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Una casa semplice: Come rendere la propria casa armoniosa, ordinata e funzionale.

Una casa semplice: Come rendere la propria casa armoniosa, ordinata e funzionale.

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Una casa semplice: Come rendere la propria casa armoniosa, ordinata e funzionale.

Lunghezza:
148 pagine
1 ora
Pubblicato:
16 nov 2020
ISBN:
9788894242690
Formato:
Libro

Descrizione

Una casa semplice è manuale pronto all’uso, un vademecum che decodifica la complessità della semplicità. Perché non si pensi che sia facile tendere all’ordine, al rigore, a quella pulizia formale e sostanziale che sola può fare spazio al nuovo dentro noi. C’è sempre un “inventario mentale”, come lo definisce Erica, che facciamo fatica a fare, qualche chincaglieria che siamo restii a buttare, una luce naturale che distrattamente dimentichiamo di far filtrare o un colore che trascuriamo, trascurando il fatto che il colore, dosato con sapienza, può fungere da vero e proprio oggetto di arredo. Gesti piccoli, gesti della casa, che arricchiscono la dimensione del vivere.

L’Autrice
Erica Pusceddu, laureata in architettura al Politecnico di Milano lavora da anni nella progettazione e nell’edilizia. Pensa alla casa come un luogo dove le risate si condividono e dove i ricordi cominciano. Materiali, finiture e arredi circondano tutto ciò. Unendo l’arte dell’Home Staging alla progettazione, ama rinnovare gli ambienti presentandoli nella loro luce migliore.
Pubblicato:
16 nov 2020
ISBN:
9788894242690
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Una casa semplice - Erica Pusceddu

Presentazione

Oggi è molto più facile che nel passato conoscere le architetture: si viaggia di più, si possono raggiungere agevolmente luoghi prima remoti, fioriscono le scuole di architettura e si pubblicano libri impeccabili, corredati da bellissime immagini, che forniscono dati su ogni aspetto del processo progettuale e delle fasi di realizzazione di un’opera¹.

Eppure, mai come in questo momento storico, la figura dell’architetto tradizionale, spesso tacciato di arbitrarietà, sembra mal adattarsi alle esigenze di quello che sempre più si configura come lo spazio liquido dell’abitare: fluido, cangiante e molteplice al pari dell’esperienza del vivere contemporaneo. Uno spazio la cui progettazione necessita di figure ibride con abilità trasversali, capaci, oltre che di competenze specifiche, anche di ascolto empatico, di gestire un sistema complesso di variabili ma anche di trovare soluzioni artistiche utilizzando elementi visivo/tattili, plastico/spaziali e decorativi.

«Sono nata e cresciuta in Brianza e mi sono laureata, nel 2010, in architettura al Politecnico di Milano. Una scelta che è venuta in maniera naturale: disegnavo molto bene, mi piaceva il disegno tecnico e architettura pareva che fosse proprio la mia strada. Sono stati cinque anni molto belli all’Università e poi, appena conseguita la laurea, ho subito iniziato a lavorare in uno studio di ingegneria e architettura. Sei anni formativi in cui ho fatto la gavetta e ho imparato molte cose ma, si sa, il mondo del lavoro non è mai come te lo aspetti. E allora ho deciso di seguire il mio istinto e mettermi in proprio, unendo le forze con un’altra donna, collega e amica, Luana.

Dal 2016 gestisco in maniera autonoma la mia attività, contaminando vecchio e nuovo, la pregressa esperienza di architetto, a carattere più tradizionale, e i miei nuovi interessi.»

L’architettura è un’arte difficile perché il suo argomento è l’intero mondo dell’abitare, vale a dire il sistema di relazioni che l’uomo stabilisce con la terra: si tratta di legami profondi che hanno la stessa età dell’uomo. Ma allo stesso tempo l’architettura è facile perché in fondo ciascuna persona, in quanto abitante, è naturalmente architetto e interpreta e trasforma l’ambiente nel quale abita².

Consapevole di questa dualità, Erica si muove con la stessa disinvoltura tanto in esterno quanto in interno, sia fuori che dentro le mura domestiche, annullando quella distanza critica che spesso caratterizza chi si limita a imporre, anziché comporre, un progetto.

La cifra che sempre caratterizza le sue scelte è il coraggio della semplicità che, diceva bene Vico Magistretti, "è la cosa più complicata del mondo." Una propensione - vera e propria filosofia di vita si potrebbe dire - per il decluttering (letteralmente eliminare ciò che ingombra): non si tratta semplicemente di eliminare gli oggetti superflui quanto piuttosto di una vera e propria attitudine orientata all’essenziale, una liberazione che apre al futuro e a nuove possibilità.

«Io in realtà ho sempre avuto una grande passione per gli interni e avrei sempre voluto occuparmene ma nello studio in cui avevo iniziato a lavorare non c’era mai spazio per andare oltre. E allo stesso tempo ho sempre avuto anche una grande passione per la fotografia, tanto che nel 2012 ho frequentato un corso, approfondendo proprio il tema dell’immagine in riferimento all’architettura. Poi, che dire, avvengono quegli incontri che nella vita sembrano predestinati. Nel mio costante percorso di formazione e crescita, ho scoperto l’home staging e subito ho pensato: ecco quello che voglio aggiungere alle mie competenze di architetto! Scenografare gli ambienti mi permette di lavorare gli interni con massima libertà e creatività mettendo a frutto anche le mie doti di fotografa.

E allora la forma esterna, la forma interna e il decoro diventano un tutt’uno, angolazioni dello stesso sguardo e parti integranti della mia professione

Nata agli inizi degli anni Ottanta in America, dove oggi è una consolidata abitudine per venditori e agenti immobiliari, l’home staging è una pratica che si è diffusa in Italia a partire dal 2008 come tecnica di marketing atta alla valorizzazione immobiliare e utilizzata per beni da collocare sul mercato della vendita o dell’affitto. Si traduce in un allestimento, una vera e propria messa in scena della casa, che attraverso la valorizzazione degli spazi e l’utilizzo delle luci e dei colori ambisce a dare al potenziale acquirente la miglior percezione possibile degli ambienti.

«L’home staging, appreso durante un corso di formazione a Milano presso Karisma Home Staging, confluisce nel mio lavoro come se fosse una prosecuzione naturale di esso ed è una specie di volano per la mia attività di architetto. Agli interventi strutturali abbino quindi anche interventi di carattere decorativo ed estetico sempre tesi allo stesso obiettivo finale: la semplicità. Il mio brand Una Casa Semplice nasce proprio dalla mia predilezione per gli ambienti neutri, spazi abitativi contemporanei, versatili e funzionali, caratterizzati da un uso intelligente del colore. Ambienti che proprio questa tecnica, relativamente nuova, dell’home staging mi ha insegnato a esaltare, esaltandone al contempo l’accurata preparazione e la resa fotografica.»

Due parole sull’home staging

Cosa vuole dire innamorarsi di una casa? Nel mio lavoro di Home Stager mi capita spesso di imbattermi in quella scintilla da cui può scaturire l’infatuazione per un luogo accogliente e familiare.

Da quando si erano sposati, Luigi e Rossella avevano da sempre vissuto all’estero spostandosi da un Paese all’altro per motivi di lavoro. Quell’anno decisero di stabilirsi definitivamente in Australia e si convinsero a vendere la loro villa sul Lago Maggiore, presso cui ritornavano sempre più sporadicamente durante i periodi di vacanza. Mi chiamarono per il servizio di Home Staging.

Quando li incontrai notai fin da subito una mal celata tristezza negli occhi di Rossella, dovuta al sentito dispiacere per l’imminente abbandono di un luogo che l’aveva accolta per molti anni della sua vita.

Ad ogni modo, decidemmo di metterci al lavoro tutti insieme attraverso un relooking preciso dell’esistente. Luigi ridipinse i mattoni del camino e le pareti della cucina, mentre io e Rossella ci occupammo di riordinare il salotto e le camere da letto cambiando alcuni pochi mobili ed i tessili. Li guidai

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