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Sei come pensi di essere - Dalla povertà al Potere: Due libri in uno
Sei come pensi di essere - Dalla povertà al Potere: Due libri in uno
Sei come pensi di essere - Dalla povertà al Potere: Due libri in uno
E-book173 pagine3 ore

Sei come pensi di essere - Dalla povertà al Potere: Due libri in uno

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Info su questo ebook

Questo libro contiene i due successi di James Allen:
Sei come pensi di essere - Cambia te stesso per cambiare il tuo mondo
e
Dalla povertà al Potere - La realizzazione della prosperità e della sicurezza economica”.

L’aforisma “Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è” non solo abbraccia l’interezza dell’essere di un uomo, ma è così completo da arrivare a toccare ogni condizione e ogni circostanza della sua vita. Un uomo è letteralmente ciò che pensa, poiché il suo carattere è la somma totale di tutti i suoi pensieri. Come la pianta sbuca dal seme, e non potrebbe esistere senza di esso, così ogni azione di un uomo sbuca dai semi nascosti del pensiero, e non potrebbe essersi manifestata senza di essi. Di tutte le belle verità attinenti all’anima che sono state ristabilite e portate alla luce in quest’epoca, nessuna è più allietante o feconda di divina promessa e fiducia, più di questa: l’uomo è il padrone del pensiero, il modellatore del carattere e il creatore e plasmatore delle condizioni, dell’ambiente e del destino.
LinguaItaliano
Data di uscita12 apr 2021
ISBN9791220291095
Sei come pensi di essere - Dalla povertà al Potere: Due libri in uno
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Autore

James Allen

James Allen (1864-1912) was an English author, magazine editor and one of the founders of what would come to be known as the self-help genre. Including the works assembled by his wife after his death, Allen wrote 21 books, the most famous being As a Man Thinketh.

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    Anteprima del libro

    Sei come pensi di essere - Dalla povertà al Potere - James Allen

    PACE

    SEI COME PENSI DI ESSERE - Cambia te stesso per cambiare il tuo mondo

    Note sull’autore:

    James Allen è uno scrittore misterioso. Nonostante i suoi libri siano stati di ispirazione e siano stati letti da milioni di persone, ancora oggi questo autore rimane poco conosciuto e di lui sono noti a malapena pochi dettagli della vita, ricavati dai suoi scritti.

    Chi era quest'uomo che ha creduto così fortemente nel potere del pensiero di portare fama, ricchezza e fortuna? La verità è che Allen fu un geniale scrittore, un genio che non ricevette in vita la ricompensa di fama e fortuna che meritava. Allen scrisse diciannove libri, un tesoro di pensieri e riflessioni che hanno ispirato e arricchito l'umanità dei suoi tempi e le generazioni successive.

    INTRODUZIONE

    QUESTO piccolo volume (che deriva dalla meditazione e dall’esperienza) non è inteso come un trattato esaustivo sulla materia del potere del pensiero, su cui tanto è stato scritto. Più che esplicativo è propositivo, dato che il suo obiettivo è di stimolare uomini e donne a scoprire e vedere la verità secondo cui:

    Essi stessi sono creatori di sé stessi

    in virtù dei pensieri che scelgono e favoriscono; e che la   

    mente è la principale tessitrice sia della veste interna del carattere che della veste esterna delle circostanze, e che, siccome finora possono aver tessuto nell’ignoranza e nella sofferenza, ora potrebbero tessere nell’illuminazione e nella felicità.

    JAMES ALLEN

    BROAD PARK AVENUE, ILFRACOMBE, INGHILTERRA

    PENSIERO E CARATTERE

    L’aforisma Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è non solo abbraccia l’interezza dell’essere di un uomo, ma è così completo da arrivare a toccare ogni condizione e ogni circostanza della sua vita. Un uomo è letteralmente ciò che pensa, poiché il suo carattere è la somma totale di tutti i suoi pensieri.

    Come la pianta sbuca dal seme, e non potrebbe esistere senza di esso, così ogni azione di un uomo sbuca dai semi nascosti del pensiero, e non potrebbe essersi manifestata senza di essi.

    Questo vale ugualmente per quelle azioni dette spontanee e non premeditate così come per quelle che vengono eseguite intenzionalmente.

    L’azione è il fiore del pensiero, e la gioia e la sofferenza sono i suoi frutti; pertanto un uomo raccoglie i frutti dolci e amari delle sue stesse coltivazioni.

    "Il pensiero all’interno della mente ci ha fatti,

    Ciò che siamo

    È stato lavorato e costruito dal pensiero.

    Se la mente di un uomo

    Ha pensieri negativi, la sofferenza viene a lui come

    La ruota viene dietro al bue...

    Se uno permane

    Nella purezza di pensiero, la gioia lo segue

    Come la sua stessa ombra: è sicuro."

    L’uomo è qualcosa che cresce secondo una legge, e non qualcosa di creato per artificio, e causa ed effetto sono tanto assoluti e costanti nel regno nascosto del pensiero quanto nel mondo del visibile e delle cose materiali. Un carattere nobile e Divino non è una cosa di favore o di fortuna, ma è il risultato naturale di uno sforzo continuato nel pensare rettamente; l’effetto di un’associazione con pensieri Divini nutrita a lungo. Un carattere ignobile e bestiale, allo stesso modo, è il risultato dell’albergare continuamente pensieri abietti.

    L’uomo viene fatto o disfatto da sé stesso; nell’armeria del pensiero forgia le armi con cui si distrugge; inoltre fabbrica gli attrezzi con cui costruisce per sé palazzi celesti di gioia e forza e pace. Con la giusta scelta e la vera applicazione del pensiero, l’uomo ascende alla Perfezione Divina; con l’abuso e l’errata applicazione del pensiero, scende sotto il livello della bestia. Tra questi due estremi vi sono tutti i gradi del carattere, e l’uomo ne è il creatore e il padrone.

    Di tutte le belle verità attinenti all’anima che sono state

    ristabilite e portate alla luce in quest’epoca, nessuna è più allietante o feconda di divina promessa e fiducia, più di questa: l’uomo è il padrone del pensiero, il modellatore del carattere e il creatore e plasmatore delle condizioni, dell’ambiente e del destino.

    Poiché è un essere di Potere, Intelligenza e Amore, e signore dei propri pensieri, l’uomo detiene la chiave per ogni situazione, e contiene all’interno di sé quell’azione trasformante e rigenerante con cui può fare di sé ciò che vuole.

    L’uomo è sempre il padrone, anche nel suo stato più debole e abbandonato; ma nella sua debolezza e nella degradazione è il padrone sciocco che mal governa la propria casa. Quando inizia a riflettere sulla propria condizione, e a cercare diligentemente la Legge su cui si fonda il suo essere, allora diventa il padrone saggio, che dirige le sue energie con intelligenza, e che foggia i propri pensieri verso esiti proficui. Tale è il padrone che ha coscienza, e l’uomo può diventare così solo scoprendo dentro di sé le leggi del pensiero; la cui scoperta è del tutto una questione di applicazione, autoanalisi ed esperienza.

    Solo cercando e scavando tanto si ottengono l’oro e i diamanti, e l’uomo può trovare ogni verità connessa al suo essere se scaverà a fondo nella miniera dell’anima; e che egli sia il creatore del proprio carattere, il modellatore della

    propria vita, e il costruttore del proprio destino, potrà dimostrarlo infallibilmente se sorveglierà, controllerà e modificherà i propri pensieri, seguendo le tracce dei loro effetti su sé stesso, sugli altri, e sulla sua vita e sulle sue circostanze, collegando causa ed effetto con una pratica e un’indagine pazienti, e utilizzando ogni sua esperienza, fino alla più triviale, ogni avvenimento quotidiano, come un mezzo per ottenere quella conoscenza di sé che è Comprensione, Saggezza, Potere. In questa direzione, come in nessun’altra, sta la legge assoluta secondo cui Colui che cerca trova; e a colui che bussa sarà aperto; poiché solo con la pazienza, la pratica e l’incessante insistenza può un uomo entrare dalla Porta del Tempio della Conoscenza.

    EFFETTO DEL PENSIERO SULLE CIRCOSTANZE

    LA mente dell’uomo può essere paragonata a un giardino, che può essere coltivato con intelligenza oppure si può lasciare che si inselvatichisca; ma che sia coltivato o trascurato, deve produrre, e produrrà. Se in esso non vengono messi semi utili, allora ivi cadrà un’abbondanza di semi di malerbe, che continueranno a produrre la loro specie.

    Proprio come un giardiniere si prende cura del proprio appezzamento di terra, tenendolo libero dalle erbacce, coltivando i fiori e i frutti di cui ha bisogno, così un uomo può curare il giardino della propria mente, estirpando tutti i pensieri sbagliati, inutili e impuri, e coltivando verso la perfezione i fiori e i frutti dei pensieri giusti, utili e puri. Portando avanti questo processo, un uomo presto o tardi scopre di essere il mastro giardiniere della propria anima, il direttore della propria vita. Inoltre egli svela, all’interno di sé, le leggi del pensiero, e comprende, con un’esattezza in continuo aumento, come le forze del pensiero e gli elementi della mente operino nella foggiatura del suo carattere, delle sue circostanze e del suo destino.

    Il pensiero e il carattere sono una cosa sola, e poiché il carattere può manifestarsi e scoprirsi solo attraverso l’ambiente e le circostanze, si troverà che le condizioni esterne della vita di una persona sono sempre

    armoniosamente collegate al suo stato interiore. Questo non vuol dire che le circostanze di un uomo in un dato momento siano un’indicazione del suo intero carattere, ma che quelle circostanze sono così intimamente connesse con qualche vitale elemento del pensiero all’interno di lui che, in quel momento, sono indispensabili per lo sviluppo di quell’uomo.

    Ogni uomo è dove è per mezzo della legge del suo essere; i pensieri con i quali ha costruito il suo carattere lo hanno portato lì, e nella composizione della sua vita non c’è alcun elemento casuale, ma è tutto il risultato di una legge che non può sbagliare. Questo è vero per quelli che si sentono non in armonia con il proprio ambiente tanto quanto per quelli che sono contenti di esso.

    Poiché è un essere che progredisce e si evolve, l’uomo è dove è così che possa imparare che può crescere; e come apprende la lezione spirituale che ogni circostanza contiene per lui, essa passa e fa posto ad altre circostanze.

    L’uomo viene sballottato dalle circostanze finché crede di essere la creatura delle condizioni esterne, ma quando si rende conto di essere una forza creativa, e che può dominare il suolo e i semi nascosti del suo essere, da cui crescono le circostanze, allora diventa il legittimo padrone di sé stesso. 

    Che le circostanze si sviluppino dal pensiero lo sa ogni uomo

    che abbia, per un qualunque periodo di tempo, praticato l’autocontrollo e l’autopurificazione, poiché avrà notato che il cambiamento verificatosi nelle sue circostanze è stato esattamente in proporzione al cambiamento della sua condizione mentale. Questo è così vero che quando un uomo si dedica seriamente a porre rimedio ai difetti del proprio carattere, e compie un progresso veloce e marcato, passa rapidamente attraverso una successione di vicissitudini.

    L’anima attrae ciò che essa alberga segretamente; ciò che ama, e anche che ciò teme; raggiunge le altezze delle ambizioni che nutre; cade al livello dei suoi desideri non castigati, e le circostanze sono i mezzi con cui l’anima riceve ciò che le è proprio.

    Ogni seme di pensiero che viene seminato o lasciato cadere nella mente, e a cui ivi si lascia mettere radici, produce il suo simile, che presto o tardi sboccia nell’azione e porta i propri frutti di opportunità e circostanze. I pensieri buoni portano frutti buoni, i pensieri cattivi frutti cattivi.

    Il mondo esterno delle circostanze si modella in base al mondo interno del pensiero, e sia le condizioni esterne piacevoli che quelle spiacevoli sono fattori che portano al bene ultimo dell’individuo. Come mietitore del proprio raccolto, l’uomo impara sia con la sofferenza che con la felicità.

    Seguendo i desideri, le aspirazioni, i pensieri più intimi, da cui si lascia dominare (seguendo il fuoco fatuo delle fantasie impure o camminando risolutamente sulla strada maestra dell’impegno energico e nobile), un uomo infine arriva alla loro fruizione e realizzazione nelle condizioni esterne della propria vita. Le leggi della crescita e dell’adattamento perdurano ovunque.

    Un uomo non giunge all’ospizio o in prigione a causa della tirannia del fato o delle circostanze, ma per mezzo del sentiero dei pensieri abietti e dei desideri meschini. E un uomo dalla mente pura non cade improvvisamente nel crimine a causa della pressione di una semplice forza esterna; il pensiero criminale era stato coltivato segretamente nel cuore da tempo, e l’ora dell’opportunità ha rivelato la forza che esso aveva messo insieme. Le circostanze non fanno l’uomo; lo rivelano a sé stesso. Non può esistere una condizione come il discendere nel vizio e nelle sofferenze che l’accompagnano se non per un’inclinazione viziosa, o l’ascendere nella virtù e nella sua pura felicità senza la continuata coltivazione di aspirazioni virtuose; e l’uomo, pertanto, in quanto signore e padrone del pensiero, è colui che rende sé stesso artefice e plasmatore dell’ambiente. Anche alla nascita l’anima va a ciò che le è proprio, e attraverso ogni passo del suo pellegrinaggio terreno attrae quelle combinazioni di condizioni che la rivelano, che sono i riflessi della sua purezza e impurità, della sua forza e debolezza.

    Gli uomini non attraggono ciò che essi vogliono, ma ciò che essi sono. I loro capricci, le loro inclinazioni e ambizioni sono contrastati a ogni passo, ma i loro pensieri e desideri più intimi sono nutriti con il loro stesso cibo, sia esso pessimo o buono. La divinità che plasma i nostri intenti è in noi stessi; è il nostro sé. Solo il sé ammanetta l’uomo: il pensiero e l’azione sono i carcerieri del Fato: imprigionano, se si è meschini; e sono anche gli angeli della Libertà: liberano, se si è nobili. Un uomo non ottiene ciò che desidera e ciò per cui prega, ma ciò che giustamente si guadagna. I suoi desideri e le sue preghiere vengono accontentati e ricevono risposta solo quando sono in armonia con i suoi pensieri e le sue azioni.

    Alla luce di questa verità, qual è, dunque, il significato di lottare contro le circostanze? Significa che un uomo si sta continuamente ribellando a un effetto all’esterno, mentre per tutto il tempo sta nutrendo e conservando la sua causa nel proprio cuore. Tale causa può prendere la forma di un vizio conscio o di una debolezza inconscia; ma, qualunque cosa sia, rallenta tenacemente gli sforzi del proprio possessore, e quindi richiede ad alta voce un rimedio. 

    Gli uomini sono

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