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Il Giglio Tigrato Di Bangkok: Il Giglio Tigre di Bangkok, #1
Il Giglio Tigrato Di Bangkok: Il Giglio Tigre di Bangkok, #1
Il Giglio Tigrato Di Bangkok: Il Giglio Tigre di Bangkok, #1
E-book200 pagine2 ore

Il Giglio Tigrato Di Bangkok: Il Giglio Tigre di Bangkok, #1

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Il Giglio Tigrato Di Bangkok

Quando il seme della collera germoglia!

Si apre quando Lily era una ragazzina felice sino a quando uno ‘zio’ incominciò ad abusare di lei all’età di undici anni. Diventò timida e introversa, conducendo una vita solitaria fino al suo trasferimento a Bangkok per studiare all’università.

I suoi pensieri e il suo passato continuarono tuttavia a tormentarla, così dopo le lezioni cominciò a cercare uomini sospetti pedofili e a esercitare su di loro una sua particolare forma di vendetta.

Diventò così il vendicativo Giglio tigrato di Bangkok, scatenando il terrore nella società, ma per quanto tempo avrebbe potuto sfuggire alla polizia e desiderare in realtà di essere catturata per poter rendere pubblica la sua storia?

LinguaItaliano
Data di uscita14 nov 2022
ISBN9781071582756
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    Anteprima del libro

    Il Giglio Tigrato Di Bangkok - Owen Jones

    Il Giglio Tigrato Di Bangkok

    Owen Jones

    ––––––––

    Traduzione di Laura Fenati 

    Il Giglio Tigrato Di Bangkok

    Autore Owen Jones

    Copyright © 2022 Owen Jones

    Tutti i diritti riservati

    Distribuito da Babelcube, Inc.

    www.babelcube.com

    Traduzione di Laura Fenati

    Progetto di copertina © 2022 Owen Jones

    Babelcube Books e Babelcube sono marchi registrati Babelcube Inc.

    Il Giglio Tigrato di Bangkok

    Quando Il Seme Della Collera Germoglia!

    ––––––––

    di

    OWEN JONES

    Traduzione di:

    Laura Fenati

    ––––––––

    AVVISO DI COPYRIGHT

    Copyright © 2021 Autore Owen Jones

    Megan Publishing Services

    http://meganthemisconception.com

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    ––––––––

    Altri libri in questa serie

    Il Giglio Tigrato di Bangkok A Londra

    Altri libri dello stesso autore

    Behind The Smile: Daddy's Hobby

    Behind The Smile: An Exciting Future

    Behind The Smile: Maya – Illusion

    Altri libri dello stesso autore, ma con pseudonimo

    La serie psichica di Megan

    Uno spirito guida, una tigre fantasma e una madre spaventosa!

    L'equivoco

    La tredicesima di Megan

    La gita scolastica di Megan

    Gli esami scolastici di Megan

    Seguaci di Megan

    Megan e il gatto perduto

    Megan e il sindaco

    Megan affronta la derisione

    Visita dei nonni di Megan

    Il padre di Megan si ammala

    Megan va in vacanza

    Megan e il ladro

    Megan e il ciclista

    Megan e la vecchia signora

    Il giardino di Megan

    Megan va allo zoo

    Megan va a fare escursioni

    Megan e il concorso di cucina W.I

    Megan va a cavallo

    Megan va in barca a vela

    Megan a Carnevale

    Il Natale di Megan

    Megan cattura il Covid

    Saggistica

    Come dare al vostro cane una vera vita da cani

    (e fare in modo che ti ami per questo)

    The Eternal Plan – Revealed

    (written by Colin Jones, compiled by Owen Jones)

    Authorship – Publishing Your Book On You Own

    INDICE

    1 Sabato notte

    2 Domenica 

    3 Lunedì

    4 Martedì

    5 Mercoledì

    6 Giovedì

    7 Venerdì

    8 Sabato

    9 Giorno di riposo

    10 Bai

    11 Ma

    12 Aeng

    13 Deo

    14 Ron

    Glossario

    L’autore

    ––––––––

    1 SABATO NOTTE

    Lily restò immersa nell’acqua bollente della vasca da bagno per dieci minuti, per poi sfregarsi la pelle per altri dieci minuti prima di ricominciare a ripetere da capo il procedimento più e più volte. Stava cercando di togliersi di dosso l’odore di ‘maiale’. Questo era ciò che provava e non riusciva a pensare a un odore più schifoso al mondo. Cominciava a esserne ossessionata, anche se molti probabilmente avrebbero detto che lo fosse già da prima, ma in ogni caso non ne poteva più. Se ci fosse stato un momento utile per vincere questa ossessione, beh, era già passato da tempo.

    Fatto sta che adesso non riusciva a liberarsene, indipendentemente da quanto si lavasse o da quanto si accanisse a sfregarsi il corpo.

    All’inizio aveva cambiato nome nella speranza che uno nuovo la purificasse in qualche modo, ma non aveva funzionato. Era sempre stata molto superstiziosa, come del resto molta gente di campagna, ma oggi lo era diventata di meno, avendo visto che nulla poteva aiutarla a superare questa situazione difficile.

    Pensava alla famiglia e continuava a chiedersi se fosse un bene che non fosse lì ad aiutarla. Lily non era di Bangkok e praticamente non conosceva nessuno in quella città, nonostante sarebbe stato più giusto dire che nessuno conoscesse nulla di lei, anche se pensava il contrario. Si sapeva solo che era una studentessa, anche se non molti sapevano che studiava medicina. Se si fosse conosciuta la verità, lei non avrebbe avuto amici, ma non poteva raccontare ad alcuno la sua storia perché da un lato si vergognava troppo e dall’altro era in missione segreta.

    Lily era arrivata a Bangkok da un villaggio situato nella regione dell’Isaan, vicino al fiume Mekong, l’anno precedente quando aveva compiuto diciotto anni per poter studiare Medicina al college. Il padre era morto, ma i suoi genitori non erano poveri. Erano di origine cinese e campavano gestendo un piccolo negozio nel villaggio. Le loro famiglie vivevano in Tailandia da oltre cento anni e tutti loro si sentivano in tutto e per tutto tailandesi. Le uniche concessioni che ricordavano la loro provenienza riguardavano alcune parole cinesi pronunciate di quando in quando durante la conversazione e la cottura di alcuni loro piatti.

    Tuttavia, la gente sapeva che erano di origine cinese, sebbene la faccenda non fosse importante perché nessuno l’aveva mai usata contro di loro nel villaggio che rappresentava l’unica casa che avessero mai avuto sin dall’arrivo dei loro bisnonni. All’epoca, Lily aveva spesso giocato con il suo nome in inglese che voleva dire ‘giglio’ dicendo di essere una ‘Thai-Girl Lily’, ovvero una ragazza-giglio tailandese e una notte aveva usato quel soprannome anche a Bangkok. Ora non avrebbe più potuto usarlo o si sarebbe tradita.

    I gigli tigrati erano i fiori preferiti di sua madre: ce n’erano sempre in casa e in giardino durante la stagione della fioritura.

    Lily era di piccola costituzione, lo era sempre stata, e aveva il viso più grazioso e birichino che si fosse mai visto. Era ben proporzionata, proprio come un’adolescente, ma era comunque piccolina. Inizialmente si diceva che fosse ‘piccola per la sua età’, poi ci si rendeva conto che lo sarebbe sempre stata. Anche arrivata a diciannove anni, era alta solo 150 cm e pesava appena 45 kg.

    Tutto ciò non aveva mai rappresentato un problema per lei, né la statura, né il peso, né la costituzione più snella delle sue coetanee. La situazione presentava anche un lato favorevole, visto che poteva acquistare abbigliamento più a buon mercato.

    L’unico problema con il quale Lily aveva dovuto confrontarsi era dato da un uomo che era solito aiutare nel negozio quando i suoi genitori partivano per andare a fare acquisti. I genitori riponevano molta fiducia in questo amico e le fu detto di chiamarlo ‘zio’. A volte sarebbe stato presente quando tornava da scuola.

    Tutto cominciò quando aveva undici anni.

    Lui soleva farle dei complimenti, prendersela a sedere sulle ginocchia e comprarle dei dolcetti. Inizialmente lei non ci fece troppo caso, ma quando lui cominciò a tirare fuori il suo arnese e a farselo massaggiare perché aveva dei ‘dolori’, capì che qualcosa non andava.

    Aveva cercato di resistergli e anche di dirgli di no, ma lui l’aveva minacciata di raccontare ai genitori e a tutto il villaggio che lei era una provocatrice, che l’aveva attirato con la sua bellezza e con gesti così seducenti cui ‘nessun uomo sano di mente sarebbe stato in grado di resistere’. Tuttavia, lei non era stupida e sapeva bene che tutti gli altri uomini del villaggio avevano tentato di resistere fino a quel momento al suo fascino.

    Non intendeva peraltro che i suoi genitori scoprissero la cosa e dunque tutto andò avanti così. Odiava quell’uomo, ma non sapeva cosa fare. Poi un giorno, uno dei compagni di scuola fece vedere agli amici un film porno che aveva scaricato da Internet sul suo iPad. Lily non sapeva di cosa si trattasse, ma era curiosa e si mescolò al gruppo per guardare.

    Le scene cui si trovò di fronte rappresentavano una donna intenta a baciare le parti intime di un uomo e poi a mettersele in bocca. Rimase scioccata al pensiero che qualcuno potesse voler fare una cosa del genere, ma l’uomo del film chiaramente si stava godendo il tutto e altrettanto facevano i compagni attorno a lei. Lily se ne andò velocemente per riprendere le attività scolastiche.

    Alcuni giorni più tardi, quando lo ‘zio’ le chiese un massaggio, Lily si inginocchiò sul pavimento davanti a lui e copiò quello che aveva visto fare dalla donna nel film. Lo zio non riusciva a credere alla sua fortuna. Rimase così affascinato che attirò Lily a sé sin quasi a farla soffocare, poi le diede una botta in testa. Non si trattò di una botta molto forte, ma tale che se mai Lily avesse avuto dubbi se continuare, sparirono in brevissimo tempo.

    I grugniti estasiati di lui si fecero sempre più forti sino a quando Lily gli diede un morso così forte da staccargli l’arnese e trovarselo in bocca. Lo ‘zio’ corse fuori dalla porta urlando, con il sangue che zampillava ovunque, ma Lily doveva pensare a cosa fare. Si recò alla finestra aperta, lo sputò nel cortile e rimase seduta a guardarlo mentre il sangue le aveva macchiato viso e abiti.

    Ben presto arrivarono i polli che trovarono per terra l’oggetto sanguinolento e cominciarono a beccarlo. Quando arrivò la polizia, l’abito rosa di Lily era ricoperto di sangue come fosse una T-shirt maldestramente tinta e presentava ancora sangue coagulato sul mento e attorno alla bocca. Piangeva sommessamente e calde lacrime le scendevano sul viso.

    L’uomo fu portato sotto custodia in una speciale ala di un vicino ospedale e messo sotto accusa, mentre a Lily e ai suoi genitori furono presentate due opzioni di punizione. La polizia l’avrebbe rinchiuso per un periodo sino a nove anni, oppure sarebbe stato costretto a vendere la sua terra, dare a Lily il ricavato di tre campi e lasciare il villaggio per sempre. Lily e i suoi genitori scelsero il denaro così da fornirle una buona istruzione ed ecco perché si trasferì a Bangkok.

    Dopo di ciò, nessuno biasimò apertamente Lily, ma la sua vita cambiò. Era morto il padre e alcuni dissero che la colpa era della vergogna subito, quindi a lei sembrò giunto il momento di sparire. Bangkok sembrava molto eccitante e le piaceva l’idea di essere un’anonima studentessa della capitale dove nessuno conosceva il suo passato.

    In banca aveva depositato un quarto di milione di Baht che le sarebbero serviti per terminare il corso triennale di laurea, ma poi non avrebbe avuto nient’altro. Non solo, ma sarebbe stata costretta a condurre una vita frugale durante il periodo del college per poter portare a termine i corsi, salvo che non chiedesse aiuto alla madre, cosa che non voleva fare perché quest’ultima credeva che Lily avesse parecchio denaro. Sembrava non capire e a Lily sembrava anche che per la verità non volesse farlo.

    Dopo essere arrivata a Bangkok da alcune settimane, si rese conto che i problemi non erano finiti. Frequentava un corso triennale, quindi disponeva di circa 80 mila Baht all’anno per vivere più qualche interesse e forse anche un piccolo aiuto dato da un lavoro da svolgere part-time durante le vacanze. Poteva contare su circa 120 mila Baht all’anno, ma il corso ne costava 60 mila, più libri e divise, quindi doveva vivere a Bangkok con 1000 Baht alla settimana, una prospettiva tutt’altro che confortante.

    Fece l’unica cosa cui potesse pensare e non fu difficile trovare un boyfriend ben munito di denaro. Alla fine dei primi tre mesi, si incontrava regolarmente con quattro boyfriend che provvedevano tutti a contribuire al fondo del college. Tutto ciò le portava circa altri 8 mila Baht alla settimana e a volte di più e poté concedersi uno stile di vita confortevole.

    Occupava un grazioso appartamentino che non avrebbe fatto vedere ad alcuno con il pretesto che le sue due coinquiline le avevano fatto promettere di non farvi mai entrare un ragazzo. Sebbene vivesse quindi da sola, nessuno dei suoi accompagnatori gliene aveva chiesto i motivi e quindi non ne portò dentro mai nessuno. Si era persino spinta a corrompere il portiere perché dicesse a tutti, soprattutto a visitatori maschili, che agli uomini non era consentito entrare come condizione dell’affitto.

    Lily diceva ai suoi amici che tutti i residenti erano donne singole o coppie sposate e le credevano perché a Bangkok c’erano degli edifici di questo genere e Lily aveva un aspetto così innocente...

    Portava avanti questo inganno da un anno e in questo lasso di tempo aveva perso solo un boyfriend che peraltro aveva facilmente sostituito. Lily si teneva liberi i fine settimana dicendo di dover tornare a casa ogni venerdì sera per aiutare la madre malata a gestire il negozio, ma a dirla tutta, non vi era più tornata da quando era partita.

    Lily si diede un’ultima passata con lo spazzolino per unghie, sfregandosi e lavandosi tutta prima di smettere l’inutile battaglia che consisteva nel togliersi di dosso l’odore dei maiali. Uscì dal bagno, si asciugò con un asciugamano, si cosparse di talco profumato e poi si avvolse in un grande e lussuoso telo in stile tailandese. Fino ad allora si era trattato del modo migliore per mascherare l’odore che sentiva aleggiare su di lei.

    Si recò in salotto, accese della musica nella TV e chiamò Aeng, il suo boyfriend più possessivo.

    «Ciao, tesoro, come stai?», gli chiese. «È bello sentire ancora la tua voce. Mi manchi così tanto quando torno dalla mamma. Adesso odio il villaggio. Vorrei non dover tornarci. Vorrei farmi coccolare da te».

    «Sei lì adesso, Lily? A casa? Sento la musica in sottofondo. Ti avevo chiesto di venire ad abitare con me. Puoi prenderlo in considerazione, tesoro?».

    «Sì, sì, ma abbiamo chiuso il negozio un’ora fa. La mamma ha fatto la doccia per prima, poi l’ho fatta io e mi sono appena seduta a guardare la TV con lei, ma non staremo alzate sino a tardi. Il negozio deve essere aperto ogni mattina alle sette per favorire chi va al lavoro. Lo sai, tesoro, te l’ho già spiegato. Guarda, anzi, ascolta: adesso cambio canale nella TV. Senti? Non potrei farlo se fossi in un bar con karaoke, sciocchino! Vorrei che tu avessi più fiducia in me. Comunque ora devo andare, non voglio annoiare la mamma che vuole stare un po’ in pace. Ci vediamo lunedì notte quando tornerò. Ti telefono domani, tesoro, e dormi bene».

    Tutto ciò era sufficiente per lasciarlo felice e avrebbe potuto telefonare agli altri il giorno dopo.

    A Lily piacevano i film di fantasmi e dell’orrore e aveva una vera e propria collezione di DVD piratati. Ne scelse uno, abbassò le luci, alzò il volume del grande televisore a schermo piatto e abbracciò un cuscino per nascondervisi quando le scene fossero diventate troppo paurose. Mentre era sdraiata sul divano, Lily si mise a progettare la giornata della domenica per non annoiarsi.

    La domenica era sempre un giorno inviolabile di riposo, sebbene dovesse anche studiare. Si trattava tuttavia dell’unico giorno della settimana dedicato interamente a se stessa e spesso le piaceva uscire per fare shopping. Lily aveva infatti sempre tante cose da comprare perché aveva bisogno di parecchi abiti per sostenere la sua ‘attività’.

    ––––––––

    2 DOMENICA

    Lily era decisamente un’abitudinaria. Le piaceva la routine riguardante la vita al college, i suoi boyfriend e i fine settimana. Di sabato e domenica si alzava verso le nove, poi studiava sino alle tre o quattro, per poi uscire a fare shopping e mangiare. Oggi non era diverso dal solito. Lily si alzò, prese del riso, lo mise in acqua con un poco di curry conservato dalla sera prima a questo scopo, lo fece riscaldare a fiamma bassa perché assumesse la consistenza del porridge mentre andava sotto la doccia, per poi cospargersi nuovamente di talco. Il riso e Lily si trovarono pronti in contemporanea, quindi prese

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