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La regola di san Benedetto
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E-book106 pagine1 ora

La regola di san Benedetto

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La Regola di San Benedetto è un libro di precetti scritti da Benedetto da Norcia monaci che vivono in comunità sotto l'autorità di un abate . Costituita di un "Prologo" e di settantatré "capitoli", la Regola benedettina è un manuale di istruzioni per raggiungere la perfezione, un codice per la preghiera, per la vita monastica. La Regola nel suo complesso incoraggia l'amore, la preghiera, il lavoro, il rispetto, la castità, la moderazione e la comunione.
LinguaItaliano
Data di uscita16 mag 2020
ISBN9791029909139
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    La regola di san Benedetto - Benedetto da Norcia

    regno.

    1

    Delle specie o della vita dei Monaci.

    Egli è noto, che sono quattro le specie dei monaci. La prima è dei Cenobiti, cioè monasteriali, militanti sotto una Regola o un Abbate. Siegue la seconda, degli Anacoreti, cioè Eremiti; che non per recente fervore di conversione, ma per lunga pruova di monastero, di già istruiti dal conforto di altri molti, appresero a combattere contro il Diavolo; e ben muniti escono dal domestico combattimento alla singolare tenzone dell’eremo, di già sicuri, bastano, con l’ajuto di Dio, senza l’altrui consolazione, con la sola mano o il braccio, a pugnare contro i vizii della carne dei pensieri.

    La terza specie poi, abominevolissima, di monaci è dei Sarabaiti; i quali né provati da regole né ammaestrati dall’esperienza, come oro nel crogioulo, ma ammolliti come piombo liquefatto, ancora serbando fede al secolo con le opere, veggonsi mentire innanzi a Dio per la loro tonsura. Essi, a due, a tre, e talvolta soli, senza pastore, non racchiusi, nell’ovile del Signore ma nel proprio, hanno per legge la voluttà dei loro desiderii; perocché ciò che essi pensano e scelgono, ciò dicono santo: e ciò che non vogliono, ciò reputano illecito.

    La quarta specie infine di monaci è di quei che diconsi Girovaghi; i quali passano tutta la loro vita ospitando tre quattro giorni in varie celle e paesi, sempre vagabondi e non mai stabili, schiavi delle proprie voluttà e gozzoviglie, ed al tutto più vili dei Sarabaiti. Della compiangevole vita di tutti costoro meglio è tacere che

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