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Cattive Ragazze: Cattive Ragazze, #4
Cattive Ragazze: Cattive Ragazze, #4
Cattive Ragazze: Cattive Ragazze, #4
E-book157 pagine1 ora

Cattive Ragazze: Cattive Ragazze, #4

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Info su questo ebook

Finalmente, sembra che Sandy abbia smesso di bullizzare Remmy. Adesso si è imbarcata in una missione per aiutare Remmy ad entrare nel 'gruppo cool' della scuola. Come minimo...questo è un cambiamento che Remmy accoglie con piacere. Dopotutto, vivere con una sorellastra che ti odia non è facile! Sandy prepara una lista per Remmy, una lista per essere 'cool'. Remmy segue la lista di sette regole per ragazze cool. Lungo il percorso, scoprirà che alcune delle regole vadano bene, mentre altre siano disastrose!

Le ragazze dai 9 ai 12 anni adoreranno questa nuova storia delle Cattive ragazze. È piena di dramma, dilemmi e alla fine Remmy scoprirà che essere se stessa sia sempre la scelta migliore. 

LinguaItaliano
Data di uscita11 feb 2021
ISBN9781071551646
Cattive Ragazze: Cattive Ragazze, #4
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Autore

Katrina Kahler

Katrina Kahler is a World-Class educator who has been nominated for the National Inspirational Teaching Award. She is the co-author of 'The Parenting Trap' series, which include a variety of books that will assist parents in raising happy, confident and successful children. She is a highly experienced school teacher, speaker and parenting adviser and her passion involves helping kids to reach their full potential...academically, socially and personally. Her website www.howtohelpchildren.com contains over 300 videos helping children with their school work as well as their personal and social skills. Katrina's fiction books for children include Diary of a Horse Mad Girl (a series of 5 books) that horse loving girls around the world are thoroughly enjoying and the Julia Jones series. This inspirational series deals with the emotional traumas that young girls experience...friendship problems, bullying...and the stories teach young children to be more confident and positive. All of these books suit children aged from 9 to 13. Teaching thousands of young children to read, spell and write has given Katrina the knowledge and skills to produce a series of Early Readers for children aged from 2 to 6. This series is called Rabbit Readers. These simple books with repeated text, pictures to aid comprehension and prediction skills, sight words and parent advice, will help your child to become a fluent and confident reader. She has also written a number of books on the Dolche sight words and essential phonics for beginner readers. Click on the books tab to have a look at this collection of books. What an advantage your child will have when you download these books for them. Watch their confidence and interest in reading blossom. Katrina lives on the beautiful Sunshine Coast in Queensland Australia with her husband, two wonderful teenagers and two very affectionate and friendly pets, a golden retriever and a ginger cat. Up until recently Katrina lived on a 10 acre property and her daughter and son enjoyed the country lifestyle with horses and motorcycles. From these experiences Katrina has written many of her books which are based on their true life experiences. Diary of a Horse Mad Girl and Diary of a Motorcycle Crazy Boy are the result, with many readers falling in love with Katrina's family's adventures. Her mission in life is to help as many children as possible to grow up to be happy, confident and successful. Parents are the most important part of her mission, so her goal is to assist parents to learn the skills they need to help their children to achieve their full potential.

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    Anteprima del libro

    Cattive Ragazze - Katrina Kahler

    Capitolo Uno- Siamo amiche?

    Era tardo pomeriggio ma il cielo era così scuro da far sembrare che fosse piena notte. Remmy sedeva sul suo letto con un libro di testo in mano, ma continuava a lanciare occhiate fuori dalla finestra. La pioggia picchiettava contro il vetro e c’era una certa calma in questo suono sordo che suggeriva a Remmy che probabilmente si sarebbe intensificata.

    Un colpo alla porta le fece spostare lo sguardo dalla finestra spruzzata di pioggia.

    ‘Avanti,’ disse con voce rauca.

    La porta si aprì scricchiolando e un’imbarazzata Sandy entrò nella stanza.

    ‘Ehi,’ rivolse a Remmy un sorriso timido.

    ‘Ciao,’ Remmy si sforzò di ricambiare il sorriso.

    Trattenne il respiro e guardò le sue coperte. Sandy era instabile come la tempesta e Remmy si aspettava che iniziasse a gridare.

    ‘Il cielo è così scuro che anche con le luci accese la mia camera sembra proprio tetra,’ disse Sandy.

    ‘Sì, è vero,’ mormorò Remmy.

    Sandy si diresse verso la libreria di Remmy e iniziò a passare un dito lungo le coste dei libri. Remmy la guardò con occhi allarmati, pronta a reagire se avesse fatto qualcosa di cattivo.

    Sandy spostò la mano dai libri, si girò e sorrise a Remmy.

    ‘Allora, stavo pensando,’ disse Sandy, mentre avvolgeva una ciocca di capelli attorno al dito. ‘Dovremmo assolutamente andare a correre sul lungomare domani. Intendo, se la tempesta sarà passata.’

    Ci fu un silenzio imbarazzato mentre Remmy finalmente si ricordava di respirare di nuovo. Giocherellò con la sua collana e aspettò che Sandy iniziasse improvvisamente a ridere. Solo, la risata non si presentò.

    ‘Allora, cosa ne pensi?’ Chiese Sandy.

    ‘Ehm, sì,’ mormorò Remmy. ‘Sarebbe...bello andare a correre.’

    Remmy non credeva le sarebbe piaciuto correre e non le piaceva Sandy ma le era preso il panico sentendosi messa alle strette in questo modo. Inoltre, sicuramente Sandy non era tutta male. Le avrebbe dovuto concedere un’altra possibilità, dopotutto, vivevano nella stessa casa e frequentavano la stessa scuola. Le cose sarebbero state molto più semplici se fossero riuscite ad andare d’accordo. Ma era anche remotamente possibile che questo accadesse?

    ‘Grandioso. Faremo colazione tardi, diciamo alle nove e mezza e poi prenderemo l’autobus.’

    ‘Va bene, sembra...grandioso.’

    ‘Vero?’ Sandy fece un largo sorriso. ‘Adoro correre la mattina dopo una tempesta, l’aria sembra così fresca.’

    Si diresse verso la porta e vi appoggiò la mano.

    ‘Ci vediamo domani,’ disse salutando con un cenno.

    ‘Sì, ci vediamo domani.’

    Sandy chiuse la porta dietro di sé e lasciò Remmy da sola con i suoi pensieri. Remmy guardò verso la finestra, la pioggia era aumentata e adesso batteva forte contro il vetro. Sperò che continuasse tutta la notte e il giorno successivo così da non dover andare a correre con Sandy.

    Guardò verso il suo polso ormai guarito e mosse le dita. Se fosse stato ancora rotto lo avrebbe potuto usare come scusa per evitare di andare a correre. Sport e Sandy, due tra le cose che le piacevano di meno combinate assieme.

    Spostò lo sguardo dalla finestra e lo riportò sul libro di testo. Eppure, la sua mente era animata dal pensiero di Sandy e di cosa stesse architettando.

    Remmy si svegliò al suono degli uccellini che cinguettavano fuori dalla sua finestra. La tempesta si era placata e il sole era tornato. Uscì dal letto con riluttanza e arrancò verso il bagno. Il cambiamento del tempo voleva dire una cosa sola, sarebbe dovuta andare a correre con Sandy.

    Indossò un paio di leggings neri e una maglietta verde corta. Guardò la sua scelta di vestiario e sospirò. Spinse delle forcine tra i capelli e li legò in una coda di cavallo mentre scendeva disotto. 

    Sandy era già in cucina, sedeva al bancone della colazione mangiando pancakes ai mirtilli. Sorrise a Remmy prima di infilare in bocca una grossa forchettata di pancake.

    Remmy le sorrise di rimando. Sandy indossava quasi gli stessi vestiti, ma aveva una maglietta blu. Anche i suoi capelli erano legati in una coda di cavallo.

    Remmy si sedette vicino a Sandy e guardò verso sua mamma che canticchiava mentre rivoltava i pancakes nella padella.

    ‘Sono quasi pronti Remmy,’ disse sua mamma sorridendole.

    ‘Grazie, mamma.'

    ‘Sandy, ne vuoi ancora?’

    ‘Sì Janice, per favore,’ rispose Sandy sorridendo.

    Alcuni minuti dopo Janice mise di fronte a loro un piatto pieno di pancakes ricoperti di salsa.

    ‘Grazie, mamma,' Remmy scavò un pancake con la forchetta e lo mise nel suo piatto.

    ‘Sì, grazie Janice, i tuoi pancake sono i migliori.’ Sandy ne infilzò uno con la forchetta e lo trasferì nel suo piatto.

    ‘Ho saputo che voi due andrete a correre,' disse Janice sorridendo. ‘Adesso che la tempesta è passata è una giornata splendida. Assicuratevi solo di mettervi una quantità generosa di crema solare, non vorrete scottarvi.'

    Sandy non poté nascondere un sorrisetto mentre mordeva il suo pancake.

    ‘Lo farò mamma,’ disse Remmy arrossendo.

    Entrambe finirono la colazione e presero l’autobus per il lungomare. Nessuna delle due ragazze disse molto durante il viaggio e Remmy iniziava a rimpiangere di aver acconsentito. Ancor peggio, presto avrebbe dovuto correre, in pubblico.

    Sweet Lips non era stato un luogo adatto alla corsa in quanto era una piccola cittadina collinare. A Remmy non piacevano gli sport ma non aveva mai provato davvero a correre, continuava a dirsi che in realtà, per quanto ne sapesse, avrebbe potuto trovarlo piacevole.

    Iniziarono con degli esercizi di riscaldamento. Sandy le mostrò come stirare i muscoli di cosce e polpacci. 

    ‘Iniziamo con un po’ di jogging per riscaldarci,’ disse Sandy, mentre teneva il braccio dietro alla schiena e lo stirava con l’altro braccio.

    ‘Oh, va bene,’ mormorò Remmy.

    Cercò di copiare il riscaldamento di Sandy ma faceva fatica a unire le braccia dietro la schiena.

    Sandy mise le braccia lungo i fianchi e Remmy la copiò, sollevata di poter smettere di stirarle.

    Iniziarono a fare jogging l’una accanto all’altra. A Remmy piaceva sentire la brezza marina sfiorarle il volto e guardare le persone su skateboard e pattini in linea superarla velocemente. Scoprì che fare jogging era un’attività rilassante e che le piaceva scorgere il blu cristallino dell’oceano.

    ‘Possiamo aumentare un po’ il passo?’ Chiese Sandy.

    ‘Sicuro,’ rispose Remmy.

    Mentre si spingeva a correre più veloce sentiva il cuore batterle nel petto e il sangue scorrerle nelle gambe. Le piacevano queste sensazioni, la facevano sentire viva.

    L’oceano e i passanti sfumavano mentre correva. Eppure, Remmy continuò a correre. Sandy le batté sulla spalla e Remmy si girò verso di lei.

    ‘Possiamo...fermarci?’ Sandy riusciva a malapena a tirar fuori le parole.

    Remmy annuì mentre si fermava. Sandy si curvò e annaspò per respirare e Remmy notò che alcune ciocche dei capelli di Sandy erano appiccicate alla sua fronte dal sudore.

    Sandy ansimò dirigendosi verso il muretto del lungomare e vi si accasciò. Tolse dalle spalle il suo piccolo zaino rosa luccicante ed estrasse una bottiglia d’acqua. La trangugiò e poi la offrì a Remmy.

    ‘Grazie,’ Remmy la prese e bevve un sorso.

    ‘Come fai a non essere senza fiato?’ Chiese Sandy guardandola.

    ‘Non lo so,’ disse Remmy alzando le spalle, mentre le restituiva la bottiglia d’acqua.

    ‘Non sapevo fossi così brava

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