del nucleo.

    Ma le cellule non vagano da sole per tutto il corpo. Un gran numero di esse viene raggruppato per formare organi e tessuti. La stima più recente è che ci siano circa 50-100 miliardi di cellule nel corpo umano medio, ma questo numero cambia continuamente, ogni ora del giorno. Il conteggio è complesso, poiché le persone più grandi hanno più cellule rispetto alle persone più piccole, non esiste un numero definito di cellule nel corpo umano. Il solo ricambio di cellule del sangue è di circa otto milioni al secondo. Difficile determinare un numero avendo a che fare con tali quantità.

    Le cellule che compongono le diverse parti della nostra anatomia hanno tutte origine da cellule staminali, che sono prodotte poco dopo la fecondazione e formano l’embrione precoce. Si dividono e suddividono, trasformandosi lentamente in tutti gli organi e tessuti che compongono la nostra intera anatomia. È come una fabbrica che continua a produrre una gran varietà di prodotti finiti. Ogni singola parte del corpo nasce come cellula staminale. Parecchi mesi dopo, il bambino viene alla luce e, a meno che non abbia un difetto genetico grave, è perfettamente formato e pronto a crescere e diventare un adulto. Il suo corpo sembra essere completo e pronto per la vita, ma il suo genoma è tutt’altro che completo. Il bambino possiede un genoma che controllerà tutte le sue funzioni vitali, ma questo genoma è incompleto quanto quello dei suoi genitori.

    Ho un vivo ricordo nella mia memoria. Era il 1975 ed ero in classe al liceo di Randfontein in Sud Africa, assistevo alla lezione di biologia.

    La biologia era una delle materie che mi erano sempre venute naturali. Il segreto era quello di prestare attenzione in classe, questo riduceva drasticamente il lavoro che avrei dovuto fare da solo a casa. L’altro trucco era quello di fare più domande possibile, per anticipare gli argomenti d’esame. L’insegnante ci mise un sacco di tempo a disegnare una cellula animale sulla lavagna, poi fece un passo indietro per ammirare il suo capolavoro e chiese con piglio orgoglioso: Bene… chi di voi sa che cos’è?. Procedette spiegando tutte le diverse parti della cellula, poi passò al fatto molto curioso che in alcuni tessuti le cellule si dividono ogni poche ore mentre in altri si dividono ogni pochi giorni. Nascono le nuove cellule e quasi subito procedono a prepararsi alla mitosi (divisione cellulare).

    È quasi troppo bello per essere vero, pensai. La formula perfetta per la vita eterna. Quando a tutto ciò si aggiungeva il Ciclo di Krebs, il processo attraverso il quale le cellule assorbono l’energia derivata dal cibo per nutrire il corpo, sembrava piuttosto evidente che le cellule fossero le strutture perfette atte a mantenere il corpo al massimo livello di sviluppo e che il raggiungimento della vita eterna avrebbe dovuto essere una semplice formalità. Alzai la mano e feci la domanda che molto probabilmente cambiò per sempre il mio modo di pensare alla vita e alla morte: Allora, perché moriamo, se nascono nuove cellule in continuazione e sono alimentate dal cibo che mangiamo?. Moriamo perché è quello che succede, disse l’insegnante. Continuò spiegando che il processo della mitosi sembra continuare per qualche tempo, per un certo numero di cicli o di anni, e poi improvvisamente inizia a rallentare. Nascono meno cellule, le cellule invecchiano e diventano fragili con pareti cellulari indebolite, soggette ad attacchi da agenti patogeni, fino a quando smettono definitivamente di dividersi. Questo processo si estende a tutti le parti del corpo fino al raggiungimento della morte.

    In qualche modo questa spiegazione non mi sembrava sufficiente e sentivo che l’insegnante stava omettendo una parte molto importante del processo. Ci doveva essere una sorta di meccanismo di controllo che dovesse e potesse essere manipolato per superare il rallentamento del processo di divisione cellulare che conduce alla morte. Ma nel 1975 non sapevo assolutamente nulla di genetica e l’insegnante non era così ben informata. Da quel giorno ho sempre creduto che dovesse essere attuabile una semplice procedura per invertire il processo di invecchiamento. Quando alla fine degli anni Ottanta la genetica divenne la nuova scienza, tutto cominciò ad avere molto più senso. Stranamente, fino al 2004, gli scienziati hanno continuato a essere in disaccordo sulle cause dell’invecchiamento. Alcuni non sono ancora giunti alla conclusione, apparentemente ovvia, che proprio come tutte le altre funzioni anatomiche e fisiologiche, anche l’invecchiamento deve essere controllato dal genoma. Non è solo la cellula nel suo insieme che continua a moltiplicarsi, ma tutte le parti di una cellula sono costantemente in fase di costruzione e suddivisione per tutta la durata della sua vita. La cellula è costantemente attiva e ogni piccola parte viene rinnovata spesso. Quando certe parti od organelli non sono necessari, come ad esempio i mitocondri in più, essi vengono semplicemente smontati e ripartiti a livello molecolare. La verità è che una volta che le cellule nascono, sono organismi veramente perfetti che dovrebbero continuare a vivere dividendosi costantemente finché sono nutriti. Questa è una questione filosoficamente importante, dal momento che la cellula originale si divide in due e quindi esiste due volte contemporaneamente.

    Come un mago che a una festa per bambini trasforma i palloncini lunghi e sottili: una torsione qui e una lì, e in un attimo il palloncino diventa due palloncini; ancora qualche manipolazione senza sforzo e le cellule si trasformano in un cagnolino, un coniglio o addirittura un cuore che batte. Questa è la magia delle cellule del nostro corpo.

    L’ultimo decennio ha introdotto alcune nuove teorie sulla morte cellulare e sull’invecchiamento, ma finora nessuno è sicuro del perché le cellule diventino fragili e irritabili con l’avanzare dell’età. Una delle teorie più popolari tratta delle strutture chiamate telomeri. Queste sono le regioni terminali dei cromosomi e proteggono il dna da eventuali danni durante la replica. Si pensa che i telomeri alle estremità si usurino o si danneggino e quando questo accade sembra che anche il dna possa subire danni. Questo può portare a mutazioni e cambiamenti che conducono all’invecchiamento e alla morte cellulare. Tuttavia, questa è ancora un’ipotesi, insieme a molte altre, e nessuno può confermarla con assoluta certezza. Utilizzerò questo buco nella trama della scienza per postulare la mia ipotesi nei capitoli successivi. Il dna danneggiato inizia quindi a inviare alla cellula e ai suoi componenti dei messaggi o codici errati, questi portano alla secrezione di enzimi o sostanze chimiche errate, che mettono la cellula in condizione di non funzionare al suo massimo, fino a spegnersi lentamente e morire.

    Si tratta di un collegamento importante per la mia argomentazione. È possibile che, a causa di una programmazione sbagliata e di un innesco errato delle risposte genetiche, le cellule del nostro corpo si deteriorino e che si giunga alla morte per gli effetti di una sequenza logica. Quindi, se l’informazione genetica cellulare danneggiata porta a malattie come tumori e cancro e a molte altre gravi condizioni che mettono in pericolo la vita, possiamo presumere che l’informazione genetica corretta possa fare il contrario? Mantenere le cellule vive per sempre? È qui che i genetisti stanno concentrando gran parte della loro attenzione. Abbiamo fatto molti progressi nell’identificazione dei vari geni che controllano un gran numero di attività fisiologiche, e il nostro tasso di successo nella terapia e sostituzione genica è in costante crescita. In poche parole, identificando i geni danneggiati possiamo prendere provvedimenti per sostituirli con geni sani.

    Ma quali alternative abbiamo se in certe situazioni non possiamo farlo? Le cellule staminali! Il tasso di successo a cui abbiamo assistito con l’introduzione di cellule staminali in tessuti danneggiati ha colto tutti di sorpresa. Mentre tutti si concentravano così intensamente sulla genetica, la ricerca sulle cellule staminali è esplosa con risultati sorprendenti. Iniettando cellule staminali in tessuti danneggiati, i medici hanno potuto rigenerare cuori, fegati e persino occhi. Il recupero degli organi è quasi come realizzare un miracolo, il tessuto danneggiato viene rigenerato in pochi giorni o settimane. Un uomo con solo il 10% di muscolo cardiaco attivo, due settimane dopo l’iniezione di cellule staminali nella parte danneggiata del cuore, ha recuperato fino al 90%. Per questo motivo il dibattito sulla clonazione umana è diventato così acceso. Gli scienziati hanno capito che le cellule staminali in embrioni umani possono essere utilizzate per curare tutti i tipi di malattie, incluse quelle incurabili, per produrre nuovi organi, e per ringiovanire quasi ogni parte del corpo. Le cellule staminali embrionali compaiono per la prima volta circa una settimana dopo la fecondazione. Sono i genitori di tutte le altre cellule del nostro corpo.

    In teoria, le cellule staminali potrebbero essere prelevate da un embrione precoce, appartenente a un clone, dopo di che l’embrione verrebbe scartato. Questo spreco di embrioni è uno dei motivi per cui la clonazione terapeutica è così controversa. Ma questa tecnica offre trattamenti salvavita così importanti che il suo uso viene giustificato da molti. La ricerca sulla clonazione a fini terapeutici è consentita nel Regno Unito, ma è illegale mettere qualsiasi embrione umano clonato in un grembo materno. L’obiettivo è di impedire la creazione di un clone vivente.

    Le cellule staminali si trovano anche nei corpi adulti, a cui forniscono una manutenzione e riparazione continua. Le cellule staminali adulte sembrano essere parzialmente differenziate, il che significa che hanno già iniziato a trasformarsi in un tipo specifico di cellula. Tuttavia, dimostrano una grande flessibilità.

    Un’altra possibile fonte di cellule staminali è il sangue nel cordone ombelicale del bambino subito dopo la nascita. Alcuni genitori decidono di congelare e conservare questo sangue in modo che il loro bambino abbia a disposizione le proprie cellule staminali, se mai ne avesse bisogno nel corso della vita. Confido che gli scienziati di tutto il mondo siano già impegnati a cercare di ricreare le cellule staminali in provetta, ma l’azione miracolosa di queste cellule è insita nei segreti del genoma. Solo quando inizieremo a svelare alcune delle parti spazzatura del genoma e la codifica segreta che queste possiedono, cominceremo a capire il vero meccanismo delle cellule staminali. Quindi, ora che abbiamo scoperto un possibile miracolo della vita, torniamo ai difetti della struttura genetica incompleta che sono in agguato nelle nostre cellule.

    Il Progetto Genoma Umano (Human Genome Project, hgp) venne lanciato nel 1990 con l’obiettivo di decifrare e mappare l’intero dna umano da un campione rappresentativo selezionato in un gruppo di donatori anonimi. Il costo? Un importo fenomenale: 3 miliardi di dollari! È considerato l’equivalente biologico di portare l’uomo sulla Luna. I risultati hanno colto di sorpresa l’umanità a ogni passo del percorso, via via che il gruppo di scienziati rivelava le continue nuove scoperte. In origine si stimava che il progetto avrebbe richiesto circa vent’anni, ma grazie al rapido sviluppo della tecnologia informatica, sono stati impiegati solo dieci anni. Nel giugno 2000 fu annunciato che era stata mappata l’intera sequenza del genoma umano. La sequenza è una lista dell’ordine strutturato di quattro sostanze chimiche che costituiscono la molecola del dna. Queste sono indicate con le lettere A, T, C e G, e sono presenti, con il sorprendente numero di 3 miliardi di combinazioni, nei 23 cromosomi formando una sequenza unica contenente il programma codificato per la crescita di uno specifico essere umano. Il messaggio nascosto in questo codice controlla tutto ciò che ci riguarda, indica i nostri antenati e predetermina il nostro futuro. Fondamentalmente costituisce il pacchetto completo di istruzioni per la costruzione di proteine e milioni di altre attività ignote non ancora scoperte.

    Fu una grande sorpresa per gli scienziati scoprire che i geni attivi costituiscono solo minime frazioni dell’intero genoma, sono solo il 3% del totale del dna nei nostri cromosomi. I geni possono essere soli o raggruppati, ma tra ogni sequenza genica ci sono lunghe strisce di dna che non sembrano contenere alcun tipo di codice utile. Questi tratti sono stati definiti dagli scienziati dna spazzatura, soprattutto perché non era stato determinato il messaggio segreto che nascondono. Ciò ha innescato un nuovo interessante dibattito che durerà fino a quando non sarà spiegata la reale rilevanza di queste sezioni di dna dormienti. Fortunatamente gli scienziati, consci dell’arroganza dei loro predecessori, nella loro saggezza decisero di mappare l’intero genoma umano, compresa la spazzatura, nel caso in cui potesse avere un significato ancora da scoprire. Ci sono voluti solo pochi anni per capire che quei geni spazzatura effettivamente svolgono un ruolo importante nella struttura del genoma. È ormai chiaro che il posizionamento di queste sezioni di dna dormiente è parte integrante dell’intera struttura. Col passare del tempo emergeranno informazioni più specifiche.

    Non ha alcun senso che la struttura molecolare più importante nel nostro corpo, che ne è anche il meccanismo di controllo principale, sia stato creato incompleto o con difetti. A mio parere, in origine il genoma fu creato per essere completo e pienamente funzionante, ma dato che non lo è cominciamo a esporre teorie sul suo e nostro potenziale se fossero determinati da un genoma perfetto. Ogni settimana gli scienziati scoprono nuovi geni con meccanismi di controllo specifici su parti del nostro corpo. Geni che controllano il colore degli occhi, dei capelli, l’altezza, la secrezione di enzimi, la pelle, il sesso, e probabilmente anche un gene che determina se saremo etero o gay. Per ogni caratteristica o funzione di una specifica parte del corpo, c’è un gruppo specifico di geni che la controlla. Prima ancora di nascere, mentre cresciamo nel grembo materno, il genoma comincia a dettare come le cellule madri dovrebbero dividersi e come dovrebbero modellare il nostro unico essere.

    Sembra che il nostro genoma si evolva, e che ci permetta di evolvere su due livelli: un livello fisico, e un livello spirituale o mentale. È molto curioso che l’evoluzione o sviluppo della nostra specie sembri legata alle scoperte tecnologiche, ai risultati scientifici e alla maturità spirituale. Più evolviamo, più impressionanti saranno le nostre scoperte. Più sono complesse le domande che sembriamo porci, più impegnativi saranno gli obiettivi prefissati; tranne in periodi come il Medioevo, quando tutta la conoscenza fu apparentemente persa e sostituita da oppressione, dittatura e ferocia. Sembra incredibile che in quell’epoca la conoscenza dell’universo, la capacità di costruire strutture mozzafiato come le piramidi e la filosofia fossero completamente svanite, solo per essere rimpiazzate da una società oppressa. Ma ancora una volta siamo emersi come una specie che lotta e abbiamo continuato a porci domande sempre più intense sulle nostre origini, abbiamo scoperto l’elettricità, l’atomo, e raggiunto le stelle. Abbiamo esposto teorie sul viaggiare oltre la velocità della luce, sul viaggiare nel tempo e anche sui multiversi. Non sembriamo più così sicuri della nostra saggezza, ci chiediamo con crescente curiosità dove stiamo andando, ma non sappiamo ancora da dove veniamo. Il nostro insaziabile bisogno di raggiungere le stelle può essere un indizio sul luogo da cui proveniamo? È molto probabile che sia così, ed esamineremo le antiche prove che sembrano sostenere questa teoria in modo molto persuasivo. Non possiamo porre un limite alla nostra evoluzione mentale e spirituale. Quindi, se il campo mentale e quello fisico sono in qualche modo collegati, non ci dovrebbe essere un limite neanche alla nostra evoluzione fisica. Essa non sarà necessariamente visibile all’esterno, ma i suoi effetti saranno certamente avvertiti a livello molecolare e cellulare, dove il genoma è più attivo.

    Senza che la maggior parte di noi se ne renda conto o abbia le conoscenze di base per comprenderne le ragioni, il nostro corpo è continuamente alla ricerca di un genoma completo o perfetto: quello che possa riattivare i tratti apparentemente infiniti di spazzatura nel nostro dna. Questo è il principio fondamentale dell’evoluzione. Il nostro genoma è in costante evoluzione, un processo infinito di auto-completamento, di ricalcolo e riacquisizione della propria struttura e di costante ricostruzione dei pezzi mancanti. Il processo evolutivo inizia con il genoma stesso. Proprio come la nuova tecnologia informatica ci permette di scansionare i grafici delle foto e di trasformare un’immagine opaca in un’immagine perfettamente nitida, il genoma fissa i pezzi spenti e inattivi, sbloccandoli e riattivandoli perché svolgano la funzione specifica per la quale sono stati creati. L’evoluzione non si fermerà in attesa che i genetisti comprendano a cosa servono tutti i tratti dormienti del dna. Ci stiamo evolvendo fisicamente e mentalmente, a passo lento ma costante, via via che il genoma si riattiva. È come una rinascita da un lungo sonno da cui l’umanità si sta svegliando. Un sonno indotto molto tempo fa da qualcuno o da qualcosa. Un sonno di ignoranza e di smemoratezza. Si dice spesso che le persone meno intelligenti sembrano contente del loro destino. Non si chiedono perché, accettano solo il loro destino e procedono con la vita senza farsi troppe domande. Mettono la propria vita nelle mani del loro dio e credono che un giorno la loro anima sarà salvata. In realtà per molti è una vera e propria fuga e una buona ragione per andare avanti indipendentemente da tutto.

    Abbiamo, tuttavia, visto piccoli incrementi evolutivi negli aspetti fisici e spirituali del nostro essere. Il fatto che le tonsille causino più problemi che altro, che l’appendice venga rimossa prima che possa ucciderci per un’infezione, che l’età media della popolazione mondiale sia drasticamente aumentata dal Medioevo, tutto ciò può essere ricondotto a circostanze socioeconomiche, dieta e clima, ma può anche non dipendere da questo. Per ogni frammento di resurrezione genetica nelle cellule, il corpo e la mente evolvono in armonia. Un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo ora si definisce spirituale, piuttosto che religioso. Gli ultimi 2.000 anni hanno visto emergere innumerevoli nuove religioni e culti, chi cerca risposte e si apre a nuove realtà.

    Credo che col tempo, con ulteriori scoperte sulla struttura del dna, comprenderemo la potenza e la saggezza insite nel genoma, di cui oggi non riusciamo a cogliere la complessità. Però riusciamo a digerire grandi dosi di fantascienza, quindi se ora ritenete tutto questo un po’ eccessivo, basta far finta che sia un viaggio di fantascienza.

    Perché una creazione così perfetta come il dna, sarebbe composta da ben il 97% di incomprensibile spazzatura? Certamente Dio non commette errori! O forse è possibile che i geni inattivi siano stati volutamente spenti da qualcuno, in qualche modo, quando fu creato l’uomo moderno, proprio agli albori dell’umanità? Potrebbe essere esistito un gruppo di esseri dotati di sufficiente abilità e conoscenza che abbiano consapevolmente pianificato ed eseguito questa procedura? Devono avere avuto un motivo per creare un essere o forse anche una nuova specie con un genoma decisamente sottosviluppato. Negli ultimi due decenni gli scienziati hanno dimostrato e determinato con un margine di errore relativamente ampio che sia Eva mitocondriale che Adamo cromosomico furono creati tra 180.000 e 250.000 anni fa. Chi possedeva tale conoscenza della genetica 250.000 anni fa e per quale motivo fu creato un essere poco evoluto e più primitivo come l’uomo? La risposta può essere nascosta in migliaia di testi antichi che sono passati inosservati per secoli. Nel suo libro Vita privata dei faraoni¹, Joyce Tyldesley sottolinea che duecento anni fa i primi archeologi non erano altro che cacciatori di tesori ufficialmente autorizzati. Sapevano molto poco della scienza che praticavano, non sapevano leggere i geroglifici o altri testi antichi, a volte non erano neanche in grado di distinguere tra un testo scritto e l’arte decorativa. Erano ossessionati dal trovare pezzi monumentali che entusiasmassero i finanziatori e spingessero la gente a visitare i musei. La conoscenza impressa su migliaia di tavolette di argilla fu persa per secoli, ammucchiata nei sotterranei dei musei del mondo. Nessuno poteva immaginare che un popolo primitivo dell’antico passato potesse avere qualcosa di importante da comunicare.

    Ma ora, torniamo a esaminare la possibilità di un genoma perfetto e immaginiamo per un momento quali capacità potremmo possedere se la nostra struttura genetica fosse completa e pienamente funzionante, se gran parte del nostro genoma non fosse stato spento. Esaminiamo alcuni dei problemi comuni delle nostre anomalie fisiche che avremmo potuto superare con un dna integro. L’elenco è molto lungo e tocca ogni singolo aspetto del nostro essere; vi compaiono tutti i tipi di malattia: il cancro, il semplice processo di guarigione, l’insufficienza degli organi, le mutazioni e la capacità di adattarsi rapidamente a gravi condizioni esterne, la vista, l’udito, deformazioni e imperfezioni fisiche, nonché, ovviamente, invecchiamento e morte. Questi sono solo alcuni dei complessi benefici fisici che l’umanità potrebbe trarre da un genoma completo. Per deduzione logica, ci sarebbero geni che controllano tutte queste caratteristiche nel nostro corpo, e saremmo in grado di manipolare questi geni in qualsiasi modo volessimo. Curiosamente, ho citato gli argomenti che hanno già ricevuto molta attenzione da parte degli scienziati. Avete mai provato a prendere una lucertola in giardino e a ritrovarvi la sua coda tra le dita? Oppure a scavare un buco per la pianta ricevuta in regalo da vostra madre e accidentalmente tagliare un lombrico a metà? Beh, la coda della lucertola crescerà di nuovo abbastanza rapidamente e il verme non morirà, crescerà di nuovo in tutta la sua lunghezza. Il fatto che tali creature primitive abbiano la capacità di ricreare gli arti perduti o altre parti anatomiche vitali, fa pensare che dovremmo poterlo fare anche noi, essendo una specie molto più avanzata, se solo potessimo riattivare alcune parti del nostro genoma. Altre caratteristiche più complicate riguardano gli aspetti spirituali e mentali della nostra psiche. Il concetto di nascere con tutti i ricordi e con la conoscenza dei nostri genitori è stato dibattuto per decenni. Il potere di interagire con gli altri attraverso l’esp (percezione extrasensoriale) o leggendo il pensiero sono stati considerati una caratteristica di esseri più evoluti. La materializzazione del pensiero e il teletrasporto, ci permetterebbero di viaggiare nel tempo e nell’universo. In poche parole, diventeremmo superuomini e immortali. Ma questo stato evoluto di esistenza avrà alcuni prerequisiti. La parte fisica e quella spirituale devono evolversi in contemporanea e in perfetta armonia. L’uno non può superare l’altro. Una sorta di coesistenza di yin e yang, di fisico e spirituale. Se una dovesse evolversi più velocemente o più lentamente dell’altra, avremo uno squilibrio che si manifesterebbe in una varietà di effetti imprevedibili, con modelli comportamentali di instabilità, comportamenti antisociali violenti e drammatici, e chissà cos’altro. In realtà, questo è esattamente il tipo di comportamento a cui siamo abituati sul nostro pianeta. Ciò deve essere il motivo per cui la nostra specie è così volatile. La causa della nostra instabilità può essere attribuita allo scontro turbolento dell’attuale ritmo eterogeneo di evoluzione tra la parte fisica e quella spirituale del nostro essere. Il fatto che alcune persone possano evolvere più velocemente di altre è una possibile causa di conflitti, aggressioni e incomprensioni.

    Il fatto che il nostro genoma stia evolvendo verso un genoma completo potrebbe essere evidente anche dal modo in cui il nostro corpo affronta alcune malattie che in passato ci avrebbero uccisi, e che invece oggi sono controllate dal nostro sistema immunitario più forte. Dal punto di vista spirituale l’evoluzione è annunciata dalle domande sempre più complesse che ci poniamo sulle nostre origini, su Dio e l’universo. Con i progressi dell’astronomia ci meravigliamo della vastità dell’universo, e molte persone si stanno rendendo conto che non possiamo essere l’unica forma di vita intelligente. Nel 1990, gli astronomi erano ancora del parere che i pianeti non fossero distribuiti nell’universo. Qualche anno dopo, a seguito di un’altra sorprendente scoperta, stimarono che una piccola frazione di stelle poteva avere dei pianeti formatisi intorno a esse alla loro nascita. E solo pochi anni dopo giunsero alla conclusione che la formazione dei pianeti e l’esistenza dei sistemi solari sia parte integrante di ciò che accade quando le nebulose danno vita a nuove stelle e galassie. Improvvisamente, ricchi di nuova saggezza, gli astronomi cominciarono a scoprire molti nuovi sistemi solari con pianeti e continuano a farlo tuttora.

    Quando Sir Fred Hoyle e Chandra Wickramasinghe reintrodussero l’antico concetto greco di panspermia nei primi anni Settanta e suggerirono che la vita arrivò sulla Terra dallo spazio, come probabilmente accadde su innumerevoli altri pianeti dell’universo, la maggior parte di noi non era a conoscenza dell’esistenza di altri pianeti, e questa teoria fu derisa dalla maggior parte degli studiosi. Oggi la panspermia è accettata dalla maggioranza di essi. I due celebri scienziati hanno dimostrato senza ombra di dubbio che in passato la vita è arrivata sulla Terra dallo spazio, cosa che accade tuttora, ogni giorno, sotto forma di virus, batteri, spore e altri organismi microscopici. Se questi possono aver svolto il ruolo principale nell’originare la vita sulla Terra circa 3,5 miliardi di anni fa, hanno avuto un ruolo fondamentale anche nei grandi salti di evoluzione delle specie. Inoltre, Fred Hoyle ha presentato prove a sostegno della teoria che l’evoluzione avvenga per salti, in contrasto con la propaganda darwiniana che l’evoluzione avvenga lentamente nel tempo. Che cosa ha a che fare questo con la ricerca della nostra identità? Tutto!

    Quanto esposto contribuisce a sostenere il concetto che l’umanità non sia l’anello finale di un processo evolutivo iniziato con le cosiddette scimmie poi sviluppatesi in ominidi primitivi, che a loro volta si evolsero in esseri umani intelligenti. Si spinge molto avanti nel sostenere che l’Adamu, o primo uomo, sia stato creato da un atto consapevole della scienza medica circa 200.000 anni fa, fatto supportato dal tracciamento del cromosoma Y nella popolazione maschile ottenendo una datazione simile. È forse un caso che tale datazione preistorica, determinata scientificamente, sia a sua volta supportata dall’annuncio nel 1994 da parte degli scienziati che il tracciamento del dna mitocondriale nelle femmine ha posizionato la prima Eva nello stesso periodo? Queste scoperte scientifiche hanno dato un gran contributo a sostegno delle prove che l’Adamu sia stato creato per primo, e che la donna sia stata creata per lui dalla sua essenza. Sembra la fiaba che leggiamo nella Bibbia, ma è scritto esattamente così anche nelle tavolette di argilla sumere, che precedono la Bibbia di ben 3000 anni. Allora, dove trovarono ispirazione gli autori della Bibbia? Svelando l’antichità del genere umano, esporremo le origini di molte storie dell’Antico Testamento, immortalate con chiarezza per l’eternità in scrittura cuneiforme su migliaia di tavolette di argilla, molto prima che una sola parola della Bibbia fosse stata scritta. Inoltre, siamo in grado di trarre conclusioni e iniziare a dare un senso a tutto questo grazie alle incredibili scoperte biologiche che hanno evidenziato il potere del dna, tutto contenuto nella cellula umana.


    1 J. Tyldesley, The Private Lives of the Pharaohs, Channel 4 Books, 2000, London,

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    3.

    Il cervello

    Che cos’è il cervello? È un ammasso di tessuti molli dall’aspetto grossolano fittamente ammassati nel cranio, che ci permette di formulare pensieri, modellare il nostro essere e mettere in discussione la nostra coscienza. Lo usiamo per essere spiritosi, per disorientare gli altri, per ragionare e discutere, e per un milione di altre funzioni spesso troppo piccole per essere notate. Lo maltrattiamo con droghe e alcol, spingendone i limiti oltre le sue possibilità. Il cervello è un organo molto fragile ed è per

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