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Il Mondo di Domani
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E-book350 pagine4 ore

Il Mondo di Domani

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Info su questo ebook

Pianeta Terra A.D. 2083. La tossina RW46, veicolata dalla Melliflua Terribilis, una vespa mutante, meglio nota come Melf, è letale per la specie umana. Nel volgere di breve tempo gli sciami invadono il pianeta. Più di otto miliardi di persone perdono la vita prima che gli sciami siano annientati. Poco meno di tre miliardi i superstiti. Dalle ceneri dell’Olocausto, nasce Il Nuovo Ordine. Presto il singolo individuo è privato della libertà. Gli Intransigenti rigettano tali regole pertanto sono perseguiti dalla legge.
New York city. Ethan Rosenberg, agente speciale è chiamato a risolvere un caso di omicidio misterioso quanto inquietante. L’indagine scoperchia un vaso di Pandora la cui minaccia è rivolta a ciò che rimane del genere umano.  
LinguaItaliano
Data di uscita20 ago 2020
ISBN9788833466781
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    Anteprima del libro

    Il Mondo di Domani - Ottavio Nicastro

    Pubblicato da Ali Ribelli

    Direttore di redazione: Jason R. Forbus

    www.aliribelli.com – redazione@aliribelli.com

    Ottavio Nicastro

    IL MONDO DI DOMANI

    Sommario

    Prologo

    Cap. 1

    Cap. 2

    Cap. 3

    Cap. 4

    Cap. 5

    Cap. 6

    Cap. 7

    Cap. 8

    Cap. 9

    Cap. 10

    Cap. 11

    Cap. 12

    Cap. 13

    Cap. 14

    Epilogo

    Prologo

    Planet Earth. The Future. A. D. 2083.

    La vita sulla terra non è agevole. Gli appelli da parte degli scienziati sono stati ignorati. Nessuna ha fatto nulla di concreto al fine di arginare il degrado dell’ecosistema. La situazione è al collasso. Dodici miliardi e mezzo di individui abitano un mondo ipertecnologico ma fatalmente inquinato. Il buco dell’ozono si è esteso al punto da minacciare in modo concreto la vita di superficie. La desertificazione ha trasformato estese aree del globo in spazi immensi, aridi e inospitali, dove nulla può essere coltivato. Intere etnie hanno dovuto abbandonare il luogo natio cercando scampo altrove. I grandi centri urbani già al collasso, si rifiutano di ricevere nuovi profughi. Le nazioni sviluppate sigillano i confini, rigettando i fuggitivi.

    Le tempeste tropicali, sempre più frequenti e violente, seminano morte e distruzione lungo le coste sia dell’oceano Pacifico, che dell’Atlantico. Le turbolenze si ripercuotono sugli emisferi occidentali Il flusso della corrente del golfo subisce un drastico ripiegamento. La salinità che lo regola è scesa a livelli critici. L’aumento medio della temperatura cresciuto in parte di tre gradi e mezzo, ha sciolto quasi per intero le calotte polari, riversando negli oceani acqua dolce che ha compromesso il sistema di ricircolo delle correnti marine. I tornado nelle grandi pianure americane raggiungono forza otto. I venti soffiavano fino a trecentocinquanta chilometri orari, cancellando tutto ciò che incontrano al passaggio. Da qualche tempo le stagioni hanno cessato di esistere. Dall’inverno sempre più lungo e rigido, si passa in poche ore a un’estate torrida dove il caldo soffocante uccide le persone più deboli. Carestie e povertà dilagano in tutto il globo terracqueo, e nessuno conosce il modo efficace per arginare il fenomeno. A giudizio degli scienziati il punto di non ritorno è stato raggiunto e superato.

    Il genere umano è a rischio di estinzione.

    Cap. 1

    New York city. Early April 2094. Present Day.

    La pioggia, lenta e costante, seguita a cadere nel cimitero monumentale di Green-Wood, Contea di Kings a Brooklyn. Ma Ethan Rosenberg non se ne cura. Con passo lento e cadenzato percorre il viale a ridosso del piccolo promontorio che guarda la rada di Brighton Beach. Il Dragmaster lo ha lasciato nei pressi del cancello d’ingresso.

    Quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che è stato qua? Non ricorda e non importa. Non ha ombrello con sé, nessuna protezione dalla pioggia che viene giù. I capelli sono inzuppati, allo stesso modo succede al viso. L’acqua gli cola dai lati della faccia. Raggiunge il colletto della camicia. Penetra il collo.

    Sia Delya che Marley non ci sono più da qualche tempo, andate via per sempre, strappate alla vita, uccise senza uno scopo, un motivo. La natura crudele aveva preso le loro giovani vite e Ethan era rimasto solo.

    Uno sguardo al cielo cupo e grigio. L’aria è tersa, opprimente. Pesante da respirare. O forse e solo l’emozione a renderla tale. Una lacrima avrebbe alleggerito il dolore, o no? Alla fine anche quella era destinata a smarrirsi nella pioggia.

    Quarantacinque anni, altezza di poco superiore al metro e ottanta, capelli grigi rivoltati all’indietro lunghi sulla nuca e quasi sempre spettinati. Barbetta incolta di un giorno o due. Occhi neri e profondi. Fisico da palestrato, grande conoscitore del Jet Kunt So?, pratica di lotta marziale appresa nel tempio di Thamoa. Dopo la tragedia che gli aveva cambiato la vita, il venerabile maestro Komitu Nakusoto lo aveva accolto con benevolenza. Sia a lui come a tanti altri sopravvissuti all’Olocausto. Il vero successo però era arrivato dalla meditazione. Grazie allo Shadan, Ethan aveva imparato a controllare il dolore che nasce dall’intimo, almeno in parte.

    Il cimitero di Green-Wood è spropositato, suddiviso in settori a loro volta frazionati in parti ancora più piccole. Un’infinita serie di numeri che si susseguono all’infinito. Milioni di morti. Erano state le Melf a far questo, una tragedia immane che aveva sconvolto il mondo intero, cambiandolo per sempre. Dentro i confini dell’isola di Manhattan ad esempio, buona parte di East Harlem non esisteva più. A che sarebbe servita visto che non c’era più nessuno ad abitarla? Rasi al suolo gli edifici, sopra le rovine era stato eretto il New Harlem Cemetery. Stessa sorte era toccata a vaste aree di Yorkville e Lenox Hill.

    Ma neppure questo era bastato, troppe davvero le salme da tumulare. La maggior parte era stata cremata cancellando per sempre il ricordo della loro esistenza.

    La fortuna aveva voluto che Ethan avesse un sepolcro per i suoi cari. Almeno quello. Il lungo cammino è finito. Ethan è giunto a destinazione. Posa i fiori bagnati sulla lapide dove c’è scritto:

    Delya O’ Rhaily 12 aprile 2055 – 24 maggio 2083.

    Marley Rosenberg 16 giugno 2077 – 24 maggio 2083.

    Pochi attimi appena e l’immagine di Marley è la prima a prender forma davanti a Ethan.

    Ciao papà ti trovo bene. la voce incisa sul microchip è la stessa un tempo appartenuta alla bimba .

    Ciao Marley. Ethan risponde.

    Grazie per essere venuto, è sempre piacevole vederti.

    Vale anche per me piccola.

    Mi sei mancato, è da un po’ che non venivi a trovarci.

    Mi spiace bambina, ma negli ultimi periodi ho dovuto assolvere impegni piuttosto gravosi.

    Il lavoro occupa buona parte del tuo tempo?

    Sì, ho seguito alcuni casi che hanno richiesto più impegno del previsto.

    Ciao Ethan. adesso è l’immagine di Delya a parlare, si è appena delineata accanto a quella di Marley.

    Ciao amore, oggi … oggi il tempo è brutto.

    Sta forse piovendo?

    Sì … come spesso accade.

    Faresti bene a coprirti altrimenti rischi un brutto malanno.

    Tranquilla, indosso il soprabito impermeabile.

    Il computer inserito nella lapide è programmato a interpretare i comportamenti umani più semplici. Il database registra l’ultima visita in ordine di tempo, in questo modo le immagini dell’olo-movie si integrano col familiare che è tornato a trovarli. A crearle è la fibra ottica ad alta risoluzione. Molto realistica ma altrettanto inutile. Un inganno dei sensi, un gioco di prestigio creato dalla moderna tecnologia per forviare la realtà, nella vana illusione che la vita non sia finita ma qualcosa è rimasto. Il ricordo certo, Ethan però avverte il vuoto attorno a sé, e la solitudine cresce piuttosto che quietarsi.

    La tristezza subito lo prende. Ethan solleva lo sguardo al cielo, gli occhi brillano nella pallida luce del giorno reso cupa dalla pioggia. Pochi attimi ancora e si trascina all’indietro uscendo dal raggio di azione del sensore a fibra ottica che legge i lineamenti del suo viso.

    Vai via papà? La voce di Marley è un sussurro. Ethan non risponde. Ha senso parlare a una macchina?

    Ciao amore, a presto. La voce di Delya aggiunge tristezza a quella di prima. Un attimo appena e le due figure sospese sopra la lapide sfumano fino a svanire del tutto. Davanti a Ethan adesso c’è il vuoto e il gran cimitero di Green-Wood.

    A fermare l’attimo è il bip del comunicatore. Ethan solleva il braccio. L’orologio subito si illumina e la sagoma di una persona si materializza occupando un’altezza di circa trenta centimetri. Anche questo è un ologramma ad alta risoluzione.

    Ethan dove ti trovi? a chiederlo è Reginald Sanders a capo della Homertown Corporation, l’agenzia di sicurezza privata dove Ethan copre l’incarico di agente speciale. Sanders l’ha creata dal nulla, elevandola nel breve periodo a leader nel settore. Il giusto sostegno gli è arrivato dalla nutrita serie di appalti governativi buoni a crescerne la stabilità finanziaria, permettendo a Sanders di potenziarla.

    È opinione diffusa che gli agenti della Homertown Corporation siano preparati e affidabili, capaci di gestire i casi più complessi. Un lavoro di intelligenze non indifferente.

    In città non esiste polizia. La gestione dell’ordine pubblico è affidato agli squadroni di robot C4 di ultima generazione. Programmati per svolgere un lavoro tutto sommato semplice, in special modo adesso che la popolazione si è ridotta in modo drastico e incisivo. Di pari passo anche la delinquenza comune è scomparsa quasi del tutto.

    Le legioni di Pretoriani sono un’altra cosa.

    Gruppi scelti al comando del nucleo centrale. Quella che un tempo era la costa occidentale degli Stati Uniti d’America, oggi è il Primo Protettorato del Nuovo Ordine. Insediatosi alla fine della battaglia combattuta contro le Melf, il gruppo dirigente al governo ha dettato le regole destinate a scandire la vita sull’intero pianeta. Severe e incisive, drastiche, tant’è che poco o nulla è concesso al cittadino inteso come persona. Così, dove un tempo c’era libertà di parola, di opinione, di pensiero, adesso vige la regola del silenzio e dell’obbedienza.

    Al Governatore Supremo affiancato dal consiglio dei dodici Savi, è affidato il compito di decidere il giusto. Le legioni dei Pretoriani salvaguardano sia le istituzioni sia il rispetto delle regole da parte della popolazione esistente.

    Mi trovo a Green-Wood. Ethan risponde con un filo di voce.

    Ah … capisco. Ascolta Ethan mi spiace interrompere la visita ai tuoi cari, ma c’è un’emergenza.

    Di che tipo?

    La peggiore che potesse capitarci.

    Mmh... non è da te preoccuparti ancor prima d’iniziare un incarico.

    Giudica da te. C’è stato un omicidio.

    Un omicidio? Possibile? L’ultimo in ordine di tempo è stato …

    Parecchio tempo fa e non importa. Quello di adesso si è consumato alla Babylon House.

    Ma senti … non è il residence dove alloggia la maggior parte dei dirigenti del Primo Protettorato?

    Già … una circostanza decisamente fuori dall’ordinario.

    Chi sarebbe la vittima?

    Questo non lo so. È stato il comando Pretoriano a contattarmi, anzi, mi ha chiesto nello specifico di inviargli il miglior agente investigativo di cui dispone l’agenzia .

    E tu hai pensato a me. Devo considerarlo un complimento o cosa?

    Sai bene che non mi fido di nessun altro, in special modo quando una faccenda si presenta complicata e di difficile soluzione.

    Come fai a sapere che è complicata se non conosci i dettagli? Ignori persino chi sia il morto ammazzato?

    Andiamo Ethan, se fosse stata semplice da gestire, il comando Pretoriano la avrebbe già risolta da sé, evitando di far sapere ad altri cos’è successo ad uno dei suoi dirigenti.

    Sì … vero anche questo.

    Adesso per favore raggiungi il posto senza perdere tempo. Attendo un rapporto quanto prima.

    Senza di altro aggiungere, Reginald Sanders chiude il contatto. Ethan respira dentro di sé. Curiosa faccenda davvero, pensa. Un omicidio alla Babylon House, sembra quasi impossibile da credere. Pochi attimi e attiva il comunicatore.

    Il linea. Il computer di bordo del Dragmaster subito risponde.

    Rileva la mia posizione e raggiungimi. Ethan ordina.

    Affermativo. Posizione tracciata. Arrivo previsto in ventiquattro secondi. Il tempo di rimettere in tasca il comunicatore e il veicolo compare sopra di Ethan. Subito tocca terra aprendo la portiera. L’agente della Homertown Corporation occupa posto all’interno.

    Destinazione? il computer di bordo chiede.

    Babylon House. Velocità massima.

    Affermativo. Rotta tracciata. Arrivo previsto sei minuti e quindici secondi. Avvio.

    Il veicolo si libra in aria e veloce lascia il cimitero monumentale di Green-Wood.

    Ethan posa lo sguardo sui grattacieli che scivolano sotto di lui. La pioggia leggera e sottile seguita a bagnare una New York dall’aspetto pallido e spettrale. Il senso di solitudine che da questo nasce è difficile da contenere.

    Destinazione raggiunta. La voce del computer di bordo distoglie Ethan dai suoi pensieri. Subito lo sguardo si posa sul grattacielo la cui cima si perde in mezzo alle nuvole basse che scaricano la pioggia sulla città.

    Apri un contatto con la torre di controllo. Ethan ordina.

    Affermativo. Torre controllo on line. Il computer di bordo ribatte.

    Babylon House, qui Ethan Rosenberg, agente speciale al servizio della Homertown Corporation. Codice identificativo Kilo-Alfa-November 7-6-7-2. Chiedo permesso per effettuare l’avvicinamento.

    Torre Babylon House ricevuto. Codice identificativo riconosciuto. Permesso accordato agente Rosenberg. La piattaforma di atterraggio è la numero due. Barriera deflettore disinserita.

    Ricevuto torre. Procedo all’atterraggio. Pochi attimi appena e il Dragmaster di Ethan tocca terra al centro della piattaforma numero due. Subito un drappello di Pretoriani circonda il veicolo. Alti, terribilmente uguali gli uni agli altri. Massicci, chiusi nelle loro divise nere di Keilan che fungono da esoscheletro. Il casco gli copre parte de viso. Una sola scarica del fulminatore subsonico legato alla cintura è capace di stendere un elefante. Nessuno di loro apre bocca. A far sentire la voce è una giovane donna che veloce guadagna strada in mezzo ai militi. Raggiunto Ethan lo guarda in viso e dice:

    Benvenuto alla Babylon House agente Rosenberg. Sono Ginevra Mayflower, vice comandante settore alfa alla Skinet Tower. Alta, statuaria. Bella in viso. Lineamenti finemente modellati. Occhi azzurri, capelli biondi a caschetto. Sguardo profondo ma glaciale. Fredda anche l’espressione che ha tratteggiato in viso. Autoritaria. Avvezza al comando. Donna sì, ma di una tempra speciale. Veste un abito grigio di modello maschile. Pantaloni, giacca. Camicia bianca e cravatta.

    Ho già sentito parlare di lei signora. Ethan ribatte.

    Ed io di lei, agente Rosenberg. Ma non sempre in senso positivo.

    Mmh … devo dedurre che non le sono simpatico?

    Lei non deve essermi simpatico agente Rosenberg, il nostro contatto è puramente formale e tale deve restare.

    Ma certo … vogliamo procedere? La Mayflower fa un cenno al Pretoriano vicino a Ethan, questo subito lo raggiunge e allunga la mano verso di lui.

    Gli consegni l’arma in dotazione per favore. La Mayflower dice.

    Lui non ha facoltà di parola?

    I Pretoriani parlano solo se necessario.

    Il compagno ideale. Immagini se un tale dono lo avesse una donna.

    L’humor è fuori luogo agente Rosenberg. Adesso faccia quanto le ho chiesto per favore. non serve perdere tempo inutilmente. Ethan consegna l’arma.

    Trattala con delicatezza, ci sono affezionato.

    Prego, da questa parte. La Mayflower indica la via. Ethan ne segue il passo fino all’ascensore. La discesa è veloce.

    Che cosa le è stato riferito nell’ambito di questa faccenda, agente Rosenberg? La Mayflower chiede.

    Poco o niente in verità. Sono al corrente che c’è stato un omicidio, altro non so.

    Il vice Protettore Manuel Hortega Sancez è stato assassinato nel suo appartamento.

    Accidenti … una persona davvero influente. Nella gerarchia di comando è secondo solo al governatore Talkin.

    Già … il Primo Protettorato oggi piange la scomparsa di uno dei sui maggiori esponenti. L’omicidio è stato scoperto stamani poco dopo le otto da un membro della scorta arrivata per condurlo alla Skinet Tower dove svolgeva il suo incarico.

    Mmh … ha detto stamani alle otto?

    So quello che sta pensando. L’agenzia di Reginald Sanders è stata contattata a un’ora di distanza.

    Intuisco il motivo. In un primo momento avete cercato di risolvere la faccenda da soli, ma la complessità del caso vi ha spinto a rivolgervi all’esterno.

    Il suo intuito la guida bene, agente Rosenberg – l’ascensore si ferma e la porta si spalanca – prego … questo è l’appartamento del vice Protettore Hortega Sancez.

    Grande, spazioso, ben arredato. Si avverte uno strano odore nell’aria. Intenso, a tratti irritante. Tanti i Pretoriani a presidiarlo, in aggiunta a questi delle persone in tuta bianca asettica intenti a raccogliere i campioni biologici. La luce è intensa, troppo, forse. Alle lampade di casa ne sono state aggiunte altre montate sugli adatti sostegni, non trascurando di illuminare neppure l’angolo più piccolo e nascosto.

    Dove si trova il cadavere? Ethan chiede.

    Il salone con vista panoramica. Da questa parte, agente Rosenberg.

    Enorme e spazioso pure questo al pari del resto dell’abitazione. Una gran vetrata lo separa dal terrazzo adiacente, la vista è mozzafiato. In un giorno di sole, sicuramente. Adesso la foschia portata dalla pioggia che seguita a cadere, nasconde l’orizzonte e parte del paesaggio. La porta di vetro che scorre sul terrazzo è parzialmente aperta, e così deve essere rimasta da lungo tempo. L’acqua che si è accumulata all’ingresso lo testimonia. L’assassino è forse entrato da lì?

    Signori, per favore, fate spazio – Ginevra Mayflower dice rivolta ai presenti – lui è l’agente speciale Ethan Rosenberg, incaricato del caso. Siete pregati di rispondere a qualsiasi domanda vi sarà rivolta. Subito i presenti si trascinano all’indietro liberando la griglia del delitto.

    Ethan si guarda intorno. Niente è stato toccato, gli oggetti sono al loro posto, la stanza non presenta disordine di alcun genere. Non c’è stata lotta. Si avvicina al cadavere riverso per terra a fianco del bancone che funge da bar. Curioso davvero. Ci sono due bicchieri posati sul ripiano. Uno è vuoto, l’altro con del liquore. Di poso spostato sul fianco sinistro, una bottiglia di whisky Glenmorangie. Una rarità, proibita a tutti ma non certo a un vice Protettore. Hortega Sancez conosceva il suo assassino? Lo ha ricevuto in casa offrendogli del liquore prima di essere trucidato? Ethan distoglie lo sguardo dal banco bar e lo posa sul cadavere.

    Uno uomo vicino a sessant’anni, portati più che bene. Fisico asciutto, ben curato. Muscolatura da persona che frequenta con assiduità la palestra. Riferito all’abbigliamento … non c’è. Il corpo è seminudo ad esclusione dello short. La circostanza apre l’immaginazione ad ogni ipotesi, anche alla peggiore.

    Il cadavere è riverso sul pavimento, la metà superiore del corpo ha il viso rivolto nella direzione del soffitto. Gli occhi sbarrati e vitrei, l’espressione di dolore segnata nei tratti della faccia. Dolore procurato da che cosa? Il corpo, all’apparenza, non presenta ferite di alcun genere. Niente sangue sul pavimento circostante. Tutto è lindo e pulito.

    Ethan si china sul corpo senza vita. Lo osserva da vicino. Il profumo è intenso, ma non è chiaro … a che cosa si riferisce? Un unguento forse? La pelle del corpo è opaca, non lucida. Curate le mani, le unghie soprattutto. I capelli, invece, sono in disordine; all’altezza della nuca in special modo.

    Dei guanti di lattice, per favore. Ethan chiede. Subito gli sono forniti. Con delicatezza solleva la testa al cadavere e la piega lungo il fianco destro. Alla base del collo c’è una ferita … no, più che una ferita si direbbe un minuscolo buco scavato sulla pelle. Uno, forse due centimetri di diametro. Il dito di Ethan tocca l’interno profondo quasi un altro centimetro. Il sangue attorno è raggrumato. Nessuna traccia sul pavimento.

    Mmh … L’agente della Homertown Corporation borbotta. Riadagia il corpo senza vita e si solleva da terra.

    Ha visto qualcosa d’interessante agente? Ginevra Mayflower chiede. Ethan non risponde, non subito, almeno. Tira fuori gli occhiali e li posa sopra il naso. Il modo di fare è naturale. Le lenti però non sono da vista, ma di tutt’altra specie. Un marchingegno capace di registrare sia le immagini, che le tracce biologiche e non solo. Anche i flussi di origine elettromagnetica presenti nell’ambiente, in special modo.

    Mi faccia parlare con la persona che ha trovato il cadavere.

    Non è più con noi agente Rosenberg. È dovuto andar via per motivi di servizio. La voce arriva dal limite del gran salone. Ethan gira lo sguardo e incrocia quello di una persona ferma nei pressi della porta d’ingresso. Di media statura, espressione incisiva e severa. Occhi espressivi e penetranti. I capelli rivoltati all’indietro e appiattiti sulla testa, sono neri e lucidi. Al pari della pelle del viso. L’atteggiamento è tipico della persona avvezza al comando. Subito la sorpresa si disegna sulla faccia di Ethan.

    Governatore Talkin … non avrei immaginato d’incontrarla signore.

    Lo stupore è fuori luogo agente Rosenberg. La vittima è un alto funzionario della Prima Circoscrizione.

    Sì … vero. Dettaglio importante.

    Molto importante. Di conseguenza capirà fin dove si spinge l’interesse da parte nostra.

    Certo signore.

    Su di lei ho sentito delle storie, agente Rosenberg.

    Di che genere, signore?

    Non sempre caritatevoli. Sono vere o cosa?

    Per poterle rispondere, dovrei prima capire a che cosa si riferisce signore. Attimi di silenzio da parte del governatore Talkin poi …

    Reginald Sanders ha inviato per davvero il suo uomo migliore?

    Questo farebbe bene a chiederlo a Reginald Sanders, signore.

    Mmh … voglio fidarmi della scelta di Reginald. Ha la mia approvazione agente Rosenberg.

    La ringrazio per la fiducia signore, ma forse non la merito.

    Faremo presto a scoprirlo. L’interesse da parte nostra è rivolto alla soluzione del caso. Pensa di affiancare un nome presto e un volto all’assassino agente Rosenberg?

    Sono appena arrivato signore. Mi dia tempo e vedremo.

    Agente Rosenberg, reputo superfluo aggiungere che il vice Protettore Manuel Hortega Sancez godeva di tutta la nostra stima e approvazione. Un uomo ligio al dovere. Un fedele servitore dell’ordine costituito. Chiunque sia stato a far questo non può restare impunito. Capisce cosa intendo dire?

    "Perfettamente, governatore. A tale riguardo mi serve libertà di manovra, e nessun intralcio tra i piedi.

    Nel dettaglio la richiesta prevede …

    I codici di accesso al dossier personale della vittima. Nonché le registrazioni dei suoi spostamenti negli ultimi due … no, meglio tre mesi. Per adesso mi accontenterò di questi, ma se dovesse rendersi necessario, devo poter accedere anche al sistema remoto del MayFray.

    Agente Rosenberg, non le sembra di chiedere troppo? Il vice Protettore svolgeva un lavoro che per certi aspetti è coperto da segreto amministrativo.

    Vuole il colpevole, governatore, oppure un assassino qualsiasi raccattato all’angolo della via? Attimi di silenzio da parte del governatore Talkin poi …

    Avrà quello che ha chiesto, agente Rosenberg. Il vice comandante Mayflower la affiancherà per tutta la durata dell’indagine.

    No governatore … non andiamo bene. Io lavoro da solo, sempre.

    Nel caso in questione farà un’eccezione. Vice comandante a partire da questo momento seguirà l’agente Rosenberg da vicino. Sono stato chiaro?

    Perfettamente, signore. Agli ordini, signore. Ginevra subito ribatte. Ethan storce il naso, e il disappunto si disegna nel suo viso.

    Molto bene, adesso vi lascio al vostro lavoro. Aspetto di leggere un primo rapporto nella giornata di domani. Senza di altro aggiungere il governatore Talkin gira sui tacchi e guadagna l’esterno. Veloce si porta al veicolo personale fermo sulla piattaforma di atterraggio. Il mezzo è circondato da una nutrita scorta di Pretoriani. Tutti terribilmente uguali chiusi nelle loro divise nere di Keilan. Tutti tranne uno. Un individuo decisamente fuori posto. Alto, corpulento, viso inespressivo. Occhi neri e profondi. Capelli dello stesso colore, lisci come la seta legati a codino sulla nuca. Veste un abito grigio chiuso al colletto, sopra questo un soprabito che si spinge in basso fino a raggiungere le caviglie. L’espressione è di ghiaccio, severa. Cattiva sotto certi aspetti. Non appena vede il governatore subito lo raggiunge.

    Signore … dice con un filo di voce. Il governatore lo fissa negli occhi e ribatte:

    Sandoral, ti stavo aspettando. Ti sei informato?

    Sì, signore. Ho letto con attenzione il fascicolo personale dell’agente Rosenberg. Purtuttavia conoscevo già il soggetto. Subito l’uomo risponde.

    Già … lo conosco anch’io. Ad ogni modo non lasciarti ingannare dalle apparenze. Ethan Rosenberg è qualcosa di più delle parole scritte su un foglio di carta. È caparbio, intelligente. Un mastino difficile da controllare. Ma ci serve. È un segugio come pochi. Il solo capace di seguire una pista con successo, portandoci fino all’obiettivo che ci siamo prefissati.

    Qual è la disposizione, signore?

    Non perderlo di vista, ma agisci nell’ombra, sempre. Intervieni solo se necessario. All’occorrenza sai bene che cosa devi fare.

    Sì, signore.

    Attento però, se dovesse avvicinarsi troppo alla verità, non esitare. Uccidilo.

    Riferito al vice comandante Mayflower?

    Un ottimo elemento, ma non possiamo mostrare alcuna esitazione. La posta in gioco non permette indecisioni di alcun genere. Qualora si rendesse necessario, non indugiare, uccidi anche lei.

    Sandoral china il capo in segno di consenso. Il governatore Talkin occupa posto all’interno del veicolo che subito dopo lascia la rampa di atterraggio svanendo in mezzo ai grattacieli della city bagnata dalla pioggia.

    Cap. 2

    Some Time Before. Madrid, Puerta del Sol. Early March 2083.

    Anselmo Gomez è un giovane di trentaquattro anni. Promessa della pittura, ha frequentato l’istituto di belle arti al centro studi internazionale di Madrid. Formalmente diplomato si era impegnato a cercare lavoro come restauratore di antichi e preziosi dipinti. Ahimè, senza esito positivo. Tanta la concorrenza. Poche le speranze di ottenere successo. Deluso dai fallimenti, Anselmo per sbarcare il lunario, non ha trovato di meglio che ritrarre a carboncino su un foglio pergamenato, il viso dei turisti a passeggio a Puerta del Sol, la piazza di Madrid luogo di ritrovo sia di intellettuali che di artisti squattrinati.

    Il mattino è caldo e afoso, come solo un giorno estivo può esserlo. Non è ancora estate. Fino a pochi giorni prima il vento gelido del nord sferzava l’aria, costringendo la gente a chiudersi in casa. Nessuno si sarebbe sognato di passeggiare per Puerta del Sol con un tempo del genere. Da settimane Anselmo non batteva chiodo. L’inattività significava pochi soldi neppure sufficienti a pagarsi un pasto decente. All’improvviso però il tempo era cambiato. Succedeva sempre più spesso che nell’intervallo di uno, al massimo due giorni, dal freddo glaciale si passava al caldo estivo come se niente fosse. La natura ne soffriva i seguiti, l’uomo allo stesso modo. Pur tuttavia una

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