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Conversando con...Mario Del Monaco

Conversando con...Mario Del Monaco

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Conversando con...Mario Del Monaco

Lunghezza:
70 pagine
50 minuti
Pubblicato:
Mar 31, 2021
ISBN:
9791220285537
Formato:
Libro

Descrizione

Mario Del Monaco è ritenuto da tutti i critici uno dei più grandi tenori della storia. Queste pagine non intendono tracciare un ritratto del tenore, e ancor meno analizzare il suo valore artistico, ma riferire, in modo rigoroso ciò che lo stesso Del Monaco mi raccontò di sé e della sua carriera
Pubblicato:
Mar 31, 2021
ISBN:
9791220285537
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Conversando con...Mario Del Monaco - Renzo Allegri

pagine.

1 - MARIO TI ASPETTA

Negli anni dell’immediato dopoguerra, quando la lirica era ancora molto popolare, il nome di Mario Del Monaco lo si sentiva pronunciare anche dai contadini, che non frequentavano certo i grandi teatri. Attraverso la radio, avevano ascoltato quella voce tonante interpretare romanze o canzoni, ed avevano provato emozioni misteriose e forti, che non sapevano descrivere, ma che non avevano mai più dimenticato. Pronunciavano il nome del cantante accompagnandolo con un sorriso commosso.

Da ragazzo anch’io facevo parte di quell’esercito di ammiratori popolari di Mario Del Monaco. Poi, all’inizio della mia carriera giornalistica, sognavo di poterlo incontrare e magari intervistare. Ma avevo per lui una ammirazione così forte che bloccava ogni mia iniziativa di avvicinamento.

In seguito diventai titolare di una rubrica di musica classica sul settimanale Gente, che era allora un periodico popolare da un milione copie la settimana. Dedicai a Del Monaco varie attenzioni nell’ambito dei mei resoconti degli spettacoli che recensivo, sperando di agganciare un contatto. Inutilmente. Penso che Del Monaco non abbia mai letto quelle mie cronache musicali.

Un giorno, verso la fine di settembre 1974, arrivò una telefonata di un mio amico giornalista, Bruno Tosi, veneziano, appassionato ed esperto di lirica, creatore di straordinarie iniziative culturali. Era una persona singolare e imprevedibile. Conosceva tutti nell’ambito della musica classica, e arrivava ovunque. Sapeva da tempo quanto io desiderassi intervistare Del Monaco e un giorno mi telefonò dicendomi: <>. Non credevo alle mie orecchie.<>, risposi. <>, disse Tosi.

Dopo circa un quarto d’ora, il telefonò squillò di nuovo. Era Tosi e disse: <>.

2 - UNA LUNGA INTERVISTA

Del Monaco aveva allora 59 anni. Era rientrato in Italia dopo alcuni impegni in Francia e in Austria. Aveva cantato a Torre del Lago, nell’ambito del Festival pucciniano, e circolava voce che volesse ritirarsi dalle scene.

L’incontro fu di quelli che piacevano a me: niente di ufficiale, di stabilito, di programmato. Un pomeriggio a casa del tenore più famoso, nella sua villa a Lancenigo di Villorba, in provincia di Treviso.

Era la fine di settembre. Una giornata tiepida. Del Monaco mi aveva atteso nel giardino della sua villa. Aveva accanto la moglie, Rina e me la presentò con una delicatezza affettuosa che mi colpì. Appariva sereno e riposato.

Tosi gli aveva certamente parlato bene di me, perché fui accolto come un amico. E si creò subito una atmosfera cordialissima, come se ci conoscessimo da sempre.

Restammo per un po’ a parlare nel giardino. Poi il tenore mi accompagnò nel salotto della sua villa. Venne con noi solo la signora Rina. E iniziò l’intervista.

Una lunga, interminabile intervista, fatta di ricordi, di racconti, di emozioni, di evocazioni. Più che una intervista fu quasi un monologo di Del Monaco. Intervenivo di tanto in tanto con domande brevissime, fatte di poche parole, per non interrompere quel fiume in piena che usciva dalla bocca dell’artista, ma anche dai suoi occhi, dai suoi gesti, dalle sue imprecazioni. Iniziava un argomento con dolcezza, con calma; ma poi si abbandonava all’irruenza, a seconda di ciò che stava raccontando. Da come si comportava, potevo dedurre che Tosi gli aveva detto che ero un giornalista fuori dal coro, e che amavo conoscere i sentimenti intimi delle persone più che i fatti chiassosi dei loro successi.

<>, mi disse il tenore, con un tono di voce felice. << Aznavour vuole che io interpreti le sue canzoni, quelle adattate alla mia voce naturalmente. Debutteremo a Parigi, all'Olympia, e poi andre­mo in tournée per i più importanti teatri d’Europa, e anche d’America>>.

Charles Aznavour, celeberrimo chansonnier francese di origine armena, era allora un personaggio molto famoso e popolare. Del Monaco voleva forse richiamare la mia attenzione sul fatto che lui non era solo un idolo del canto lirico, ma era ricercato anche dal mondo della musica più popolare, quella amata e seguita della masse. Io, com’era mia abitudine, e con il permesso dell’interlocutore, registravo tutto per poter avere poi, quando avrei dovuto trasformare quel racconto in parole scritte, la

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