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Il libro dei morti

Il libro dei morti

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Il libro dei morti

Lunghezza:
249 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
18 lug 2020
ISBN:
9788899863418
Formato:
Libro

Descrizione

In questa guida metafisica e mistica alla comprensione e accettazione delle fasi che accompagnano la morte, l'autrice svela alcuni antichi Misteri esoterici occidentali. Fortune spiega come affrontare la morte, aiutando a rimuovere la paura dell'ignoto e della separazione, e offre consigli su cosa possono fare i vivi per chi sta per trapassare. “È la promessa dei Misteri ai loro iniziati che possano attraversare i Cancelli della morte in piena coscienza ed essere accolti dal Grande Iniziatore; è anche il privilegio dei confratelli che accompagnano l'iniziato nel suo ultimo viaggio che anch'essi possano giungere alla soglia e guardare nell'aldilà, e vedere da soli il sentiero che percorreranno quando giungerà la loro ora“.
Editore:
Pubblicato:
18 lug 2020
ISBN:
9788899863418
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Dion Fortune (born Violet Mary Firth, 1890–1946), founder of the Society of the Inner Light, is recognized as one of the most luminous figures of 20th-century esoteric thought. A prolific writer, pioneer psychologist, powerful psychic, and spiritualist, she dedicated her life to the revival of the Western Mystery Tradition. She was also a member of the Order of the Golden Dawn, whose members included A. E. Waite, Aleister Crowley, and W. B. Yeats.


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Anteprima del libro

Il libro dei morti - Dion Fortune

DION FORTUNE

Il Libro dei Morti

Venexia

TITOLO ORIGINALE

Dion Fortune’s Book of the Dead

(originale: Through the Gates of Death)

©1995-2000 by the Society of Inner Light, London

Traduzione di:

Bianca Ferri

Immagine di copertina:

L’Isola dei Morti di Arnold Böcklin

Terza versione del 1883

©2009 Copyright by Venexia

Via Erodoto,36

00124 Roma

www.venexia.it

Introduzione

Per tutti arriva il momento buio, l’ora del distacco con una persona cara o la previsione della fine dei propri giorni, e chi non è sorretto da fede autentica, anche cieca e irrazionale, si trova davanti quello che sembra essere solo un grande baratro nero. Lo guarda e si chiede: ma è possibile che finisca tutto qui?

Allora possono subentrare altre riflessioni, alcune molto cupe e disperate. Poi se si è coraggiosi, o fortunati, si riesce ad alzare la testa e a guardare il cielo, e vedendo i miliardi di stelle e di galassie si può pensare, come fece il grande astrofisico Carl Sagan, che se non ci fosse nessun’altra forma di vita oltre alla nostra sarebbe un grande spreco. E la Natura non opera sprecando, bensì adoperando al meglio ogni sua manifestazione.

Guardare nel grande baratro nero e vederci solo il buio, non è da Madre Natura, che insieme alla notte offre la promessa del giorno, perché una non potrebbe esistere senza l’altro. E come domani sarà giorno per chi è vivo sulla terra, potrebbe esserlo anche per chi abita in altri pianeti o, perché no, in altri piani di esistenza.

Qui le domande si fanno più specifiche e ci riguardano da vicino. La Natura ci dimostra che il ciclo della vita è perfetto: il fiore spunta e sboccia, per poi appassire dopo aver fatto cadere a terra un seme da cui nascerà un altro fiore.

Ma noi ci chiediamo: sarà lo stesso fiore, con la stessa identità, sarò sempre Io?

Il pensiero orientale di nascita e reincarnazione non pone l’accento sull’identità individuale; la poesia dell’impermanenza, del gesto che scioglie il mandala, annulla tante questioni ossessive per noi occidentali. Ma noi siamo occidentali, e per noi sapere cosa succede al mio Io e al suo nocciolo, il seme-atomo degli esoteristi, rimane una questione vitale.

I paradisi delle fedi monoteistiche sembrano lasciare il tempo che trovano. Nessuna spiega con chiarezza cosa succede dal momento in cui chiudiamo gli occhi: affermano sì che non è la fine di tutto, ma non dicono di cosa è l’inizio, se non per parlare di eventuali delizie quali il ricongiungersi con i propri cari (dove, come?) o di trovare luoghi meravigliosi (dove, come?).

Ma è mai possibile che, pur iniziando a morire da quando nasciamo, non si parli mai della morte, che non si sappia niente? Ci si prepara a tutto nella vita, agli studi, al matrimonio, alla maternità, al lavorare, all’andare in pensione e non a morire? Si studiano gli argomenti più disparati, approfondendoli in maniera capillare come entomologi, ma mantenendo le spalle ben girate ai Cancelli della morte dei quali si prende atto solo al momento in cui ce li ritroviamo addosso.

Per questo motivo siamo grati a Dion Fortune che per tutta la sua vita, e in particolare in questo breve libro, si è dedicata ad anticipare molte domande umane alle quali ha saputo rispondere in modo a noi comprensibile: concetti di causa ed effetto, spiegati con metafore di vita quotidiana improntate a movimenti di moto a luogo. Si parte per un viaggio e… Il viaggio ha dei rischi e bisogna conoscerli e prepararsi per poter fare una buona navigazione.

Questo testo non avrà la poesia aulica del Libro dei Morti egizio o del Bardo Thödol tibetano, ma la via e il viaggio sono illuminati a giorno per aiutarci a vedere e a capire: tappe, avvertenze e consigli per chi si mette in strada. Le risposte non ci sono ovviamente tutte ma, insieme alla Vita oltre la morte di Yogi Ramacharaka (1), il Libro dei Morti di Dion Fortune è un testo che ci lascia rappacificati con l’ineluttabilità della morte e con un senso di quello che, forse, potrebbe essere il vero scopo del ciclo della vita.

L’Editore

Note:

(1) La Vita oltre la morte, Venexia Editrice, Roma 2001.

Capitolo I

La Grande Anestesista

La morte è un’esperienza universale che nessuno può sperare di sfuggire. È solo questione di tempo prima che raggiunga ciascuno di noi e coloro che amiamo. Eppure la morte è la regina del terrore e la giustizia la usa come punizione suprema per chi viola le sue regole. 

Cos’è dunque che trasforma un processo naturale in una cosa così terribile?

Non è il dolore di morire, perché gli anestetici possono alleviare le sofferenze: la maggior parte delle morti a letto sono pacifiche, e quando giunge il momento del trapasso poche anime se ne vanno lottando. 

Cosa allora ci spaventa nella morte, rendendola dolorosa e terrificante?

Innanzi tutto abbiamo paura dell’ignoto.

Perché in quel sonno di morte, che sogni ci possono cogliere quando ci siamo liberati di queste spoglie mortali? 

Inoltre soffriamo all’idea di essere separati da coloro che amiamo.

Questi due aspetti sono quelli che ci angosciano di più e se non ci turbassero la mente, potremmo affrontare in modo diverso l’attraversamento della Soglia.

Il grande dono dei Misteri greci ai loro iniziati era la liberazione dalla paura della morte.

Cosa veniva insegnato in quegli antichi riti che spogliava la morte dai suoi terrori?

Nel centro della Grande Piramide di Giza vi è un sarcofago di pietra aperto. Gli egittologi spiegano che era stato preparato per un faraone che non l’ha mai occupato; altri affermano che serviva per misurare il grano. Nessuna di queste cose è vera perché era l’altare della Sala delle Iniziazioni. Il candidato vi si sdraiava dentro mentre la sua anima veniva fatta uscire per intraprendere il viaggio della morte ed essere poi richiamata; questo era il livello più avanzato dei Misteri e, dopo averlo attraversato, l’iniziato non temeva più la morte essendo cosciente della sua vera natura.

È mio intento rivelare in queste pagine la sapienza celata dai Misteri. 

La morte, per l’individuo che ha queste conoscenze, è paragonabile al viaggio di una persona ricca che si imbarca su una nave da crociera. È istruita, sa dove sta andando, accetta il viaggio, comprendendone la necessità e i vantaggi. Il suo sapere e le sue risorse le consentono

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