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I Mozart, come erano - Volume 1: Una famiglia alla conquista dell'Europa

I Mozart, come erano - Volume 1: Una famiglia alla conquista dell'Europa

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I Mozart, come erano - Volume 1: Una famiglia alla conquista dell'Europa

valutazioni:
3/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
399 pagine
5 ore
Editore:
Pubblicato:
30 lug 2020
ISBN:
9788835872450
Formato:
Libro

Descrizione

In un secolo dominato da sovrani assolutistici e aristocratici prepotenti  la famiglia Mozart attraversa l'Europa alla ricerca di una consacrazione artistica e di un impiego prestigioso. Basteranno l'ambizione del padre Leopold e la genialità del figlio Wolfgang per raggiungere l'obiettivo? Il racconto della loro vita nei viaggi europei fino ai tre viaggi in Italia, seguendoli passo passo, per conoscerli e per capirli.
Editore:
Pubblicato:
30 lug 2020
ISBN:
9788835872450
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

I Mozart, come erano - Volume 1 - Diego Minoia

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I Mozart, come erano

Diego Minoia

I Mozart, come erano

Una famiglia alla conquista dell'Europa

I viaggi, la musica, gli incontri, le curiosità

Il contesto storico-sociale, la famiglia,

l’infanzia e l’adolescenza di Wolfgang Amadeus

Volume 1

(1747 - 1763)

www.diegominoia.it

Tutti i diritti riservati

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il consenso scritto dell’autore

Copyright © Diego Minoia 2020

www.diegominoia.it

info@diegominoia.it

ISBN 979-12-200-6604-4

Designer copertina: Marta Colosio

Diego Minoia

I Mozart, com’erano

Una famiglia alla conquista dell'Europa

I viaggi, la musica, gli incontri, le curiosità

Piano dell’opera

Volume 1

1^ parte: Salisburgo e la famiglia Mozart

Salisburgo - I Principi-Vescovi - Curiosità salisburghesi - La musica alla Corte dei Principi-Vescovi - I musicisti della Corte salisburghese - La famiglia Mozart (la madre, la sorella, il padre, Wolfgang) - Il posto di Wolfgang nella Storia della Musica - La vita dei Mozart a Salisburgo - I guadagni dei Mozart - Il catalogo delle composizioni mozartiane

2^ parte: Pensiero, cultura e società nel '700

La situazione geo-politica verso la metà del secolo XVIII - L'Illuminismo - La società ai tempi dei Mozart - Teatro, potere e società - Il teatro e gli impresari - Le dediche e i guadagni di compositori e librettisti - I castrati - Musicisti protetti, prestati, rubati - La musica nel '700 - Il ruolo del musicista nella seconda metà del '700 - Il melodramma - La Chiesa e la musica - Evoluzione e perfezionamento degli strumenti musicali nel '700

3^ parte: La vita quotidiana ai tempi dei Mozart

La casa nell'Europa del '700 - Il paniere o guardinfante - Conservatori e Ospedali dei poveri - Il bucato - Il ghiaccio - Il cibo e l'evoluzione del gusto - Artisti e ruolo sociale - Altri vezzi e curiosità: animali domestici, Il Grand habit à la Française - Parigi, il faro delle mode - Il gossip e i salotti aristocratici - Il male oscuro - I salotti di Parigi - Il sesso -

4^ parte: I Mozart prima dei viaggi europei

Dal 1755 al 1762: Leopold Mozart, la Scuola di violino e la formazione dei fanciulli prodigio - L'epistolario mozartiano - Le lettere del 1755/1756 - Leopold Mozart: un po' Autore, un po' commerciante - Le lettere all'editore Lotter di Augusta - La produzione della carta fino al '700 - Lo stratagemma di Leopold - La Fiera - L'editoria nel '700 e il Diritto d'Autore - Le copiature di Leopold - Le tasse nel secolo XVIII - La formazione musicale di Nannerl e Wolfgang a Salisburgo - Le prime composizioni di Wolfgang

5^ parte: I primi viaggi

Viaggiare nel secolo XVIII: le strade, le Guide, le locande, i pericoli - Un po' di Storia del servizio postale fino all'epoca dei Mozart - I primi viaggi: Monaco e Vienna - Vienna, la Capitale dell'Impero - Curiosità - Epistolario da Vienna - Gli abiti nel secolo XVIII - Le Accademie e la musica a Corte - Il commercio e la diversificazione dei consumi - L'arredamento - Cosa facevano Wolfgang e Nannerl durante le esibizioni? - Le testimonianze di Leopold e di altri presenti - Il fenomeno dei fanciulli prodigio nel secolo XVIII

6^ parte: I Mozart e il Grand Tour europeo/1 - Germania e Paesi Bassi, Parigi Cos'era il Grand Tour? - Il Grand Tour al contrario dei Mozart - Le tappe del viaggio: Salisburgo, Monaco, Augusta, Ulm, Ludwigsburg, Bruchsal, Schwetzingen, Heidelberg, Mannheim, Worms, Magonza, Francoforte, Magonza, Coblenza, Bonn, Colonia, Aquisgrana, Liegi, Tirlemont, Lovanio, Bruxelles, Mons, Bonavis, Gournay, Parigi

Volume 2

7^ parte: I Mozart e il Grand Tour europeo/2

Parigi: incontri, speranze, regali, successi, curiosità. Le composizioni parigine di Wolfgang.

8^ parte: I Mozart e il Grand Tour europeo/3 - Londra

Londra: un mondo nuovo, incontri musicali formativi, strategie di marketing e crisi di governo. Le composizioni londinesi di Wolfgang.

9^ parte: I Mozart e il Grand Tour europeo/4 - Il lungo ritorno

Calais, Dunkerque, Lille, Gand, Anversa, Rotterdam, L'Aja, Amsterdam, L'Aja, Haarlem, Amsterdam, Utrecht, Anversa, Bruxelles, Valenciennes, Cambrai, Parigi, Digione, Lione, Ginevra, Losanna, Berna, Zurigo, Winterthur, Sciaffusa, Donaueschingen, Dillingen, Augusta, Monaco, Salisburgo

10^ parte: Salisburgo / Vienna / Salisburgo

Il rientro nella quotidianità salisburghese, il periodo di sedimentazione e di accrescimento degli apprendimenti musicali di Wolfgang, il secondo viaggio a Vienna, l'ulteriore periodo di studi salisburghesi preparatorio ai viaggi in Italia.

Intermezzo

Il Grand Tour in Italia nel secolo XVIII, le opinioni e i diari di altri viaggiatori del Grand Tour, L'Europa e l’Italia nella seconda metà del secolo XVIII

11^ parte: Primo viaggio in Italia

Salisburgo, Innsbruck, Bolzano, Rovereto, Verona, Mantova, Milano, Lodi, Parma, Bologna, Firenze, Roma, Sessa Aurunca, Capua, Napoli, Roma, Civita Castellana, Terni, Spoleto, Foligno, Loreto, Senigallia, Pesaro, Rimini, Imola, Bologna, Parma, Piacenza, Milano, Torino, Milano, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Padova,Vicenza, Verona, Rovereto, Bressanone, Innsbruck, Salisburgo

12^ parte: Secondo viaggio in Italia

A Milano per la composizione della Serenata teatrale Ascanio in Alba, di nuovo a Salisburgo

13^ parte: Terzo viaggio in Italia

A Milano per la composizione dell’opera Lucio Silla, a Salisburgo al servizio della Corte

14^ parte: Vienna e Monaco

Tentativi infruttuosi a Vienna - La finta giardiniera a Monaco – Il mesto rientro a Salisburgo – Il licenziamento dei Mozart – La separazione tra Leopold e Wolfgang – Partenza di Wolfgang con la madre per cercare fortuna altrove

Avviso per il lettore: nel libro sono presenti parti con sfondo grigio. Si tratta di informazioni e approfondimenti che completano la trattazione ed ampliano la comprensione sugli argomenti immediatamente prima trattati. Pur essendo lecito saltarle per non interrompere la lettura delle vicende strettamente legate alla famiglia Mozart (ritornandoci magari in altro momento), mi auguro che vengano apprezzate come contributo a inserire ogni situazione narrata nel suo contesto storico e sociale.

Presentazione

Perché questo libro? Perché non c’era! Ho cercato per anni un libro sulla famiglia Mozart con queste caratteristiche. Non avendolo trovato, come ho sempre fatto con i miei libri, l’ho scritto io. Di pubblicazioni su Mozart se ne possono trovare a decine, alcune con la sola biografia di Amadeus, altre con dettagliate e tecniche analisi musicali delle sue composizioni, altre ancora con un misto di biografia e analisi musicale.

Questo libro è diverso da tutti gli altri, il lettore se ne accorgerà fin dalle prime pagine. Per cominciare si occupa dell’intera famiglia Mozart, non solo di Wolfgang. Poi non contiene analisi musicali delle composizioni e la biografia è ricostruita in gran parte estraendo le informazioni dalla fonte più diretta e autorevole: l’epistolario mozartiano. Infine è ricchissimo di argomenti non presenti nelle altre pubblicazioni sui Mozart: informazioni sulla loro epoca, sul modo di pensare e di vivere, curiosità su eventi e situazioni che li videro protagonisti ecc.

Con questo lavoro vorrei fornire uno strumento nuovo, meno specialistico e di certo non musicologico, ma più ricco di informazioni e spunti che permettano di immergersi a tutto tondo nel modo di vivere e pensare del secondo ‘700.

Spero di essere riuscito a umanizzare i Mozart, senza svilire il soggetto ma esponendo in modo semplice e chiaro le argomentazioni tratte dal mio ultradecennale interesse per Amadeus, Leopold, Nannerl e i mille personaggi con cui entrarono in contatto.

Fin dall’inizio mi sono proposto di scrivere un libro che fosse interessante e leggibile con facilità e divertimento sia da parte dei musicisti (che non sempre trovano nelle pubblicazioni specialistiche informazioni di approfondimento per comprendere meglio il contesto in cui i Mozart vissero) sia da parte dei musicofili (i quali potranno avvicinarsi al Genio salisburghese senza doverlo osservare dal basso verso l’alto del piedistallo su cui troppo spesso viene relegato).

Il tutto trattato senza inutili voli pindarici da critico, ma con la vicinanza e l’affetto che i Mozart si meritano per ciò che hanno dato all’Umanità, ottenendo in cambio ben meno di ciò che ci hanno regalato.

Racconterò quindi di com’erano veramente i Mozart, di come si viveva e pensava nel secolo XVIII aggiungendo, ogni volta che mi è parso utile per il lettore, curiosità e brevi approfondimenti relativi a situazioni o argomenti legati strettamente a ciò che videro, fecero, pensarono i Mozart quando stavano a Salisburgo, quando viaggiavano nel tour europeo, quando vennero per ben tre volte nell’amata Italia ecc.

In questo lavoro ci occuperemo del periodo che va dal 1747 al 1775, quasi un trentennio che comprende la formazione della famiglia Mozart, la nascita dei figli, le prime uscite da Salisburgo per farli conoscere come bambini prodigio, il Grand Tour europeo, i tre viaggi in Italia fino agli ultimi tentativi a Vienna e Monaco fatti da Wolfgang insieme al padre.

Dopo questo periodo Wolfgang viaggiò solo (con eccezione della breve parte iniziale del viaggio tra Monaco e Parigi, dove fu accompagnato dalla madre, che in quella città morirà), si trasferì definitivamente a Vienna, si sposò e concluse la sua parabola artistica e umana nel 1791. Il periodo successivo al 1777, quindi, rientra in una fase nuova della vita di Amadeus che esula dall’ambito di questo testo.

Il lettore interessato a questo lavoro potrà scegliere, in base alle sue preferenze e abitudini, tra l’acquisto della versione e-book o l’edizione tradizionale cartacea, entrambe in due Volumi.

Buona lettura!

1^ Parte

Salisburgo e i Mozart

Il racconto delle vicende legate alla famiglia Mozart potrebbe essere definito, prendendo in prestito il sottotitolo del Don Giovanni, un dramma giocoso. Un ossimoro che penso divertì Mozart, che amava i giochi di parole e che, indubbiamente, ben si attaglia alla vicenda del seduttore protagonista dell'opera. Ma la definizione si può adattare anche alla parabola mozartiana, sebbene forse sia più adatta l'inversione dei termini definendo il percorso su questa terra dei Mozart una Commedia drammatica. Gli inizi infatti furono, seppur non facili, certamente gioiosi e ricchi di soddisfazioni per il giovanissimo Wolfgang, fanciullo prodigio insieme alla sorella Maria Anna detta Nannerl: concerti presso le principali Corti europee, complimenti e doni da parte di regnanti e del Papa, ammissioni a prestigiose Accademie musicali (Bologna, Verona), onorificenze (Cavaliere dell'ordine dello Speron d'oro, concesso dal Papa Clemente XIV), viaggi avventurosi e pieni di incontri interessanti, la scoperta del mondo oltre i confini del piccolo Principato di Salisburgo.

L'intera famiglia partecipò, almeno per i primi anni, alle tournée per lanciare i due fratelli prodigiosi, compreso il lunghissimo viaggio europeo che toccò Germania, Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra e Svizzera. Per i tre viaggi italiani, invece, si mossero soltanto Wolfgang e il padre Leopold, ormai deciso a completare la formazione del solo figlio maschio per prepararlo alla carriera di compositore, portandolo ad abbeverarsi direttamente alla fonte della musica dell'epoca: l'Italia. Avventure e viaggi che intrapresero con tante speranze, con curiosità e orecchie aperte, per ascoltare, capire, assorbire la musica, gli stili, le mode che avrebbero fatto del piccolo fenomeno un gigante della musica. Non tutto però andò come sperato e la vicenda, da commedia gioiosa, si trasformò piano piano in dramma.

Dopo i grandi successi si avviò, nella parte finale della vita di Wolfgang, negli anni della ricerca di una consacrazione a Vienna, la Capitale dell'Impero, un processo di rimozione progressiva del musicista salisburghese dalla mente modaiola e superficiale del pubblico viennese, atteggiamento che diede certamente molte amarezze e delusioni al musicista e all'uomo. Di tutto questo parleremo a tempo debito, come anche della musica di Mozart, ma è mio parere che, per conoscere veramente un Artista, sia necessario capire i luoghi da lui frequentati, i modi di vivere e di pensare della sua epoca, gli incontri e le idee che l’hanno formato.

Senza queste informazioni certamente potremmo gustare l'ascolto delle composizioni mozartiane ma rischieremmo di limitare la nostra comprensione all'ambito musicale, al musicista ma non all'Uomo nella sua interezza, data appunto dagli apporti dei luoghi, delle persone e delle idee. E’ bene quindi partire dall'inizio, e l'inizio è Salisburgo, la città che fu culla prima e prigione in seguito nella percezione dei Mozart.

Salisburgo: dove tutto ha inizio

Il mio racconto inizia, inevitabilmente, da Salisburgo. In questa bella cittadina, ora austriaca ma all'epoca rientrante nei territori bavaresi, stesa sulle rive del fiume Salzach nasce infatti, il 27 gennaio 1756, Johannes Chrysostomus (il santo del giorno) Wolfgangus (nome del nonno materno) Theophilus (nome del padrino) Mozart. Il Theophilus (dal greco Theofilos, amico di Dio, che ama Dio) venne poi ben presto trasformato in Amadeus e, in seguito, a volte vezzosamente ridotto ad Amadé. Si può trovare nelle lettere del padre, a volte, anche la versione tedesca Gottlieb, così come il vezzeggiativo Wolferl.

Salisburgo era all'epoca la piccola capitale (contava circa 16000 abitanti) di uno dei molti Principati facenti parte del Sacro Romano Impero delle nazioni germaniche, una federazione di Stati indipendenti (alcuni governati da sovrani laici e altri da Arcivescovi-Principi) che riconoscevano la supremazia all'imperatore. L'arcivescovo-Principe di Salisburgo era di diritto Primate di Germania e capo dei vescovi bavaresi quindi, per essere precisi, il tanto rivendicato (dagli austriaci) Wolfgang Amadeus Mozart in realtà nasce tedesco di Baviera. E' lui stesso che lo conferma (ma anche il padre Leopold, tedesco di Augusta, fa lo stesso), quando, nelle lettere dell'epistolario, paragonando usi e costumi dei paesi stranieri che percorre, li confronta dicendo non è come in Germania o noi tedeschi. Ulteriore conferma ci viene da una lettera, spedita da Leopold Mozart da Parigi e inviata a Maria Theresia Hagenauer (moglie dell'amico Johann Lorenz Hagenauer) con il seguente indirizzo: " Alla signora/ signora Maria Theresia/ Hagenauer / Salisburgo / in Baviera".

L'impronta religiosa a Salisburgo era ben evidente anche architettonicamente, data la presenza di numerose chiese e di un Capitolo della Cattedrale che contava ben 24 canonici. Il Principato fu per secoli legato alla Baviera, culturalmente ed economicamente, e solo nel 1816, dopo alterne vicende, fu assegnato territorialmente all'Austria a seguito delle decisioni prese nel Congresso di Vienna. Nel Principato il Vescovo-Principe aveva (come del resto il Papa nello Stato della Chiesa) sia il potere spirituale che quello temporale. Le origini dell'insediamento si fanno risalire a un monastero presente fin dal secolo V ma la città iniziò a svilupparsi dopo che S. Ruperto vi si trasferì nel secolo successivo. Col passare dei secoli la città visse molte contese di potere ma crebbe con aspetto medievale, cupo e grigio, sia nel Castello sia la sovrastava dalla cima della collina che nella zona urbana sottostante, solcata da anguste e buie vie.

La svolta architettonica e culturale della città ebbe però inizio con il Principe - vescovo Wolf-Dietrich von Raitenau (1559-1617), parente della famiglia De' Medici in quanto nipote di Giovanni Angelo de' Medici, Papa Pio IV. Fu von Raitenau, fortemente Controriformista e di cultura legata all'Italia perché formatosi negli anni giovanili a Roma, a progettare la trasformazione barocca in stile italiano di Salisburgo, continuata poi dai suoi successori. L'ambizione di fare di Salisburgo una piccola Roma si vede anche dalla Cajetan Kirche (Chiesa di S. Gaetano) commissionata all'architetto italiano Gaspare Zugalli, che richiama S. Pietro e nella quale fu in seguito creata una Scala santa che richiamava quella romana presso San Giovanni in Laterano. Von Raitenau ristrutturò la Residenz, il Palazzo di città dove più comodamente si viveva e si amministrava rispetto ai freddi locali del Castello e assegnò l'incarico di progettare il nuovo Duomo all'architetto vicentino Vincenzo Scamozzi (lo stesso che progettò il Teatro di Sabbioneta, primo edificio in muratura a uso teatrale dell'età moderna). Fece demolire e ricostruire buona parte del centro abitato in forme d’ispirazione italiana, con ampie piazze e case dai colori pastello che richiamavano, pur senza negare le tradizioni locali, aspetti e caratteri di tipo più meridionale.

Il legame culturale con l'Italia è dimostrato anche dal fatto che proprio a Salisburgo venne eseguito, nel 1614, il primo melodramma fuori dai confini italiani: si trattò di Orfeo (verosimilmente quello di Monteverdi, che lo aveva creato nel 1607 per la Corte mantovana dei Gonzaga e che ne aveva pubblicato lo spartito nel 1609). Il personaggio di von Raitenau però, insieme agli indubbi meriti, non mancava certo di lati contrastanti con la sua passione per l'arte: dalla predisposizione bellicosa (ebbe una lunga contesa per il controllo delle miniere di salgemma presenti sul territorio, vera fonte di ricchezza) all’indulgenza verso aspetti mondani che esulavano dall'ambito ecclesiastico (ebbe un'amante, Salome Alt, dalla quale fu ripagato con quindici figli e per la quale fece costruire il Palazzo Mirabell, con i suoi splendidi giardini).

A von Raitenau succedettero vari altri Principi - vescovi che completarono la trasformazione della città in quel piccolo gioiello che ancora oggi possiamo ammirare, fino a giungere a Sigismund III Christoph von Schrattenbach (1698-1771). Di nobili origini e di formazione culturale romana, fu amante delle arti ed ebbe al suo servizio Leopold Mozart ma anche Johann Michael Haydn (fratello del più famoso Franz Joseph Haydn), che fu Maestro di cappella a Salisburgo e influenzò musicalmente i primi lavori compositivi di Wolfgang Mozart. A Schrattenbach fece seguito Hieronymus Joseph Franz de Paula Colloredo von Wallseey und Mels (1732-1812) che resse il Principato dal 1772 al 1803, quando il dominio fu secolarizzato e affidato prima a Ferdinando d'Asburgo e poi direttamente amministrato da Vienna, la capitale dell'Impero asburgico.

Colloredo, di carattere autoritario benché seguace di un certo Illuminismo paternalistico, fu uomo di cultura e amante dell'arte, oltre che violinista dilettante. La diffusione di alcune idee illuministiche presso i Principi europei è testimoniata dal fatto che Colloredo teneva nel suo studio i ritratti di Rousseau e di Voltaire. Egli aveva idee precise e gusti ben delineati, seppure non certo avanguardistici rispetto all'epoca, riguardo alle musiche che voleva fossero usate nelle situazioni civili e religiose del Principato. A un certo punto, per ridurre le spese, eliminò le attività teatrali cui Wolfgang invece aspirava come compositore. La relativa competenza musicale di Colloredo può forse spiegare il concetto non proprio alto che aveva di Leopold Mozart come musicista, forse infastidito anche dalle insistenti pressioni dello stesso che aspirava ad essere promosso da vice maestro di cappella alla carica superiore. Cosa che, per altro, non avvenne mai nonostante i racconti di trionfali successi che Leopold certamente aveva diffuso in città ricordando le tappe del Grand Tour europeo svolto pochi anni prima.

Il carattere riottoso e sfrontato del giovane Amadeus poi, insieme alle insubordinazioni a stento trattenute (nel frattempo era stato assunto come musicista presso la Corte arcivescovile e, in seguito, come organista), non lo resero persona gradita tanto che alla fine Wolfgang ottenne di essere licenziato, con in sovrappiù il famoso calcio nel sedere ricevuto dal Conte Karl Joseph Felix Arco, Ciambellano dell'Arcivescovo. Di questo e molto altro parleremo più avanti seguendo le vicende mozartiane tramite il ricco epistolario giunto sino a noi.

Ma com’era organizzata socialmente Salisburgo all'epoca dei Mozart? La piccola cittadina principesca, come tutte le altre capitali dei tanti Stati indipendenti e confederati dell'Impero, aveva al centro il Principe e la sua Corte, cui facevano corona, come le onde concentriche formate da un sasso lanciato nell'acqua, fasce sociali che presentavano livelli culturali ed economici via via inferiori più ci si allontanava dal centro. La prima fascia era costituita dalla parte più alta dell'aristocrazia locale, insignita di nomine e di cariche che riguardavano la gestione del Principato (sia spirituale, con i Canonici del Duomo, sia temporale, con i responsabili dei vari uffici) e delle attività pubbliche e private dell'Arcivescovo (Gran Ciambellano, Consiglieri, Ministri ecc.). In una cerchia successiva, che agiva su indicazioni precise del cerchio magico decisionale, uno stuolo di funzionari che poteva gestire un suo piccolo potere nei confronti dei sottoposti e che quindi aveva un certo prestigio sociale legato al ruolo: i funzionari di palazzo, le alte gerarchie militari, i musicisti con cariche apicali (Maestro di cappella, Maestro dei concerti, Compositore di Corte).

Più lontani ancora dal potere ma che dipendevano economicamente, almeno in parte, dal Palazzo vi erano i borghesi, medi e piccoli (artigiani, commercianti, professionisti vari) che facevano affari e fornivano servizi a chi disponeva di denaro. Infine c'era il popolino, che andava dal garzone al servo, dall'uomo di fatica fino a coloro che vivevano alla giornata: costoro non avevano né diritti né prospettive e si ritenevano fortunati se riuscivano ad ottenere qualche sovvenzione che aiutasse a sopravvivere. Spesso, infatti, venivano rivolte agli uffici principeschi suppliche di ogni genere, che potevano andare dalla richiesta di un posto di lavoro a quella di un sussidio di disoccupazione, dalla richiesta di esenzione da qualche tassa (vedremo che lo stesso Leopold Mozart ne fece riguardo alla tassa sul vino importato) al permesso di sposarsi. Quasi ogni aspetto della vita dei cittadini era sottomesso alla volontà (a volte al capriccio) dei potenti. Vero è che la maggior parte di quelle richieste di sussidi era in genere esaudita (il venti per cento della popolazione di Salisburgo godeva di qualche sussidio), magari in misura minore rispetto alle richieste, e questo permetteva al Principe di mantenere una certa tranquillità sociale facendo però chiaramente capire che non erano diritti ma elargizioni graziosamente concesse ai sudditi.

Curiosità salisburghesi

Ecco qualche curiosità (alcune tratte da quanto Nannerl scrive nel suo Diario), legate alla vita quotidiana di Salisburgo, che possono aiutarci a capire meglio quella lontana epoca e la vita quotidiana della famiglia Mozart.

Frustate in municipio: quando venivano scoperte ragazze che si comportavano in modo moralmente sconveniente rispetto alla sessualità, queste venivano pubblicamente frustate in municipio e inviate in una casa di correzione. L’11 agosto 1775 questa sorte capitò a sette cameriere.

I Granatieri: quando l'Arcivescovo si spostava per recarsi fuori città era scortato da numerosi Granatieri (40, negli appunti di Nannerl) come scorta d'onore e protezione da eventuali attacchi.

La grazia: la Confraternita Fratellanza della Trinità aveva ottenuto il privilegio di poter chiedere, in occasione del Venerdì Santo, la grazia per un condannato a morte. Nannerl annota che si trattò di un mugnaio che aveva assassinato un funzionario giudiziario.

I pericoli nelle birrerie: tale sig. Stadler è asfissiato nella cantina della birreria Stockhammer, (ancora oggi attiva a Salisburgo).

Esperimenti fisici: all'Università di Salisburgo si tenevano saltuariamente lezioni di fisica con la realizzazione di esperimenti, alle quali potevano partecipare i nobili della città. Ma anche in luoghi meno austeri, per esempio nella Birreria Kugel o nella sala del municipio si rappresentavano esperimenti di fisica, come accadde durante il periodo del mercato da parte del Phisicus Hooghe. Non si sa nulla di questo Hooghe ma di certo all'epoca, insieme a veri studiosi, si aggiravano nelle fiere personaggi sul genere del Dottor Dulcamara nell'Elisir d'amore di Donizetti, che con qualche trucchetto sbarcavano il lunario colpendo la credulità popolare e il crescente interesse per le scienze tipico dei tempi.

Gli esperimenti scientifici tra curiosità e fenomeno sociale

Tra gli esperimenti più semplici che andavano per la maggiore a metà '700, tanto da essere fissati anche in dipinti di ambiente familiare, vi era quello per dimostrare la necessità dell'aria per gli esseri viventi: si metteva un piccolo animale sotto una campana di vetro dalla quale si estraeva con un'apposita pompa l'aria e si restava a guardarlo morire.

In tutta Europa la curiosità per le scienze dilaga, anche tra le donne, tanto che nei salotti parigini si formano gruppi di 20/25 persone per assistere a corsi di chimica, di fisica o di storia naturale. Sui tavolini delle dame i trattati di fisica e chimica sostituiscono i romanzi e i libri di filosofia. Vengono pubblicati in Europa giornali per donne che uniscono argomenti scientifici alla poesia, consigli di galateo a notizie di astronomia ecc. Non mancheranno incidenti e martiri nella ricerca del progresso, come quel J. P. de Rozier, chimico e fisico che dava lezioni ai nobili parigini e che è passato alla storia per essere stato il protagonista, con la sua mongolfiera, del primo incidente aereo mortale della storia. Anche l'anatomia ebbe i suoi seguaci, come la diciottenne contessina de Coigny che, durante i suoi viaggi, pare non mancasse di portarsi dietro un cadavere in una cassa per i suoi esercizi di dissezionamento.

Le esercitazioni: in un ambiente come Salisburgo, tutto sommato non ricchissimo di avvenimenti che potessero rompere la monotonia della vita quotidiana, anche andare a vedere le esercitazioni dei soldati diventa un'occasione per uscire da casa e distrarsi.

Le processioni: eventi solenni si avevano in vari momenti dell'anno liturgico. Tra questi la processione del Corpus Domini, accompagnata dalla cavalleria principesca e da spari a salve nelle diverse soste effettuate nella Piazza del Duomo. Di certo a Salisburgo le feste liturgiche erano celebrate in modo meno cruento rispetto a quelle parigine dove, per la festa di S. Giovanni, lo stesso Re di Francia appiccava il fuoco a una pira sulla quale erano gettati e arsi vivi gatti e volpi.

Suicidi e pazzia: anche allora, purtroppo, non mancavano le situazioni di disperazione che potevano essere indotte dalla miseria o dall'insopportabile cattiveria di qualche padrone troppo prepotente. Nelle cronache di Nannerl si riporta, per esempio, il suicidio di un povero Schlauka, servitore, impiccatosi alle 23.30 nella sua stanza. Un tale von Amann, invece, pare sia diventato pazzo e ricoverato in città mentre un certo Edlenbach morì nella fortezza dove era rinchiuso per ubriachezza molesta.

A teatro: la vita teatrale a Salisburgo non era regolare, poiché non sempre si aveva una Compagnia teatrale residente in città. In compenso, quando una vi giungeva nei periodi privilegiati per le rappresentazioni (come nel tempo di Carnevale) si rappresentavano un numero enorme di testi, con e senza musiche e balletti. Un esempio: nel periodo tra il 16 gennaio 1783 e il 12 febbraio 1783 furono rappresentate undici diverse comedie, alternate a esecuzioni di Serenate, un'operetta, tre comedie francesi, due veglioni nella sala municipale (65 presenti al primo, 160 al secondo), e altri quattro balli di Carnevale.

I musicisti famosi di passaggio: come in tutte le Corti europee anche a Salisburgo arrivavano con una certa frequenza musicisti famosi, virtuosi del loro strumento, che viaggiavano continuamente tra i più importanti centri culturali e politici del continente. Un esempio, registrato nel Diario di Nannerl, è l'arrivo in città del famoso oboista Friedrich Ramm, entrato a far parte della celebre orchestra di Mannheim già a 14 anni e grande virtuoso dello strumento, che si esibì alla Corte salisburghese in due concerti prima di ripartire per la successiva tappa della sua tournée, Monaco.

Le gite fuori porta: nella bella stagione era frequente l'organizzazione di gite nei dintorni della città, a piedi o in carrozza. Tra le destinazioni più gettonate il Santuario di Maria Plain, il Mönchsberg (uno dei due bassi monti che presidiano Salisburgo, su cui sorgono la fortezza Hohensalzburg e il monastero femminile) e il Kapuzinerberg (Monte dei Cappuccini, per via del monastero che vi sorge).

I giochi : nelle riunioni di amici, in casa Mozart o in quelle dei conoscenti, si giocava. Quasi giornaliere erano le partite a carte (spesso a Tresette e Tarocchi, ma anche altri giochi con piccole poste in denaro). Si giocava anche al tirassegno, con fucili ad aria compressa e premi per il vincitore, che però doveva pagare da bere a tutta la compagnia. Un altro gioco di società praticato era quello dei birilli, una specie di bowling. In un appunto del 1783 nel Diario di Nannerl appare per la prima volta il termine Lotteria, probabilmente il gioco del lotto o qualcosa di simile alla tombola. Il Lotto, diffuso da molto tempo e in varie forme in altri paesi europei (Gioco del Seminario, Lotto della zitella ecc.), si diffuse dalla seconda metà del secolo XVIII anche in Austria. Non è improbabile che sia stato lo stesso Wolfgang Mozart, tornato a Salisburgo da Vienna dopo il matrimonio con Constanze, ad averlo fatto conoscere alla cerchia degli amici.

E' possibile che avesse conosciuto il gioco a Vienna, dove all'epoca viveva da due anni e dove tutte le nuove mode arrivavano prima che a Salisburgo. Infatti, prima d'allora nel Diario di Nannerl non v'è traccia di questo gioco.

La musica alla Corte dei Principi Arcivescovi di Salisburgo

Per comprendere le dimensioni dell'aspetto musicale in una Corte tutto sommato piccola, sebbene abbastanza ricca, come quella di Salisburgo consideriamo le informazioni contenute in un articolo relativo all’Istituzione musicale salisburghese pubblicato all’epoca su un giornale di Berlino. L'articolo è apparso anonimo ma è attribuibile a Leopold Mozart, visto che la sua presentazione è la più lunga e dettagliata tra tutte e considerato che egli era in rapporti epistolari con il direttore del giornale. Vengono elencati un centinaio di musicisti appartenenti alla Cappella musicale arcivescovile, tra strumentisti ad arco (una ventina), tastieristi (due), strumentisti a fiato (una decina tra legni e ottoni), senza contare gli strumentisti aggiunti per le occasioni e i festeggiamenti speciali, come una decina di trombettisti e due timpanisti.

Agli strumentisti vanno poi aggiunti i cantanti solisti (una decina a organico completo tra soprani, tenori, bassi), il coro (una ventina di maschi tra contralti/falsettisti, tenori e bassi) e il coro di voci bianche formato da 15 ragazzi. Non sempre però alla quantità corrispondeva la qualità musicale, se vogliamo dare credito alle parole di Wolfgang Mozart scritte da Parigi al padre il 9 luglio 1778: " Uno dei principali motivi per cui Salisburgo mi è odiosa è la volgare, miserabile e sciatta orchestra di corte … E forse per questo motivo la musica da noi non è amata né tenuta in considerazione. Se soltanto le cose andassero qui come a Mannheim! Che disciplina in quell'orchestra!"

Anche il viaggiatore inglese Charles Burney ci riferisce, pur senza essere stato a Salisburgo di persona ma essendone informato da un suo corrispondente nel 1772, che l'Arcivescovo Colloredo era un buon violinista dilettante e stava cercando in tutti i modi di migliorare la sua

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