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Curare l'ipertensione senza farmaci: Metodi naturali per ridurre la pressione sanguigna

Curare l'ipertensione senza farmaci: Metodi naturali per ridurre la pressione sanguigna

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Curare l'ipertensione senza farmaci: Metodi naturali per ridurre la pressione sanguigna

Lunghezza:
142 pagine
1 ora
Pubblicato:
Feb 25, 2015
ISBN:
9788868202255
Formato:
Libro

Descrizione

Le cardiopatie sono il killer n. 1 al mondo e l'ipertensione ne rappresenta il campanello d'allarme. Curare l'ipertensione senza farmaci presenta una serie di soluzioni che chiunque può mettere in pratica personalmente e senza rischi per riuscire a tenere sotto controllo la pressione arteriosa e garantirsi così una vita più lunga e sana.Un'elevata pressione arteriosa viene generalmente fissata a 140/90, con valori di 120/80 considerati preipertensivi. L'ipertensione provoca ictus, infarto e problemi cardiaci. I farmaci aiutano e in alcuni casi possono salvare la vita, ma presentano effetti collaterali pericolosi e pesanti.Curare l'ipertensione senza farmaci dimostra che è possibile ridurre la propria pressione e prevenire gravi malattie con soluzioni del tutto naturali e prive di effetti collaterali nocivi. Attingendo a vent'anni di scoperte mediche e nutrizionali a livello internazionale, Roger Mason dimostra che conoscere il proprio corpo e saperlo curare in maniera naturale è la chiave per una salute ottimale e una migliore qualità della vita!
Pubblicato:
Feb 25, 2015
ISBN:
9788868202255
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Curare l'ipertensione senza farmaci - Roger Mason

salute.

Capitolo 1

Cos’è l’ipertensione?

La pressione alta è in assoluto la patologia più diffusa sulla Terra. Nessun’altra condizione medica si avvicina all’ipertensione essenziale per numero di persone che ne soffrono. Nella sola America ci sono più di 100 milioni di adulti pre-ipertesi o ipertesi. L’ipertensione è definita da una PA di 140/90, e la pre-ipertensione da una PA di 130/85. Devi andare al di là di questi valori e conoscere altri parametri. I dodici più importanti sono colesterolo totale, trigliceridi, acido urico, PCR, omocisteina, glicemia, TTG, albumina, creatinina, transaminasi ASAT e ALAT, e bilirubina.

L’età è senza dubbio il fattore più rilevante, perché tutti diventiamo vecchi, se siamo fortunati. Esiste una correlazione diretta tra età e incidenza dell’ipertensione. In generale, più invecchi e più la tua pressione sale. Nei Paesi sviluppati, però, stanno aumentando i problemi con individui sempre più giovani. Esattamente come avviene con obesità, diabete, colesterolo alto e altre condizioni di solito associate all’età, ora notiamo l’insorgere dell’ipertensione perfino nei bambini e negli adolescenti.

Strano a dirsi, troverai valori pressori elevati anche nei Paesi del terzo mondo, comprese aree rurali dove meno te li aspetteresti. Un buon esempio è quello dei contadini nigeriani, tra i quali il tasso di obesità, diabete o colesterolo alto è limitato, e fumo e caffè non sono abitudini regolari. Il trenta percento dei nigeriani adulti è iperteso benché, paradossalmente, abbiano un’incidenza molto bassa di CPC. Ciò costituisce un’ulteriore prova che non possiamo attribuire il problema soltanto allo stress, dal momento che normalmente queste popolazioni non ne sono colpite.

Nel presente libro scoprirai che la causa principale dell’ipertensione è l’insulinoresistenza, ovvero la bassa sensibilità delle cellule dell’organismo all’azione dell’insulina. Negli Stati Uniti ciò è dovuto fondamentalmente alla deplorevole assunzione di oltre 72 chili di zuccheri semplici all’anno, una quantità pro capite superiore a quella riscontrata in qualunque altro Paese.

Al secondo posto dopo il dismetabolismo glucidico vi sono alcune malattie e disfunzioni renali, causate soprattutto dal fatto che consumiamo il doppio delle proteine di cui abbiamo bisogno, quasi tutte di origine animale, anziché vegetale. Un eccessivo uso di sale da tavola aggrava il problema, ma si tratta di un fattore sopravvalutato. Oggi, un americano adulto su tre è clinicamente obeso, e l’obesità è una causa diretta particolarmente importante. I minerali sono un elemento cruciale, poiché ne siamo molto carenti: ipernutriti e denutriti. Anche il fegato è coinvolto nel controllo della pressione. I ricercatori di una clinica universitaria svizzera scoprirono che i problemi renali iniziano come microalbuminuria, per poi diventare proteinuria clinica, insufficienza renale cronica progressiva e infine patologia renale vera e propria.

Il fegato è il nostro organo interno più grande (tecnicamente, il più grande in assoluto è la pelle), e controlla la glicemia rilasciando glicogeno nel sangue. I suoi disturbi sono strettamente associati alla pressione arteriosa. I livelli di transaminasi ASAT e ALAT e di bilirubina vengono regolarmente controllati in qualunque analisi del sangue completa. I problemi epatici sono fin troppo comuni in America a causa di tre fattori: 1) assunzione di grassi saturi in una percentuale del 42 per cento, 2) eccessivo consumo di alcol e 3) uso smodato di farmaci e droghe. Uno studio condotto in ambito ospedaliero in Inghilterra scoprì un chiaro legame tra ipertensione ed elevati livelli di enzimi e grasso epatico. In un altro ospedale, in Cina, furono riscontrati bassi valori di bilirubina in persone ipertese.

L’obesità è uno dei principali fattori dell’ipertensione, e la maggior parte degli ipertesi è in sovrappeso. Un terzo degli americani adulti è obeso. Per abbassare la pressione devi dimagrire. Gli americani consumano il doppio del cibo necessario. Mangiamo letteralmente per due. Gli uomini hanno bisogno di circa 1800 calorie al giorno, le donne solo di 1200. Tutto qui. Ridurre l’apporto calorico migliora notevolmente i valori pressori, non solo tramite la perdita di peso, ma anche grazie alla diminuzione dello stress ossidativo dovuto agli eccessi alimentari. L’Università del Colorado accertò che le diete ipocaloriche (povere di grassi) abbassano la pressione senza altre modifiche nello stile di vita.

Anche lo stress ossidativo è un fattore importante, perché troppi radicali liberi danneggiano l’intero organismo. Non facciamo quasi più esercizio, ma l’attività fisica è essenziale per curare qualsiasi disturbo coronarico o glicemico. La risposta allo stress ossidativo è un’alimentazione migliore, meno calorie, esercizio regolare e integratori di provata efficacia, specialmente antiossidanti. Questa condizione patologica può essere misurata attraverso i livelli ematici di malondialdeide (MDA) o di acido tiobarbiturico (TBA), ma ciò non è affatto necessario. L’Università di Seul, in Corea, scoprì che basso status antiossidante (TAS, Total Antioxidant Status) e stress ossidativo sono le cause di fondo dell’ipertensione e hanno una stretta correlazione con l’obesità. I medici dell’Università di Montreal osservarono che era possibile prevenire lo sviluppo dell’insulinoresistenza, causa determinante dell’ipertensione, con regolari terapie antiossidanti. Lo stress ossidativo è uno dei principali fattori patogenetici di questa condizione.

Quasi tutti i medici raccomandano uno dei cinque tipi di pericolosi farmaci tossici che nascondono un sintomo peggiorando la tua salute. Questa serie di veleni farmaceutici, in costante cambiamento, include diuretici, betabloccanti, ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II e calcio-antagonisti. Simili prodotti sono venduti in tutto il mondo per un valore di decine di miliardi di dollari all’anno, specialmente in America. L’assortimento di nocivi composti chimici muta continuamente; quelli in commercio scompaiono, mentre ne emergono di nuovi reclamizzati come la risposta magica all’ipertensione. È meglio non fare assolutamente nulla piuttosto che assumere sostanze del genere, che abbassano artificialmente la pressione e non contribuiscono alla qualità o alla lunghezza della vita. Tutt’altro!

Non parleremo dell’ipotensione, o bassa pressione arteriosa, per vari motivi. Si tratta di una condizione molto rara rispetto all’ipertensione, e in proposito vi è ben poca ricerca nella letteratura clinica internazionale. In sostanza, puoi curare la pressione bassa esattamente come curi quella alta. Dieta, esercizio, integratori, ormoni, digiuno (se possibile), niente farmaci e rinuncia totale o parziale alle cattive abitudini dovrebbero guarire il disturbo in meno di sei mesi. Ovviamente, se la persona ha problemi di cuore o è molto anziana, i risultati non saranno altrettanto notevoli.

America e Giappone sono i Paesi più stressanti del mondo, ma ciò non basta a spiegare la grande diffusione di questa patologia tra i loro cittadini. Le persone felici, le persone sane, i coniugi che vivono un rapporto sereno, hanno livelli pressori più bassi. La solitudine è strettamente associata all’ipertensione, e molti di noi sono soli, soprattutto gli anziani, i vedovi e i divorziati. Anche il piacere e l’appagamento che può darti il lavoro sono fattori importanti. Possedere un animale da compagnia, specialmente un cane, significa pressione più bassa. Chi va regolarmente in chiesa e coltiva valori spirituali non è iperteso. Anche problemi psicologici ed emotivi di qualunque genere alzano la pressione. Non si tratta semplicemente di una questione di stress.

Ipertensione non vuol dire soltanto scarsa qualità della vita e morte prematura. Moltissime condizioni mediche sono a essa associate. Le cardiopatie sono in assoluto il killer più micidiale. L’ipertensione aggrava qualsiasi disturbo del cuore o delle arterie, e predispone a una serie infinita di patologie, come tumori e diabete. Alcuni studi hanno dimostrato che è la principale causa della disfunzione erettile (DE) negli uomini. I medici dell’ospedale Carlos Haya, in Spagna, hanno riscontrato un’incidenza estremamente alta di DE negli ipertesi. L’ipertensione contribuisce al morbo di Alzheimer, all’invecchiamento precoce, al declino mentale, alla perdita di memoria, ai disturbi del sonno, alla mancanza di energia, al deterioramento cognitivo e ad altri problemi dovuti all’età. All’ospedale Kuwamizu, in Giappone, i disordini del sonno sono stati correlati all’ipertensione, alla sindrome metabolica e all’insulinoresistenza. Il National Institute on Ageing considera la demenza senile direttamente collegata a valori pressori troppo alti. Il Third National Health and Nutrition Examination Survey ha scoperto che negli ultrasessantenni quanto maggiore è la pressione tanto minore è la performance cognitiva.

Il politicamente corretto ci dice che le razze sono tutte uguali, a parte il colore della pelle. Gli scienziati, però, sanno che esistono innumerevoli differenze biologiche e psicologiche. Le persone di origine africana che vivono in America, al contrario di quanto avviene in Africa, hanno tassi epidemici di ipertensione, diabete, cardiopatie, tumore alla prostata e al seno, e altre condizioni. Negli Stati Uniti, i latino-americani sono più soggetti all’insulinoresistenza, e quindi all’ipertensione, rispetto ai loro compatrioti nei Paesi da cui provengono. Tutti questi fattori abbreviano la durata della vita della gente di colore. Negare le differenze razziali si traduce nel fatto che costoro non avranno l’assistenza e le cure di cui hanno bisogno, né potranno usufruire delle misure preventive per evitare simili, e non necessarie, patologie.

L’ipertensione è la più diffusa condizione medica sulla Terra, mentre le cause e i trattamenti sono fin troppo ovvi. Si tratta di un’epidemia di cui potremmo fare a meno.

Capitolo 2

Diagnostica

Come diagnostichiamo questa patologia? Come fai a sapere se sei iperteso o pre-iperteso? Quali sono i marker più importanti? Il test fondamentale è senza dubbio la misurazione della pressione diastolica e sistolica. I limiti massimi accettati sono 90 di diastolica e 140 di sistolica, considerati i Numeri Magici. Naturalmente, dovresti tendere ad avere piuttosto livelli di 120/80. Si parla di pre-ipertensione quando ci si avvicina a valori pari a 130/85. Se sei pre-iperteso, ricorda sempre che un grammo di prevenzione equivale a un chilo di cure. Sii deciso e fai qualcosa al riguardo.

Vi sono altri esami importanti. Qui, la glicemia è vitale. Controlla i tuoi livelli a digiuno, che dovrebbero essere 85 mg/dl o meno. Non accettare il solito limite di 100 o meno stabilito ufficialmente, a prescindere da ciò che ti dice il tuo medico. È un fatto

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