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Non è tempo di lacrime
Non è tempo di lacrime
Non è tempo di lacrime
E-book21 pagine16 minuti

Non è tempo di lacrime

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Info su questo ebook

Milano, marzo 2020. Siamo nel pieno della pandemia e gli ospedali traboccano di pazienti. Matteo è un biologo che lavora in una clinica riorganizzata a centro covid e si sta dirigendo a lavoro per il turno di notte. La storia racconta una classica notte in un luogo in cui uomini e donne lottano disperatamente per strappare alla morte persone che sembrano condannate. Tra speranza e frustrazione, tra paura e sprezzo del pericolo, il protagonista interagisce con colleghi della clinica e con richieste di soccorso che arrivano dal mondo esterno. Senza un attimo per riposarsi, trascorre la notte tentando di tutto per salvare, senza distinzioni, conoscenti ed estranei da un nemico invisibile.
LinguaItaliano
EditoreObservator
Data di uscita8 ott 2020
ISBN9791220204408
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    Anteprima del libro

    Non è tempo di lacrime - Giovanni Mennuni

    LACRIME

    NON È TEMPO DI LACRIME

    Di Giovanni Mennuni

    Si ritiene che il coraggio sia la prima della virtù umane.

    È giusto, perché è la qualità che garantisce tutte le altre.

    Winston Churchill

    La giornata era particolarmente bella e, in quelle ore di tardo pomeriggio, il sole proiettava luce e calore sugli edifici circostanti. In effetti, molti di quegli ultimi giorni erano stati caldi e soleggiati, come se la natura avesse sviluppato un senso dell’umorismo molto ironico ma decisamente macabro e fuori luogo.

    Matteo procedeva a passo svelto lungo il marciapiede, dirigendosi verso la metro. Il suo volto era semicelato da una mascherina chirurgica ed i passanti che incontrava potevano distinguere soltanto i capelli neri come ali di corvo e gli occhi scuri, che scrutavano circospetti le persone che incrociava e da cui si teneva a debita distanza. Sulle spalle portava uno zaino ed in una mano un sacchetto per la cena. Camminava spedito verso la sua fermata, imboccò il sottopassaggio e, con un movimento rapido e fluido, estrasse il tesserino dalla tasca, timbrò e si ritrovò sul binario un attimo prima dell’arrivo del treno. Erano le sei del pomeriggio, ora di punta, tuttavia entrando constatò l’enorme numero di posti liberi ma non se ne stupì. Da quasi un mese la metro era sempre più vuota e, in mezzo a quella moltitudine di sedili abbandonati,

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