Trova il tuo prossimo libro preferito

Abbonati oggi e leggi gratis per 30 giorni
Sempre con te: Harmony Collezione

Sempre con te: Harmony Collezione

Leggi anteprima

Sempre con te: Harmony Collezione

Lunghezza:
160 pagine
1 ora
Pubblicato:
Dec 10, 2015
ISBN:
9788858941836
Formato:
Libro

Descrizione

Non è solo per quello che ha appena saputo sul suo futuro, ma anche per un dovere al quale non vuole più sottrarsi: è giusto che adesso le sue figlie conoscano il padre, l'affascinante stilista Marco D'Angelo con cui tre anni prima lei aveva condiviso una torrida storia d'amore in Italia. Appena si rivedono, però, Payton sente le proprie fermezze vacillare davanti a un amore che almeno da parte sua non è finito. Come deve comportarsi con... la fidanzata di lui?

Pubblicato:
Dec 10, 2015
ISBN:
9788858941836
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Tra le autrici più amate e lette dal pubblico italiano.


Correlato a Sempre con te

Leggi altro di Jane Porter
Libri correlati
Articoli correlati

Anteprima del libro

Sempre con te - Jane Porter

Titolo originale dell’edizione in lingua inglese:

Marco’s Pride

Harlequin Mills & Boon Modern Romance

© 2003 Jane Porter

Traduzione di Sonia Indinimeo

Questa edizione è pubblicata per accordo con

Harlequin Books S.A.

Questa è un’opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a fatti o

persone della vita reale è puramente casuale.

Harmony è un marchio registrato di proprietà

Harlequin Mondadori S.p.A. All Rights Reserved.

© 2004 Harlequin Mondadori S.p.A., Milano

eBook ISBN 978-88-5894-183-6

www.harlequinmondadori.it

Questo ebook contiene materiale protetto da copyright e non può essere copiato, riprodotto, trasferito, distribuito, noleggiato, licenziato o trasmesso in pubblico, o utilizzato in alcun altro modo ad eccezione di quanto è stato specificamente autorizzato dall’editore, ai termini e alle condizioni alle quali è stato acquistato o da quanto esplicitamente previsto dalla legge applicabile. Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata di questo testo così come l’alterazione delle informazioni elettroniche sul regime dei diritti costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive modifiche.

Questo ebook non potrà in alcun modo essere oggetto di scambio, commercio, prestito, rivendita, acquisto rateale o altrimenti diffuso senza il preventivo consenso scritto dell’editore. In caso di consenso, tale ebook non potrà avere alcuna forma diversa da quella in cui l’opera è stata pubblicata e le condizioni incluse alla presente dovranno essere imposte anche al fruitore successivo.

Prologo

«Non voglio che mandi all’aria i nostri piani!» La voce irata di Marco D’Angelo risuonò per il grande atelier, nel cuore di Milano. Gridava raramente e quella sua esplosione di rabbia attirò l’attenzione delle sarte e delle modelle che lavoravano all’altro capo del locale. Tutti si voltarono verso di lui.

La principessa Marilena gli posò una mano sul braccio. «Non preoccuparti. Non manderà all’aria niente, caro. Partiremo come abbiamo previsto e non appena avrai ottenuto il divorzio potremo finalmente sposarci. In fondo non dobbiamo imbarcarci domani.»

«Lo so.» Sarebbero partiti per una lunga, romantica vacanza subito dopo la presentazione della collezione di primavera.

«Non devi preoccuparti. Le cose si sistemano sempre» aggiunse la donna in tono pacato.

Marco non ne era così sicuro. Aveva la mascella contratta e gli occhi socchiusi. Fissò la piccola mano delicata di Marilena, su cui brillava il magnifico anello di fidanzamento che le aveva dato un mese prima.

Era un grande smeraldo circondato da brillanti incastonati in una montatura d’oro del diciottesimo secolo. Era appartenuto alla famiglia reale dei Borgiano per tre secoli fino a quando il padre di Marilena, il principe Stefano, non era stato costretto a venderlo, venticinque anni prima.

L’aristocratica famiglia era decaduta e aveva perso la sua immensa fortuna proprio mentre quella dei D’Angelo si stava consolidando.

Comunque in quel momento Marco non si sentiva per niente fortunato. Era nei guai fino al collo. Non poteva fingere di non vedere che la sua nuova collezione mancava di immaginazione. Di ispirazione.

È noiosa, pensò irritato. E quello, nel mondo della moda, era un destino peggiore della morte.

Come suo padre prima di lui, Marco non aveva mai avuto bisogno che qualcuno, da fuori, gli dicesse ciò che funzionava o non funzionava. Lo sapeva da sé. Lo sentiva. E ora sapeva che la collezione di primavera sarebbe stata un fiasco se non avesse ritrovato immediatamente quel qualcosa che gli permetteva di creare la magia.

Ma cos’era?

Non lo sapeva però, qualunque cosa fosse, non l’avrebbe mai trovata con la sua ex-moglie tra i piedi! «Non le credo» sibilò dopo un momento, a voce bassa. «Payton pensa solo a se stessa.»

«Ha detto che viene qui solo per una breve vacanza, no?»

Marco guardò Marilena e sostenne il suo sguardo. Aveva dei bellissimi occhi color caramello, pieni di luce, che scintillavano e contrastavano con i capelli neri e le lunghe ciglia scure.

Marco era alla testa della D’Angelo, la famosa casa di moda milanese, e lavorava ogni giorno con le modelle più belle del mondo, ma la principessa Borgiano era di una classe a parte.

Riuscì a sorridere. «Come fai a essere sempre così comprensiva?» chiese, cercando disperatamente una sigaretta nelle tasche prima di ricordare che le aveva promesso di smettere di fumare.

Lei si strinse nelle spalle con un movimento aggraziato. «Perché Payton non è una minaccia.»

Marilena doveva aver colto lo scettico sollevarsi delle sue sopracciglia perché scoppiò in una fresca risata.

«Io e te ci conosciamo da tanto tempo, Marco. Abbiamo un bellissimo rapporto. Ci comprendiamo e sappiamo entrambi ciò che vogliamo. Mi sembrano presupposti diversi da quelli del tuo primo matrimonio. O no?»

Come il giorno e la notte, pensò Marco controllando la rabbia che tornava a montare. Lui non avrebbe definito un matrimonio quello che aveva diviso con Payton ma piuttosto un disastro.

No, anzi, un incubo.

Marilena si sollevò sulle punte e gli diede un bacio leggero sulle labbra. «Dai, non fare quella faccia arrabbiata, caro. Non resterà qui per molto e porterà le bambine. Io so quanto hai desiderato costruire un rapporto con loro.»

«Questo era molto tempo fa, prima che lei le prendesse in ostaggio. Prima che le usasse come arma contro di me. Forse una volta erano figlie mie ma ormai non lo sono più. Payton ha fatto tutto quello che poteva perché questo accadesse.»

Marilena scosse la testa. «Non è vero. Sono ancora le tue bambine. Tu le adori. E so che ti mancano terribilmente.»

Marco deglutì. Un nodo improvviso gli aveva chiuso la gola.

Gli erano mancate così tanto che si sentiva male al solo pensiero. «Payton sa che combatterei per la custodia» disse, dopo un lungo momento. «Sa che se torna qui le sarà molto difficile riportarle nel suo paese.»

«Allora perché le porta qui proprio adesso?»

Ecco, quella era una bella domanda!

1

La morte e le tasse. Le sole due cose certe nella vita. La morte e le tasse.

Quelle parole giravano nella mente di Payton come il nastro trasportatore dei bagagli, all’aeroporto.

Con un gesto stanco si scostò dalla fronte un ricciolo di capelli rosso scuro.

Vide una valigia nera venirle incontro lentamente e si sporse in avanti per controllare se fosse la sua, cercando di non disturbare la piccola folla assiepata alle sue spalle, in attesa dei bagagli.

Il nome sulla targhetta era diverso.

Quando tornò a sollevarsi, posò lo sguardo sul viso di Gia che dormiva tra le sue braccia. Sulle guance c’erano ancora le tracce delle lacrime, testimoni di un pianto dirotto per la perdita della sua copertina smarrita tra l’imbarco a San Francisco e il cambio d’aereo a New York.

Non era stato un volo facile.

Non era stato un mese facile.

Non era stata una vita facile.

Payton strinse le labbra per frenare la commozione. Non poteva permettersi di pensare in quel momento. Pensare non avrebbe fatto che peggiorare le cose.

Lanciò una rapida occhiata a Livia. «Stai bene, Liv?» sussurrò alla gemella di Gia.

La bimba di tre anni, appollaiata sul seggiolino da macchina col pollice in bocca e la sua copertina di peluche tra le braccia, annuì. Aveva gli occhi dello stesso blu intenso di quelli di Payton. Le bambine avevano ereditato da lei il viso ovale, il naso piccolo e dritto e gli occhi blu scuro ma il colore splendido dei capelli e della pelle erano quelli del padre. Riccioli d’ebano, pelle olivastra e incredibili ciglia folte e ricurve.

Il solo pensare a Marco le provocò una stretta al cuore. Non poteva credere che stava facendo questo. Quando aveva lasciato Milano due anni prima aveva giurato che non ci sarebbe tornata nemmeno morta.

E così era stato.

Payton sbatté le palpebre e si concentrò sul movimento rotatorio e ipnotizzante del nastro trasportatore, cercando di controllarsi. Ormai non piangeva più tanto spesso ma quando era molto stanca le accadeva ancora di lasciarsi andare alle lacrime.

L’ultimo anno era stato difficile ma non era stato niente in confronto all’ultimo mese. Un inferno. Quattro settimane di paura senza fine, di preoccupazione senza fine. Esami di coscienza senza fine.

E alla fine aveva deciso. Lei era ammalata e le bambine avevano bisogno del padre.

Gia aprì gli occhi. «Voio la mia copertina» miagolò con la voce resa fioca da tante ore di pianto.

Payton le mise una mano dietro la testa. «Lo so, tesoro...»

Nuove lacrime le brillarono negli occhi. «La voglio adesso...»

Payton la guardò e si sentì in colpa. Le bambine non si muovevano mai senza le loro copertine. Come aveva potuto perdere quella di Gia? «Lo so... lo so... ma non puoi averla adesso.»

«Nooo!»

Il grido riempì l’intera area bagagli. Payton baciò la guancia bagnata di Gia e la cullò. «La ritroveremo presto, tesoro, te lo prometto.»

Ma Gia non era disposta a farsi confortare, e anche Liv cominciò a piangere facendole eco.

Il nastro trasportatore si bloccò di colpo.

Payton guardò i pochi bagagli non ritirati. Un impiegato dell’aeroporto cominciò a raccoglierli sistemandoli su un carrello.

Gli zaini delle bambine e i due seggiolini per auto erano arrivati ma non la sua valigia.

Niente biancheria pulita, niente scarpe comode, niente busta da toilette, niente...

Niente cartella delle tasse del Dipartimento delle Imposte.

Niente cartella clinica coi risultati della sua biopsia.

Niente biancheria pulita. Incredibile!

«Mammaaa!» strillò Gia più forte.

Gli occhi di Livia erano pieni di lacrime e anche lei cominciò a strillare, disperata per sua sorella. «Trova la copertina di Gia, mamma! Lei vuole la sua copertina.»

«Lo so...» disse Payton prendendola in braccio. «Ci proverò. Lo prometto.»

«Adesso!» singhiozzò Gia picchiando i piccoli pugni sulla spalla di Payton. «La voglio adesso!»

«Lei vuole la sua copertina» fece eco Liv.

Lo sguardo umido di Gia si posò su sua sorella. «Mi manca la mia copertina.»

Le due bambine piangevano inconsolabili. Payton cercò di cullarle, stringendole a sé e chiedendosi in nome del cielo chi gli desse tutta quella forza.

«Manca anche a me la copertina» sussurrò Payton. «Forse possiamo trovarne una tutta nuova. Ho visto un negozio dove ce ne sono tante. Potrai scegliere quella che ti piace di più.»

«Nooo...» L’urlo di Gia crebbe d’intensità.

«Gianina Elettra Maria D’Angelo!» tuonò una voce che mise immediatamente a tacere Gia e fece tremare Payton.

Conosceva quella voce. Un brivido gelido le scese lungo la schiena.

Marco!

Oh, santo cielo! Non avrebbe mai voluto fare quel passo. Non avrebbe mai voluto trovarsi lì. Ma non aveva avuto scelta...

Payton vinse la sua battaglia contro l’isteria e sollevò lo sguardo verso la massiccia figura del suo ex-marito. Un uomo che non vedeva da oltre un anno.

Gli occhi di lui incontrarono i suoi e il cuore di Payton si strinse di paura e dolore.

Non pensava di tornare nemmeno

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Sempre con te

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori