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Addio mia amata
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E-book127 pagine1 ora

Addio mia amata

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Info su questo ebook

Parigi, anni Sessanta.
Le vite di Claude ed Etienne, amici fraterni pronti a mordere la vita, vengono scombussolate dall’arrivo di Gabrielle, un’artista belga che porta con sé il vento dell’amore.
Ma ben altro vento soffierà presto sulla città: il vento della rivoluzione e del cambiamento sociale, che sconvolgerà Parigi e tutta la Francia durante i lunghi e violenti giorni di protesta che passeranno alla Storia come il Maggio Francese.
Cosa accadrà a Gabrielle, Claude ed Etienne?
Dove li condurrà il destino?
LinguaItaliano
Data di uscita5 ott 2020
ISBN9791220204248
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    Anteprima del libro

    Addio mia amata - Sophie Rocher

    SOPHIE ROCHER

    ADDIO MIA AMATA

    Scritto da Sophie Rocher.

    Revisione e grafica di J. F..

    Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione dell’autore.

    Ogni riferimento a luoghi, avvenimenti e persone vive o morte è da considerarsi puramente casuale.

    Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.

    Questo ebook contiene materiale protetto da copyright e non può essere utilizzato in alcun altro modo ad eccezione di quanto è stato specificamente autorizzato dall’autore ai termini e alle condizioni alle quali è stato acquistato o da quanto esplicitamente previsto dalla legge applicabile.

    Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata di questo testo così come l’alterazione delle informazioni elettroniche sul regime dei diritti costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive modifiche.

    L’amore è l’unica cosa che possa essere infinita nel cuore dell’uomo.

    (George Sand)

    ADDIO MIA AMATA

    PROLOGO

    Parigi, 4 maggio 1968.

    Non si può morire giovani.

    Non si può morire senza essersi guadagnato una ruga sul viso, senza avere i capelli bianchi e una storia da raccontare.

    Questo pensava Etienne Malot prima di quel maledetto giorno di primavera, quando aveva ricevuto una raffica di proiettili in pieno petto da parte di un gendarme con indosso la divisa blu d’ordinanza.

    Un gendarme schierato assieme a tanti altri commilitoni nel cortile della Sorbonne, quello stesso gendarme ai cui piedi aveva gettato un fiore rosso in segno di pacifica protesta.

    Così pensò mentre cadeva a terra accanto a quel fiore, e mentre cadeva comprese che la sua vita sarebbe finita lì, proprio in quel giorno di primavera.

    Seppe con assoluta certezza, mentre il sangue caldo bagnava i vestiti e la terra sotto di lui, che sarebbe morto giovane.

    Sarebbe morto senza rughe, senza capelli bianchi, senza una storia da raccontare.

    Sarebbe morto esattamente come voleva, e avrebbe finalmente liberato le persone che amava dalla sofferenza che aveva loro procurato.

    Etienne respirava a fatica ma resistette stoicamente ignorando il dolore.

    Resistette quel tanto che bastava affinché Claude, il suo vecchio amico di sempre, lo raggiungesse e gli si inginocchiasse accanto per tentare in modo disperato di fermare il sangue scarlatto che usciva copioso dalla ferita.

    -Lascia perdere.- disse in un soffio, frugando con mano tremante nella tasca dei pantaloni e consumando in quel modo le ultime energie che gli erano rimaste –È tardi, ormai, per me. Prendi questa e dalla a Gabi.-

    -Perché sei venuto qui?!- esclamò Claude –Dicevi che non te ne fregava niente, che...-

    -Gabi dice che bisogna pur credere in qualcosa, altrimenti che senso ha vivere? Ho fatto la cosa giusta. Ti prego, prendi la lettera...-

    Claude prese la lettera sporca di sangue che l’amico gli porgeva e lo guardò negli occhi.

    -Gabrielle avrà questa lettera: te lo giuro sulla mia stessa vita.- disse infilando la busta nella tasca interna della giacca –Adesso però ti porto subito in ospedale, dove sarai curato.-

    -Non andrò in ospedale.-

    -Ma...-

    -Stai zitto e ascoltami, per una volta. Scappa.-

    -Come?-

    -Scappa, raggiungila! È te che ama, mi hai capito? Gabi ama te!-

    -Ma...-

    -Fallo, cazzo, fallo ora che nessuno ti può fermare. Vattene, e sii felice con lei! Sii felice anche per me, hai capito? E perdonami, se puoi.-

    Con le lacrime agli occhi, Claude mormorò:

    -Etienne, io ti perdono, ti ho già perdonato: non ti ho mai odiato, mi dispiace per averti detto tutte quelle stronzate. Non era vero niente, non ero io a parlare.-

    Etienne sorrise debolmente, per l’ultima volta.

    -Lo so, amico mio. Ora vai.-

    Claude si riscosse a fatica e si impose di tornare lucido.

    Impiegò qualche istante per tornare ad essere completamente padrone di se stesso, poi sussurrò qualcosa che solo Etienne comprese e mentre la rivolta studentesca scoppiava furiosa gridò verso uno dei gendarmi che lo fissava in silenzio:

    -Chiamate un’ambulanza, adesso! Quest’uomo dev’essere subito portato in ospedale! Non state lì a guardare, muovetevi!-

    Etienne volse lo sguardo verso il cielo e il volto angelico di Gabrielle apparve nell’azzurro terso, illuminando le tenebre della sua mente.

    Ecco il suo sguardo color del mare, quello sguardo che aveva sempre amato e che ora l’avrebbe accompagnato in Paradiso.

    Ed ecco i suoi capelli, quell’impalpabile e morbida cascata di seta bionda, che ancora sentiva sotto le dita come se fosse stato appena ieri che l’aveva amata.

    Invece erano passati due mesi, due mesi che avevano cambiato ogni cosa.

    E lei chissà dov’era ora.

    Forse aveva già raggiunto Bruges, dove i suoi amati nonni la stavano aspettando.

    Forse era da qualche altra parte, in quel grande mondo che non sapeva fare altro se non essere in guerra.

    Una risata argentina risuonò da molto lontano, e gli fece battere il cuore più forte.

    Vide correre Gabrielle attraverso la grande distesa degli Champ du Mars, in un altro breve e felice ricordo, allegra e piena di sogni come quando si erano conosciuti tre anni prima.

    Correva e i capelli biondi ondeggiavano al sole, rilucendo di riflessi dorati.

    Correva e rideva come una bambina spensierata, mentre incitava lui e Claude a seguirla.

    -Come siete lenti, voi due! Vi farete battere da una ragazza, e per giunta belga? Che sconfitta, per dei francesi!- gridava, incurante dei passanti e dei turisti che la fissavano incuriositi.

    Etienne rivide se stesso, lanciato al suo inseguimento.

    -Aspettami, Gabi...- sussurrò.

    E in un attimo rivide anche Claude correre veloce, raggiungere Gabrielle e baciarla con dolcezza mentre lui batteva le mani in segno di approvazione.

    Poi eccoli, ancora loro tre insieme, seduti attorno al tavolo di un bistrot del Quartiere Latino mentre ridevano felici senza pensare al futuro.

    Felici, autenticamente felici.

    -Etienne, resisti!- esclamò Claude disperato –Non lasciarci, l’ambulanza sta arrivando! Io e Gabi abbiamo bisogno di te!-

    Etienne non sentì le sue parole.

    CAPITOLO UNO

    Bruges, 4 maggio 1969.

    Mia adorata Gabi,

    se stai leggendo questa lettera, significa che non ci sono più e che per una volta nella mia vita ho preso la decisione giusta.

    Incredibile, vero, da parte mia?

    Eppure ce l’ho fatta, sono diventato un uomo maturo.

    Se penso ai giorni che abbiamo trascorso insieme, mi chiedo se sia possibile desiderare che un breve momento possa prolungarsi in eterno.

    Continuo a pensare a quello che avrei potuto offrirti se solo fossi stato un uomo diverso, se tu avessi amato me con la stessa intensità con cui ami Claude.

    Mi chiedo se sarebbe stato possibile vivere tutti e tre noi, insieme e felici, prima che tutto questo ci travolgesse...

    Ma con i se non si vive, lo sai bene anche tu, e io sono stanco di vivere in un’illusione.

    Ho sbagliato, ne sono consapevole, ti ho fatto soffrire e non mi perdonerò mai perché so quanto Claude ti ama, quanto tu lo ami e quanto io sia stato meschino nel fare ciò che ho fatto.

    Anche se l’ho fatto per amore, soltanto per amore.

    L’amore è strano, a volte è crudele.

    So che chiederti di perdonarmi è troppo e, devo ammettere, in questo inferno di rimorsi talvolta non riesco a perdonarmi nemmeno io.

    Ma ora che la vita chiude il suo sipario so che qualcosa di buono l’ho fatto, perché sono sicuro che in questo momento Claude è al tuo fianco e che insieme sarete felici per sempre, come è giusto che sia.

    Non dimenticarti mai di me e dell’amore folle che ho provato per te.

    Tuo, in eterno, Etienne.

    Gabrielle lasciò cadere in grembo la lettera sporca di sangue ormai secco e volse istintivamente lo sguardo verso le culle dove i piccoli Odille ed Etienne, di appena due mesi, riposavano sereni ignari dei sentimenti che in quel momento la stavano dilaniando.

    Dalla finestra della stanza poteva intravedere il bel giardino che circondava la grande villa che era diventata sua da quando i suoi nonni si erano trasferiti nella proprietà adiacente per lasciare spazio alla nuova famiglia che stava costruendo

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