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Fiabe teatrali
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E-book124 pagine1 ora

Fiabe teatrali

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Info su questo ebook

Tre grandi fiabe della tradizione messe in scena per la stagione ragazzi del Teatro Comunale di Alessandria.
Tre classici per balbini trasformati in moderne commedie con musica.

La bella addormentata
Pollicino
Cappuccetto rosso
LinguaItaliano
Data di uscita21 mag 2020
ISBN9788835832744
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    Fiabe teatrali - Nazzareno Luigi Todarello

    www.latorre-editore.it

    LA BELLA ADDORMENTATA

    Rosaspina e il principe guerriero

    Personaggi

    IL BURATTINAIO

    LA RAGAZZA CHE CANTA

    LA REGINA

    LA RANA

    IL RE

    MARGHERITA

    LA STREGA

    ROSASPINA

    IL PRINCIPE GUERRIERO

    SUONATORI

    BAMBINI

    ATTORI

    PRIMO QUADRO

    IL TEATRINO

    La scena è costituita da un armadio leggermente illuminato, che successivamente si trasformerà in teatrino; dalle piantane delle luci, frontali e di taglio rispetto al teatrino; dallo spazio del burattinaio-cantastorie e dei suoi collaboratori: la cantante e i musicisti (violino e chitarra); dagli strumenti musicali in vista: violino, chitarra, grancassa, percussioni varie; da una rastrelliera in posizione frontale per i burattini che rappresentano i personaggi della commedia (i 'doppi' degli attori); da una ribaltina di luci colorate, posta di fronte alla rastrelliera; da un cavalletto con una serie di pitture sovrapposte che serviranno al cantastorie per le parti narrate.

    Buio in sala, resta la luce sull'armadio.

    Entra il Burattinaio, come se non ci fosse il pubblico, e sistema i burattini, che tira fuori da una valigia, nella rastrelliera: prepara la scena per lo spettacolo. Se i bambini si fanno sentire, dice:

    BURATTINAIO    Siete già qui?

    I bambini risponderanno.

    BURATTINAIO    Mamma, quanti siete! E le maestre, ci sono?

    ecc. Se non si faranno sentire, fingerà di accorgersi improvvisamente della loro presenza. Qualche inchino, applausi. Poi chiama i compagni:

    BURATTINAIO    E' ora, venite! Ohe, venite, sì o no?

    Arriva la Ragazza che Canta:

    RAGAZZA    Che c'è da gridar tanto, è ancora presto.

    BURATTINAIO    Ah, è presto? Ma sei cieca: non vedi che ci sono già i signori del pubblico?

    RAGAZZA    I signori del pubblico? E dove sono?

    BURATTINAIO    Peggio di una talpa senza occhiali! Guardali, sono lì seduti, proprio davanti ai tuoi occhi.

    RAGAZZA    Oh dio! è vero, ci sono già i signori del pubblico! Siamo in ritardo! Dado, Dodo, venite, presto!

    Arrivano i musicisti.

    RAGAZZA    E' già ora, su, preparatevi. C'è il pubblico!

    I musicisti salutano il pubblico e poi si mettono ad accordare gli strumenti. La Ragazza fa i vocalizzi, il burattinaio finisce di mettere a posto i burattini. Arrivano anche gli altri attori a sistemare costumi e maschere. Confusione, accenni di canzoni, passi di danza... Si accende la ribaltina. Tutto è a posto. Mentre la Ragazza inizia, il Burattinaio si siede vicino ai musicisti e si addormenta.

    RAGAZZA (accompagnata dagli strumenti musicali e da un tamburo che suona lei stessa)  Uomini e donne, attenzione! Bambino, zitto e buono, e tu, ragazza, siediti sulla tua sedia ad ascoltare. Tacete, affinché il silenzio possa diventare limpido, come l'acqua alla sua fonte. Tacete perché tutte le bollicine della conversazione si asciughino all'istante. Io e la mia compagnia veniamo da molto lontano, abbiamo attraversato pianure e montagne per arrivare qui. Non potete immaginarvi quanta strada abbiamo fatto. Ma un giorno, ecco che davanti ai nostri occhi affaticati, come un miraggio, la città col suo teatro, sotto la luce del sole e della luna. Corremmo , corremmo, e ora siamo qui e stiamo per dare inizio... stiamo per dare inizio... (il Burattinaio russa) Ehm, sta per avere inizio... (il Burattinaio russa)  Sta per avere inizio! (picchiando forte sul tamburo, il Burattinaio si sveglia di soprassalto)

    BURATTINAIO    Eh ah uh, che succede?

    RAGAZZA    La grande rappresentazione che si intitola...

    BURATTINAIO    Rosaspina e il Principe Guerriero...

    RAGAZZA

    Preparatevi, signori,

    a tremare di paura,

    a ridere di gioia,

    a versare calde lacrime,

    a cantare e a ballare

    perché dentro questa storia

    troverete tutto quello... (lasciando il seguito al burattinaio)

    BURATTINAIO    Eh?

    RAGAZZA    Troverete tutto quello...

    BURATTINAIO    (facendo il verso alla Ragazza)  Tutto quello troverete...

    RAGAZZA    Troverete tutto quello...

    BURATTINAIO (ridendo)  Tutto quello che volete.

    RAGAZZA (picchiando sul tamburo)  Cominciamo!

    SECONDO QUADRO

    LA RANA E LA REGINA

    Il Burattinaio inizia a raccontare indicando con la bacchetta la prima pittura sul cavalletto: un castello su una collina.

    BURATTINAIO    Tanto tempo fa

    dove ora c'è quel bosco di spine

    in cui nessuno di voi osa avventurarsi,

    c'era uno splendido castello.

    Il re e la regina che vi abitavano

    si amavano molto, ma la loro felicità

    non era completa perché,

    dopo tanti anni di matrimonio,

    ancora non avevano figli.

    Seconda pittura: la Regina che piange.

    RAGAZZA

    La regina piangeva spesso per questo.

    Ogni mattina e ogni sera pregava Dio

    perché benedicesse il loro matrimonio

    con la nascita di un figlio.

    Ma gli anni, uno dopo l'altro, passavano.

    La regina non poteva frenare

    le lacrime quando, la mattina,

    vedeva ai piedi del letto la culla

    vuota e silenziosa.

    La Ragazza, aiutata dagli attori, apre l'armadio. Le due ante rovesciate diventano finestre con tendine. Sul fondo del teatrino ci sono altre tre finestre e dietro il cielo. Si accendono i tagli. La Ragazza apre il siparietto. Compare il teatrino illuminato con la Regina che piange mentre dondola una culla vuota.

    REGINA

    Ah se potessi

    avere un bambino!

    RAGAZZA   

    Sospira piangendo la bella regina.

    REGINA

    Se avessi un bambino

    sarei più felice

    di tutti i felici del mondo.

    RAGAZZA (cantando)

    L'acqua è azzurra e azzurro è il cielo,

    ma il cuore solo non può gioire.

    La verde

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