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Proprietà ed esempi di utilizzo di materiali siliconici nel restauro di manufatti artistici
Proprietà ed esempi di utilizzo di materiali siliconici nel restauro di manufatti artistici
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E-book226 pagine2 ore

Proprietà ed esempi di utilizzo di materiali siliconici nel restauro di manufatti artistici

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Info su questo ebook

Alcuni solventi siliconici ed un gel siliconico, il Velvesil Plus®, in quest’ultimo decennio sono stati introdotti nel mondo della conservazione e del restauro per condurre con maggior sicurezza operazioni di pulitura superficiale delle pitture contemporanee, in particolare quelle a legante acrilico. La loro potenziale utilità, però, spazia in un campo ben più ampio delle mere opere contemporanee: supporti diversi, che per la loro porosità complichino il trattamento acquoso, e superfici pittoriche che dimostrino elevata sensibilità all’acqua.In questo primo volume si descrivono le caratteristiche chimico-fisiche e applicative di questi materiali, che davvero possono dare un grande contributo alla selettività del nostro intervento, e si illustrano casi di applicazione a manufatti di natura diversa per compiere operazioni di pulitura così come altre operazioni a carattere più strutturale. I dipinti mobili sono qui trattati esaurientemente, mentre per altri supporti si riportano per ora solo i risultati preliminari di studi attualmente in corso.
LinguaItaliano
Data di uscita17 nov 2016
ISBN9788863363456
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    Anteprima del libro

    Proprietà ed esempi di utilizzo di materiali siliconici nel restauro di manufatti artistici - Paolo Cremonesi

    2016

    Struttura chimica e proprietà dei materiali siliconici

    Paolo Cremonesi

    I Silossani

    I Silossani sono composti silico-organici, cioè composti organici contenenti atomi di Silicio, Si. In pratica il loro nome deriva dai tre termini SILicio OSSigeno alcANI, cioè strutture simili alle catene di Idrocarburi saturi (Alcani, appunto) contenenti atomi di Silicio e Ossigeno. Sono catene di dimensioni variabili, e ai composti ad alto peso molecolare si da generalmente il nome di Siliconi. Si possono avere composti lineari, a catena aperta, normalmente definiti Dimeticoni, e composti ciclici, a catena chiusa ad anello, definiti invece Ciclometiconi.

    I primi, i Dimeticoni, sono composti liquidi o semi-solidi non volatili, la cui formula generale è indicata in Figura 1, con il grado di polimerizzazione, n, generalmente compreso tra 20 e 400 a formare prodotti di viscosità diverse.

    Figura 1

    Il secondo tipo di composti, i Ciclometiconi, sono invece liquidi volatili.

    Nella nomenclatura, possono comparire le lettere M, D, T o Q, a seconda della struttura dell’unità che si ripete nella catena, come mostrato nella Figura 2. In pratica si pensa alla struttura di base, il Tetrametilsilano, e a quanti Metili (-CH3) vengono sostituiti da gruppi –O-; da qui derivano le lettere M (mono), D (di), T (ter) e Q (quater).

    Figura 2

    La Figura 3 mostra i termini più semplici dei Silossani a catena aperta che sono liquidi ancora volatili; in pratica sarebbero i Dimeticoni più semplici, ma ancora non li definiamo così perché di fatto non sono polimeri, avendo al massimo n = 2.

    Figura 3

    Come si vede si tratta ancora di composti volatili, il cui punto di ebollizione – come di consueto – è proporzionale al Peso Molecolare. Più recentemente, per trattamenti specifici di pitture acriliche, è stato introdotto un altro composto, la cui struttura è mostrata in Figura 4: il Feniltrimeticone.

    Figura 4

    Come si vede dall’elevato valore di Punto di Ebollizione, questo liquido ha bassissima volatilità.

    Concentriamoci sui Silossani ciclici, i Ciclometiconi appunto. L’anello, di dimensioni diverse, è costituito da una catena di atomi –O-Si-O-, e su ogni atomo di Silicio sono presenti due gruppi Metili (-CH3). Sono liquidi fluidi, incolore e trasparenti, di varia volatilità, di utilizzo comune nell’industria cosmetica. La Figura 5 mostra i termini più semplici.

    Figura 5

    Una delle caratteristiche più importanti di queste molecole è la loro minima polarità, da cui deriva il forte carattere idrofobo. Ancor meno polari degli Idrocarburi; tipicamente, infatti, materiali di questa natura sono utilizzati come idrorepellenti. Però è interessante ragionare su questa apolarità, perché non ne è immediatamente evidente la ragione strutturale. La Chimica ci dice infatti che sono per definizione gli Idrocarburi le molecole meno polari (o, se vogliamo dirla in positivo, più apolari): la sola presenza di atomi di Carbonio e Idrogeno nelle loro molecole comporta l’esistenza di soli legami covalenti, il che equivale a dire distribuzione simmetrica di elettroni (che, ricordiamo, sono cariche negative). Assenza di squilibri di carica significa assenza di poli di carica su parti diverse delle molecole: dunque, apolarità delle molecole stesse. Ma questa spiegazione non rende conto della apolarità delle molecole dei Silossani: oltre a Carbonio e Idrogeno, infatti, sono presenti gli eteroatomi Silicio e Ossigeno legati tra loro. Il legame Silicio-Ossigeno è polarizzato, dunque l’anello formato dalla catena …O-Si-O… è polare. Da cosa viene, allora, questo forte carattere idrofobo, questa conclamata apolarità?

    Figura 6

    La rappresentazione tridimensionale della molecola (Figura 6) di un Ciclometicone ci fa capire che è una questione di geometria della molecola. I due gruppi Metili (-CH3) presenti su ogni atomo di Silicio (in grigio nella molecola), mobili e dal forte carattere apolare, di fatto schermano l’anello interno polare, dando così alla molecola nel suo complesso un forte carattere apolare, idrofobo.

    É impossibile esprimere questa apolarità nel modello dei Parametri Percentuali di Solubilità di J.P. Teas [1, 2]: se Idrocarburi come Esano ed Isoottano, infatti, hanno già il massimo valore numerico di apolarità, Fd 100, come possiamo quantificare ancor più apolare? Se invece consideriamo un altro sistema, quello monodimensionale del Parametro di Solubilità δ di Hildebrand [1] vediamo che questa differenziazione è possibile: l’Esano ha δ 14.9, il Ciclometicone D5 ha δ 11.9 (ricordiamo che in questo modello, la polarità aumenta all’aumentare del valore δ).

    Il Ciclometicone D5 (Cyclomethicone D5)

    In Nord America e nei Paesi Anglosassoni il Ciclometicone utilizzato nelle applicazioni del restauro delle pitture moderne è il D4, il cosiddetto Ciclometicone tetramero. Noi ci focalizzeremo invece sul termine successivo, il D5, o Ciclometicone pentamero, e l’invito che rivolgi