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From the blog: Scrivi, gestisci e fai crescere un blog professionale o aziendale

From the blog: Scrivi, gestisci e fai crescere un blog professionale o aziendale

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From the blog: Scrivi, gestisci e fai crescere un blog professionale o aziendale

Lunghezza:
173 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
10 nov 2020
ISBN:
9788889831892
Formato:
Libro

Descrizione

Pensi che i blog siano morti da almeno dieci anni? Che il futuro della comunicazione ormai passi solo da Instagram, YouTube e TikTok?
Molto male!
Se sei titolare di un piccolo business, il blog potrebbe invece essere una vera e propria manna dal cielo, per allargare il tuo pubblico, fidelizzarlo e, soprattutto, convertire! Anzi, ti diciamo di più. Il blog aziendale dovrebbe diventare la pietra angolare dalla tua strategia di comunicazione!
Per capire come fare, c’è From the blog, il manuale Zandegù scritto da Valeria Fioretta, content creator e autrice del blog di successo Gynepraio. In questo ebook ti svelerà tutti i segreti su come sviluppare un blog aziendale perfetto per la tua attività.

È vero, dai tempi d’oro delle storiche piattaforme di blogging, come Splinder, ne è passata di acqua sotto i ponti. I blog (e i blogger) si sono evoluti, in alcuni casi hanno migrato verso altre piattaforme, in altri si sono semplicemente estinti (it’s evolution, baby!).
C’è però una cosa che non è mai cambiata, ed è insita nella natura stessa del blog. Cioè il fatto che sia uno strumento utile e versatile per ogni freelance o azienda. Con un blog infatti puoi: divulgare contenuti complessi, strutturati, utili; rendere i tuoi articoli perfettamente indicizzati dai motori ricerca con la SEO (e quindi farti trovare dai tuoi clienti!); tenere tra le mani un canale di comunicazione PROPRIETARIO, che nessuno oserà mai modificare o stravolgere, magari per il semplice capriccio del CEO di turno (Facebook, IG & company, sto parlando con voi).

From the blog è il manuale giusto se sono anni che vorresti aprire un blog o se ce l’hai già e vuoi approfondire le strategie più efficaci per migliorarlo. Con i consigli di Valeria Fioretta, che di blog se ne intende eccome, scoprirai come perfezionare questo straordinario canale di marketing e attrarre clienti e conversioni.
La cosa da fare prima di aprire un blog, è farsi qualche domanda. Bisogna infatti partire dal chiedersi se i tuoi post siano o meno in grado di risolvere uno o più problemi reali. Essì, perché il tuo blog, per essere di successo e convertire, dovrà innanzitutto essere utile.
Con questo ebook approfondirai:
  • i contenuti complessi più adatti al tuo blog;
  • le componenti visibili e quelle invisibili di un blog post;
  • le funzioni principali di un corporate blog;
  • come collocare la strategia blog all’interno del tuo piano editoriale;
  • il piano editoriale SEO;
  • come trovare l’ispirazione per i tuoi post o riciclare i contenuti già prodotti per altri canali.
Per rendere il tutto più semplice (e divertente!), ogni argomento verrà arricchito da elementi tratti dal fantastico mondo di Spugnette s.p.a., un’azienda (di fantasia!) del settore homecare, che ti aiuterà a contestualizzare esempi e concetti.

From the blog è pensato per tutti quelli che vogliono aprire un blog o rimettere in sesto quello che già hanno. In particolare, l’ebook è rivolto a imprenditori, professionisti, consulenti, commercianti e, in generale, tutte le figure professionali che hanno necessità non solo di vendere il proprio business, ma anche di essere «trovati» dai consumatori tramite i motori di ricerca.
Editore:
Pubblicato:
10 nov 2020
ISBN:
9788889831892
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

From the blog - Valeria Fioretta

© 2020 Zandegù di Marianna Martino

ISBN 978-88-89831-89-2

Copertina di Alessandro Pelissetti

Impaginazione a cura di Agnese Tortosa

www.zandegu.it

info@zandegu.it

facebook.com/zandegu

instagram.com/zandegu_

From the blog

Scrivi, gestisci e fai crescere un blog professionale o aziendale

Valeria Fioretta

Zandegù

Introduzione

Nell’ultimo anno, ho sentito dire che i blog sono morti almeno una dozzina di volte. Da appassionata autrice e lettrice, una piccola parte di me è d’accordo: se cinque anni fa seguivo decine di blog, oggi solo un piccolo numero di essi esiste o ha mantenuto la stessa costanza di pubblicazione di allora. Penso si tratti di un processo fisiologico: alcuni erano blog personali, i cui autori hanno deciso di raccontare i fatti propri a qualcun altro. Altri erano lifestyle blog, che hanno chiuso i battenti quando l’autore ha cambiato stile di vita. In altri casi, il blogger è diventato un influencer e ha scelto canali diversi per esercitare la professione: YouTube, Instagram o, se giovanissimo, TikTok.

Chi ancora scrive un blog personale è spesso animato da un sincero amore per la scrittura, che lo libera da vincoli quali la regolarità o frequenza di pubblicazione, la varietà, la viralità, l’utilità.

Gli influencer che possiedono un blog, lo considerano uno dei tanti canali a propria disposizione per divulgare contenuti sponsorizzati o spontanei: passa spesso in cavalleria dopo Instagram, YouTube e la newsletter.

Non so se in conseguenza o a causa di questa «migrazione» dei content creator verso altri canali, anche i gusti dei consumatori sono cambiati: si prediligono altri formati, altri linguaggi, altri device. Ai testi lunghi e complessi, tipici di un blog, molti preferiscono forme di comunicazione più visiva, immediata, semplificata e spesso «caduca». Dai video di Snapchat (buonanima!) alle Instagram Stories, i contenuti hanno solo 24 ore per dare il meglio di sé, prima che qualcosa di nuovo li rimpiazzi.

Ha dunque senso scrivere un manuale di blogging, in un momento storico in cui tutti sembrano intenti a celebrarne i funerali? Io, senza ombra di dubbio, penso di sì.

Meno blogger assidui in circolazione significa meno competizione: un prodotto eccellente, in questo momento, ha maggiori probabilità di brillare ed emergere. In più, i blog non hanno un vero e proprio formato concorrente: cioè non esiste, al momento, nessun modo per divulgare contenuti complessi, strutturati, utili e soprattutto indicizzabili dai motori di ricerca, che non sia scrivere un bell’articolo completo e SEO friendly (non temere, su questo tema ci saranno approfondimenti nei capitoli 6 e 7).

A quali tipi di business e di professionisti è destinato questo manuale?

L’utilità pratico-economica di un blog è evidente nel caso di imprenditori, professionisti, consulenti, commercianti e, in generale, di tutte le figure professionali che hanno necessità non solo di vendere il proprio business, ma anche di essere «trovati» dai consumatori tramite i motori di ricerca.

Questo manuale può servire anche agli addetti alla comunicazione d’impresa, che desiderano fare del blog aziendale un elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza, trasformandolo in uno strumento per attrarre nuovi clienti e fidelizzare gli esistenti.

In questa categoria rientrano anche i solopreneur, che si occupano direttamente della comunicazione del proprio business e che, quindi, sono gli «addetti comunicazione di se stessi». Proprio perché ho a cuore questa categoria professionale (non è un caso: ne faccio parte anche io!) e lo stesso dicasi per l’editore Zandegù, cercherò, quando possibile, di includere esempi e fornire qualche extra tip tagliato su misura per le esigenze di chi lavora da solo e fa tutto da sé, o quasi.

Questo manuale è utile anche per digital copywriter e consulenti in comunicazione digitale, che vogliano imparare a scrivere o gestire dei corporate blog, al fine di aggiungere una voce al proprio portafoglio servizi. Per i motivi sopra citati, proporre ai propri clienti di diversificare il budget di comunicazione su diversi canali non è una scelta solo sensata, ma anche lungimirante. Il blog, insieme alla newsletter, è uno strumento-canale di proprietà e durevole, a differenza dei social network, soggetti a logiche totalmente ingovernabili e spesso imprevedibili (gli algoritmi e i relativi aggiornamenti, ad esempio).

Traducendo e semplificando: se l’intera comunicazione di un brand è affidata a un solo account social, ad esempio Instagram, è sufficiente che fallisca l’impresa proprietaria di quel social – improbabile! – o che abbia anche solo otto ore di down – molto più probabile –, affinché il brand debba prendere il proprio piano editoriale, meticolosamente compilato, e cestinarlo al grido di: «Ricominciamo!». Nel peggiore dei casi, potrà addirittura registrare delle significative perdite economiche che nessuno risarcirà: un’esperienza che non auguro a nessuno.

Dal punto di vista settoriale, il blog aziendale è prezioso per i business che operano in ambiti complessi o non immediatamente comprensibili; che richiedono approfondimenti difficilmente veicolabili tramite i social network; che pretendono una narrazione più articolata o che, per loro natura, possono suscitare diffidenza.

Un settore che rappresenta ed esemplifica tutte le caratteristiche sopra elencate è quello degli investimenti: possiede un suo linguaggio specifico; è complesso e soggetto a grande variabilità nel tempo; è caratterizzato da un processo di acquisto lungo, non lineare e costellato di dubbi. Altri settori merceologici che possiamo considerare complessi sono quello immobiliare e quello assicurativo.

Cosa non troverai in questo manuale?

Nozioni tecniche per le quali ha senso ricorrere a un professionista specializzato: programmazione, sviluppo applicazioni, grafica, fotografia, videomaking, AdWords.

Capitolo 1. Che cos’è un corporate blog di successo?

Solitamente collocato all’interno del sito istituzionale di un’impresa, un corporate blog è un aggregato dinamico di contenuti prevalentemente testuali che, alimentato con frequenza regolare, diviene un vero e proprio diario dell’attività aziendale.

In molti casi, costituisce l’evoluzione della sezione un tempo nota come News, il calderone in cui rientravano gli eventi, le fiere, i lanci e le collaborazioni. In altri casi, il blog viene rinominato: diventa un magazine, una webzine, un diario, un giornale. La sostanza non cambia: se si tratta di un contenitore in cui vengono periodicamente incorporati degli articoli, chiamiamolo pure blog.

In senso più ampio, è un canale di inbound marketing¹ e ha quindi la funzione di attrarre potenziali clienti sul proprio sito e generare conversioni. Un corporate blog può essere utile a qualsiasi tipo di azienda: esistono tuttavia dei settori merceologici che, per loro natura, vi si prestano di più.

Parlo delle aziende che:

operano nel settore svago&intrattenimento (turismo, edizioni);

sono attive in ambiti soggetti a rapido cambiamento o evoluzione (diritto, economia, tecnologia);

sono specializzate in servizi intellettual-culturali (consulenze, formazione ed educazione);

hanno un pubblico molto motivato (sport, fotografia, cinefilia).

È però corretto abbattere il pregiudizio in base al quale solo le aziende che distribuiscono servizi o beni di largo consumo o, peggio ancora, prodotti graziosi, di tendenza, oserei dire instagrammabili, abbiano motivo di aprire un blog, che è invece un ottimo strumento di marketing anche per beni o servizi maturi, privi di un impatto estetico piacevole o, se vogliamo usare un eufemismo, prosaici.

Il successo di un corporate blog si può decretare secondo diversi parametri, ma è solitamente una combinazione di alcuni elementi, che ora vediamo a uno a uno.

È piacevole

Un blog post è un articolo. Indipendentemente che sia pubblicato su The New Yorker o sul sito dell’azienda Spugnette S.p.A. deve essere leggibile, gradevole e corretto dal punto di vista sintattico-grammaticale. Non deve risultare noioso, né deve trasformare l’esperienza del lettore in un’infinita gimcana tra ripetizioni e refusi: poiché ciascun articolo nasce con l’obiettivo di soddisfare una precisa esigenza (che l’autore dovrebbe conoscere!), la lettura non deve essere un’esperienza deludente.

Un esempio di blog

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