Siamo in grado di farci vedere?
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Siamo in grado di farci vedere? - Veronica Pecorilli
dimora.’
Parte Prima
I
Siamo nati vuoti per essere inglobati dal mondo, nati vuoti per poterci riempire. Partiamo simili ad un numero zero, che già nella distanza di poche ore si rinnoverà prendendo la forma di un uno, e sceglierà lui stesso l’evolversi in crescita lasciando fin da subito un’eredità.
Ogni inizio è caratterizzato da partenze prive di materia, privo di un sistema o caratteri, un inizio al suo interno non possiede né anima né sangue. Alcuna forma di esperienza pregressa, verso la creazione di una forma d’osservazione.
Accade in questo modo, ci viene affidato un nome che ci accompagnerà per tutto il corso delle nostre infinite emozioni e travagli, che avranno sfogo in duplici sensazioni, positive o negative. Momenti di felicità, anche improvvisa, altre situazioni in cui invece metteremo a confronto il nostro bisogno di cambiare percorso con la voglia di sbiadire la nostra immagine; tutt’al più ci saranno affidate delle caratteristiche predefinite, in base alla genetica, un colore della pelle.
Ad ogni modo, si spera sempre che il tutto sia per noi genericamente di buon gusto, nel posto giusto e nel modo giusto. Avremo in successione modo di capire che, fortunatamente, senza troppe preoccupazioni siamo in possesso di carte da poter giocare nel modo che prediligiamo, questo che oltre all’elenco predefinito poco fa scandito è affiancato da un importante punto, che ne fa la differenza, l’essere umano possiede il dono dell’ultima parola.
È nostro il compito di renderlo un nostro vantaggio.
Possediamo il dono delle parole, per cui il dono della scelta, e tengo a specificare l’arco temporale di cui penso oggi l’uomo abbia una più facilitata gestione della propria vita e delle proprie scelte. Sicuramente più che in qualsiasi altra epoca storica:
oggi.
L’anno che fugge e corre veloce sotto il nostro sguardo, e comunque non del tutto nitido, denominiamolo anche progresso. Noi cittadini, in una nazione Italiana ci troviamo davanti ad una condizione di possibile libertà donataci. Cercando di comprendere meglio, la libertà è un principio unico proprio dell’essere umano, legato alla società ed alla moralità dell’individuo. Sappiamo che per un progresso generale, ogni individuo debba possedere il diritto nel realizzarsi come meglio crede ed invochi.
Impariamo a vivere in uno stato di libertà, lasciando procedere ogni percorso altrui. Ognuno possiede un’elevazione alla vita che sarà diversa da un’altra.
Nel momento in cui ogni essere umano sarà in grado di contemplare il mondo ad esso circostante comprensivo di rispetto altrui, come per se stesso, potremo inorgoglirci, proclamandoci una buona società. Avvalendoci di un reciproco rispetto.
Cercando di mostrare un’ampia forma di razionalità ed essere persone coscienziose ed assolutamente obiettive, sappiamo non poter utilizzare purtroppo questa salutare nozione come pensata e possibile a livello mondiale.
L’uomo crea, l’uomo distrugge,
l’uomo creatore, l’uomo distruttivo
Essere delle persone libere è inclusivo di ogni responsabilità e determinante d’ogni reazione umana. Proprio così. Ogni uomo possiede in egual modo il diritto alla libertà, l’uomo libero crea le regole, a volte con stupida e creduta onnipotenza rivoluzionaria.
Ma una domanda importante, ebbe la meglio su di me. Sappiamo di possedere un’inviolabile diritto? Nella maggior parte dei casi ci si dimentica di molte cose importanti, lo saprai bene anche tu.
Tornando a noi, parlavamo quindi di un’eredità, di qualcosa che con prassi naturale ci viene lasciato tra le mani concedendocene il libero arbitrio. Sono dell’opinione che questa per noi sia una lussuosissima responsabilità. Non è mai facile curarsi dei nostri cari numeri che giorno per giorno mutano alla luce, ed inevitabilmente crescono.
La nostra responsabilità, la libertà.
Dove ci porta questa parola?
Penso all’ampiezza degli eventi, alle moltitudini di immagini che la mente mi regala ripensando alla vastità di sentieri che possono infrangersi dinanzi la nostra strada. Ci si lascia prendere cura da ciò che potrebbe accadere, pensando che sarà gestibile dal momento in cui sta accadendo.
Lo abbiamo scelto oppure abbiamo atteso il fato, lasciando che un sentiero valesse l’altro?
Vorrei innanzitutto trovare un sinonimo per questo termine, qualcosa di molto vicino che ci possa aprire ulteriori passaggi di immaginazione; libertà.
Una definizione che possa farci intendere nel miglior modo l’importanza di possedere una scelta, la propria scelta. La libertà di possedere una voce, che non sarà quella di qualcun altro, ma sarà solamente la nostra. Non un suono che per noi non ha nessuna rilevanza, a prescindere dalla sua forma o grado di conoscenza. Possediamo il dono dell’ultima parola seguito dalla scelta presa, scegliamo per noi donandoci la libertà di sperimentare chi realmente siamo. Tutto questo senza alcuna condizione morale o fisica. Decidiamo di portare nelle tasche la bussola delle nostre caratteristiche, delle nostre volontà e dei nostri piaceri.
Se portassi alla mente l’immagine tradotta dell’essere umano senza vincoli, penserei ad un elevato contrasto tra eventi e stato esistenziale.
Lo collegherei ad un terreno dissestato, sterrato. Un piano di terra quasi asciutto, con situazioni altalenanti e fangose. Un carro armato si fa strada come rincorresse qualcosa che lo disturba, non sa bene a cosa sta andando in contro, il suo istinto gli pronuncia che la miglior cosa è renderlo vincitore, eliminando qualsiasi presenza attorno ad esso.
Non c'è buon odore, il fumo è acre, tossico che irrompe nell’esofago. Il rumore assordante del metallo batte ad ogni rialzo del terreno scatenando in aria residui di ciò che trova. Tutto sommato, a pensarci, questo non è piacevole.
Poco più in là denoto un' ulteriore immagine, somiglia ad un pacco di forma quadrata, al suo apice osservo un grazioso fiocco rosso.
Un bel fiocco.
Intravedo così con chiarezza, la nostra forma attorno alle
piccole grandi, macerie della società.
Nasciamo con degli elementi distintivi cui abbiamo la facoltà di poter mutare a seconda delle necessità, preferenze e sensazioni.
Parlo di quelle vibrazioni che ci portano sulla giusta strada, la nostra strada. Vibrazioni che solamente la nostra pelle è indotta a percepire, quasi fossero eventi soprannaturali che però hanno noi come unici superstiti. Mi riferisco all’unicità di un sentimento, alla percezione di ciò cui non possono essere affidate parole per una spiegazione. L’assoluto vibra sotto lo strato della pelle lasciando unicamente a noi il lusso del suo vivere.
Mi collego ad una condizione, quella in cui un giorno saremo noi a scegliere la nostra religione d’appartenenza. È una scelta importante alla quale bisogna affidare il giusto peso d'una riflessione con mente capace di ciò. Avremo la volontà di non concederci nessuna religione, se in cambio, diverse volte, ne otteniamo uccisioni e pedofilia. Stadi che allegramente albergano nelle loro sante case. Al fine d'ogni scelta concediamoci la libertà della nostra!
Pensandoci bene questo termine, libertà, mi piacerebbe posizionarlo accanto ad opportunità.
La identificherei come un’opportunità che ci viene concessa, quella di possedere una scelta, ed al suo contempo avere la libertà di prenderla. La nostra opportunità di riuscita, giungere ad una completezza dell’essere, seguito dalla capacità di osservare in uno specchio i nostri occhi e riuscire ad osservarne all'interno mostri e verità.
Personalmente penso che con questa pratica si possano compiere grandi passi, si realizza di aver da sempre posseduto sensazioni nascoste, in spazi del nostro corpo e della mente. Forme di coraggio inconcluse che possono essere tirate fuori solamente mettendole difronte i nostri occhi, osservandole, mettendole un po' a disagio. Non hanno l’abitudine d’esser tenute d’occhio, come non biasimarle! Mettendole un po’ in difficoltà, è cosi' quando si osserva qualcosa in modo ostentato.
Ma potrebbe benissimo non rivelarsi un disagio, anzi può essere un estremo piacere. La destinazione è una nostra scelta. Avviene così, ci si osserva in un riflesso e ci si trova. Sono dei percorsi importanti che hanno bisogno di un inizio, un vissuto ed una fine. Non esiste un preciso giorno o un preciso momento per farlo nascere, è il nostro compito che assieme all'istinto prende forma in consapevolezza.
Di quel mondo attorno connesso ai nostri istinti ed alle nostre volontà.
Iniziamo a compiere il primo passo per capire al meglio chi siamo. Si giunge alla consapevolezza del nostro io, del sé; iniziando a percepire gli eventi attorno a noi in ogni loro particella, l’aria che respiriamo, rendendola pian piano parte del nostro corpo.
Iniziamo ad avere in questo modo una percezione diversa su ciò che ci accade, degli occhi che ci permettono di analizzare nel modo ancor più conforme a noi il mondo circostante, proprio come a possedere una consapevolezza in più. Una visione più approfondita di ciò che accade, con motivi e nuove giustificazioni a muoverci.
Osserviamo diversamente la nostra persona comprese le altre circostanti.
È importante e necessario poter conoscere per conoscerci.
Abbiamo questa considerevole opportunità di poter fare del nostro corpo e coscienza dei punti forti, diversi e dissimili, unici nel proprio filtro. Scegliamo gradatamente dei