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Il potere dei mudra: Lo yoga delle mani e i suoi segreti.

Il potere dei mudra: Lo yoga delle mani e i suoi segreti.

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Il potere dei mudra: Lo yoga delle mani e i suoi segreti.

Lunghezza:
173 pagine
1 ora
Pubblicato:
29 mag 2014
ISBN:
9788868201012
Formato:
Libro

Descrizione

Gertrud Hirschi, nota esperta di yoga, propone una serie di mudra (posizioni yoga delle mani), accompagnati da affermazioni capaci di offrirti un immediato benessere psicofisico. Queste tecniche semplici e di facile attuazione ti aiutano a ritrovare l'equilibrio, la tranquillità e la vitalità. Lo stress che hai accumulato in una giornata di lavoro può essere allentato in modo rapido ed efficace ovunque ti trovi adottando determinate posizioni delle mani.Grazie al loro effetto terapeutico ed energetico, i mudra aprono parentesi positive che ti liberano dalla tensione e ti rigenerano, permettendoti di ritrovare la tua centratura emozionale. Ogni esercizio, corredato da chiare illustrazioni, è accompagnato da una descrizione completa della posizione, del tempo di esecuzione, delle respirazioni associate e dei benefici che puoi ottenere.Praticando questi semplici gesti, ben presto imparerai a ricaricare le tue riserve di energia, a migliorare la qualità della vita, a prevenire o curare molte malattie, a superare i disturbi emotivi e a ritrovare l'equilibrio interiore.
Pubblicato:
29 mag 2014
ISBN:
9788868201012
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Il potere dei mudra - Gertrud Hirschi

mano!

Mudra:

qualche nozione

Un sigillo che porta gioia – così si potrebbe tradurre liberamente dall’antico indiano, il sanscrito, il concetto di mudra. Riguardo alla precisa origine dei gesti si sa poco. Sicuro è che da secoli i mudra vengono impiegati a fini terapeutici nella cultura orientale e a sostegno di preghiere e rituali in tutto il mondo. Nell’Induismo come anche nel Buddismo si parte dal presupposto che la postura del corpo e i gesti delle mani delle divinità esercitino un potere sull’individuo raccolto in preghiera e in meditazione al loro cospetto. In questo senso il più noto è il gesto di benedizione che rappresenta allo stesso tempo il mudra dell’intrepidezza. L’uomo assorto in preghiera davanti alla divinità si libera di timori e paure e si fa incontro alla vita con rinnovata fiducia. Lo stesso naturalmente vale anche nel caso in cui pratichiamo noi stessi i mudra e concentriamo i nostri pensieri sulla forza che dimora al nostro interno. Provateci!

La pratica dei mudra

Praticare i mudra è estremamente semplice: assumete una postura del corpo dritta e rilassata e con calma fate aderire mani e dita le une alle altre. La sensazione è di una sorta di forza di attrazione tra due magneti che le tiene unite palmo a palmo. Se percepite stanchezza potete concedervi una breve pausa e sciogliere la posizione delle mani abbassando le braccia e rilassando le mani stesse e le dita.

A seconda della situazione i mudra possono essere praticati in differenti posture:

Per quanto tempo e con quale frequenza dovete praticare un mudra è un fatto soggettivo. Per questo ho deciso di rinunciare a precise indicazioni in termini di tempo (quando scrissi il mio primo libro sui mudra ancora non lo sapevo e mi attenni ai suggerimenti degli esperti).

Consigli

Dove indirizzare i pensieri

In primo luogo concentrate tutta la vostra attenzione sul massaggio delle mani. Poi eseguite il mudra e per qualche secondo orientate i vostri pensieri sulla superficie di appoggio delle dita e/o delle mani. Poi rivolgete la vostra attenzione al respiro, aprite le porte all’immaginazione o ripetete l’affermazione al ritmo del respiro stesso.

Potete anche indirizzare la vostra attenzione fin da subito al respiro oppure, dopo circa dieci/quindici inspirazioni, concentrare i vostri pensieri sull’immaginazione, come pure sull’affermazione ad essa correlata.

Magari invece preferite riflettere sul quesito collegato al mudra in questione: in questo caso fatelo, ma in maniera positiva, chiarendovi le cause primarie del vostro problema e cercando delle soluzioni.

Respirazione

Un respiro consapevole, lento, ritmico e delicato ottimizza l’azione dei mudra. Il respiro, come descritto qui di seguito, porta quiete e pace interiore, abbatte lo stress e dà forza.

Inspirate profondamente e avvertite come addome e petto si inarchino leggermente verso l’esterno. Trattenete il respiro fino a tre secondi e tornate a espirare con lentezza tendendo appena la parete addominale. Poi aspettate pazientemente che giunga il successivo impulso e inspirate di nuovo.

Le pause dopo l’inspirazione e dopo l’espirazione sono particolarmente importanti. Durante la pausa dopo l’inspirazione entra nel sangue una quantità maggiore di ossigeno, che riveste un ruolo essenziale per ogni singola cellula, per la funzionalità del cervello e anche per i diversi stati umorali. Durante la pausa dopo l’espirazione vengono generate le energie sottili interiori.

La respirazione avviene sempre attraverso il naso.

Eseguite questa operazione al ritmo che vi è proprio e mantenete il respiro profondo, uniforme, lento e delicato.

Consigli

Mudra – meditazione

La pratica dei mudra è sempre anche meditazione. Potete ricavarne un rituale solenne e utile, per esempio accendendo una candela la cui luce vi ricorda la presenza del Divino.

Se praticate i mudra in una condizione di silenzio totale e in un luogo bello, ordinato e pulito, l’ambiente circostante agirà a sostegno della vostra meditazione. Per ottenere effetti più efficaci potete inoltre avvalervi dell’azione di musica, colori, cristalli, profumi e altre cose che vi trasmettono benessere. Importante è non variare troppo spesso questi ausili, dato che il vostro subconscio reagisce in maniera particolarmente positiva alla reiterazione. Se con un mudra volete ottenere un effetto positivo e curativo a livello fisico e/o mentale-spirituale, è necessario perlopiù un trattamento regolare con applicazioni che presentino una continuità coerente.

Per un ulteriore sostegno ai vostri mudra:

I mudra per la nobilitazione di sé

Se desiderate conseguire un cambiamento a livello mentale-spirituale, come per esempio modificare un’abitudine o una qualità caratteriale, eliminare un vizio o dare fondamento a un nuovo modo di vedere la vita, dovete praticare i vostri mudra per 21 giorni successivi tre volte al giorno per una durata che vada dai 7 ai 21 minuti. La ricerca conferma che nel cervello le strutture necessarie a ottenere un obiettivo come quelli appena citati devono essere modificate di conseguenza – e questo processo dura circa tre settimane. Anche per effetto di uno stato depressivo si verifica un cambiamento nel cervello, qualcosa si spezza, si smantella – ma la buona notizia è che si può tornare a una condizione di salute. E di nuovo sono necessarie circa tre settimane. Rendetevi consapevoli di un dato di fatto: un cervello attivo non significa solo concentrazione, elevata capacità di osservazione e di apprendimento e buona memoria, ma anche una più cospicua produzione di ormoni della felicità!

Pensate in maniera costruttiva e positiva!

La maggior parte delle persone pratica i mudra perché desidera allontanare dalla propria vita la negatività che la guasta o perché vuole compensare una mancanza. Purtroppo questo induce la condizione esattamente contraria: quelle stesse persone concentrano i propri pensieri su quanto avrebbero desiderio di cambiare, e così facendo infondono energia a ciò che vorrebbero lontano o a ciò che le angoscia. I pensieri sono energia! Al contrario vi esorto a pensare sempre a quello che desiderereste ottenere o fare, oppure all’individuo che vorreste essere: guardate al vostro presente e al vostro futuro per come dovrebbe essere; in sintesi: vedetevi soddisfatti e felici – e lo diverrete! Spesso si ha bisogno di un po’ di tempo prima di poter considerare una questione in termini positivi o di poter immaginare se stessi di nuovo sani (a tal riguardo potrei cantarvi una canzone). Siate quindi tenaci.

Allontanate i pensieri negativi

e date spazio a quelli positivi!

Chi resiste, vince!

Non di rado è importante ponderare bene e con cura ciò che ci assilla, scavare a fondo, ricercarne la causa primaria – ma non all’infinito avvitandosi in una spirale senza via di

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