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Informazioni sul libro

Storia della Colonna Infame

Storia della Colonna Infame

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Lunghezza: 195 pagine2 ore

Descrizione

La Storia della Colonna infame è la celebre “appendice storica” ai Promessi Sposi che Alessandro Manzoni, nella definitiva edizione del 1840, volle fosse stampata di seguito al romanzo in una sorta di necessaria e inscindibile continuità. La riflessione etico – giuridica sul ‘processo agli untori’ durante la peste a Milano si era sviluppata in una forma che non poteva contenersi nelle ‘digressioni’ con cui il Manzoni accompagna, proiettandole nella storia, le avventure di Renzo e Lucia. E alla storia tout court fu necessario tornare perché il grande affresco dei Promessi Sposi venisse compiuto. Per spiegare, con l’analisi delle fonti e gli argomenti della ragione, i modi in cui l’ignoranza, il pregiudizio, la cecità verso il più elementare buonsenso possono determinare un male efferato nel destino degli uomini. Specialmente quando gli uomini sono messi alla prova da un disastro eccezionale, che rivela in modo tragico e improvviso tutti i loro limiti.
Questa edizione della Storia della Colonna infame è accompagnata da un saggio introduttivo di Salvatore S. Nigro, e ripropone in una sontuosa elaborazione grafica le illustrazioni originali commissionate dal Manzoni a Francesco Gonin.
 
La Storia della Colonna Infame e I Promessi Sposi, inseparabili, sono il dritto storico e il rovescio storico-romanzesco di un’unica situazione”. Leonardo Sciascia ha scritto: “al romanzo bisogna tornare dopo aver letto l’appendice”: la cronaca dolorosa e devastante, dentro la quale fra Cistoforo lancia, dal capitolo XIII del romanzo, il pane del perdono. Quel pane che non serve più a Renzo e Lucia ormai congiunti; ma servirà ai loro figli che dovranno vivere in mezzo al rancore e all’odio sociale dei ‘tristi tempi’, accanto ai figli degli untori d’invenzione.
I giovani Tramaglino hanno padre, madre e casa. L’accanimento dei giudici che, per accondiscendere alle paure superstiziose del popolo, non vollero vedere la verità, ha prodotto dei diseredati, senza giustizia e senza famiglia: ai figli degli accusati di unzione, sono stati macellati i padri e sono state distrutte le case. Per la convivenza ci sarà bisogno di molto ‘perdono’.
(dallo scritto di Salvatore S. Nigro)
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La Storia della Colonna infame è la celebre “appendice storica” ai Promessi Sposi che Alessandro Manzoni, nella definitiva edizione del 1840, volle fosse stampata di seguito al romanzo in una sorta di necessaria e inscindibile continuità. La riflessione etico – giuridica sul ‘processo agli untori’ durante la peste a Milano si era sviluppata in una forma che non poteva contenersi nelle ‘digressioni’ con cui il Manzoni accompagna, proiettandole nella storia, le avventure di Renzo e Lucia. E alla storia tout court fu necessario tornare perché il grande affresco dei Promessi Sposi venisse compiuto. Per spiegare, con l’analisi delle fonti e gli argomenti della ragione, i modi in cui l’ignoranza, il pregiudizio, la cecità verso il più elementare buonsenso possono determinare un male efferato nel destino degli uomini. Specialmente quando gli uomini sono messi alla prova da un disastro eccezionale, che rivela in modo tragico e improvviso tutti i loro limiti.
Questa edizione della Storia della Colonna infame è accompagnata da un saggio introduttivo di Salvatore S. Nigro, e ripropone in una sontuosa elaborazione grafica le illustrazioni originali commissionate dal Manzoni a Francesco Gonin.
 
La Storia della Colonna Infame e I Promessi Sposi, inseparabili, sono il dritto storico e il rovescio storico-romanzesco di un’unica situazione”. Leonardo Sciascia ha scritto: “al romanzo bisogna tornare dopo aver letto l’appendice”: la cronaca dolorosa e devastante, dentro la quale fra Cistoforo lancia, dal capitolo XIII del romanzo, il pane del perdono. Quel pane che non serve più a Renzo e Lucia ormai congiunti; ma servirà ai loro figli che dovranno vivere in mezzo al rancore e all’odio sociale dei ‘tristi tempi’, accanto ai figli degli untori d’invenzione.
I giovani Tramaglino hanno padre, madre e casa. L’accanimento dei giudici che, per accondiscendere alle paure superstiziose del popolo, non vollero vedere la verità, ha prodotto dei diseredati, senza giustizia e senza famiglia: ai figli degli accusati di unzione, sono stati macellati i padri e sono state distrutte le case. Per la convivenza ci sarà bisogno di molto ‘perdono’.
(dallo scritto di Salvatore S. Nigro)
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