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Rivista di Psicosintesi Terapeutica n.32

Rivista di Psicosintesi Terapeutica n.32

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Rivista di Psicosintesi Terapeutica n.32

Lunghezza:
181 pagine
1 ora
Pubblicato:
29 giu 2020
ISBN:
9788835857488
Formato:
Libro

Descrizione

INDICE
EDITORIALE
Alberto Alberti
Psicologia analitica e Psicosintesi terapeutica
AUTOFORMAZIONE E PSICOTERAPIA
Pier Nicola Marasco
Le attività formative nell’ottica junghiana
CONTRIBUTI E SVILUPPI TEORICI
Mauro Ventola
Psicosintesi e mitologia personale
Tatiana Ieri
Le città invisibili
INTERROGATIVI SULLA PSICOTERAPIA PSICOSINTETICA
SPAZIO INTERATTIVO a cura di Filippo Conti
RECENSIONI
Rossana Appolloni, DO SOFRIMIENTO À FELICIDADE. Da psicanálise à psicologia positiva - Ed. Self-Desenvolvimento pessoal, Carcavelos (Portugal) 2015. Recensione di Filipo Trovato
Petra Guggisberg Nocelli, CONOSCI, POSSIEDI, TRASFORMA TE STESSO. Una raccolta di strumenti pratici per l’armonia interiore, lo sviluppo del potenziale e la psicosintesi personale e transpersonale - Ed. Xenia, Como-Pavia 2016. Recensione di Carla Fani
Lorenza Berni, SOLO UN VENTO DI GIOIA. Per dirti amore (a cura di Alberto Alberti) - L’Uomo Edizioni, Firenze 2016. Recensione di Lapo Felicioni
NOVITÀ EDITORIALI
Andrea Bocconi, Psicosintesi per educatori - ZonaFranca Editrice, Lucca 2016
Pubblicato:
29 giu 2020
ISBN:
9788835857488
Formato:
Libro

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Rivista di Psicosintesi Terapeutica n.32 - AA.VV.

RIVISTA DI PSICOSINTESI TERAPEUTICA

Anno XV – N. 30

Settembre 2014

DIRETTORE RESPONSABILE

Alberto Alberti

COMITATO DI REDAZIONE

Donella Bramanti, Catia Camarri, Linda Cecconi, Filippo Conti, Lapo Felicioni, Alberto Nannicini

COMITATO DI REFEREE

Carla Fani, Virgilio Niccolai, Massimo Rosselli

COMITATO SCIENTIFICO

Andrea Bocconi, Gianni Dattilo, Daniele De Paolis, Piero Ferrucci, Manuela Melega

SEGRETERIA DI REDAZIONE

Lidia Valentini

IMPAGINAZIONE

Elleti

TRADUZIONI

Carla Casini

COLLABORAZIONI CON L’ESTERO

Chiara Lam Nang

EDIZIONE DIGITALE

Francesca Morbidelli

EDIZIONI S.I.P.T.

Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica Firenze

COSTI E ABBONAMENTO

La «Rivista di Psicosintesi Terapeutica» ha pubblicazione semestrale. Iscrizione N. 4922 del 05.01.2000 dell’Elenco della Stampa Periodica del Tribunale di Firenze.

La quota associativa annuale alla SIPT e le quote d’iscrizione come allievi della Scuola di Psicoterapia Psicosintetica o della Scuola di Counselling Psicosintetico danno diritto all’invio gratuito della rivista.

Il costo di ogni singolo numero della rivista è di Euro 13,00. La rivista è disponibile anche in versione digitale.

Illustrazione di copertina: Carl Gustav Jung e Roberto Assagioli (foto). Chiuso in tipografia: Marzo 2017.

■ INDICE

■ EDITORIALE

Alberto Alberti

Psicologia analitica e Psicosintesi terapeutica

■ AUTOFORMAZIONE E PSICOTERAPIA

Pier Nicola Marasco

Le attività formative nell’ottica junghiana

■ CONTRIBUTI E SVILUPPI TEORICI

Mauro Ventola

Psicosintesi e mitologia personale

Tatiana Ieri

Le città invisibili

■ INTERROGATIVI SULLA PSICOTERAPIA PSICOSINTETICA

SPAZIO INTERATTIVO a cura di Filippo Conti

■ RECENSIONI

Rossana Appolloni, DO SOFRIMIENTO À FELICIDADE.

Da psicanálise à psicologia positiva

Ed. Self-Desenvolvimento pessoal, Carcavelos (Portugal) 2015

Recensione di Filipo Trovato

Petra Guggisberg Nocelli, CONOSCI, POSSIEDI, TRASFORMA TE STESSO. Una raccolta di strumenti pratici per l’armonia interiore, lo sviluppo del potenziale e la psicosintesi personale e transpersonale

Ed. Xenia, Como-Pavia 2016

Recensione di Carla Fani

Lorenza Berni, SOLO UN VENTO DI GIOIA. Per dirti amore

(a cura di Alberto Alberti)

L’Uomo Edizioni, Firenze 2016

Recensione di Lapo Felicioni

■ NOVITÀ EDITORIALI

Andrea Bocconi, Psicosintesi per educatori

ZonaFranca Editrice, Lucca 2016

■ EDITORIALE

Psicologia analitica e Psicosintesi terapeutica

«… si può dire che ogni cura alquanto approfondita, consiste quasi per metà in un auto-esame del medico.»

Carl Gustav Jung

Un esame comparativo tra il metodo di psicoterapia di Jung e quello/ quelli usati in psicosintesi mostra una concordanza sostanziale riguardo alla mèta, ai fini che essi propongono, ma anche molte diversità nei mezzi e nelle tecniche usate.

Uno dei meriti maggiori di Jung, è stato l’opposizione al patologismo e la prospettiva della salute. Secondo tale ottica non ci sono malattie, ma esseri umani, nei quali la stessa patologia assume caratteri e decorsi diversi e peculiari per ciascuno. La psicosintesi è in pieno accordo con tale atteggiamento, e lo sviluppa ulteriormente. L’uomo non è identificabile con la malattia da cui è affetto: egli non è malato, ma ha una malattia; specificando meglio, l’uomo è un soggetto vivente fondamentalmente sano, che ha qualche organo o aspetto della psiche momentaneamente leso o mal funzionante, ma in cui le forze biologiche, psichiche e spirituali tendono a ristabilire l’armonia, lo stato di salute.

La psicoterapia junghiana ha come scopo principale la liberazione dell’individuo dagli influssi del suo inconscio collettivo (potere suggestivo degli archetipi) e anche da certi aspetti abnormi e condizionanti delle norme sociali ("falsi involucri della persona"), e una profonda trasformazione e integrazione della personalità, mediante quello che viene chiamato processo di individuazione.

Anche se Jung non ha mai voluto fare un’esposizione ordinata e completa del suo metodo di cura, possiamo distinguerne alcune fasi.

Chiarificazione (fase analitica)

Questa fase serve per accertare la natura e le cause della malattia. Jung opera una distinzione tra: 1. disturbi causati da traumi psichici o conflitti che hanno radici nell’inconscio personale; 2. disturbi causati da conflitti tra l’individuo e gli altri (familiari e ambiente sociale); 3. disturbi causati da conflitti esistenziali più profondi, riguardanti il significato della propria vita e della vita in generale. Per la risoluzione dei primi due tipi di disturbo Jung affermava che era sufficiente una cura prevalentemente psicoanalitica e alcuni mezzi di quella che lui chiamava piccola psicoterapia. Il lavoro psicoterapeutico specifico di Jung si è rivolto soprattutto alla risoluzione dei conflitti, causati dall’affiorare nella personalità ordinaria di bisogni superiori di valore e di significato (il riconoscimento della necessità di integrazione nella coscienza delle esigenze spirituali e di trascendenza è forse il maggiore contributo di Jung nel campo della psicologia e psicoterapia).

La chiarificazione, la presa di coscienza e l’interpretazione dei contenuti dell’inconscio individuale e collettivo vengono attuati da Jung soprattutto mediante l’analisi dei sogni, le fantasie e il disegno libero. Le immagini e i simboli che affiorano dall’inconscio vengono considerati e interpretati soprattutto nel loro significato prospettico o costruttivo: sono dei veri e propri messaggi dell’inconscio che indicano alla personalità cosciente la soluzione dei conflitti e la via da seguire per l’integrazione e la sintesi (aspetto teleologico dell’inconscio). L’approccio è ermeneutico, in senso evolutivo e sintetico.

In psicosintesi vengono usati questi metodi, ma anche altri, quali il Thematic Apperception Test (TAT), opportunamente modificato con immagini positive ed evolutive, e il Rêve éveillé dirigé (RED) di Desoille, molto utile non solo per l’affioramento dei contenuti dell’inconscio, ma anche per l’integrazione e la sintesi della personalità.

La psicoterapia psicosintetica, una volta accertate la particolare situazione esistenziale, la natura dei conflitti, la tipologia, i limiti e le potenzialità evolutive del paziente, stabilisce il progetto terapeutico – concordato tra paziente e terapeuta insieme – in base al tipo e al grado di sintesi che si vuole e che è possibile realizzare (psicosintesi personale, interpersonale o transpersonale).

Assimilazione cosciente dei contenuti inconsci

È compito dell’Io e della personalità cosciente contenere l’entrata, che in certi casi è una vera e propria irruzione, dei contenuti inconsci, soprattutto collettivi, nel campo di coscienza. Tali contenuti possono provenire da qualsiasi livello dell’inconscio individuale, ma anche dalla psiche collettiva, e tramite essa, dall’inconscio individuale degli altri.

Nell’analisi junghiana sono molto importanti il recupero e l’assimilazione a livello della coscienza dei frammenti simbolici (personali e collettivi) offerti dall’inconscio¹. L’integrazione dei contenuti inconsci avviene attraverso il rapporto interattivo tra l’uomo che soffre e l’uomo che cura, due sistemi psichici che partecipano di un processo evolutivo e trasformativo. Il rischio però, per entrambi i soggetti della relazione, è di restare talmente affascinati dalla numinosità dei contenuti archetipici da perdersi intellettualmente nelle interpretazioni e chiarificazioni, dimenticandosi della necessità della sintesi e dell’assimilazione cosciente, col pericolo di un coinvolgimento eccessivo fino alla possibilità di assorbimento nell’inconscio.

Nella pratica della psicosintesi si usano – parallelamente all’analisi dell’inconscio, ma anche prima – metodi attivi per contenere e assimilare con la giusta gradualità i contenuti inconsci. Le tecniche principali sono due: quella della disidentificazione e autoidentificazione, che permette di realizzare una distanza tra l’Io cosciente e i contenuti e di rafforzare il centro di coscienza (autocoscienza); e quella dello sviluppo e allenamento della volontà, che rende la coscienza dinamica e capace di agire direttamente sui contenuti psichici.

Scoperta del Sé

È opportuno chiarire la diversità di concezione del Sé secondo Jung e Assagioli.

Per Jung il Sé è un concetto psicologico, un punto intermedio ideale di congiunzione tra la coscienza e l’inconscio. Se l’Io è il centro della coscienza, il Sé è il centro della totalità della psiche (cosciente e inconscia). È un’idea di totalità e trascendenza. Parte importante nel processo d’individuazione ha la funzione trascendente, una funzione naturale che – esprimendosi attraverso il simbolo – media gli opposti, gettando un ponte tra coscienza e inconscio.

Per Assagioli il Sé è una realtà soggettiva vivente, un’esperienza esistenziale diretta, auto-evidente, un dato immediato della coscienza (Bergson), di cui esistono numerose testimonianze. Il Sé, nell’ottica psicosintetica, è uno stato di coscienza individuale e universale. È l’esperienza piena della propria identità individuale e insieme di comunione con gli altri e con la realtà universale. L’attuazione dell’individualità non è fine a se stessa, non è

una mèta, ma è una porta che apre alla dimensione universale. Nella pratica della terapia psicosintetica non è necessario arrivare al culmine dell’esperienza di autorealizzazione. È sufficiente trovare un centro unificatore situato – lungo la direzione del Sé – nel punto di sintesi e maturazione più avanzato possibile e realisticamente attuabile, e poi intorno a esso

ricostruire la personalità. Si tratta in pratica di progettare una nuova perso

nalità, il più possibile autonoma, integrata e matura, e in grado di porsi in

relazione costruttiva con gli altri e col mondo (tecnica del modello ideale).

Trasformazione e integrazione (fase sintetica)

Nella metodologia junghiana il terapeuta indica e propone al paziente la mèta dell’individuazione. L’individuazione è il processo per cui una persona diventa se stessa, totale, integrata e allo stesso tempo un’unità indivisibile, distinta dagli altri e dal collettivo, pur restando con essi in relazione. Il processo di trasformazione e integrazione della personalità tende ad avvenire spontaneamente, favorito dalla presenza catalizzatrice del terapeuta e del rapporto umano con lui.

La relazione analitica è concepita come un procedimento dialettico, in cui i due partecipanti sono ugualmente coinvolti e interagiscono tra loro sia coscientemente che a livello inconscio. L’analista partecipa ai cambiamenti del paziente, compiendo per ogni singola situazione terapeutica un proprio personale passo di maturazione. Per questo motivo Jung ha sempre sostenuto la necessità di una preparazione del terapeuta che sia adeguata, profonda ed estesa, ed è stato il primo a dar vita all’analisi didattica, obbligatoria per gli aspiranti psicoterapeuti.

Nella psicosintesi terapeutica la mèta del maggior grado possibile di au

tonomia, maturazione e integrazione della personalità (fino all’ideale della

ricongiunzione col Sé) viene attuata mediante l’instaurazione, il prima pos

sibile, al di là del transfert inconscio, di un rapporto terapeutico specifico,

cosciente e reale, di tipo paterno. Il terapeuta si pone come modello e guida esterna, che gradualmente viene introiettata dal paziente. La relazione si sviluppa col procedere della cura, tendendo a diventare paritetica, man

mano che il paziente prende coscienza della propria guida interiore, fino

allo scioglimento del rapporto terapeutico. Diversamente dalla terapia ana

litica junghiana, il terapeuta psicosintetico fin da principio incita e allena il paziente a usare metodi attivi per l’acquisto di una sempre più chiara autocoscienza, per lo sviluppo della volontà e per la padronanza e il

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