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Quando la famiglia è all’origine del trauma: la violenza assistita e le sue conseguenze invisibili
Quando la famiglia è all’origine del trauma: la violenza assistita e le sue conseguenze invisibili
Quando la famiglia è all’origine del trauma: la violenza assistita e le sue conseguenze invisibili
E-book227 pagine58 minuti

Quando la famiglia è all’origine del trauma: la violenza assistita e le sue conseguenze invisibili

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Info su questo ebook

La violenza assistita è una forma di maltrattamento che vede il bambino vittima di agiti violenti di un genitore nei confronti dell’altro o dei fratelli in quanto testimone dei maltrattamenti. Le dinamiche familiari nelle quali vive il bambino spesso producono altre distorsioni e gli effetti del trauma si riflettono poi anche nell’adolescenza, in quanto i danni provocati dal maltrattamento colpiscono lo sviluppo psico-emotivo del minore. Gli effetti della violenza assistita, infatti, si riflettono sull’adattamento e sullo sviluppo del minore e possono causare la nascita di psicopatologie anche nell’età adulta. Questo ebook rappresenta una guida per conoscere il fenomeno e poterlo curare e prevenire
LinguaItaliano
Data di uscita14 mag 2020
ISBN9788835826996
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    Quando la famiglia è all’origine del trauma - Francesca Mamo

    Francesca Mamo e Virginia Vazzoler

    Quando la famiglia è all'origine del trauma

    la violenza assistita e le sue conseguenze invisibili

    ISBN: 9788835826996

    Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write

    http://write.streetlib.com

    Indice dei contenuti

    Introduzione

    CAPITOLO 1: La famiglia come luogo degli affetti primario

    CAPITOLO 2: Quando la violenza avviene all’interno del nucleo familiare

    CAPITOLO 3: Il rischio di commettere abuso istituzionale e seconda vittimizzazione

    CAPITOLO 4: La relazione terapeutica come modalità di risoluzione

    Conclusioni

    Bibliografia

    Appendici

    Note sulle autrici

    Note

    Introduzione

    Il presente elaborato ha come obiettivo principale quello di portare alla luce il fenomeno della violenza assista intra-familiare, un reato che ancora oggi non riceve le giuste attenzioni nonostante gli innumerevoli casi. L’analisi parte dal concetto di famiglia, intesa come luogo degli affetti primario nella quale il bambino instaura i primi legami di attaccamento e attraverso i quali riesce a costruirsi la propria visione del mondo. Il sistema famiglia riguarda le trasmissioni generazionali, necessarie per trasmettere i valori e i miti familiari che attraversano la lunga linea temporale. Ciò è possibile grazie alla nascita della coppia, che porta con sé il bagaglio proprio della famiglia d’origine, che deve riuscire a tramandare e, allo stesso tempo, a differenziarsi per crearne uno nuovo. Spesso è proprio qui che nascono momenti di transizione, nei quali la coppia ha difficoltà a gestire i conflitti, se i partner non sono riusciti a decentrare i legami familiari e a mettere al centro il nuovo legame.

    Molte teorie, come quella dell’attaccamento e dell’apprendimento sociale, hanno sottolineato come gli individui siano fortemente influenzati dalle proprie famiglie d’origine. Studiosi come Piaget, Freud, Bowbly si sono occupati di analizzare lo sviluppo del bambino nei primi periodi di vita, momenti che si rifletteranno poi sul comportamento della persona adolescente e adulta. Tutti gli autori trattati, infatti, concordano sul fatto che è nell’infanzia che si fondano le radici dei comportamenti, che possono essere normali o patologici a seconda delle modalità di relazione con le figure di attaccamento, perché è in questa fase che si sviluppa la personalità. L’attaccamento con le figure primarie è fondamentale per permettere al bambino di costruire la sua modalità di comprensione del mondo e di come rapportarsi con esso.

    La violenza assistita è una forma di maltrattamento che vede il bambino vittima di agiti violenti di un genitore nei confronti dell’altro o dei fratelli in quanto testimone dei maltrattamenti. Le dinamiche familiari nelle quali vive il bambino spesso producono altre distorsioni e gli effetti del trauma si riflettono poi anche nell’adolescenza, in quanto i danni provocati dal maltrattamento colpiscono lo sviluppo psico-emotivo del minore. Gli effetti della violenza assistita, infatti, si riflettono sull’adattamento e sullo sviluppo del minore e possono causare la nascita di psicopatologie anche nell’età adulta. Il bambino vittima di violenza assistita è al centro di una situazione ambivalente, causata dal conflitto di lealtà che vede da un lato un genitore violento e dall’altro un genitore che richiede aiuto per i maltrattamenti, causando nel bambino sentimenti di impotenza e colpa da un lato e di tradimento dall’altro.

    La violenza assistita si inserisce nel reato di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, secondo l’articolo 572 del codice penale; nell’elaborato verrà descritto come il dolo possa considerarsi eventuale e come sarebbe opportuno permettere di utilizzare la perizia criminologica per una valutazione migliore della pericolosità sociale del genitore violento e l’adozione delle corrette misure di sicurezza, grazie al parere di esperti psicologici.

    Un altro concetto che verrà analizzato sarà quello dell’abuso istituzionale, sottolineando l’importanza che ha la preparazione e la formazione degli operatori che lavorano a contatto con casi di violenza intra-familiare, evitando di commettere anche il rischio di seconda vittimizzazione per la vittima. La violenza assistita causa un danno invisibile al bambino e, per tale ragione, la capacità di cogliere i piccoli campanelli d’allarme da parte dei pubblici ministeri e delle persone che vivono a contatto con i bambini, è fondamentale per aiutare in maniera tempestiva il minore e per poter iniziare un percorso di cura. La relazione d’aiuto deve essere interamente incentrata sulla protezione e la messa in sicurezza del minore che, solo in seguito alla costruzione di una corretta alleanza terapeutica, potrà cercare di superare il trauma inflitto dalla violenza assistita, lavorando sulle proprie capacità emozionali, di mentalizzazione e rielaborazione.

    CAPITOLO 1: La famiglia come luogo degli affetti primario

    Definizione di famiglia

    Non esiste persona senza radici. [¹]

    La famiglia è un’organizzazione specifica e unica che, tenendo insieme le differenze proprie dell’uomo, ha come obiettivo intrinseco la generatività. Le differenze riguardano un aspetto trinitario della famiglia, che si basa sulle trasmissioni che avvengono tra generi, generazioni e stirpi, tra doni e doveri materni, paterni e fraterni all’interno di rapporti simbolici che si basano su speranza, fiducia e giustizia. [²]

    Essa è il fondamento dell’esistenza, luogo nel quale ha inizio

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