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Attacco alla strega (Trixie Pepperdine Mystery, #13): Trixie Pepperdine Mystery
Attacco alla strega (Trixie Pepperdine Mystery, #13): Trixie Pepperdine Mystery
Attacco alla strega (Trixie Pepperdine Mystery, #13): Trixie Pepperdine Mystery
E-book238 pagine3 ore

Attacco alla strega (Trixie Pepperdine Mystery, #13): Trixie Pepperdine Mystery

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Info su questo ebook

Sono passati dodici mesi, e la vita dell’investigatrice privata (e strega superstar) Trixie Pepperdine è cambiata. Nonostante abbia affrontato maghi, streghe e zombie, niente è paragonabile al terrore che prova al solo pensiero di dover presentare la sua famiglia naturale a Mark.
Deve risolvere un caso di avvelenamenti e catturare l’autore di una serie di furti di gioielli. Inoltre vuole capire cosa si nasconde dietro il comportamento misterioso di una sua cliente. 
Quando finalmente si decide a cambiare l’insegna del suo ufficio, i risultati non sono quelli che si aspettava.
Da un grande potere derivano grandi responsabilità, e (più o meno) Trixie sta per scoprirlo.


Serie Trixie Pepperdine Mystery
Strega per caso - Libro 1
Un tocco di magia - Libro 2
Strega in libertà - Libro 3
Il colpo della strega - Libro 4
La strega è mobile - Libro 5
Strega si nasce - Libro 6
Vita da strega - Libro 7
Processo alla strega - Libro 8
Strega per sempre – Libro 9
Strega superstar – Libro 10
Attenti alla strega - Libro 11
La notte della strega – Libro 12
Attacco alla strega - Libro 13
LinguaItaliano
Data di uscita2 ott 2020
ISBN9791220203340
Attacco alla strega (Trixie Pepperdine Mystery, #13): Trixie Pepperdine Mystery
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Autore

Morgana Bell

Sono nata a Milano e sono cresciuta in un mondo di libri. Mia madre era una lettrice vorace e mi ha trasmesso il suo amore per la narrativa. I miei primi ricordi sono: io con un libro in mano o mentre disegno con le matite colorate, per ore intere. Ho scritto il mio primo romanzo quando avevo vent’anni, ma l’amore per la pittura mi ha portato a studiare arte. Ho frequentato l’Accademia di Brera a Milano, ma poi ho proseguito per altre strade. Durante gli anni ho continuato a dipingere e a scrivere, ma non ho mai pensato seriamente a fare pubblicare i miei lavori. Fortunatamente, quando mi sono decisa a farlo, nel 2012, Amazon ha consentito agli scrittori come me di pubblicare i propri romanzi. E lo stesso è successo con gli altri rivenditori come Apple, Google e Kobo che hanno aperto le loro porte agli autori. Quando non sto scrivendo, dipingo e leggo. Adoro gli animali e mi piace viaggiare.

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    Anteprima del libro

    Attacco alla strega (Trixie Pepperdine Mystery, #13) - Morgana Bell

    Bell

    Capitolo 1

    ––––––––

    L'ufficio non era più lo stesso. I mobili erano gli stessi, l'arredamento era lo stesso e anche le tapparelle erano le stesse (ancora bloccate). Ma senza Blink, l'ufficio sembrava vuoto; era così silenzioso. Anche se mi faceva impazzire con tutte le sue continue lamentele, e con tutti i guai che combinava, mi mancava comunque.

    Trixie!

    La voce dall'interfono mi fece saltare dallo spavento.

    Premetti il pulsante per rispondere. Sì, Matrioska?

    C'è un uomo qui fuori. Un certo signor Brewer, Ryan Brewer. Chiede se puoi riceverlo.

    Senz’altro, fallo entrare, per favore.

    Va bene.

    Non aspettavo nessuno. Oggi non avevo appuntamenti. Ne domani. E neppure... be’, ci siamo capiti. Quindi, di certo non volevo mandare via un potenziale cliente.

    L’uomo che entrò nel mio ufficio doveva aver superato la sessantina, ma i suoi capelli erano ancora folti e neri. Appena varcò la soglia, notai che aveva un tic nervoso che gli faceva arricciare il naso, sembrava un coniglio con gli occhiali. Ero ipnotizzata.

    Signorina Pepperdine? Disse il coniglio.

    Sono io. Mi alzai e gli tesi la mano. Piacere di conoscerla.

    Matrioska era entrata nell’ufficio dietro di lui.

    Gradisce un tè o un caffè, signor Brewer? Chiese Matrioska.

    Prenderò un tè, grazie. Latte, niente zucchero.

    Trixie? Matrioska si voltò verso di me.

    Anch’io prenderò il tè, con la mia solita quantità di zucchero, per favore.

    Matrioska mi rivolse uno sguardo perplesso.

    Basta che porti lo zucchero. Ci penserò io, la rassicurai.

    Cosa posso fare per lei, signor Brewer?

    Per favore, chiamami Ryan; diamoci del tu, altrimenti mi fai sentire più vecchio di quello che sono.

    Va bene, Ryan. Cosa posso fare per te?

    Sono il proprietario della gioielleria che si trova vicino alla biblioteca.

    La conosco. L’anno scorso ho comprato un paio di orecchini per il compleanno di mia sorella. Però non mi ricordo il nome del negozio.

    White Gold.

    Ah, certo. Nome appropriato. Quindi, come posso aiutarti, Ryan?

    Di recente c'è stata una serie di furti. Hanno preso di mira diverse gioiellerie qui a Hockham, non solo la mia.

    Mi dispiace molto. Non mi pare di aver letto nulla sui giornali.

    L’Oracle ne ha parlato in un breve trafiletto nelle pagine interne. Era più interessato a mettere in prima pagina un articolo su un cane che era diventato viola.

    Viola?

    Non conosco i dettagli; non ho letto l'articolo. Sai, l’Oracle non mi piace molto.

    Anche a me non piace. Odiavo quel giornalaccio con tutta me stessa.

    Pochi istanti dopo, Matrioska tornò, portando un vassoio. Questa era la parte che temevo di più; la ragazza non aveva alcun senso dell’equilibrio. Quando lo mise sulla mia scrivania, le tazze erano mezze vuote e sul vassoio c’era tutto il tè versato.

    Mi dispiace, Trixie. Sembra che ne abbia rovesciato un po'.

    Non fa niente, Matrioska, ci penso io. Grazie.

    Tenevo un rotolo di carta da cucina nel primo cassetto della mia scrivania, proprio per questa eventualità. Pulii la tazza di Ryan e la misi su un piattino, quindi feci lo stesso con la mia.

    La tua segretaria è un po’ maldestra, o sbaglio? Disse osservando il tè sul vassoio.

    È stata appena assunta ed è ancora un po’ nervosa.

    Vedo.

    Mi stavi raccontando dei furti.

    Infatti. Nelle ultime settimane il mio negozio ha subito tre rapine.

    Il sistema di allarme non ha funzionato? Hanno scassinato la porta? Come hanno fatto i ladri ad entrare?

    No, hai frainteso. Le rapine non sono avvenute quando il negozio era chiuso; ma durante il giorno quando il negozio era aperto.

    Hai subito delle rapine a mano armata?

    No, grazie al cielo. Le circostanze sono davvero molto strane. Forse è meglio se ti spieghi più chiaramente cos’è successo.

    Sì, per favore. Se non c’era stato un furto con scasso o una rapina a mano armata, ero davvero confusa.

    L’ultimo furto avvenuto nel mio negozio è stato uguale ai due precedenti. Questa volta l'unica differenza è stata che dietro il bancone c’ero io. Nelle altre due occasioni c’era una delle mie commesse. Stavo servendo una giovane coppia che cercava delle fedi nuziali. Avevo un vassoio di anelli sul bancone davanti a me. Poi, all'improvviso, sono scomparsi. Tutti quanti.

    Quando dici scomparsi, intendi dire che il vassoio è sparito?

    No, il vassoio è rimasto lì, ma tutti gli anelli sono spariti.

    Com’è possibile?

    Non ne ho la minima idea. Ecco perché sono venuto qui. Speravo che tu potessi scoprire quello che è successo.

    Fammi capire bene. Stai dicendo che non hai visto nessuno prendere gli anelli anche se il vassoio era proprio davanti a te?

    Precisamente. Un secondo prima erano lì e quello dopo erano spariti.

    E la giovane coppia che stavi servendo? Ha visto qualcosa?

    No. Sono rimasti sconcertati quanto me.

    E la stessa cosa è successa anche nelle due precedenti occasioni?

    Sì. La prima volta c’era un vassoio di collane, e quella dopo un vassoio con dei braccialetti. Ma essenzialmente la dinamica è stata identica.

    Che cosa ha detto la polizia?

    Non se lo spiegano nemmeno loro. Se ciò non fosse accaduto anche in altri negozi, credo proprio che mi avrebbero sospettato di frode assicurativa.

    Hai parlato con gli altri proprietari?

    Sì. Anche se siamo concorrenti, ci conosciamo abbastanza bene. Descrivono tutti esattamente la stessa cosa: un vassoio pieno di gioielli un momento prima; un vassoio vuoto quello dopo.

    Nei negozi sono installate le telecamere a circuito chiuso?

    Sì, certo. In una gioielleria è praticamente una necessità.

    Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso qualcosa che potrebbe dare un indizio su ciò che è successo?

    Niente di niente. In tutti i filmati si vede il momento in cui avvengono le rapine, ma nessuna delle registrazioni mostra qualcosa che dia un'idea di come i gioielli siano scomparsi.

    È una cosa davvero strana. E hai detto che la polizia non ha scoperto nulla?

    Sì, più o meno. Hanno visionato i filmati. Hanno persino portato via l’attrezzatura per vedere se le registrazioni fossero state manomesse. Ma poi hanno restituito tutto e hanno confermato che le registrazioni non erano state falsate. Pensi di potermi aiutare?

    Sarò completamente onesta con te, Ryan, è uno dei casi più insoliti che mi sia mai capitato, ma mi piacciono le sfide, quindi sarò felice di affrontarla.

    Ottimo. Si alzò dalla sedia e mi tese la mano.

    Ti telefonerò tra qualche giorno per fissare un incontro nel tuo negozio. Voglio parlare con il tuo personale e visionare le registrazioni. Mi serviranno anche i nominativi dei proprietari delle altre gioiellerie.

    D’accordo. Mi porse il suo biglietto da visita. Chiamami a qualsiasi ora.

    Dopo che se ne fu andato, Matrioska entrò nel mio ufficio con la coda tra le gambe. Mi dispiace per il tè, Trixie.

    Devi imparare a stare più attenta quando servi da bere. Guarda questo vassoio; è pieno di tè.

    Ogni volta che devo portare un vassoio con sopra delle bevande, divento nervosa, e perdo il senso dell’equilibrio.

    Allora, d'ora in avanti sarà meglio che porti una tazza alla volta.

    È un'ottima idea, Trixie. Farò come dici tu.

    Matrioska era tornata a lavorare da me solo da un paio di mesi. Edward Bailey me l’aveva portata via poco dopo che Blink l'aveva assunta. Edward l'aveva fatto solo per farmi dispetto, non sapendo che tanto avevo in mente di mandarla via comunque. Era durata poco più di nove mesi nello studio legale di Bailey, Bailey, Bailey e Cox, ma poi era stata cacciata senza tante cerimonie da Edward.

    Fortunatamente per Matrioska, in quel periodo la signora Piggy aveva detto che lavorare a tempo pieno la stava affaticando, e aveva deciso di venire in ufficio solo due o tre giorni alla settimana. Per cui avevo offerto a Matrioska la possibilità di condividere un lavoro con la signora Piggy. Ormai aveva acquisito un po’ di esperienza lavorando alla reception dell’ufficio di Bailey. Matrioska ne era stata entusiasta. Ovviamente guadagnava meno di prima, ma era sempre meglio che restare senza lavoro.

    Così, negli ultimi due mesi, la signora Piggy e Matrioska si erano divise i compiti. All’inizio era andato tutto bene, ma recentemente era nato un piccolo attrito tra loro. E, naturalmente, io dovevo fare da arbitro.

    ––––––––

    Proprio in quel momento sentii il rumore di un piccolo motore.

    Poteva mai essere?

    Guardai fuori dalla finestra. Sì! Evviva!

    L’ultraleggero entrò dalla finestra aperta e atterrò sul pavimento, fermandosi vicino alla porta.

    Blink! Sei tornato! Come stai?

    Si tolse il casco e si grattò un orecchio. Alla grande. Ti sono mancato?

    No. Non mi ero nemmeno accorta che te ne fossi andato.

    Bugiarda.

    Ti sei divertito?

    Moltissimo, davvero tanto.

    Sardina, il fratello di Blink, che aveva pilotato l’ultraleggero, si tolse il casco. Ciao, piccola streghetta.

    Gli lanciai un'occhiataccia. Anche se Blink aveva perdonato suo fratello per aver cercato di soffiargli Dafne, ciò non significava che dovessi farlo anch’io.

    Ciao, Sardina. Lo salutai freddamente.

    Sembri davvero contenta di vedermi, disse con un sogghigno.

    Spero che tu non rimanga.

    Simpatica.

    Blink si rivolse a Sardina. Te l'avevo detto fratello, qui non sei il benvenuto. Sono contento che noi due abbiamo seppellito l'ascia di guerra, ma non puoi aspettarti che Trixie ti perdoni e si dimentichi così facilmente. Faresti meglio ad andare. Ci sentiamo.

    Va bene, fratello. Nessun problema. Sardina risalì sul suo ultraleggero e pochi istanti dopo volò fuori dalla finestra.

    Davvero non capisco come hai potuto perdonarlo, dissi.

    Io non porto rancore. A differenza di te.

    Anch’io non porto rancore.

    Stai scherzando? Se qualcuno ti contraddice, finisce sulla tua lista nera a vita. Comunque, Sardina ha dovuto sborsare un bel po’ di soldi per comprarsi un nuovo ultraleggero. Quella è una punizione sufficiente. Allora, come vanno le cose qui? Continui a contare le graffette e a mettere in ordine gli elastici?

    Ti informo che mi hanno appena offerto un caso. Devo indagare su dei furti avvenuti in una gioielleria.

    "Le cose stanno migliorando. Afferrò il suo zaino. Qui dentro c’è un regalo."

    Non avresti dovuto.

    Per Dafne.

    Dovevo immaginarlo.

    Le ho comprato una collana... d’oro massiccio.

    Che pensiero gentile.

    Non fare il broncio. Ho comprato qualcosa anche a te.

    Davvero?

    Non avrai mica pensato che potessi dimenticarmi di te, no? Ecco qua.

    Mi diede un pacchetto regalo. Era molto gentile da parte sua. Nonostante tutto, aveva un animo buono.

    Strappai la carta regalo e aprii la confezione.

    È un apriscatole.

    È elettrico.

    Tuttavia, è sempre un apriscatole.

    Sono molto più pratici di quelli manuali. Il che mi ricorda una cosa: rosso non rosa.

    Capitolo 2

    ––––––––

    Mentre tornavo a casa passai da Vivian.

    Dov'è Robert?

    Lavora fino a tardi, disse con un sospiro.

    È così tanto occupato? Pensavo che con l’aiuto di Sebastian il lavoro andasse meglio.

    Di recente è sommerso di lavoro. Robert è vittima del suo stesso successo: la maggior parte dei nuovi clienti proviene dal passaparola. La scorsa settimana ha dovuto assumere un altro dipendente. Non ricordo il suo nome, ma Robert dice che ha molta esperienza. Una volta che avrà ingranato, la sera dovrebbe riuscire a finire prima. Lo spero proprio, perché sinceramente sono un po’ stufa.

    Deve guadagnare un bel po’ di soldi, però.

    "Ovviamente. È bello poter spendere qualcosa in più per Emily e Thomas. Quest’anno possiamo anche permetterci un paio di vacanze e domani faremo una gita al mare. Però non voglio che Robert non riesca più a vedere i bambini. Certi giorni, quando torna a casa, sono già andati a letto. Comunque, basta parlare di me, e tu? Domani è il grande giorno, eh?"

    Non lo definirei esattamente un grande giorno.

    Andrete a vivere insieme nella vostra prima casa, quindi è un grande giorno, no?

    Sarò felice di andarmene dall’appartamento di Mark, questo è certo. Non ne posso più.

    Non ne puoi più di Mark?

    Ovviamente no. Andiamo molto d'accordo.

    Ti sei trovata un bravo ragazzo. Hai tergiversato abbastanza. Non tutti gli uomini avrebbero aspettato che ti decidessi di andare a vivere con lui.

    Non ho tergiversato. Ci ho pensato attentamente per sei mesi prima di accettare.

    A me sembra che hai temporeggiato fin troppo.

    Sì, perché tu sei andata a vivere con Robert venti minuti dopo che te l'ha chiesto.

    Non è vero. Era passata almeno un'ora. Si mise a ridere. Allora, cosa c'è che non va nell'appartamento di Mark?

    Finché non ho cominciato a viverci non mi ero resa conto di quanto fosse piccolo. La nuova casa è molto più grande e spaziosa.

    Porterai via tutta la tua roba dal deposito mobili?

    Sì, grazie al cielo. Non vedo l'ora. Ormai è lì da tre mesi, da quando ho venduto la mia casa. Spero di buttare via un po’ del suo mobilio, è orrendo.

    E lui è d’accordo che tu lo faccia?

    Non lo sa ancora, ma dovrà farsene una ragione. Se crede di poter esporre le sue stupide coppe da bowling, gli conviene cambiare idea.

    Ti rendi conto che non ho ancora visto la tua nuova casa?

    Abbiamo firmato il contratto d’affitto solo tre settimane fa. Al momento ci vivono ancora i vecchi inquilini. Quando avremo traslocato e ci saremo sistemati potrai venire a vederla.

    Ancora non capisco perché hai scelto di andare a vivere così lontano.

    Perché era l'unica casa che potevamo permetterci. Di appartamenti ce ne sono a bizzeffe, invece le villette singole in affitto sono delle mosche bianche.

    Le mosche non sono bianche.

    Ma va? Ovvio!

    Ah, capisco. Intendi dire che sono più rare di una palma nel deserto?

    Esatto. Ogni volta che vedevamo una casa che ci piaceva, c’era sempre qualcuno che ci batteva sul tempo. Siamo stati fortunati a trovare questa villetta. Inoltre, Northam non è poi così lontano da Hockham; è solo dall'altra parte del fiume Ham.

    Devi attraversare il ponte a pedaggio, vero?

    Non me né parlare. Stavo rinunciando alla casa proprio per quello. Non è un ponte enorme; è solo un ponticello. Il fiume è così stretto che potrei attraversarlo con un salto. Mark ha detto che sarebbe stato stupido perdere la casa solo per questo, e devo ammettere che aveva ragione.

    Quanto costa il pedaggio?

    Trenta centesimi per tratta.

    Be’, non ti manderà certo in rovina, no?

    Lo so, ma è per principio.

    "Quale principio? Il principio: ‘sono troppo tirchia per pagare trenta centesimi’?"

    ––––––––

    Zietta Trixie! Zietta Trixie! Emily entrò di corsa nella stanza. Domani andiamo al mare.

    "Che bello.

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