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Dolci senza bilancia: Ricette e trucchi per scoprire che tutti possono fare un dolce

Dolci senza bilancia: Ricette e trucchi per scoprire che tutti possono fare un dolce

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Dolci senza bilancia: Ricette e trucchi per scoprire che tutti possono fare un dolce

Lunghezza:
400 pagine
2 ore
Pubblicato:
Oct 8, 2020
ISBN:
9788830519800
Formato:
Libro

Descrizione

EDIZIONE DIGITALE SPECIALE: CONTIENE 15 RICETTE EXTRA!

Come preparare dolci deliziosi senza sbagliare nulla? Prendete un bicchiere e un cucchiaio, e seguite Sara nel suo manuale alla pasticceria!

La pasticceria è da sempre sinonimo di grande abilità tecnica ed estrema precisione, un luogo sacro dove bisogna pesare tutto al grammo. Proprio per questo spaventa molti che, pur cavandosela sul salato, non osano affrontare il mondo dei dolci.
Sara Brancaccio, nota on line come Cookiss Bakery, prima pasticcera e oggi food blogger, ha un grande obiettivo nella sua vita: rendere la pasticceria accessibile e convincere le persone che davvero “tutti possono fare un dolce”. Sul suo blog www.cookissbakery.com propone dolci alla portata di chiunque, e lo stesso fa su Instagram e TikTok con ricette in video che fanno venire l’acquolina in bocca.

Il suo segreto in questo libro è usare cucchiaini e bicchieri per dosare gli ingredienti (ma trovate indicato sempre anche il peso tra parentesi) e preparare dolci adatti a ogni momento della giornata. Dai biscotti ai muffin, dalle crostate alle torte delle feste, dai dolci al cucchiaio a quelli per iniziare bene la giornata, siete pronti a cucinare e gustare tutte queste incredibili bontà?

In questo libro troverai:

- una lista di gustosissime ricette da seguire;

- appunti chiari per non sbagliare mai quantità e dosaggi;

- le splendide fotografie realizzate da Sara;

- i suoi preziosi consigli (che fanno davvero la differenza);

- contenuti video raggiungibili attraverso QR code sparsi fra le pagine.
Pubblicato:
Oct 8, 2020
ISBN:
9788830519800
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Sara Brancaccio Laureata in Giurisprudenza, trova la sua vera strada nella pasticceria e apre con successo la sua bakery americana, Cookiss Bakery, a Pisa. Dopo la nascita della figlia chiude l’attività per dedicarsi alla famiglia e decide di dare una nuova vita alla sua professione con il blog cookissbakery.com dove condivide ricette golose e che tutti possono fare, secondo la sua filosofia di pasticceria. Dopo aver partecipato al programma tv Il ristorante degli chef in onda su Rai 2, attualmente collabora con brand del mondo food e non, realizzando ricette, foto, video e articoli.


Anteprima del libro

Dolci senza bilancia - Sara Brancaccio

pasticceria.

La mia storia

Sono Sara Brancaccio e sono nata a Pisa, ho una formazione in materie scientifiche e una laurea in Giurisprudenza.

Sin da piccola ho avuto la fortuna di viaggiare molto e di vedere posti lontani, realtà nuove e, soprattutto, di assaggiare cucine diverse. Durante gli studi universitari mi appassionai alla pasticceria di ritorno da un viaggio a Parigi. Quella tarte au citron fu la svolta nella mia vita e così iniziai a frequentare corsi serali di pasticceria a Pisa e Roma (Gambero Rosso). La mia mente iniziò a viaggiare e, mentre scrivevo la tesi sulla contrattazione collettiva aziendale, capii che quello non era proprio il mio posto. Non riuscivo a vedere il mio futuro fra le pagine di quei pesanti codici e all’interno di tribunali affollati.

Mi laureai in Giurisprudenza nel 2012, con la consapevolezza che quel capitolo si sarebbe chiuso lì perché già avevo un nuovo sogno nel cassetto. Avevo iniziato a progettare una bakery che fosse tutta mia, un piccolo posto dove servire ai clienti quei dolci che avevo assaggiato nei miei viaggi all’estero e che ancora a Pisa non si trovavano. Era rischioso, sconsiderato, forse un po’ avventato andare contro tutti e tutto, prendere una strada così diversa da quella che avevo imboccato fino a quel momento. Il fatto è che dentro di me sapevo di essere uno spirito creativo, con la mente in subbuglio alla ricerca di stimoli continui. Farlo capire alla mia famiglia non è stato semplice, ma è bastato vedere la passione e la determinazione nei miei occhi per convincere tutti quanti.

Non fu difficile, ma difficilissimo star dietro a tutti gli aspetti che un’attività del genere richiede. Senza l’aiuto della mia famiglia mi sarei sentita sopraffatta dal peso di tutte le cose che c’erano da controllare, sistemare e organizzare. Nell’aprile 2013 finalmente aprii la mia bakery americana: Cookiss Bakery. Iniziai piano piano, con un piccolo laboratorio in periferia. Senza luce, né porta d’ingresso e un pavimento a pezzi. Imparai a tingere le pareti, a piastrellare e a recuperare vecchi mobili, diventando anche una professionista nel montare mobili Ikea.

L’attività ingranò e in due anni aprii un secondo punto vendita, una sala da tè in pieno centro storico sui Lungarni pisani, nel celebre Palazzo Agostini.

La pressione era tanta, tutto pesava sulle mie spalle perché non avevo soci, e il lavoro era aumentato così come le incombenze da gestire. C’erano però tante cose nuove e belle. Le responsabilità maggiori erano conseguenza dell’incremento dei clienti, del brunch organizzato nel weekend e quindi di un menù più ricco, con bagels, sandwiches e pancakes preparati a pranzo. Come si dice? Quando ami il tuo lavoro non lavorerai un giorno.

Col passare dei mesi il team si ampliò, soprattutto perché volevo diventare mamma.

Il 7 agosto 2015 ero in treno da Pisa verso l’Expo di Milano, incinta di 7 mesi. Una gravidanza perfetta senza intoppi fino a quel giorno in cui mi sentii male. Ricordo come fosse ieri quando lo dissi a mio marito e di corsa scendemmo dal treno. Eravamo alla fermata Genova Brignole e saltammo sul primo taxi disponibile. Google maps mi indicò il più vicino dei tre ospedali cittadini e finimmo al Galliera. I dottori ci dissero che la mia bambina era molto piccola e che ero in una situazione critica. Non potevo muovermi e dovevo cercare di portare avanti la gravidanza più a lungo possibile.

Furono 10 giorni di sconforto e preoccupazioni, fatti di giornate passate a cercare sul web diagnosi che non potevamo avere, di libri e telefilm, di notti con mio marito accampato sulla poltrona accanto a me e di splendidi professionisti che in quel reparto di neonatologia ci hanno coccolati ogni giorno.

Il 17 agosto nacque Elena, uno scricciolo magrolino di 1,600 kg, ma fortunatamente sano come un pesce.

Siamo stati lontano da casa per altri 20 giorni durante i quali avevo lasciato la gestione della mia attività ai dipendenti.

Mi trovai così di fronte a un bivio: la mia attività non poteva proseguire senza di me. I clienti volevano che fossi presente e io stessa sapevo che ero l’unica in grado di seguire con cura ogni dettaglio della bakery. Dall’altro lato avevo Elena che aveva bisogno di me: non poteva uscire di casa per mesi, era ancora molto fragile.

Tre mesi dopo la sua nascita misi in vendita l’attività e in tempi record trovai degli acquirenti. Il giorno in cui chiusi la porta e abbassai la saracinesca del mio negozio c’era un bel tramonto e l’Arno era silenzioso. Uno di quei momenti che precedono una forte pioggia. Lo ricordo come se fosse ieri. Era un po’ quello che provavo anche io: una strana calma, prima della tempesta.

Infatti, arrivò davvero quel temporale. Il primo periodo fu difficilissimo. Dovevo imparare come fare la mamma e in più mi ritrovai per la prima volta a non fare niente. Io che ero abituata a lavorare incessantemente, che avevo tanti progetti ambiziosi, mille idee per la testa ero lì, in casa, disorientata.

È strano da spiegare agli altri. Avevo fra le braccia la cosa più bella del mondo, mia figlia, ma mi sentivo comunque triste, priva di un posto nel mondo. Volevo di più, così iniziai a fare colloqui che terminavano tutti con un non hai esperienza nel settore.

Dimagrii e piansi così tanto da sentirmi irriconoscente verso una vita che in fondo mi aveva dato molto: salute, affetti, una bella casa e soprattutto una figlia stupenda.

Cookiss Bakery divenne il mio più grande fallimento. Quando mi capitava di passare davanti al mio vecchio negozio non lo guardavo, giravo la testa e facevo un reset mentale.

Poi, la forza che ogni giorno ricevevo da mio marito e i miei genitori mi spinse a trovare la voglia di reinventarmi e mettere tutta la mia grinta in un progetto nuovo. Trasformai il sito web della bakery, ancora attivo, in un blog. Avevo già le competenze per farlo perché da ragazzina ero una tipa che smanettava online.

Iniziai a condividere le ricette della mia bakery scattando le foto in una light box con un cellulare pessimo, ma avevo tanta voglia di fare. Sapevo però di non essere all’altezza di quei blog con foto pazzesche e ricette super dettagliate.

Dovevo quindi fare di meglio, un salto di qualità per far sì che il mio lavoro potesse essere remunerato. Così per il compleanno mi feci regalare una reflex super economica e mi iscrissi a un corso di food photography. Passai un anno dove feci pratica con collaborazioni di scambio merce e iniziai a far capire che i miei profili social non erano più quelli di una pasticceria, ma di una blogger.

Iniziarono ad arrivare le prime collaborazioni importanti e quello che era iniziato per gioco si trasformò in un lavoro. Nel 2018 accaddero due cose: partecipai per gioco a un provino per un programma tv di cucina e scoprii che a Livorno c’era una delle pasticcere migliori d’Italia che da sempre ammiravo, Loretta Fanella.

Iniziai le selezioni, conscia che prima o poi mi avrebbero escluso, ma invece passai ogni fase e a settembre entrai ufficialmente nel cast dei 10 concorrenti de Il ristorante degli chef in onda su Rai 2. A quel punto iniziai a studiare le tecniche base di cucina, facendomi aiutare da una cara amica ristoratrice, e mi preparai al meglio per fare una bella figura. L’esperienza fu divertente, istruttiva, mi svegliò da quel torpore in cui mi trovavo, mettendomi alla prova in situazioni nuove.

Tornata a casa ero più spigliata, coraggiosa di propormi, di chiedere e rompere anche un po’ le scatole così proseguii con il mio lavoro di blogger e iniziai a fare foto per ristoranti della zona. Feci altri corsi di fotografia, di SEO e scrittura per il web e solo quando mi sentii davvero pronta, scrissi a quella pasticcera che tanto ammiravo proponendomi per fare delle fotografie ai suoi piatti.

Ero terrorizzata e ansiosa di conoscerla, ma lei fu sin da subito gentilissima e disponibile. Mi prese nel suo team per occuparmi della comunicazione del suo nuovo laboratorio.

Da quel giorno si sono innescati una serie di eventi che oggi mi hanno portato dove sono: il blog è diventato il mio lavoro principale, insieme a quello di fotografa per altri clienti.

Nella vita di tutti i giorni gestisco il mio blog, il mio profilo Instagram e il mio canale TikTok, dove spiego la pasticceria in modo semplice e furbo! Online mi trovi come Cookissbakery e il mio motto è #tuttipossonofareundolce. Poi oltre a fare foto, cucinare (tanto), girare video e scrivere, faccio molto sport e soprattutto gioco a Tennistavolo, il Ping Pong che tutti conoscono, ma in versione agonistica con allenamenti e campionato.

Oggi la mia bakery non è più un fallimento. Ci ho messo anni per superarlo, per capire che quella chiusura era un punto di partenza verso una meta più grande. Il mio nuovo lavoro, che amo più del vecchio.

Oggi quando passo davanti alla mia vecchia pasticceria faccio ancora un po’ fatica, ma riesco almeno a guardarla e un giorno ho persino sorriso quando ho visto il nuovo proprietario che, come me, impazziva a chiudere quella saracinesca difettosa.

Instagram post, 30 gennaio 2020

"Nel suo discorso alla Stanford University, Steve Jobs ha sottolineato che per scoprire cosa sei destinato a fare puoi solo collegare a ritroso i puntini.

Non c’è un momento sbagliato per cominciare a guardarsi indietro e impegnarsi a dare un senso a quello che la vita ha cercato di spiegarti. Capire qual è la cosa che più ti appassiona, quella a cui dovresti dare retta per il resto della tua vita, è complesso, ma la vita ci lascia degli indizi, dei puntini appunto, li distribuisce nel corso degli anni e solo noi possiamo coglierli!

Così quella passione per la scrittura, quando imprimevo i miei pensieri nel diario di una piccola ragazza, era stato un primo indizio.

L’interesse per l’arte e la sua bellezza, per la moda, i colori e il design erano un puntino.

La propensione a usare programmi grafici e a creare siti web, coinvolgendo una community di fan di Harry Potter a soli 14 anni, non potevano essere un caso.

La curiosità verso quella macchina fotografica del babbo, che avevo voglia di provare così tanto.

L’inconfondibile amore per i dolci che custodivo nel mio cuore sin da quando stendevo la frolla col mio primo mattarellino che mi regalò mamma.

Se mi guardo indietro e unisco tutti questi puntini ne esce fuori un disegno, il mio adesso, fatto di tanti piccoli pezzetti di un puzzle che oggi è ben definito.

Si può capire cosa raffigura, ma mancano ancora tanti pezzi.

Uno di questi è questo libro."

La pasticceria senza bilancia

Moltissime persone nutrono un discreto terrore per la preparazione dei dolci. Forse perché credono che realizzarli sia complicatissimo e probabilmente perché si approcciano alla ricetta come quando devono preparare un piatto salato: dosando a occhio, senza voler perder tempo a pesare ogni ingrediente.

Spesso manca anche la voglia di preparare un dolce proprio perché bisogna mettersi a pesare tutti gli ingredienti e, anche quando siamo riusciti a trovare l’ispirazione giusta, si finisce per saltare qualche passaggio ritenuto irrilevante, combinando poi un disastro!

Ma la pasticceria è chimica, certi passaggi di una ricetta non devono essere saltati e la bilancia è fondamentale! Mi sono quindi chiesta se fosse possibile semplificare la vita delle persone con un semplice… bicchiere!

In America, infatti, utilizzano da sempre le cups e gli spoons per semplificare e velocizzare la realizzazione delle ricette, e noi in questo libro useremo un bicchiere monouso, i cucchiaini o cucchiai: tutti utensili che si trovano in qualsiasi cucina! Per gli ingredienti più difficili da misurare con un bicchiere, farai riferimento ai grammi indicati sulle confezioni che ci sono in commercio (per esempio, il burro o il formaggio spalmabile). Così sarà più semplice replicare uno dei dolci del libro, anche quando non c’è una bilancia.

Se poi, invece, preferisci procedere con il metodo tradizionale, troverai indicati i quantitativi in grammi.

Per scongiurare pesate non del tutto esatte, le ricette ammettono un errore di 20-30 g così da non compromettere il risultato finale.

In ogni ricetta sarà segnalato il grado di difficoltà e il tempo necessario per realizzarla, escludendo quello per la cottura e il riposo che troverai indicato direttamente nel procedimento.

In questo libro troverai anche molti trucchi e consigli che in pasticceria fanno davvero la differenza! Partendo dalle ricette base, cercherò di spiegarti la pasticceria in modo semplice, aiutandoti anche con contenuti video nei QR code sparsi fra le pagine: inquadrali con il tuo smartphone per scoprire i miei consigli.

Una ricetta solo scritta non è mai sufficiente e spesso alla fine, pur seguendo alla lettera ogni passaggio, non riesce come vorremmo. La soluzione spesso è più semplice di quanto si possa immaginare e fa sempre comodo sapere come ottenere un risultato perfetto, anche a casa, semplicemente setacciando la farina oppure montando un po’ meno la panna per una mousse a prova di chef.

Nessun dolce preparato e fotografato per questo libro è stato sprecato: il cibo è vita, non dimentichiamolo mai!

Tutte le foto dei dolci che troverete tra queste pagine sono state scattate da me.

Come conservare i dolci?

Dai biscotti alle torte, dalle creme agli impasti

#tuttipossonofareundolce

1 bicchiere *

1 cucchiaio

Come sostituire

gli ingredienti?

*bicchiere monouso in plastica biodegradabile, capienza circa 200 ml.

È importante

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