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Antica: Appunti di storia dell’arte dalla preistoria al gotico

Antica: Appunti di storia dell’arte dalla preistoria al gotico

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Antica: Appunti di storia dell’arte dalla preistoria al gotico

Lunghezza:
151 pagine
1 ora
Pubblicato:
May 12, 2020
ISBN:
9788835825067
Formato:
Libro

Descrizione

La storia dell'arte è la scienza umana di impostazione diacronica che definisce le opere nella loro storicità. È la connessione del rapporto tra contesto, pittore, che ha comprato l'opera ecc. È lo studio dell'arte nella sua evoluzione. Possiamo trovare opere anonime, artisti noti ma opere perdute, o ancora opere con nomi di artisti non conosciuti. Per tutti questi motivi non si può fare storia dell'arte antica come si fa quella moderna. Dal periodo della preistoria al Gotico: Un periodo durato millenni che parla della storia dell’arte nel mondo della Pittura. L’istinto dell’uomo lo ha sempre portato alla ricerca dell’eleganza e del bello. Quello noi oggi abbiamo, è lo stesso impulso naturale che avevamo ai tempi delle origini dell’umanità, e non è per niente mutato. L’arte greca è la base principale e l’ideale fondamento della cultura artistica di tutto il mondo occidentale. L’arte greca ci ha consegnato la bellezza e l’eleganza. Nella infinita creazione proveniente dalle zone elleniche e dalle regioni, che gli inevitabili insediamenti hanno ulteriormente aumentato di numero lungo tutta la costa del mediterraneo mediorientale, arrivando fino alla Sicilia, il cammino è stato fatto per grandi i maestri e per le opere artistiche cariche di originalità. Da qui fino a cavallo della prima e seconda metà del tredicesimo secolo quando incomincia a spandersi in tutta l’Europa una nuova sensibilità per l’arte, un grandissimo bisogno di ricercare di nuove forme estetiche e ed altrettanti nuovi principi di linguaggi artistici nella costruzione di cattedrali e di edifici: qui nasce il Gotico.
Pubblicato:
May 12, 2020
ISBN:
9788835825067
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Antica - Carmelo Lombardo

1

La Preistoria

1.1 Premessa

L’arte della preistoria è costituita principalmente da rappresentazioni zoomorfe, incise o dipinte. Probabilmente gli animali venivano raffigurati perché portatori di significati importanti: le immagini dell’epoca preistorica nascono infatti da complesse elaborazioni intellettuali, che restano in parte incomprensibili alla nostra mente (un esempio di simbologia è il seguente: per gli uomini preistorici gli animali cornuti, e in particolare i bovidi, erano riconducibili alla natura femminile, mentre i cavalli a quella maschile). Caratteristiche interessanti, poi, sono l’assenza di ambientazione e la rappresentazione di profilo (considerato il punto di vista più significativo); bisogna però notare che le corna spesso sono raffigurate frontalmente e non di lato.

1.2 Il Paleolitico

Il periodo paleolitico (lett. della pietra antica) è suddiviso in quattro differenti stili. - Primo stile (30.000 – 25.000 anni fa): inizio del Paleolitico superiore. Presenza di segni aniconici (senza immagini): teste, vulve, parti anteriori. - Secondo stile (25.000 – 18.000 anni fa): appaiono piccoli santuari e le prime statuette femminili, definite veneri; come base per ogni tipo di animale viene utilizzata la linea cervicodorsale sinuosa, le zampe non sono finite e i dorsi esageratamente incurvati. - Terzo stile (18.000 – 13.000 anni fa): rappresentazioni di più tipi di animali (cervidi, mammut, cavalli etc.); le curvature sono meno esagerate, i dettagli più minuziosi; presenza di impronte. - Quarto stile (13.000 – 9.000 anni fa): i santuari si fanno più profondi, in totale oscurità; si riscontrano, nelle figure degli animali, lievi sproporzioni fra ventre e zampe, e coloriture sfumate; comincia ad essere introdotto il movimento. È in questo periodo, inoltre, che si sviluppa l’industria litica, cioè la tecnologia della lavorazione della pietra.

1.3 Il Mesolitico

Il periodo mesolitico (lett. della pietra di mezzo) va da 10.000 a 7.000 anni fa. Può essere considerato come un periodo di transizione, i cui principali eventi sono la fine della glaciazione (verificatasi verso la fine del Paleolitico) e una conseguente trasformazione dell’ecosistema, che comporta, tra l’altro, l’estinzione dei grandi mammiferi.

1.4 Il Neolitico

Il periodo neolitico (lett. della pietra nuova) va da 7.000 a 2.500 anni fa. L’uomo effettua una grande conquista: rende la natura servitrice dei suoi bisogni. Inizia infatti ad addomesticare piante e animali, in modo da avere a disposizione maggiori quantità di cibo, che permettono da un lato la sedentarietà, causa della differenziazione culturale (si ricordi che, in precedenza, la cultura era omogenea a causa del nomadismo) e dall’altro lato l’aumento demografico, che significa aumento delle teste pensanti e, di conseguenza, accelerazione dei processi culturali. Testimonianza di questo progresso è la scoperta della ceramica, che verrà utilizzata per fabbricare contenitori di cibo e di bevande e renderà quindi possibile la presenza di scorte per superare momenti di difficoltà. Attorno al 5000 a. C. assistiamo poi allo sviluppo del telaio e della tessitura, attività di cui si occupavano le donne e che aveva come precedente metodologico l’intreccio delle fibre. È necessario ricordare che le donne andavano assumendo un ruolo sempre più importante, anche dal punto di vista economico. Ciò ha portato alcuni studiosi a ritenere che la società di quel tempo fosse di stampo matriarcale, anche perché la figura femminile era il simbolo vivente del fluire della vita e quindi della ciclicità del mondo (concezione caratterizzante della religione preistorica). La simbologia preistorica a riguardo è interessantissima e ricchissima: particolarmente importanti sono il collegamento tra donna e ciclo lunare (28 giorni) e quello tra donna ed elemento acqua. Per la prima volta, inoltre, abbiamo la formazione di centri urbani, costruiti con sistema modulari (un sistema modulare è un elemento base che può essere moltiplicato all’infinito). Gli edifici sono in pietra, caratterizzati da una forma ad ogiva, chiamata falsa cupola, di cui abbiamo famosi esempi anche in Italia: basti pensare ai trulli pugliesi e ai nuraghe sardi.

2

Gli Egizi

2.1 Il passaggio da Preistoria a civiltà superiori

Alla fine della glaciazione, in Nord Africa vi era un clima temperato e umido; il paesaggio era costituito da grandi praterie. La desertificazione iniziò solo con la fine definitiva della glaciazione: il clima divenne arido, mentre in Europa si verificarono abbondanti piogge. Animali e uomini, a causa di questa desertificazione, sono costretti a migrare, e si stabiliscono lungo il Nilo, ove daranno inizio alla civiltà egiziana, sviluppando un livello culturale altissimo.

2.2 Il mito cosmogonico egizio:

l’origine del mondo e degli dei Ra–Atum–Khepri, il dio originario, si autogenerò da Nun, le Acque Primordiali o Caos. Da Ra si formarono Shu, l’Aria, e da questa Geb, la Terra; e Tafnut, l’Umidità, e da questa Nut, il Cielo. Geb e Nut si unirono e crearono due dee sorelle, Iside e Nefti, e due dei fratelli, Osiride e Seth.

2.3 L’origine divina del faraone

Iside e Osiride generarono Horo, e da quest’ultimo nacque il faraone. Alla morte il faraone diveniva Osiride, e l’erede il nuovo Horo: tutto ciò avveniva attraverso complessi riti funerari e di incoronazione.

Tutta l’organizzazione politica e religiosa dell’Egitto era finalizzata alla conservazione dell’ordine di realtà stabilito all’origine dei tempi: tale ordine è il solo che permette la migliore vita possibile. Secondo questa visione, l’uomo normale non conta nulla ed è completamente dominato dalle forze cosmiche, cioè dagli dei. Soltanto il re, essendo dio, può, attraverso i riti, stabilire il necessario rapporto con gli dei, al fine di ottenere il benessere della popolazione e la continuità della vita sulla terra. L’origine della realtà All’origine di tutto vi è l’isola primordiale, chiamata Benben. Secondo il mito, Horo volò e atterrò sull’isola, dove si trovava l’uomo, che fece di tutto per trattenerlo; costruì così una capanna: il primo tempio della storia. Il tempio L’area sacra del tempio era separata dall’area esterna, non sacra, per mezzo di un recinto. Il materiale di costruzione dei primi templi era la canna palustre; poi, intorno alla II dinastia (2600 a. C.) le strutture in canne vengono sostituite da strutture in pietra. Con la V dinastia (2300 – 2200 a. C.) la forma dei capitelli e delle colonne si stabilizza in un canone (un canone è un insieme di regole per ottenere un risultato previsto e ottimale). Gli Egizi utilizzavano nelle costruzioni il sistema trilitico, formato da fusto più architrave collegati tra loro dal capitello.

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