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Storie di Draghi, Cromlech e Templari: Les Cahiers du GRAAL 1 - Centro Studi Giancarlo Barbadoro

Storie di Draghi, Cromlech e Templari: Les Cahiers du GRAAL 1 - Centro Studi Giancarlo Barbadoro

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Storie di Draghi, Cromlech e Templari: Les Cahiers du GRAAL 1 - Centro Studi Giancarlo Barbadoro

Lunghezza:
76 pagine
46 minuti
Pubblicato:
11 giu 2021
ISBN:
9788895127866
Formato:
Libro

Descrizione

Un percorso affascinante tra storia e mito attraverso le tradizioni ancora vive in Piemonte dove sopravvivono antiche leggende dell’epopea celtica. A nord della città di Torino è sorto un grande Cromlech che testimonia la continuità della cultura dei Celti e riecheggia il mito di Fetonte. La sua architettura simboleggia le antiche conoscenze cosmologiche dei druidi e rappresenta uno straordinario planetario in pietra. Le tradizioni delle “Famiglie celtiche” delle Valli piemontesi riportano storie dimenticate che ruotano intorno al Parco La Mandria coinvolgendo la figura della “Bela Rosin”, l’enigmatica amante di Re Vittorio Emanuele II. Le vicende dei Templari nelle Valli di Lanzo portano l’attenzione al segreto del “Ruciàss” di Balme, svelando aspetti inediti di Jacques de Molay e il mistero della Sindone.
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L'Autore
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Giancarlo Barbadoro, presidente della Ecospirituality Foundation, è scomparso il 6 agosto 2019. Era poeta, musicista, giornalista, scrittore. È stato un grande attivista per i diritti degli animali, una causa che sentiva più di ogni altra poiché li riteneva gli esseri più sfortunati della Terra. Era attivista anche per i diritti dei Popoli indigeni e per la salvaguardia delle loro tradizioni.
Teorico dell’ecospiritualità, con esponenti di Comunità indigene di tutto il pianeta ha fondato la Ecospirituality Foundation per diffondere la filosofia ecospirituale, che egli riteneva potesse risolvere tutti i problemi di una società malata, basata sull’antropocentrismo.
 Ricercatore in molti ambiti culturali, si è dedicato con passione fin dagli anni ’70 all’indagine sul mito della città celtica di Rama portando alla luce un’antica leggenda che si è poi rivelata una storia reale. Ora molti ricercatori si avvalgono delle sue ricerche, tanto che Rama è stata definita “L’Atlantide del Piemonte”.
Pubblicato:
11 giu 2021
ISBN:
9788895127866
Formato:
Libro

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Storie di Draghi, Cromlech e Templari - Giancarlo Barbadoro

9788895127880

Il Centro Studi Giancarlo Barbadoro

Il Centro Studi nasce con lo scopo di divulgare e promuovere l’immenso patrimonio intellettuale lasciato in eredità dallo studioso e ricercatore Giancarlo Barbadoro scomparso nel 2019.

Le sue ricerche nell’ambito della cultura non convenzionale, dalle nuove frontiere della scienza alle tradizioni dei Popoli naturali, dalla storia sconosciuta allo sciamanesimo e all’ecospiritualità, costituiscono una preziosa guida per affrontare temi insoliti, spesso non trattati con la serietà che meritano.

Giancarlo Barbadoro, presidente della Ecospirituality Foundation, era poeta, musicista, giornalista, scrittore. È stato un grande attivista per i diritti degli animali, una causa che sentiva più di ogni altra poiché li riteneva gli esseri più sfortunati della Terra. Era attivista anche per i diritti dei Popoli indigeni e per la salvaguardia delle loro tradizioni. Teorico dell’ecospiritualità, con esponenti di Comunità indigene di tutto il pianeta ha fondato la Ecospirituality Foundation per diffondere la filosofia ecospirituale, che egli riteneva potesse risolvere tutti i problemi di una società malata, basata sull’antropocentrismo. Con la Ecospirituality Foundation si è schierato a fianco di molte Comunità native di tutti i continenti portando le loro istanze all’ONU di New York e Ginevra.

Ricercatore in molti ambiti culturali, si è dedicato con passione fin dagli anni ‘70 all’indagine sul mito della città celtica di Rama portando alla luce un’antica leggenda che si è poi rivelata una storia reale.

Le molteplici attività culturali che egli sviluppava possono essere identificate in quattro settori principali: Esobiologia, Archeologia, Scienza di confine, Ecospiritualità. Quattro ambiti di ricerca che si suddividono a loro volta un una serie di molteplici argomenti che verranno approfonditi, con il contributo di esperti, attraverso le monografie di Les Cahiers du Graal.

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Giancarlo Barbadoro

STORIE DI DRAGHI, CROMLECH E TEMPLARI

A nord della città di Torino sopravvivono antiche tradizioni dell’epopea celtica. La leggenda di Fetonte, il dio disceso dalle stelle e il cerchio di pietre costruito dai suoi aiutanti di metallo dorato ci portano a contatto con il ruolo dei cromlech sacri, i simboli della continuità dell’antica tradizione druidica. Il grande cerchio di pietre sorto in Piemonte testimonia la continuità della cultura dei Celti e le tradizioni delle Famiglie celtiche delle Valli piemontesi riportano storie dimenticate che ruotano intorno al Parco La Mandria coinvolgendo la figura della Bela Rosin, l’enigmatica amante di Re Vittorio Emanuele II. Le vicende dei Templari nelle Valli di Lanzo portano l’attenzione al segreto del Ruciàss di Balme, svelando aspetti inediti di Jacques de Molay e il mistero della Sindone.

Il ruolo dei cromlech nell’antica cultura celtica

I cromlech, i grandi cerchi di pietre erette, hanno rappresentato da sempre per i Celti importanti luoghi sacri. In parte perché erano i luoghi in cui avvenivano le grandi celebrazioni dei Solstizi e degli Equinozi, e in parte poiché vi si riunivano i druidi per studiare il cielo stellato.

In questo caso i cromlech si rivelavano dei veri e propri osservatori astronomici che consentivano di calcolare l’incedere delle stagioni, delle ore del giorno, di valutare quand’era il momento propizio per la semina e per i raccolti.

All’interno dei cromlech i druidi accoglievano i loro allievi per procedere all’insegnamento della matematica, dell’astronomia, delle pratiche terapeutiche e dell’alchimia interiore delle conquiste spirituali.

La tradizione dell’antico sciamanesimo druidico riporta che il primo cromlech fu realizzato dai due aiutanti di metallo dorato di Fetonte, il dio disceso sulla Terra con il suo carro celeste, dove avrebbe riunito i suoi primi allievi a cui insegnare la conoscenza dello Shan, l’esistenza vissuta nel suo aspetto reale, attraverso le scienze del Cielo e della Terra e dell’Alchimia dello spirito.

Secondo il mito, il suo era un cromlech del tutto particolare, un grande cerchio realizzato con dodici immense pietre verticali che erano in grado di relazionarsi con l’avvento dei Solstizi e degli Equinozi. Al suo interno era posto un altro cerchio di pietre di dimensioni più ridotte che segnava lo spazio dei suoi riti e del suo insegnamento.

I cromlech rappresentavano

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