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L'Apolloneide: La raccolta delle opere teatrali

L'Apolloneide: La raccolta delle opere teatrali

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L'Apolloneide: La raccolta delle opere teatrali

Lunghezza:
976 pagine
5 ore
Pubblicato:
6 ago 2020
ISBN:
9788830624719
Formato:
Libro

Descrizione

Bisognava vederlo, Francesco Apolloni, ventenne, in Accademia, declamare veemente, con rabbia e passione questi versi di Edmund dal Re Lear di Shakespeare. Non soltanto con gran foga verbale ma anche fisica, zompando tra tavoli e ribaltando sedie, acquattandosi o saltando come un’anima che squassa un corpo e viceversa. Io l’ho visto. Fin da subito, istintivamente prima, alla prova dei fatti poi, ho intuito che quella forza esplodeva da un marasma creativo assolutamente necessario. Pur facendo la tara degli eccessi giovanili del giovane attore alla prova, Francesco esprimeva un esserci necessario e dirompente del personaggio, non lo stava interpretando, lo stava scrivendo su di sé, e di sé scriveva su Edmund, in un atto artistico che seppure ingenuo, era potente, vero, ammaliante.
Da lì, in Accademia, è nata un’amicizia e una stima che perdura nel tempo, nonostante le lontananze che la vita ci impone. 
L’urgenza espressiva che ci animava, ha portato entrambi alla scrittura e da regista ho diretto il suo primo atto unico, “Week end in città”, un breve apologo giovanile su un gruppo di ragazzi dei quali il più buono, il migliore forse, muore tragicamente: una breve ma intensissima tragedia contemporanea. Da lì, Francesco ha preso il via, scrivendo commedie e drammi, sempre impregnati di attualità, verniciati di leggerezza, ma attagliati alle più profonde risonanze, ricchi di spunti interpretativi, specchi critici delle realtà rappresentate. Passando dal teatro al cinema con esiti sempre positivi, spesso sorprendenti.

Francesco Apolloni è nato e vive a Roma. È regista, attore, scrittore, giornalista e produttore. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’amico, ha proseguito la sua formazione frequentando workshop diretti da Michael Margotta e Bernard Hiller e partecipando ai corsi del The Actors Studio Los Angeles. Ha scritto e diretto numerose commedie per il teatro, scritto e pubblicato romanzi, realizzato documentari, cortometraggi e film come La verità vi prego sull’amore e Fate come noi. Come attore ha lavorato come coprotagonista in due film che hanno ottenuto al botteghino un grandissimo successo, Scusa ma ti chiamo amore e Scusa se ti voglio sposare. Ha partecipato sempre come attore a Third Person per la regia del premio Oscar Paul Haggis, a Per sfortuna che ci sei diretto da Alessio Federici accanto ad Ambra Angiolini e Enrico Brignano e a Tutta colpa di Freud diretto da Paolo Genovese. È apparso sul grande schermo come attore protagonista e sceneggiatore nei film Ovunque tu sarai di Roberto Capucci con Ricky Memphis, Francesco Montanari e Primo Reggiani e in Malati di sesso di Claudio Cicconetti con Gaia Amaral e Fabio Troiano. Ha collaborato come editorialista, giornalista con le più importanti testate giornalistiche italiane. È stato direttore artistico del Terminillo Film Festival.
Pubblicato:
6 ago 2020
ISBN:
9788830624719
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

L'Apolloneide - Francesco Apolloni

Apolloni

L’Apolloneide - La raccolta delle opere teatrali

Albatros

Nuove Voci

Ebook

© 2020 Gruppo Albatros Il Filo S.r.l. | Roma

www.gruppoalbatros.com

ISBN 978-88-306-2471-9

I edizione elettronica agosto 2020

In copertina: Francesco Apolloni e Claudia Gerini. Foto di Carlo Bellincampi

Presentazione di Francesco Randazzo

"Tu sei, Natura, l’unica mia dea;

alla tua legge son solo legati

i miei servigi. Perché dovrei io

acconciarmi a dannate convenzioni

e lasciare ai sofismi delle genti

di privarmi del mio,

solo perché tra mio fratello e me

ci corron dodici o tredici lune?

Perché bastardo? Perché sarei ignobile,

se le mie membra sono ben costrutte,

il mio ingegno altrettanto vivace,

la mia struttura altrettanto verace

che quelli d’un qualsiasi altro rampollo

di un’onesta madama?"

Bisognava vederlo, Francesco Apolloni, ventenne, in Accademia, declamare veemente, con rabbia e passione questi versi di Edmund dal Re Lear di Shakespeare. Non soltanto con gran foga verbale ma anche fisica, zompando tra tavoli e ribaltando sedie, acquattandosi o saltando come un’anima che squassa un corpo e viceversa. Io l’ho visto. Fin da subito, istintivamente prima, alla prova dei fatti poi, ho intuito che quella forza esplodeva da un marasma creativo assolutamente necessario. Pur facendo la tara degli eccessi giovanili del giovane attore alla prova, Francesco esprimeva un esserci necessario e dirompente del personaggio, non lo stava interpretando, lo stava scrivendo su di sé, e di sé scriveva su Edmund, in un atto artistico che seppure ingenuo, era potente, vero, ammaliante.

Da lì, in Accademia, è nata un’amicizia e una stima che perdura nel tempo, nonostante le lontananze che la vita ci impone.

L’urgenza espressiva che ci animava, ha portato entrambi alla scrittura e da regista ho diretto il suo primo atto unico, Week end in città, un breve apologo giovanile su un gruppo di ragazzi dei quali il più buono, il migliore forse, muore tragicamente: una breve ma intensissima tragedia contemporanea. Da lì, Francesco ha preso il via, scrivendo commedie e drammi, sempre impregnati di attualità, verniciati di leggerezza, ma attagliati alle più profonde risonanze, ricchi di spunti interpretativi, specchi critici delle realtà rappresentate. Passando dal teatro al cinema con esiti sempre positivi, spesso sorprendenti.

E sorprendentemente, ci siamo ritrovati insieme nell’allestire uno dei suoi ultimi testi, "Bull. Che ne ho fatto del mio talento? io da regista, lui autore e interprete. In quel monologo paradossale, fantasmatico, divertente e tragico insieme, c’era la tragedia di un uomo vinto, un attore di film porno che rigurgita lo spreco della vita, l’impossibilità dell’amore perfetto, tutto quanto, ad un certo punto della vita ogni uomo si chiede di sé. Nel naturale percorso del tempo vissuto, ci siamo ritrovati a lavorare su questo suo Edmund" invecchiato e deluso, vinto e impazzito, come se stessimo creando un tassello di maturità artistica, sodali nella vita e nell’arte teatrale, combattuti, mai vinti, sempre in lotta, pronti a scacciare i fantasmi della sconfitta, attraverso un personaggio, perfettamente creato da Francesco, sulla carta e sulla scena, il quale attraverso l’eccesso della sua vita, esprime tutto il senso dell’esistenza, nella sua ironica malinconia, nel suo eccesso voyeristico, nel suo delirante delitto contro sé stesso e contro la persona amata. Un lavoro duro, scomodo, politicamente scorretto, apparentemente osceno, scavato nella carta del copione e sul corpo dell’attore, inciso nel sorriso e nello sconcerto e negli applausi commossi del pubblico.

25 ANNI DI LAVORO NEL TEATRO

TRA IMPEGNO SOCIALE, TEMI ATTUALI E INTRATTENIMENTO

Bastano pochi secondi perché rapidamente riaffiorano immagini nitide. L’intelligenza di quell’incontro con Apolloni, ragazzo veloce di pensiero, talentuoso! Lo stupore di leggere una commedia così spietata ma anche, ahimè, così realistica! L’emozione di creare un gruppo, una compagnia in cui ci siamo divertiti un casino! La possibilità di prendere per il culo quella politica che ci disgustava e che continua a farlo… L’amicizia che è nata tra tutti noi compagni d’avventura!.

(Lucrezia Lante della Rovere, attrice in Risiko)

Il momento in cui decidi di interpretare un personaggio simile non sei così consapevole dell’atrocità interiore che dovrai incontrare ogni sera. La determinazione e l’intuizione di Apolloni hanno fatto sì che si rappresentassero, senza filtri linguistici, le meccaniche perverse e alterate di quel gruppo di ragazzi... Francesco Apolloni è stato un regista, attento, meticoloso, esigente, a tratti geniale, ha visto e tirato fuori da me moltissimo.

(Raoul Bova, attore in Animali a sangue freddo)

Angelo e Beatrice è stato uno spettacolo importantissimo per me. L’inizio della mia carriera… Sono molto legata al ricordo dello spettacolo, al teatro off Colosseo, eravamo molto giovani ma Francesco era già molto bravo e preparato nel dirigermi. Ho imparato tanto da questa mia prima esperienza teatrale, ho imparato a modulare la mia voce, a gestire le emozioni, a dialogare con il pubblico e a sentire le vibrazioni di un testo così forte.

(Claudia Gerini, attrice in Angelo e Beatrice)

Francesco Apolloni è nato e vive a Roma. È regista, attore, scrittore, giornalista e produttore. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’amico, ha proseguito la sua formazione frequentando workshop diretti da Michael Margotta e Bernard Hiller e partecipando ai corsi del The Actors Studio Los Angeles. Ha scritto e diretto numerose commedie per il teatro, scritto e pubblicato romanzi, realizzato documentari, cortometraggi e film come La verità vi prego sull’amore e Fate come noi. Come attore ha lavorato come coprotagonista in due film che hanno ottenuto al botteghino un grandissimo successo, Scusa ma ti chiamo amore e Scusa se ti voglio sposare. Ha partecipato sempre come attore a Third Person per la regia del premio Oscar Paul Haggis, a Per sfortuna che ci sei diretto da Alessio Federici accanto ad Ambra Angiolini e Enrico Brignano e a Tutta colpa di Freud diretto da Paolo Genovese. È apparso sul grande schermo come attore protagonista e sceneggiatore nei film Ovunque tu sarai di Roberto Capucci con Ricky Memphis, Francesco Montanari e Primo Reggiani e in Malati di sesso di Claudio Cicconetti con Gaia Amaral e Fabio Troiano. Ha collaborato come editorialista, giornalista con le più importanti testate giornalistiche italiane. È stato direttore artistico del Terminillo Film Festival.

A tutti i miei insegnati e mentori che ho incontrato,

agli attori che hanno partecipato ai miei lavori,

ai registi, produttori e tecnici, che hanno permesso

la messa in scena dei miei testi.

Senza di loro, nulla sarebbe stato possibile…

Premessa

Ho iniziato a scrivere per la scena molto presto appena ammesso come allievo attore all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, perché sentii la totale mancanza di un Teatro che in quel momento raccontasse la mia generazione e il mio paese.

Ho affrontato temi come: i giovani rampanti della politica anni ’90, il caso Pietro Maso, la storia d’amore fra due terroristi negli anni di piombo, un girotondo amoroso di un gruppo di trentenni, un addio al nubilato, un vecchio barone che fagocita il talento di due giovani aspiranti scrittori, lo scontro fra mondi e culture diversi al giorno d’oggi…

L’ho fatto cercando di usare sempre una scrittura graffiante ma che potesse anche intrattenere, non dimenticandomi mai che il teatro è si parola, ma anche azione.

I miei studi accademici in qualche modo hanno influito sulla mia scrittura, perché seppur trattando temi apparentemente molto attuali usando un linguaggio in cui quasi tutti si possono riconoscere, in realtà nelle pieghe di quasi tutti i miei lavori si nasconde la tragicità classica del teatro.

Quando appena ventunenne scrissi Risiko, affresco impietoso di una nuova generazione di giovani politici che sarebbero divenuti la classe dirigente del domani, tutto quello che avevo intuito e raccontato in quel testo purtroppo si è poi verificato; l’Italia è diventata sempre meno meritocratica, povera economicamente e culturalmente. Non è affatto un’esagerazione affermare che il Paese che non difende la propria cultura e i propri talenti è un paese criminale…

Questa mia raccolta racchiude 25 anni di lavoro, quello che sono riuscito a fare, con i mezzi che ho avuto a disposizione, e vuole ricordarmi che nonostante le difficoltà per fortuna c’è sempre la scrittura e il Teatro che ci vendicano della vita.

Avrei potuto affidare questa breve prefazione e alcune brevi riflessioni che precederanno i testi a un critico teatrale, ma sinceramente non ce ne sono rimasti poi molti e i giornali e media in generale non offrono spazi per formarne altri, per cui ho preferito dar voce ad alcuni attori e registi, non per autocelebrarmi ma perché loro sono i migliori testimoni di quello che è stato il mio percorso fino ad oggi.

RISIKO, QUELL’IRREFRENABILE VOGLIA DI POTERE (1992)

Risiko è stato rappresentato in prima assoluta nel 1992 al Teatro Comunale di Todi.

Nel 1993 nel Teatro della Cometa di Roma.

Interpreti: Lucrezia Lante Della Rovere (Claudia), Marianna Morandi (Stella), Alberto Molinari (Alex), Federico Scribani (Simone), Giulio (Francesco Apolloni), Stefamo Militi (Arturo).

Regia: Pino Quartullo

Anno: 1996.

Programma televisivo Rai 2: Palcoscenico, Teatro e Musica per il sabato sera.

Cast: Francesco Apolloni, Lucrezia Lante della Rovere, Alberto Molinari, Stefano Militi, Federico Scribani e Manuela Arcuri.

Risiko seconda edizione è stato rappresentato nel 2017 al Teatro della Cometa Roma.

Interpreti: Andrea Bizzarri (Arturo), Tommaso Cardarelli (Giulio), Guenda Goria (Claudia), Antonio Monsellato (Simone), Luigi Pisani (Alex), Giulia Rupi (Stella).

Regia: Vanessa Gasbarri.

Nell’estate del 1992 poco prima che scoppiassero i partiti e i dinosauri della politica venissero rimossi, Francesco Apolloni scrisse un testo teatrale, Risiko, per raccontare i cuccioli dei mostri, i nuovi rampanti della politica, una nuova generazione che si affaccia al mondo dei malaffari.

Affiancò il gioco del Risiko all’intreccio che si sarebbe sviluppato nelle camere di un albergo/convegno a Fiuggi per la nascita di un nuovo partito, ci mise amore, sesso, alleanze, giochi di potere, non si fece mancare un cadavere ed il successo fu immediato.

Francesco, bello ed audace, intraprendente fresco diplomato dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico aveva intuito due cose importanti: 1) I cuccioli dei politici come i cuccioli dei mafiosi si stavano migliorando, si stavano laureando all’estero e si stavano perfezionando per fare peggio e questo andava raccontato 2) un attore giovane che si immette sul mercato rischia di essere uno dei tanti in un mucchio e quindi bisognava avere una propria progettualità, fare squadra, mettere insieme degli emergenti e farsi notare con scalpore e qualità.

Io ero reduce da un po’ di successi, tipo il mio film Quando eravamo repressi, dove Lucrezia Lante della Rovere brillava e seduceva, quindi fui chiamato come regista, Lu come protagonista femminile. Apolloni convocò altri due attori molto interessanti reduci dal successo Volevamo essere gli U2 di Umberto Marino: Alberto Molinari e Federico Scribani (diplomati al Centro sperimentale di cinematografia). Convocò anche Monica Bellucci che avrebbe dovuto interpretare la ragazza umbra addetta alle pulizie delle camere dell’albergo ma non era abbastanza credibile per il ruolo e optammo per Marianna Morandi (figlia di Gianni), bravissima, fresca diplomata dell’Accademia anche lei, compagna di classe di Francesco. Franco Clavari e il teatro La Cometa abbracciarono il progetto, con lo scenografo Alessandro Chiti pensammo a delle camere bianche, piene di specchi dove sul fondo fluttuavano enormi sagome colorate del Risiko, spalmai sul tutto le meravigliose musiche di Pat Metheny di Secret Story e decisi una cosa importante nella mia vita: che non avrei mai più curato la regia di uno spettacolo in cui uno degli attori era anche l’autore del testo.

Discutemmo molto con Francesco anche divertendoci, perché quando dirigo spettacoli mi diverto e faccio molto divertire gli attori (segreto mutuato dalla lunga esperienza con Gigi Proietti) e devo dire che è stata una delle più belle avventure della mia vita. Con la storia dei cuccioli di mostri della politica facemmo intravedere gli amici di Bobo (Craxi) e facemmo scalpore, avemmo molte copertine di giornali, in particolare ricordo quella che inventai per la rivista King, in cui Lucrezia, vestita da Italia Turrita, ma con una grande scollatura che lasciava intravedere le terga, al centro di una tavola apparecchiata, veniva mangiata/divorata da giovani politici emergenti.

Negli stessi identici giorni nel ’93 in cui loro erano in scena con Risiko al teatro La Cometa di Roma, io ero in scena a Roma con Alessandro Gassman e Stefania Sandrelli (al suo debutto teatrale) con la mia commedia Le faremo tanto male al teatro Palladium (che fino a quel momento non era mai stato usato come teatro), prodotta da David Zard (al suo debutto come produttore teatrale), confortati anche noi da una copertina del Venerdì di Repubblica. Giorni felici.

Potrei snocciolare milioni di aneddoti ma dirò solo che quando dovemmo fare la ripresa video dello spettacolo per la Rai, in seguito all’indisposizione di Marianna, Francesco Apolloni convocò per il ruolo della cameriera burina la giovanissima adolescente imberbe Manuela Arcuri. Non aggiungo altro.

Pino Quartullo

Non ti parla nessuno perché sono invidiosi. Tu sei bravo!.

Così mi racconta Francesco di un giorno in Accademia. Mi sono avvicinata a lui e timidamente gli ho parlato. L’unica, dice lui.

Io non mi ricordo. Però che era bravo, sì, questo lo ricordo. Lo pensavo e avevo ragione.

È stato forse quel mio gesto di stima nei suoi confronti a spingerlo, qualche anno dopo, a chiedermi di essere Stella nella sua commedia Risiko – quell’irrefrenabile voglia di potere.

Ma certo.

Lessi il testo, geniale. Una commedia brillante, cinica e pungente sulla politica. Una stanza d’albergo e quattro rampanti politici pronti a tutto per raggiungere il potere. Scorrettezze e violenze. E poi lei, la cameriera ingenua, ignara, spaventata. La più vicina delle loro vittime.

Io.

Tutto costruito con sapiente ironia e, anche per me, ogni battuta, una risata.

Bravura dell’autore ma che soddisfazione!

Quest’inverno sono tornata a vederlo Risiko: altri noi sul palco, 25 anni dopo, e tutto ancora drammaticamente attuale.

E noi, invece, rincontrarci in platea ad applaudire.

È stato davvero bello rivederlo; ricordare come eravamo e quanto ci siamo divertiti.

È stato bello rivedersi e non accorgersi che sono passati 25 anni.

Era come se ci fossimo visti due giorni fa…

Grazie Francesco, ho ricordato emozioni bellissime. È stato un gran bel viaggio.

Marianna Morandi

Seduta al mio posto, nel tecnologico Frecciarossa, chiudo gli occhi per fare scorrere davanti a me immagini, ricordi, emozioni, divertimenti di quel bellissimo spettacolo che fu Risiko! Quell’irrefrenabile voglia di potere.

Un piccolo breve ritratto di stima, affetto e riconoscenza per quegli amorali che fummo!Bastano pochi secondi perché rapidamente riaffiorano immagini nitide. L’intelligenza di quell’incontro con Apolloni, ragazzo veloce di pensiero, talentuoso! Lo stupore di leggere una commedia così spietata ma anche, ahimè, così realistica! L’emozione di creare un gruppo, una compagnia in cui ci siamo divertiti un casino! La possibilità di prendere per il culo quella politica che ci disgustava e che continua a farlo… L’amicizia che è nata tra tutti noi compagni d’avventura!

E un bacio speciale a Francesco, al suo occhio sempre vispo, con l’amore di sempre.

Lucrezia Lante della Rovere

Scena: l’azione si svolge nell’arco di un intero giorno. La scena rappresenta la stanza di un albergo di lusso, di un paese di provincia dell’Italia centrale, dov’è riunito il movimento giovanile di un partito politico non ben specificato.

Personaggi: hanno tutti fra i 24 e 26 anni, tranne Stella che ne ha solo 17.

ARTURO

cicciottello con una faccia buffa, subisce il fascino di Alex. È sostanzialmente un subalterno. Studia Economia e Commercio alla Luiss. È di origine calabrese.

ALESSANDRO

per gli amici Alex. Figlio di un noto esponente del partito. Studente di Giurisprudenza fuori corso. Segretario del movimento giovanile. È romano.

CLAUDIA

molto carina, lavora nel giornale del partito. Aspira a diventare giornalista televisiva. Da un anno è la ragazza di Simone, prima lo era stata di Giulio.

GIULIO

laureato in Scienze Biologiche. È un vecchio amico di Alex e Simone.

SIMONE

alto elegante, è il mediatore del gruppo. Studia Giurisprudenza. Svolge il servizio militare come ufficiale al ministero.

STELLA

bella e prosperosa ragazza di paese. È la cameriera dell’albergo, una ragazza semplice, studia in una scuola alberghiera. Ha l’accento del suo paese.

PRIMO TEMPO

I SCENA

CAMERA ALEX. MATTINA

Alex si sta vestendo rapidamente, indossa un abito elegante, nel frattempo parla al suo telefonino.

ALEX

Sei sicuro che le Marche stanno con noi?

E a quanti voti ci porta?

ride

Trenta voti?! In gamba, ’sto delegato. Come hai detto che si chiama? Cicciuzzo… ma solo il soprannome sai? Ma il cognome? C’ha ’na pantera su un braccio? Ma che è ’n pirata? Ho capito che nessuno lo conosce… Ma tu non l’hai mai visto in faccia? Porro, allora è compito tuo eh?…

suona il suo secondo telefono cellulare

Guarda che ci faccio affidamento su questi trenta voti… sì, sto alla Camera 421. Aspetta un attimo…

Alex risponde al telefono

Pronto? Sì, ci vediamo dopo.

attacca il primo telefonino

Allora che fa? viene, il Vicesegretario alla Confindustria? Sì. No, non ti preoccupare, ci mando Arturo, è stato suo professore alla Luiss.

suona il telefono della camera

Pronto? Oh guarda che Porro ci ha rimediato 30 voti, eh? Aspetta un attimo. Ci sentiamo dopo, mi raccomando, eh? Ciao

attacca il secondo telefonino; mentre parla, compone un numero dal suo cellulare

Oh, Simone guarda che quest’anno ci stanno almeno una ventina di cammelli… Vediamo di beccarceli ’sti voti.

Sì, tra cinque minuti, ciao!

attacca il telefono dell’albergo, inserisce il vivavoce del cellulare e si infila la giacca

Pronto? Pronto!

VOCE CENTRALINO

Pronto, desidera?

ALEX

Buongiorno, sono il figlio dell’onorevole Masi. Potrei parlare con mio padre?

VOCE CENTRALINO

Un attimo, prego.

ALEX

Grazie…

alcuni secondi di attesa, si sente un pezzo di musica classica

VOCE SEGRETARIA

Buongiorno Alessandro.

ALEX

Buongiorno Ilaria, c’è papà?

VOCE SEGRETARIA

Un attimo, sì, è occupato sull’altra linea.

ALEX

Ah, ho capito, va.

Alex entra in bagno

entra la cameriera

VOCE PADRE ALEX

Pronto?

STELLA

Permesso?

VOCE PADRE ALEX

Pronto?

STELLA

Permesso?

VOCE PADRE ALEX

Pronto, ma chi è?

STELLA

So’ la cameriera…

VOCE PADRE ALEX

Ma chi è?

STELLA

So… la cameriera, so venuta a portà ’a colazione. Poggio qui?

Alex esce dal bagno

ALEX

Ma che fa, parla con mio padre? Poggi pure lì, ciao papà, come stai?

VOCE PADRE ALEX

Ah ciao, sei tu, ma che fai?

ALEX

Niente, niente…

VOCE PADRE ALEX

E come sta andando il congresso?

ALEX

Tutto a posto, come da copione, sarò rieletto segretario.

VOCE PADRE DI ALEX

Bravo.

ALEX (a Stella)

Aspetti.

Forse perdiamo qualche voto, però abbiamo la maggioranza.

Alex dà un biglietto da 10.000 lire a Stella

STELLA

Grazie.

VOCE PADRE ALEX

Ma di che?

ALEX

Niente, niente. Senti papà, domani vieni col ministro…

VOCE PADRE ALEX

Sì, non ti preoccupare.

ALEX

Senti, sono molto in ansia per Susy… come sta?

VOCE PADRE ALEX

Non troppo bene, l’ho fatta visitare.

ALEX

Cos’ha?

VOCE PADRE ALEX

Una grave infiammazione alla coscia.

ALEX

Cazzo, non ci voleva.

VOCE PADRE ALEX

Purtroppo sai, sono cose che succedono, deve stare ferma per due o tre mesi, bisogna avere pazienza.

ALEX

Povera Susy. La corsa è la sua vita!

VOCE PADRE ALEX

Dai, non ti preoccupare, c’è Apache, lo sai che anche lui è un buon cavallo.

ALEX

Sì, però ha fatto due corse da brocco, se perde, questa volta, giuro che l’ammazzo a calci.

VOCE PADRE ALEX

Stai tranquillo.

ALEX

Mi raccomando, dì a Tony di non scordarsi di dare le vitamine a tutti i cavalli! Ora papà ti lascio che devo scappare.

sta per uscire

VOCE PADRE ALEX

Fammi la cortesia, dì tu a tua madre che il prossimo weekend sto’ fuori.

ALEX

Impegni di lavoro?

VOCE PADRE ALEX

Tu non fare lo spiritoso. Guarda che lo so che stai corteggiando una mia carissima amica.

ALEX

Ho un debole per certe donne.

VOCE PADRE ALEX

Mi raccomando, debole, mettiti il profilattico, che quella è una che l’ha data a mezzo circolo.

pausa

Anzi mettine due, ciao.

ALEX

Ciao…

buio

II SCENA

CAMERA SIMONE E ARTURO. MATTINA.

Su un tavolino, ben visibile, c’è aperto il cartellone del gioco del Risiko, con una partita evidentemente già iniziata, visto che i concorrenti delle quattro armate (ognuna di un colore diverso) sono distribuiti sopra i vari territori. Il comodino con il gioco del Risiko sarà sempre presente durante tutta la commedia. Arturo si sta vestendo, indossa lo stesso identico abito di Alex, ma abbina colori diversi; Simone è già vestito, è elegante, ha un tocco di estrosità che rende singolare il suo abbigliamento.

SIMONE

Senti, fammi un favore…

ARTURO

Cioè?

SIMONE

Fammi da segretario.

ARTURO

Segretario?

SIMONE

Sì, c’è una delegata bolognese, una cammella, che mi sto martellando, ha un’ottima personalità…

facendo un gesto per indicare che ha delle gran belle tette

Prima della fine del congresso me la devo…

fa un fischio e con un gesto della mano indica che se la farà… compone un numero dal telefono della camera

e chiudo la pratica. Dai, che questa ci passa pure i voti, fai da segretario.

ARTURO

Unisci l’utile al dilettevole.

SIMONE

Ma che dilettevole… è un mostro, porta ancora l’apparecchio ai denti. Mi sacrifico per il partito.

ARTURO

Ma Claudia?

SIMONE

Occhio non vede cuore non duole. Dai. Dai…

ARTURO

Ma come si chiama?

SIMONE

Giuseppina.

ARTURO

Giuseppina?

SIMONE

Sì!

ARTURO

Che cazzo di nome… Ehm… Buongiorno, posso parlare con la signorina Giuseppina?

pausa

Giuseppina chi?

SIMONE

Oddio, non me lo ricordo.

ARTURO

Come non te lo ricordi? Un attimo prego, che stiamo controllando sull’archivio del computer.

SIMONE

Di’ Giuseppina la bolognese.

ARTURO

Che è una cotoletta? Giuseppina di… Bologna… No di Bologna non è il cognome… Volevo dire Giuseppina la bolognese.

SIMONE

Quando l’ho detto io?

ARTURO

Va bene, grazie.

SIMONE

Fai la musichetta.

ARTURO

Come la musichetta?!

SIMONE

La musica d’attesa.

ARTURO

Scusa ma la musichetta la devono mettere loro: ho chiamato io. Buongiorno… signorina Giuseppina? Ah, non c’è? Ma con chi parlo? Stefano Toro!

SIMONE

Stefano Toro, e chi cazzo è?

ARTURO

Ah, lei è il ragazzo di Giuseppina Manieri.

SIMONE

Il ragazzo?!

ARTURO

Io sono il segretario del dr. Simone Corsini.

SIMONE

Ma che gli dici il mio nome al ragazzo?

ARTURO

Ah, lo conosce… sì, adesso glielo passo.

SIMONE

Ma che fai me lo passi pure?!… Buongiorno, Toro, sono il dr. Corsini, stiamo facendo un sondaggio Doxa fra i delegati, per fare una previsione di quello che sarà l’andamento del congresso…

ad Arturo

Ti spacco la testa!…

Sì, io sono Corsini…

Arturo lascia i carroarmati…

Sì, io sono alto… e magro sì…

Occhi chiari… perché? No guardi che si sbaglia.

entra Alex

ALEX

Oh, allora?

SIMONE

Le assicuro che io non le ho fatto mai delle avance.

ALEX

Arturo, metti a posto i carrarmati che c’ho tutto segnato sul computer. Oh, allora ragazzi, dai!

SIMONE

Sta usando nei miei confronti delle parole eccessive… scusi…

e certo, testicolo, mi sembra fuori luogo.

ARTURO

Cercavo di capire il tuo obiettivo, visto che stravinci.

ALEX

Simone, è tardi. Ci diamo una mossa?

SIMONE

al telefono

Un attimo, c’è il mio segretario che mi sta dicendo una cosa.

ad Arturo

Tirati giù i pantaloni. Che adesso arrivo.

ALEX

Segretario… cazzo dice?

ARTURO

Parla di una cammella bolognese che ha un’ottima personalità.

ALEX

Bravo, vedo che già ti sei messo al lavoro.

SIMONE

ad Alex

Giusto per te, scoparsi questa è come scoparsi una scimmia.

al telefono

No, la prego… non apra pure il capitolo su mia madre…

ALEX

Arturo, come siamo messi con i delegati della Calabria?

ARTURO

Sono fedelissimi, stanno con noi.

ALEX

Sicilia e Puglia?

ARTURO

Ieri sera ho cenato con il segretario regionale della Sicilia, ci appoggerà anche questa volta. Però gli ho dovuto promettere un posto nel Consiglio.

ALEX

Hai fatto bene, poi ci parlo io…

SIMONE

D’accordo… Mediterò a lungo su questo che lei mi ha detto… Mi scusi, ma ora devo lasciarla, ho una riunione in corso.

attacca il telefono

Arturo, stai ancora con i pantaloni tirati su?

ARTURO

Scusa ma ti conosceva, ti voleva.

SIMONE

Mi passa il ragazzo il deficiente.

ALEX

Con quello pugliese?

ARTURO

Ci parlo oggi.

SIMONE

Lasciamo perdere.

ALEX

Mi raccomando, Arturo, fai l’impossibile. Oggi pomeriggio devi anche andare a ricevere il vice segretario della Confindustria Simone, con ’sta cammella la pratica orale è già stata archiviata?

SIMONE

Quella orale vorrei evitarla.

ARTURO

Giuseppina ha ancora l’apparecchio ai denti.

SIMONE

Diciamo che ho aperto la pratica, e vorrei continuare ad aprirla in diverse direzioni… dico, questo consideralo un voto sicuro. Adesso che l’ho conosciuto questo Stefano Toro, la cosa più stimolante è farlo cornuto.

ALEX

Cornuto di nome e di fatto…

pausa. Si avviano tutti verso la porta

Arturo, ma come ti sei vestito?

ARTURO

Perché?

ALEX

Hai i calzini bianchi?!

Arturo rimane immobile guardando i suoi calzini con una faccia da ebete

ARTURO

Come la camicia…

ALEX

I calzini sono blu, neri o grigi. Altri colori non esistono.

ARTURO

Ma allora Simone che ha i calzini a righe?

Simone mostra i suoi stravaganti calzini, bianchi con tante strisce nere orizzontali

SIMONE

lo non seguo la moda, io sono la moda.

ALEX

Lui è un marchese, è un aristofreak, gli è permesso tutto.

SIMONE

Arturo, Arturo, tu non capirai mai il senso della vita.

ARTURO

Il senso della vita? Ma che c’entrano i calzini?

buio

III SCENA

CAMERA DI CLAUDIA. MATTINA.

Claudia è sola, si sta finendo di preparare. Si siede sul letto, accende il suo computer portatile.

entra Simone

SIMONE

Dai, amore, Alex e gli altri ci aspettano giù.

CLAUDIA

Dalle consultazioni che abbiamo fatto possiamo contare sulla

maggioranza. Alex sarà eletto segretario.

SIMONE

Ma hai contato i voti?

CLAUDIA

Possiamo dare per sicure Lazio, Sicilia, Toscana e Piemonte.

SIMONE

Hai parlato con Finazzi… quello milanese?

CLAUDIA

C’ho messo poco a convincerlo.

SIMONE

Sì, me lo immagino.

CLAUDIA

A proposito, Alex ha sentito il segretario regionale delle Marche?

SIMONE

Ah sì, ha parlato con Porro, c’è un delegato, un certo Cicciuzzo.

CLAUDIA

Cicciuzzo?

SIMONE

Sì, è il soprannome, pensa che ha una pantera tatuata su un braccio, dice che porta trenta voti.

CLAUDIA

Trenta voti?! E le deleghe ve le ha già date?

SIMONE

Tranquilla, è sicuro! Porro ci ha garantito che questo Cicciuzzo ha in mano tutti e trenta i certificati di voto dei delegati.

CLAUDIA

+ 7 + 4 + 291 che avevamo + 30 delle Marche sono 348 voti.

SIMONE

La maggioranza è 301.

CLAUDIA

Siamo sopra di 47.

SIMONE

No, 48.

CLAUDIA

No, 47.

SIMONE

Sì, ma segnane uno di più.

CLAUDIA

Sei sicuro?

SIMONE

Quasi sicuro.

CLAUDIA

Come, quasi? La delega te l’ha data?

SIMONE

Ancora non me l’ha data… però… stasera penso di concludere tutto.

CLAUDIA

Va bene, 349 voti. Ah, l’unico neo è Giovanni Costa… Costa e la sua corrente saranno riconfermati nel consiglio direttivo, si candiderà a segretario e darà battaglia.

SIMONE

Che fesso, non ha ancora capito che nella commissione elettorale non verrà mai sostenuto. Quand’è il turno di Arturo alla presidenza?

CLAUDIA

Oggi.

SIMONE

Allora è necessario che Arturo dirotti tutti gli interventi della corrente di Costa alla fine del dibattito, mezzogiorno, l’una, quando tutti sono saturi e affamati. Prima che parli facciamo scoppiare una lite nell’altra stanza, così i delegati si alzano e se ne vanno.

CLAUDIA

Figurati se molla, quello. Si sposta col banchetto nell’altra stanza.

si avvicinano alla porta per uscire

SIMONE

Fidati, vedrai che funziona; mi fanno male gli occhi.

CLAUDIA

Devi smetterla di portare quegli occhiali finti.

SIMONE

Non sono più credibile con gli occhiali?

CLAUDIA

Sì, ma li tieni sempre sulla fronte, prova a tenerli sulla punta.

SIMONE

Sì, così sembro Geppetto. Su, andiamo, Alex e gli altri ci aspettano giù.

CLAUDIA

Ma che profumo hai?

SIMONE

Ti piace?

CLAUDIA

Sì. Krizia uomo?

SIMONE

No.

CLAUDIA

Arrogance uomo?

SIMONE

No.

CLAUDIA

Versace uomo?

SIMONE

No.

CLAUDIA

Ho capito, Passion di Elisabeth Taylor.

SIMONE

Elisabeth Taylor?! Non sapevo che facesse anche profumi…

CLAUDIA

Ma allora qual è?

SIMONE

Egoist, Chanel.

buio

IV SCENA

CAMERA DI ALEX. TARDA MATTINATA.

Alex Claudia e Simone entrano. Alex sta parlando al suo cellulare.

ALEX

Ma allora siete proprio degli stronzi, ma non avete visto che figura da cazzone ha fatto Costa ’sta mattina, praticamente ha parlato ai muri.

Claudia e Simone ridacchiano

CLAUDIA

Tu non hai visto la sua faccia quando fuori è scoppiata la rissa, lui parlava, parlava e intanto i delegati uscivano.

ALEX

Diglielo agli amici della Liguria.

SIMONE

L’onesto del partito… Avrei pagato per vederlo.

ALEX

Puntare su di lui, è come puntare su un brocco.

CLAUDIA

Eravamo in sette in sala. Costa è sceso dal palco, quasi coi lacrimoni si è avvicinato e mi ha detto… uno a zero per voi.

ALEX

D’accordo, ci sentiamo più tardi.

CLAUDIA

Ma è vero che Arturo nella rissa ha preso un pugno?

SIMONE

Le cose vanno fatte bene.

ALEX

Ottimo lavoro, ragazzi.

entra Arturo con una borsa di ghiaccio sull’occhio

Arturo, ma che ti sei fatto?

ARTURO

Chiedilo a Simone che mi sono fatto…

SIMONE

Scusa mi è partita la mano.

ARTURO

Ho visto che ti è partita… però avevamo detto che si faceva finta.

SIMONE

Sì, ma la rissa doveva essere credibile.

ARTURO

E proprio con me doveva essere credibile?

ALEX

L’importante è il risultato… Ho appena parlato con quella spia di Musso, stanno facendo una riunione nella 215. Costa se la sta vedendo male…

CLAUDIA

Abbiamo 348 voti!

Claudia apre il computer

SIMONE

349.

CLAUDIA

Sì, 349.

ALEX

Voglio schiacciarlo quello stronzo di Costa.

ARTURO

Non mi ricordo più, a che ora devo andare a ricevere il Vice segretario della Confindustria?

ALEX

Alle quattro. Quanti sono i delegati che vorrebbero entrare alla Luiss quest’anno?

ARTURO

Cinque. Gli ho già assicurato che gli daremo una mano.

CLAUDIA

Cinque,

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