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Come vincere la fame nervosa: Cosa si cela dietro il bisogno costante di cibo e come superarlo

Come vincere la fame nervosa: Cosa si cela dietro il bisogno costante di cibo e come superarlo

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Come vincere la fame nervosa: Cosa si cela dietro il bisogno costante di cibo e come superarlo

Lunghezza:
393 pagine
6 ore
Pubblicato:
25 set 2013
ISBN:
9788880939757
Formato:
Libro

Descrizione

Se soffri di fame compulsiva, se ogni volta che ti senti teso vai verso la cucina, se lo stress si calma solo riempiendo lo stomaco, questo è il libro che fa per te. Imparerai come interpretare e risolvere le spinte verso la cioccolata, gli snack, i carboidrati, il formaggio, il gelato e molti altri alimenti. Ogni brama di cibo è legata a una particolare necessità emozionale, come la mancanza di amore o di sicurezza economica, i sensi di colpa o il senso di abbandono. Dietro a ogni appetito si nasconde un messaggio che va decodificato per disinnescare spinte che possono essere estremamente dannose per la salute. Una volta compreso il meccanismo nascosto dietro ogni particolare brama e mettendo in pratica istruzioni specifiche, sarai in grado di controllare i tuoi eccessi alimentari emotivi. Inoltre, una serie di test ti aiuterà a valutare la tua situazione e a determinare un efficace piano d'azione per affrontare i problemi senza rivolgerti al cibo. Dettagliate informazioni scientifiche sulle influenze che ogni alimento esercita sul tuo umore e sulla tua energia ti aiuteranno a capire come i tuoi appetiti siano lo specchio delle tue emozioni.Di quale tipo emozionale fai parte?La personalità influenza il tuo pesoIl cibo determina i tuoi cambiamenti di umorePuoi guarire la fame compulsiva alla radiceFame d'amore: cioccolato & coCibi antidepressivi, cibi che tranquillizzano, cibi eccitantiIl fattore proteicoIl richiamo del frigorifero
Pubblicato:
25 set 2013
ISBN:
9788880939757
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Come vincere la fame nervosa - Doreen Virtue

libro!

Parte I

Fidati del tuo istinto

Nota: in tutto il libro ho usato note in calce numeriche [1] ogni volta che ho trattato il materiale di un altro ricercatore. Esse corrispondono alle Note riportate nell'appendice. Non contengono informazioni aggiuntive; costituiscono soltanto un riferimento se desideri approfondire un tema particolare. Se decidi di ignorarle durante la lettura, non perderai minimamente il significato o il messaggio di queste pagine.

Capitolo 1

Introduzione: l'obesità è un problema spirituale

Ogni parte di te è perfetta, intera e completa; e il tuo appetito non fa eccezione. Il desiderio di cibo e la fame vorace non significano che in te ci sia qualcosa di sbagliato o che tu sia un debole, ma piuttosto dimostrano che l'appetito si comporta esattamente come previsto.

Tutto il corpo riflette il livello di tranquillità d'animo nella tua vita. L'appetito funziona come la plancia portastrumenti di un aereo: ti avverte quando il combustibile spirituale ed emotivo comincia a scarseggiare. La fame è una spia lampeggiante rossa che indica: Ho bisogno di maggiore serenità!.

Gli animali aumentano di peso in vista del letargo invernale. Gli esseri umani che fanno altrettanto sono in letargo spirituale, ignari delle loro vere potenzialità. Il peso serve da protezione contro pericoli e penuria percepiti in un mondo che, in realtà, è pieno di sicurezza e abbondanza. È tempo di destarsi dal pesante, torpido letargo del sovrappeso e dell'intemperanza nel mangiare. Lasciando il buio della tana invernale per uscire alla luce del giorno, sperimenterai la tua autentica condizione di eterna primavera colma di creatività, successo ed energia!

In passato, forse, hai tentato di uccidere l'appetito per mezzo di forze esterne come diete, pillole o polveri medicinali, scoprendo che un simile approccio non funziona a lungo. Bisogna invece guarirlo usando un approccio interiore, che è esattamente quello offerto in queste pagine.

Non è casuale il fatto di volere un cibo particolare in un particolare momento. Cerchiamo cibi che speriamo ci forniscano serenità. L'appetito si manifesta per due ragioni: desiderio di stare meglio emotivamente o di modificare il proprio livello energetico. Vogliamo sentirci più vigorosi o più calmi. Più sicuri e fiduciosi. Meno arrabbiati. O meno timorosi.

Tutte le creature sono spinte ad appagare il loro fondamentale bisogno di cibo, acqua, riposo, riparo e tranquillità. Se una qualsiasi di tali esigenze non viene soddisfatta, il corpo segnala di provvedere. Questo processo per il mantenimento di un adeguato e salutare equilibrio nel corpo e nella mente è chiamato omeostasi.

L'istinto omeostatico ti dice di indossare una giacca quando hai freddo, di bere quando hai sete e di dormire quando hai sonno. Se perdi la pace mentale, i sentimenti istintivi ti stimolano ad agire per rimediare alla situazione. Se non lo fai, sperimenterai uno stato negativo come la depressione. Tuttavia, il tuo corpo è deciso a mantenere l'omeostasi, perciò tenterà un altro approccio. Il tuo appetito sa quali cibi possono darti la condizione emotiva o il livello energetico voluti, quelli che ti restituiranno una serenità temporanea.

Ogni alimento che desideri ha proprietà che alterano l'umore o l'energia, riportandoti in uno stato omeostatico momentaneo. Come apprenderai proseguendo nella lettura, il tuo corpo possiede una notevole intelligenza naturale.

Sentimenti istintivi

L'istinto è il centro delle nostre emozioni. La paura, l'eccitazione, la collera, l'amore hanno un influsso diretto sul nostro apparato digerente. Probabilmente, hai sperimentato una delle seguenti situazioni:

•sentivi crampi di eccitazione allo stomaco;

•ti eri appena innamorato, perdendo di conseguenza l'appetito;

•l'intuizione si presentava sotto forma di sentimento istintivo;

•avvertivi un nodo allo stomaco provocato da ansia o timore;

•avevi nausea o mal di stomaco perché eri nervoso;

•ti veniva fame perché eri solo, annoiato o stressato;

•provavi una tremenda agitazione;

•non riuscivi a mandare giù o digerire una faccenda spiacevole;

•qualcuno ha cercato di darti a bere un mucchio di bugie;

•avevi estremo bisogno di attenzione o amore;

•non sopportavi più qualcuno.

L'intuizione, o istinto, ci consiglia e ci guida. Costituisce il legame tra l'intelligenza dell'universo e la nostra esperienza umana. Questa voce interiore include un milione di anni di saggezza ereditata dai cavernicoli nostri progenitori. Ci dice se una persona agisce in maniera onorevole, quale carriera scegliere, quale casa acquistare, chi sposare e così via.

Quando diamo ascolto ai nostri sentimenti istintivi, siamo sempre premiati con la pace dell'animo. Se le loro indicazioni ci sembrano preoccupanti (Non me la sento di intraprendere la carriera dei miei sogni perché ho timore di fallire!), mettiamo a tacere la voce interiore riempiendoci lo stomaco di cibo o alcol.

Avevo 22 anni quando sperimentai per la prima volta questo fenomeno. Ero una giovane madre che viveva un matrimonio emotivamente e finanziariamente disastroso. Mio marito e io lottavamo per pagare l'affitto e nutrire i nostri figli. Non facevamo che litigare a causa dello stress e delle preoccupazioni. E ogni giorno il postino ci portava pile di conti in sospeso.

Mio marito era la personificazione dell'ansia, e uno dei suoi timori dominanti era che lo lasciassi per un altro uomo. Per combattere questa paura, mi propinava costantemente una dieta di discorsi negativi. Mi diceva che ero grassa, brutta, stupida, inutile, e che nessuno mi avrebbe mai voluto, soprattutto perché avevo due bambini. Mi ripeteva così spesso queste bugie che finii per crederci. Le sue menzogne mi ipnotizzavano, convincendomi che non meritavo di meglio.

Nondimeno, continuavo a coltivare una visione della vita che avrei dovuto e voluto condurre. Come in un diaporama mentale, vedevo immagini di me stessa in cui ero uno spirito libero e leggero. Nei miei sogni a occhi aperti, ero una psicoterapista e scrittrice che viveva in una casa vicino all'acqua, con un corpo sano, in forma e snello. Ora so che era Dio che mi parlava attraverso l'istinto.

Ogni volta che mi abbandonavo a questa fantasia, mi sentivo profondamente intimidita! Ne accennai a mio marito, e dovetti sopportare il suo scherno. Come poteva una casalinga ignorante come me, con responsabilità familiari, senza denaro e completamente priva di fiducia in se stessa, sperare minimamente di raggiungere un obiettivo così elevato? Quella visione interiore mi spaventava perché non credevo di meritare qualcosa di buono. Altri forse, ma non io. Come risultato, i miei sentimenti istintivi mi causavano solo sgomento.

Il modo più efficace di affrontare questo genere di timore è fidarsi del proprio istinto e seguire le sue indicazioni. Ma all'inizio io scelsi la vana alternativa di tacitarlo mangiando più di prima. Ingrassai ancora, e usai la pinguedine come ulteriore conferma che ero indegna di realizzare i miei scopi.

A un certo punto mi sentii sufficientemente mortificata dai fallimenti e dalle difficoltà della vita da ammettere: Non so cosa sto facendo!. Quando finalmente mi arresi abbandonandomi alla volontà di Dio, cominciai a fidarmi dei miei sentimenti istintivi. Ascoltai questa guida interiore, decidendo di credere in essa. Ero certa che Dio non mi avrebbe affidato una missione senza fornirmi un adeguato supporto di talento, creatività e coraggio.

È stata la migliore decisione che abbia mai preso. Sono giunta a comprendere che ogni volta che la mia vita esce di carreggiata è perché non sto ascoltando la voce interiore. In queste occasioni perdo la pace dell'animo e, come conseguenza, sperimento un intenso desiderio di cibo. Allora mangio troppo, e la cosa diventa un circolo vizioso.

Ma quando cominciai a dare ascolto alla voce interiore, ricevetti l'indicazione per realizzare i miei sogni. Mi iscrissi a corsi universitari, redassi manoscritti e mantenni una visione chiara e concentrata di ciò che volevo. L'istinto mi aiutò a superare ostacoli e sfide. Lavorando sodo e pregando, divenni la persona che tante volte avevo immaginato: una psicoterapista e una scrittrice di successo che compare regolarmente nelle trasmissioni televisive nazionali.

Tutti i miei bisogni e desideri ricevono la dovuta attenzione, perché ormai so che merito cose buone. E anche tu. Tutti le meritiamo.

Non possiamo sbagliare, quando seguiamo l'istinto. Realizziamo il nostro fine divino, che in definitiva aiuta altre persone, specialmente i membri della nostra famiglia. Non abbiamo motivo di indulgere a intemperanze alimentari se la mente è serena. Ascoltare l'istinto produce miracoli nella tua vita!

Tempo di guarire

Se hai lottato con peso e diete, allora sai già meglio di chiunque altro come dimagrire! Mangiare meno grassi e fare più esercizio: non occorre essere un genio per capirlo. Ma la ragione per cui gli americani sono più obesi che mai è dovuta al nostro appetito iperattivo. Se non avessimo sempre fame, non ci sarebbe alcun problema di peso.

Il materiale contenuto in questo libro ti aiuterà a ridurre il potere delle tue voglie di cibo. Comprendendo perché sei attirato da un particolare alimento, il desiderio diminuirà o scomparirà del tutto. Sarai più padrone delle tue scelte alimentari. Invece di divorare un'intera scatola di biscotti, potrai decidere di mangiarne uno, due o nessuno.

Stai per apprendere il mio poco noto metodo per interpretare il desiderio di cibo. Una volta in grado di spiegare la causa delle tue voglie, non verrai più sopraffatto dall'impulso di mangiare troppo.

L'incubo delle smanie di cibo

L'interpretazione delle smanie di cibo è simile a quella dei brutti sogni. Dopo tutto, le due cose hanno molto in comune. Abbiamo incubi ogni volta che cerchiamo di evitare pensieri o sentimenti sgradevoli. Anche il desiderio di cibo indica problemi emotivi irrisolti.

I metodi per affrontare brutti sogni e voglie alimentari sono identici. Nel primo si risale direttamente all'origine dell'ansia riguardante lavoro, finanze, amici, amore, famiglia salute o altro. A volte, però, il motivo del turbamento non è subito chiaro. Spesso non siamo pronti a guardare in faccia la verità sui nostri sentimenti e convinzioni in conflitto. Simili timori ci impediscono di effettuare quei cambiamenti che creano serenità.

In tali casi, il sistema più pratico è interpretare l'incubo o la voglia di cibo. L'interpretazione mette di fronte a te uno specchio che ti consente di riconoscere immediatamente la vera causa del disagio o tormento emotivo. Dopo di che prendi gli opportuni provvedimenti, liberandoti del passato.

L'interpretazione dei sogni è materia di studio fin dai tempi di Freud, e quasi tutti i terapisti come me includono questa pratica nel trattamento perché aiuta loro e i pazienti ad aggirare le difese e identificare rapidamente le convinzioni radicate nel profondo che innescano il comportamento malsano.

Anni fa, quando iniziai a studiare le voglie di cibo, scoprii che le loro interpretazioni erano molto più affidabili di quelle relative ai sogni, perché le variabili sono minori. Nell'interpretare i sogni, il terapista deve valutare il significato dei vari simboli per il paziente. Acqua, colori, edifici, veicoli e persone sono comuni simboli onirici che hanno significato e importanza diversa a seconda dell'individuo.

Con il desiderio di cibo, invece, i significati dietro ciascun alimento sono assai più ricorrenti. Per esempio, l'attrazione per il burro d'arachidi indica quasi sempre una persona stressata, irritata o frustrata che ha bisogno di un po’ di svago.

Ogni cibo corrisponde a un certo stato d'animo. Ogni volta che il tuo appetito diventa ingovernabile è perché vuoi sentirti più energico, più rilassato o di umore migliore. Istintivamente, desideri proprio il cibo che produrrà l'effetto cercato.

Altri, oltre a me, hanno studiato il rapporto tra umore e voglie alimentari. L'esito delle loro ricerche avvalora le mie conclusioni, ovvero che è possibile individuare e valutare accuratamente un problema emotivo semplicemente sapendo quale cibo viene desiderato.

Per esempio Bernard Lyman, docente universitario della Columbia Britannica, chiese a 200 soggetti di immaginarsi in preda a 22 emozioni diverse, incluse collera, noia, depressione, solitudine e gioia. Mentre i partecipanti allo studio immaginavano di provare le varie emozioni, il dott. Lyman domandava loro quale cibo avrebbero voluto mangiare.

Gli esiti dell'esperimento furono statisticamente significativi, ossia più di quanto ci si potesse aspettare di vedere per mero caso. A ciascuna emozione corrispondevano particolari preferenze. La tabella qui sotto mostra alcuni dei risultati ottenuti. Trovo interessante il fatto che l'ansia causasse un desiderio così forte di snack – sia del tipo sano, sia di quello da evitare – e che affetto e felicità suscitassero un'intensa voglia di dolci (probabilmente cioccolato, anche se lo studio non lo specificava). In base alla sua ricerca, il dott. Lyman concluse: È evidente che preferenze diverse si accompagnano a emozioni diverse.¹

PERCENTUALI RELATIVE AI DESIDERI DI CIBO RIFERITI DA 200 STUDENTI IN REAZIONE A EMOZIONI IMMAGINATE

Fonte: Lyman, 1982¹

L'appetito va curato, non soppresso

Credo che ti piacerà imparare a interpretare le diverse voglie di cibo. Quando tengo conferenze o partecipo a talk show su questo argomento, gli spettatori mi chiedono sempre di spiegare le loro. Ho deciso di scrivere il presente libro affinché chiunque possa interpretare i propri desideri e quelli di amici e parenti.

Rimarrai sorpreso dalla saggezza del tuo appetito e dall'accuratezza della tua intuizione nel desiderare il cibo che corrisponde esattamente allo stato emotivo o energetico che cerchi!

Lascia che ti ponga una domanda: in fatto di appetito, abitudini alimentari o peso, le voglie di cibo sembrano dominarti? A volte provi la sensazione di non avere altra scelta che mangiare ciò che desideri? Ci sono momenti in cui non riesci a pensare ad altro che a mangiare? Che si tratti di cioccolato, cheeseburger, pane o gelato, non è forse il massimo della frustrazione lottare con il desiderio di cibo?!

Lo stomaco dice: Lo voglio mangiare… ORA!.

Al che, la mente ribatte: No, non puoi mangiarlo. Fa ingrassare. Devi dimagrire. Scordatene.

Nondimeno, lo stomaco insiste: Ma io lo voglio!. Più la mente dice no, più desideri quel cibo.

Tutti sappiamo, in fondo, che di rado la nostra fame ha origine fisica. Di solito, la causa è il desiderio di sentirci meglio subito. Come un animale che cammina avanti e indietro nella gabbia, l'appetito gira intorno a tutti i tuoi pensieri, progetti ed energie. Immagini particolari relativi al cibo che ti attira: che sapore ha, dove acquistarlo, come prepararlo. Inoltre, ti convinci di poter eliminare calorie e grassi saltando la colazione o facendo esercizio.

È un circolo vizioso, in cui la ricerca di cibo condiziona gran parte della tua vita. Improvvisamente non hai più il controllo della situazione. Ma, se sei come me, non vuoi combattere con te stesso per il resto della tua esistenza. La buona notizia è che non sarai costretto a farlo. I problemi di peso e alimentazione non rappresenteranno più una lotta costante tra forza di volontà e appetito se

invece di cercare di mantenere una perdita di peso,

ti concentri sul mantenimento della pace dell'animo.

Finché avrai la pace dell'animo, l'appetito non ti sfuggirà più di mano! Ma talvolta è difficile capire con esattezza come superare l'ostacolo e ottenere questa pace. È qui che l'interpretazione del desiderio di cibo può aiutarti, indicandoti quale ambito della tua vita necessita di considerazione.

Ogni cibo che desideri corrisponde a un'emozione o un problema specifico che richiede attenzione. Quando sei depresso, probabilmente ti sentirai attratto da un derivato del latte come formaggio o gelato. Quando sei ansioso, cercherai qualcosa di croccante come patatine fritte o noccioline. Infatti, c'è una ragione biologica e psicologica per ogni cosa che senti il bisogno di mangiare. Una volta scoperta l'emozione sottostante, avvertirai un senso di sollievo per essere stato onesto con te stesso. A questo punto, il desiderio diminuirà.

Tutti gli alimenti contengono minerali e amminoacidi, e hanno consistenze, odori e altre caratteristiche che influiscono sull'umore e sull'energia. Possono avere effetti stimolanti o depressivi, oppure attivare i centri cerebrali del piacere. In realtà, molte proprietà psicoattive del cibo sono identiche a quelle presenti nei farmaci contro depressione, ansia e asma!

Lo stato d'animo che istintivamente cerchi determina quale cibo desidererai. Per esempio, se ti senti depresso o apatico, vorrai mangiare qualcosa che migliori il tuo umore. Se sei teso o irritabile, avrai voglia di cibi che possano calmare i nervi. Sei annoiato? Ad attirarti saranno alimenti in grado di produrre nel cervello sostanze chimiche che stimolano piacere o eccitazione.

Per avvalorare questo genere di risultati, ho incluso nel libro materiale basato su approfondite ricerche in tre ambiti:

1.studi scientifici compiuti in università di tutto il mondo sulle proprietà psicoattive (che alterano l'umore) di vari alimenti. Inoltre, ho riportato gli studi più recenti sull'appetito negli animali, nei bambini e nelle persone adulte, sulle preferenze alimentari e sull'effetto dell'esercizio fisico sulle sostanze neurochimiche e sull'appetito;

2.antiche teorie mediche cinesi sulle energie del cibo. È straordinario il fatto che le convinzioni cinesi sulle proprietà stimolanti e calmanti degli alimenti coincidano perfettamente con i risultati della moderna ricerca scientifica! I cibi che secoli fa venivano definiti piccanti (la descrizione della medicina cinese di uno stimolante, non del sapore) sono quelli che oggi chiamiamo vasocostrittori o eccitanti;

3.interviste a quattr'occhi condotte nel corso di sedute cliniche o dei miei seminari. Studiando migliaia di uomini e donne, sono riuscita a mettere in correlazione voglie alimentari con problemi emotivi e stati d'animo cercati. Ho anche preso dettagliatamente nota dei cibi da me desiderati e degli umori corrispondenti.

Sorprendentemente, tutte e tre queste fonti d'informazione – moderna ricerca scientifica, antiche convinzioni mediche cinesi e interviste – portano a conclusioni analoghe sulla corrispondenza tra cibi ed emozioni.

Le voglie di cibo sono determinanti

A tutti viene fame, naturalmente. Ma al di là del normale appetito e degli eccessi del giorno del Ringraziamento, siamo assillati da desideri continui, stressanti e invasivi che finiscono per vanificare piani alimentari e dietetici preparati con le migliori intenzioni.

Ecco come io definisco una voglia di cibo: desiderio ossessivo di uno specifico tipo di alimento. È diverso dall'avere semplicemente fame di qualcosa che si trova nel frigorifero o nella credenza. È diverso anche dal mangiare troppe noccioline o popcorn solo perché sono casualmente disponibili. Le voglie alimentari sono pensieri e desideri specifici riguardanti un certo tipo o categoria di cibi, come cioccolato, patatine fritte o specialità messicane. Occasionalmente, può presentarsi una sana voglia di frutta, ortaggi o cereali integrali, ma in genere si tratta di alimenti trattati e ad alto contenuto di grassi.

Mentre un normale e sano appetito, accompagnato da moderazione, è piacevole, la smania ossessiva di cibo è stressante, perché interferisce con la nostra libertà di scegliere se mangiare o no. Ci controlla, e a nessuno piace essere controllato.

Ecco una cosa di cui sono fermamente convinta: il desiderio irresistibile di cibo è responsabile di ogni corpo obeso, di ogni dieta interrotta e di ogni malattia collegata all'alimentazione. Se riusciamo a eliminarlo, le abitudini nocive scompariranno. Dopo tutto, l'obesità non è causata da scarse conoscenze alimentari, ma da un appetito iperattivo. Se non avessimo fame tanto spesso non avremmo alcun motivo di mangiare troppo, giusto?

In passato, potevamo attribuire le cattive abitudini alimentari del nostro Paese all'ignoranza del pubblico. Ma oggi quasi tutti conoscono i vantaggi di una dieta equilibrata a basso contenuto di grassi, accompagnata da regolare esercizio fisico. Praticamente ogni scolaro apprende gli elementi fondamentali della nutrizione, e chiunque abbia accesso ai media – riviste, giornali, radio o televisione – ha sentito ripetere innumerevoli volte il consiglio di mangiare più frutta e verdura, e di ridurre i grassi saturi. È un'informazione che troviamo ovunque!

Due studi hanno rivelato la misura della coscienza alimentare della persona media. Nel 1958 alcuni ricercatori interrogarono trecento donne britanniche sulla composizione nutrizionale dei cibi. Venti anni dopo, un altro gruppo di ricercatori pose le stesse domande a un analogo campione di donne. Guardate la differenza che possono fare due decenni!²

PERCENTUALI DI CONOSCENZA DELLA COMPOSIZIONE NUTRIZIONALE DEGLI ALIMENTI SU UN CAMPIONE DI 300 DONNE

Fonti: Jenkins; British Nutrition Foundation

Se lo stesso sondaggio venisse condotto oggi, probabilmente la percentuale di consapevolezza sarebbe ancor più vicina al 100 per cento. Eppure, gli americani sono più grassi che mai: secondo il National Center for Health Statistics, il 34 per cento è clinicamente in sovrappeso, contro il 25 per cento del 1988. Perché avviene questo, dal momento che chiunque abbia letto un libro o una rivista sulla salute, o parlato con un medico, conosce l'importanza di un'alimentazione ipolipidica e di una regolare attività fisica? Credo che la responsabilità dell'allargarsi del girovita degli americani sia da attribuire alle intemperanze di origine emotiva.

Evidentemente, il problema non è la mancanza di informazione. Anzi, secondo uno studio le persone obese che seguono una dieta sono notevolmente più informate sulla nutrizione di quelle normopeso.³ La nutrizionista Jane Thomas ha studiato il rapporto tra informazione nutrizionale e preferenze alimentari, concludendo: … appare chiaro che le abitudini alimentari non cambiano solo perché gli individui possiedono un'accurata conoscenza fattuale.⁴

Benché il consumo di grassi nella famiglia americana media sia basso, il numero totale di calorie è salito. Con l'aumentare dello stress e dell'incertezza nelle nostre vite, cerchiamo istintivamente una fonte di consolazione e sicurezza. Per molti di noi, tale fonte è il cibo.

Un solo tipo di informazione porta a mangiare in maniera più sana: la conoscenza del motivo che spinge a desiderare un certo genere di alimento. Una volta compreso che la tua voglia di biscotti al burro di arachidi o di qualche altra cosa significa in realtà che cerchi conforto e svago, l'appetito non sembrerà più tanto incontrollabile.

Che c'entra il peso con tutto questo?

Ho lavorato per molti anni con pazienti bulimici e sono sempre rimasta impressionata dalla loro profonda conoscenza della nutrizione. Ognuno di essi (per lo più donne) era in grado di indicare con buona approssimazione le calorie, i grassi e i carboidrati praticamente di qualsiasi cibo ti venga in mente. Possedevano decine di libri sull'alimentazione e avevano letto molti articoli sui metodi per dimagrire. Tutti sapevano come perdere peso: ripeto, il problema non è la mancanza di informazione. La vera questione era un appetito divenuto completamente ingovernabile, come un cavallo imbizzarrito che ha preso la mano al cavaliere.

A prescindere da quanti libri o riviste leggessero sull'argomento, da quante palestre frequentassero o da quanti jeans taglia 42 comprassero per motivarsi, il peso dei miei pazienti era sempre determinato dall'intensità delle loro smanie alimentari.

Ecco alcune delle frasi che ho

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