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Ferrara nell'Unità d'Italia e nella Grande Guerra
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E-book41 pagine31 minuti

Ferrara nell'Unità d'Italia e nella Grande Guerra

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Info su questo ebook

Questo libro raccoglie due rari interventi dello storico Paolo Sturla Avogadri: “I Ferraresi nell’Unità d’Italia” (che comprende l’interessante e ben documentato ‘Alcuni personaggi e strade’) e il prezioso “Il ruolo pioniere di Ferrara nell’assistenza socio-sanitaria nella Grande Guerra”. Entrambi compilati con la consueta puntigliosa dovizia di particolari.
LinguaItaliano
Data di uscita29 giu 2020
ISBN9788835857402
Ferrara nell'Unità d'Italia e nella Grande Guerra
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    Ferrara nell'Unità d'Italia e nella Grande Guerra - Paolo Sturla Avogadri

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    Intro

    Questo libro raccoglie due rari interventi dello storico Paolo Sturla Avogadri: I Ferraresi nell’Unità d’Italia (che comprende l’interessante e ben documentato ‘Alcuni personaggi e strade’) e il prezioso Il ruolo pioniere di Ferrara nell’assistenza socio-sanitaria nella Grande Guerra. Entrambi compilati con la consueta puntigliosa dovizia di particolari.

    I FERRARESI NELL’UNITÀ D’ITALIA

    Conferenza patrocinata dalla Fed. Provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro di Ferrara, tenutasi presso la Sala G. Agnelli della Biblioteca Ariostea di Ferrara il 14 Dicembre 2011.

    Tutti noi conosciamo l’aforisma del cammelliere cha da tanti lustri, due volte al giorno: la mattina per andare al lavoro, la sera per tornarsene a casa, passa davanti a quelle immani montagne di calcare e granito che sono le piramidi, senza neppure vederle. Sono talmente evidenti da non farci neppure caso e nemmeno si chiede se sono naturali o artificiali, chi le ha costruite, quando, come, perché.

    Altrettanto lo facciamo un po’, anche noi Ferraresi quando, del tutto indifferenti, passiamo per le vie Rosa Angelini, Ugo Bassi, Bersaglieri del Po, Cicognara, Compagnoni, Cornuda, Frassoldati, Lana, Mayr, Trotti Mosti, Ungarelli, ecc.; e certamente ci comporteremmo nello stesso modo se, al posto dei nomi, ci fossero dei numeri come d’uso nelle città americane: 5 a Strada, 1 a Strada, e via dicendo.

    Eppure, dietro ognuna di quelle fredde e laconiche targhe stradali c’è rappresentata almeno una persona che ha avuto delle speranze, degli ideali. Ideali per i quali ha combattuto, lottato, sofferto, il più delle volte al prezzo della vita e quindi le dobbiamo rispetto e gratitudine. Altrettanto vale per le numerose ed eloquenti lapidi funerarie della nostra monumentale Certosa (tombe Caroli, Guidoboni, Leati, Niccolini, Pasini, ecc.).

    Tanti sono i personaggi che in questa sede meriterebbero di essere ricordati a dovere, ma purtroppo il tempo è tiranno. E al momento debito parlerò di alcuni di loro che ho ritenuto i più significativi ed emblematici a rappresentare una città che pur se pare amorfa e sonnolenta, al momento debito è ben desta combattiva: un’esemplare madre e nutrice di personaggi di grande valore, ricordati e stimati anche oltre i confini della Patria: lo testimoniano le 2067 concessioni di decorazioni al V.M., fra le quali ben 30 Medaglie d’Oro e 10 Ordini Militari.

    FERRARA PONTIFICIA

    Poiché il percorso che ci porta all’Unità d’Italia parte da presupposti ben più lontani, dobbiamo tornare idealmente al 29 gennaio del 1598, quando il Cardinale Pietro Aldobrandini, preceduto dall’armata pontificia, entrò solennemente in Ferrara e ne prese possesso, in nome della Santa Sede, ovvero di suo zio Ippolito, il pontefice Clemente VIII. Tappeti di fiori, ghirlande, rombo di artiglierie, concerti di campane, applausi, inchini e omaggi striscianti accolsero il

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