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I fiori del silenzio: Inviti al ricordo di Sé

I fiori del silenzio: Inviti al ricordo di Sé

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I fiori del silenzio: Inviti al ricordo di Sé

Lunghezza:
124 pagine
1 ora
Pubblicato:
7 lug 2020
ISBN:
9788898750894
Formato:
Libro

Descrizione

Libro palindromo, questo. Si legge dall’inizio oppure a partire dalla fine: “il significato silenzioso non cambia e viene espresso tramite semplici parole, tanto imbevute di Quello da rivelare la più intima Verità di noi stessi, che è la medesima del Tutto. La limpidezza è la brillante qualità con cui Harish Enrico presenta il messaggio, parlando con chiarezza degli inganni mentali che impediscono il Vedere. La Verità va Vista con una totale messa a Fuoco, tanto potente da ardere l’illusione; soltanto così viene assaporata e incarnata. Chi ricerca il Vero, spesso si incammina portandosi appresso molteplici fraintendimenti, insegnamenti letti o ascoltati, ma non realmente compresi. Così si fanno giri viziosi, seguendo una mappa sbagliata e ci si perde nelle tortuosità del pensiero. Fare chiarezza è essenziale, smettendo di sognare delle mete nebulose e immaginarie dell’illuminazione. Harish Enrico dona al viandante delle chiare indicazioni, come un Amico che si incontra sul percorso e che si presta amorevolmente a dare dei validi suggerimenti sulla Via.”
Pubblicato:
7 lug 2020
ISBN:
9788898750894
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

I fiori del silenzio - Harish Enrico

Harish Enrico

I FIORI DEL SILENZIO

Inviti al ricordo di Sé

Ringraziamenti

Ringrazio il mio amico Ermanno Calvano da cui nasce l’idea di questo libro.

Ringrazio il mio amico e compagno di viaggio Satvat per la dolce sinfonia delle parole della prefazione.

Ringrazio di cuore Gloria Margagliotti i cui disegni hanno impreziosito queste pagine.

Ringrazio Lucia Landucci per il suo prezioso lavoro senza il quale non avrei dato alla luce questo testo.

E infine ringrazio la mia compagna Anna Pellegrini per essermi stata vicino in questa avventura.

Prefazione

Con limpida risonanza mi accingo a scrivere la prefazione a questo libro dell’Amico Harish Enrico. In piena risonanza col significato silenzioso che viene espresso tramite semplici parole, tanto imbevute di Quello da rivelare la più intima Verità di noi stessi, che è la medesima del Tutto. La limpidezza è la brillante qualità con cui Harish Enrico presenta il messaggio, parlando con chiarezza degli inganni mentali che impediscono il Vedere. La Verità va Vista con una totale messa a Fuoco, tanto potente da ardere l’illusione; soltanto così viene assaporata e incarnata.

Chi ricerca il Vero spesso si incammina portandosi appresso molteplici fraintendimenti, molti dei quali derivano da insegnamenti letti o ascoltati, ma non realmente compresi. Così si fanno dei giri viziosi, seguendo una mappa sbagliata che si è costruita nella mente, e ci si sperde nelle tortuosità del pensiero. Fare chiarezza è essenziale, tornando alla semplicità che porta a verificare ogni passo, smettendo di sognare delle mete nebulose e immaginarie dell’illuminazione. Harish Enrico dona al viandante delle chiare indicazioni, come un Amico che si incontra sul percorso e si presta amorevolmente a dare dei validi suggerimenti sulla Via. Chi ha percorso la strada ed è giunto al Vedere, sa bene che ciò che conta davvero non è la mèta, bensì l’attenzione in ogni singolo passo. L’incantesimo confondente della mente va disfatto nel momento, e quando ciò avviene si dissolvono le nubi che nell’anima celano la radiosità del Vero. Però non è sufficiente Vedere, è necessario convertirsi totalmente, divenendo puro Vedere: è questa la Via della trasformazione della Coscienza.

Perciò molto deve essere operato lungo la Via, disfando l’illusione che continuamente si ricrea, finché l’io non è completamente dissolto. Gli insegnamenti della Maestria servono a mantenere la vigilanza come un rasoio ben affilato che, colpo su colpo, recide i molti fili che reggono la menzogna. Questo è il mio invito: usate le indicazioni donate da Harish Enrico per tagliare i fili incatenanti del pensiero, e per impedire che si riformino ancora. La sua chiarezza è un valido aiuto per non fingere di non aver compreso.

Le parole dei Buddha sono come scritte sull’acqua, valgono nel momento; eppure non si dissolvono come l’effimera schiuma dell’onda. Sono messaggi vibranti dal Profondo che attecchiscono nell’anima e misteriosamente la sospingono verso la Profondità. Stampate in un libro, tali parole riecheggiano da pagina a pagina creando una sinfonia armoniosa che interiormente risveglia ciò che è stato dimenticato. Infatti non si tratta di imparare qualcosa per procedere sulla Via, bensì di riconoscere e ricordare ciò che è stato occultato dai veli delle molte credenze. La saggezza della Maestria non appartiene alla persona, si rivela quando la personalità è dissolta. Perciò, Amico lettore, non scrutare in questo libro di Verità, scritto da Harish Enrico in sincerità, tentando di scovare il Tesoro: trovalo in Te stesso distruggendo l’illusione che ti fa credere di essere una persona limitata e presa nei conflitti. Nessun Buddha può darti il Tesoro, però tu che sei sulla Via lascia che il canto di Harish Enrico risuoni liberamente in te fino a suscitare il ricordo della Libertà che Tu sempre sei.

Satvat

Al Villaggio di Ajad e a tutti i fratelli d’anima con i quali condivido il cammino

Un primo assaggio del divino

Anni fa, in un momento di grande sofferenza psicologica, mi accadde qualcosa che non dimenticherò mai: all’improvviso fui rapito da un profondo silenzio, il chiacchiericcio della mente si spense totalmente. Quel silenzio era talmente penetrante, vasto, che ogni cosa sparì in esso: il senso di me con tutti i suoi problemi si era dissolto, niente restava se non quel silenzio estatico.

Quell’esperienza durò circa un quarto d’ora, fin quando non sentii una grande paura pervadere il mio corpo: era la paura di perdere quel me stesso che all’epoca credevo di essere. Pian piano ritornò la mente col suo chiacchiericcio e con esso il senso di me.

Quell’esperienza lasciò un segno profondo nella mia vita. Quel silenzio mi aveva rapito il cuore, non c’era altra cosa che avesse senso per me, tutto impallidiva al cospetto di Quello.

Dopo quest’esperienza, passavo le giornate inseguendo quel silenzio, qualsiasi cosa stessi facendo. Quello che non comprendevo all’epoca era che più mi incaponivo nel cercarlo, più mi sfuggiva. Cercare di afferrare qualcosa vuol dire essere continuamente in tensione verso un obiettivo da raggiungere in futuro, perdendo la bellezza dell’unico momento che abbiamo, l’Adesso!

Sai, quel silenzio non è qualcosa che puoi afferrare, conquistare: quello che puoi fare è rilassarti e scomparire in esso. Non affannarti a cercarlo, arriva solo quando tu non ci sei.

Se guardi un fiore, un tramonto, perditi nella bellezza di ciò che i tuoi occhi stanno ammirando. Qualunque sia l’esperienza

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