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Magia applicata

Magia applicata

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Magia applicata

Lunghezza:
148 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
3 ago 2020
ISBN:
9788899863425
Formato:
Libro

Descrizione

L’esistenza va oltre quanto percepiscono i nostri cinque sensi e ognuno può accedere ai piani invisibili dell’esistenza, per entrare in armonia con le grandi Forze Cosmiche. La celebre esperta di magia inglese accompagna questo suo principio fondamentale con spiegazioni su come uscire dal piano materiale, chi sono gli spiriti disincarnati, gli elementali e gli angeli, come difendersi dalla magia nera, come crearsi una personalità magica, cosa comportano i viaggi nell’astrale e molti altri temi ancora. Contiene anche il famoso glossario esoterico della Fortune. La prefazione è di Gareth Knight.
Editore:
Pubblicato:
3 ago 2020
ISBN:
9788899863425
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Dion Fortune (born Violet Mary Firth, 1890–1946), founder of the Society of the Inner Light, is recognized as one of the most luminous figures of 20th-century esoteric thought. A prolific writer, pioneer psychologist, powerful psychic, and spiritualist, she dedicated her life to the revival of the Western Mystery Tradition. She was also a member of the Order of the Golden Dawn, whose members included A. E. Waite, Aleister Crowley, and W. B. Yeats.


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Anteprima del libro

Magia applicata - Dion Fortune

DION FORTUNE

Magia applicata

Venexia 

TITOLO ORIGINALE: 

Applied magic

Traduzione di: 

Bianca Ferri

Immagine di copertina e illustrazioni:

J. W. Waterhouse (1849-1917)

Copyright testo © 1962 Society of the Inner Light

Copyright introduzione© 2000 Samud Weiser, Inc. 

©2004 Copyright by Venexia

Via Erodoto, 36

00124 Roma

www.venexia.it

Introduzione 

Magia Applicata nasce come una raccolta di articoli tratti dall’Inner Light Magazine di Dion Fortune, pubblicati da ottobre 1927 ad agosto 1940. 

Questa rivista era quasi interamente scritta dalla Fortune e fu lì che furono inizialmente stampati alcuni dei suoi capolavori, tra cui La Cabala Mistica, e articoli più brevi, ma non meno importanti, che meritavano di essere raccolti in un libro. 

L’approccio di Dion Fortune all’occultismo era di tipo molto pratico e, come spiega nel capitolo La via occulta, frutto diretto delle sue esperienze. L’autrice aveva scarso interesse per le forme di misticismo autopunitive, che vedono il mondo come un’arena dalla quale fuggire, e inoltre evitava il più possibile gli intellettuali che affollavano la scena esoterica del suo tempo. Trovava irrimediabilmente noiose le conferenze pomeridiane che abbandonò ben presto in quanto affollate solo da gentili e inefficaci signori abbienti, la cui specie si oggi è estinta a causa delle mutate condizioni finanziarie generali, ma i cui atteggiamenti sono tuttora presenti in una parte della nostra società.

Per l’autrice, un vero Maestro era colui che cercava di ottenere il dominio su ogni aspetto del creato, ma il percorso che lei identificava per arrivare a tale stato di perfezione non era raggiungibile, ritraendosi dalla vita quanto piuttosto vivendola in maniera ancora più intensa. In tal modo, quello che lei definisce il Sentiero del Focolare comprende le responsabilità della vita familiare ed è una solida ed efficace parte dell’addestramento di qualsiasi iniziato.

Dion Fortune riteneva che alcuni personaggi storici avessero la piena dignità di un Maestro proprio per il loro coinvolgimento nella vita quotidiana. Tra questi citava Socrate, uomo dalla grande saggezza non astratta; Thomas Erskine, avvocato e campione dei diritti individuali e di quelli degli animali; David Carstairs, un giovane borghese che dedicò la sua vita all’assistenza dell’infanzia prima di morire nella I Guerra Mondiale, ed altri ancora. Nessuno di questi personaggi era di certo un guru ascetico o un eremita.

Se si desidera comprendere le aspirazioni esoteriche della maggior parte delle persone, è di fondamentale importanza arrivare a capirne le motivazioni; per la Fortune la motivazione peggiore era quella di intraprendere un percorso occulto unicamente per sfuggire dai problemi della vita quotidiana.

Il capitolo Alcune applicazioni pratiche dell’occultismo riassume l’addestramento necessario per avviarsi su tale percorso. Fortunatamente, tutti i veli di segretezza che esistevano nel suo periodo oggi non sono più attuali e il merito va a persone come lei o Israel Regardie, di cui parla nella sezione L’occultismo oggi. La Fortune fece sempre esperienza diretta di tutti gli insegnamenti esoterici che descrive e, durante varie fasi della sua vita, partecipò anche ai movimenti spiritualisti e alla Christian Science.

I suoi genitori furono membri della chiesa della Christian Science e sua madre, Jennie Firth, era una nota guaritrice, registrata come tale dalla sua chiesa. Dion Fortune non assorbì molti dei loro insegnamenti; anzi avvenne piuttosto il contrario perché nel 1922 la famiglia Firth abbandonò la Christian Science e si dedicò a movimenti che promulgavano vita e cibi naturali, tra cui la soia quale alternativa vegetariana ai latticini, il tutto con l’apporto medianico della figlia che stava sviluppando tali capacità.

Esistono molti atti tra il 1929 e il 1930 che parlano delle capacità medianiche di Dion Fortune e di come lei fosse già convinta di operare diversamente dagli altri spiritualisti, causando scalpore tra i medium più tradizionali. Le sue critiche andavano principalmente al loro modo di richiamare indiscriminatamente i defunti e di agire senza un minimo di precauzioni di buon senso.

Dion Fortune si interessò anche al movimento del New Thought che ebbe grande successo nel periodo tra le grandi guerre. Il New Thought promulgava varie forme di pensiero positivo, le cui applicazioni spaziavano da semplici tecniche di vendita alla guarigione per autosuggestione. Anche Israel Regardie seguì per un periodo questo filone e nei suoi scritti incluse molte di queste pratiche con quelle più occulte, così come narra nel suo libretto The Art of True Healing del 1937. 

Dion Fortune riteneva che i metodi empirici di autosuggestione fossero una base buona ma non sufficientemente efficace, in quanto priva del sottostrato di filosofia esoterica per lei indispensabile. Alcuni degli argomenti fondamentali mancanti erano le implicazioni della reincarnazione e del karma, nonché il progresso e la manifestazione dell’anima nei vari piani oltre quello fisico. A questa conoscenza era possibile arrivare attraverso la pratica della meditazione, possibilmente con l’ausilio del simbolismo cabalistico e dei rituali magici.

Come spiega nel capitolo La mente di gruppo, questi simboli e rituali comprendono delle considerazioni tecniche che non dovrebbero rimanere confinate in una loggia occulta e sono fondamentali per capire molti dei conflitti umani, tra cui il razzismo, i conflitti religiosi, la xenofobia e la violenza della folla, nonché alcuni elementi positivi quali il patriottismo, l’orgoglio civico o aziendale, le esperienze estetiche d’arte nei concerti o a teatro e così via.

L’autrice cita spesso Trotter, in particolare nelle critiche che muove a Freud. Aiutare un paziente ad adattarsi meglio alla società non significa necessariamente curarlo quanto piuttosto trasmettergli le neurosi della società. Trotter era un famoso biologo che fu completamente ignorato dagli psicologi moderni. Il suo libro, Instincts of the Herd in Peace and War, ebbe grande successo dopo la I Guerra Mondiale soprattutto per la sua analisi della mente di gruppo tedesca, ma fu poi dimenticato e devo ammettere che oggi non vale la pena riesumare i suoi testi solo per i loro contenuti esoterici.

Nella sezione Psicologia del rituale, Dion Fortune affronta nuovamente il tema della mente di gruppo analizzando come questa riesca a creare spontaneamente delle dinamiche occulte. In questo capitolo, così come nella parte finale della Mente di gruppo, fornisce inoltre un ottimo sommario su quanto costituisce un cerimoniale.

Il Circuito della forza riassume invece un argomento centrale alla sua attività, lo studio dell’energia sottile. Tra febbraio 1939 ad agosto 1940 scrisse svariati articoli su questo tema, nei quali cita spesso Jane Harrison, una notevole donna vittoriana che si fece strada in un mondo accademico classico esclusivamente maschile con teorie rivoluzionarie sulle radici orfiche e dionisiache delle antiche religioni greche. Il suo libro, Prolegomeni allo studio della religione greca, pubblicato nel 1903 è tuttora in stampa ed ebbe molta influenza su Dion Fortune che ne adattò delle parti per descrivere il Rito di Iside di cui parla nella Sacerdotessa del mare (1) , e quale base per le sue esibizioni pubbliche nella chiesa sconsacrata di Belfry nella West Halkin Street a Londra.

L’interesse della Fortune per i Tantra deriva dalla sua feconda associazione con l’accademico Bernard Bromage, di cui seguì i corsi parauniversitari nel 1936 insieme al marito. Ne divenne l’allieva più rinomata e nel 1937 tennero insieme una serie di conferenze su occultismo e letteratura alle quali parteciparono molti personaggi famosi dell’epoca. Bromage aveva tradotto molti testi tantrici dall’hindi che la Fortune trovò interessantissimi, spingendola a fare paralleli con alcune teorie occidentali, tra cui le discreditate teorie sul magnetismo animale. La Society of the Inner Light  (2) oggi mostra un certo nervosismo riguardo agli articoli sul Circuito della Forza ed è solo grazie all’apertura di W. K. Creasey che questa sezione è entrata a far parte di questo libro.

I tre tipi di realtà è un articolo che risente dell’influenza del suo primo maestro, Theodore Moriarty, i cui contenuti possono essere fatti risalire alle dottrine di H. P. Blavatsky. L’autrice descrive la realtà più vicina a quella terrestre con tutti i vari abitanti dell’invisibile, umani e non umani. Quelli umani comprendono le anime defunte, insieme ai fantasmi dei viventi, mentre quelli non umani includono gli angeli e gli elementali. I non umani sono definiti come ogni tipo di intelligenza cosciente al momento non incarnata in un corpo umano. Questa definizione comprende anche gli spiriti umani di livello più elevato, noti come i Maestri o gli Adepti dei Piani Interiori. Per la Fortune, la capacità di stabilire questo tipo di contatto differenzia il lavoro dell’occultista da quello dello spiritualista. In altre parole, lo spiritualista entra in contatto con la personalità di una persona morta da poco, prima che la sua personalità proceda nel cammino verso quanto è noto in termini esoterici come la Seconda Morte.

Secondo gli insegnamenti esoterici seguiti dalla Fortune, lo spirito del defunto può successivamente proiettare un’altra personalità rinascendo nel mondo fisico o rimanere concentrato all’interno del Sé Superiore in un piano più alto. Il Sé Superiore è la somma di tutte le esperienze evolutive accumulate durante le vite precedenti ed è la forma che prendono le Guide, gli Iniziati e tutti i vari gradi di Maestri o Adepti dei Piani Interiori, capaci di operare consciamente in tal modo tra le varie incarnazioni fisiche. Diversamente da altri, Dion Fortune afferma anche che il tipo di addestramento che un occultista segue gli proibisce di prendere contatto con i livelli più bassi dei morti viventi. Questo è il compito del movimento spiritualista, la cui missione è di dimostrare al grande pubblico l’esistenza della vita oltre la morte, mentre il lavoro dell’occultista è di tipo più specializzato e ritirato.

La capacità di contattare i tipi più

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