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Il bestiario di Lovecraft
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E-book108 pagine57 minuti

Il bestiario di Lovecraft

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Cultura nerd - racconto lungo (49 pagine) - Gettando lo sguardo oltre gli abissi insondati dello spazio, è possibile dare una forma agli incubi più impenetrabili? Questo è quanto il “Bestiario di Lovecraft” tenta di fare: descrivere le creature della mitologia del solitario di Providence a partire dai suoi scritti. Attenzione a quello che leggerete, perché non esiste mente che non si smarrisca una volta messa a parte del Mito.


H.P. Lovecraft è senza dubbio il più grande autore di letteratura fantastica del XX secolo, colui che ha trasformato la potenza visionaria in Mito, creando una cosmologia inedita che non risponde a nessuna delle leggi naturali conosciute dall’uomo.

Una mitologia nuova, popolata da dei, uomini e creature di ogni sorta descritte in maniera vivida e allo stesso tempo vaga.

Questo Bestiario cerca di mettere ordine in una mitologia spesso caotica, raccontando solo le creature nate dall’immaginifica mente di Lovecraft o entrate a far parte del canone attraverso il lavoro del “circolo Lovecraft” formato da Robert Bloch, Clark Ashton Smith, Robert E. Howard, Frank Belknap Long e Derleth, con il quale intratteneva un fitto carteggio.

Un lavoro che si sforza quindi di dare una caratura scientifica al Mito, tra dei e creature che non hanno nessuna valenza simbolica ma che vengono descritte attraverso le parole di Lovecraft e, solo in rari casi, facendo ricorso alle descrizioni dei suoi contemporanei. Un Bestiario abitato da creature inconsuete e lontane dalle logiche degli uomini, ma che ci piace pensare siano reali.


Antonella Romaniello è nata a Potenza. Copywriter, passa intere giornate a scrivere cose che probabilmente nessuno si prende la briga di leggere. Appassionata di horror, boxe, orchidee e gattini, da grande sogna di diventare Mark Gregory.

LinguaItaliano
Data di uscita12 mag 2020
ISBN9788825412215
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    Il bestiario di Lovecraft - Antonella Romaniello

    Introduzione

    H.P. Lovecraft è senza dubbio il più grande autore di letteratura fantastica del XX secolo, colui che ha trasformato la potenza visionaria in Mito, creando una cosmologia inedita che non risponde a nessuna delle leggi naturali conosciute dall’uomo.

    Una mitologia nuova, popolata da dei, uomini e creature di ogni sorta descritte in maniera vivida e allo stesso tempo vaga, tenebrosa. È proprio per rendere meno spaventoso un universo senza scopo, per cercare di colmare l’ignoto, che molti altri autori hanno voluto contribuire, con ulteriori descrizioni o con nuove terrificanti entità, a popolare i mondi dominati da forze cieche e indifferenti creati dal solitario di Providence.

    È noto che la fama degli scritti di Lovecraft sia in gran parte dovuta al lavoro di August Derleth, suo amico e discepolo, che ne ha sì promosso la diffusione, ma allo stesso ne ha dato un’interpretazione lontana dalla visione cosmica dell’autore. Derleth ha messo l’uomo al centro di una lotta tra bene e male all’interno di un Mito che non vuole classificare o spiegare. E il suo non è un caso isolato.

    Questo Bestiario tenta di mettere ordine in una mitologia spesso caotica, raccontando solo le creature nate dall’immaginifica mente di H.P. Lovecraft oppure entrate a far parte del canone attraverso il lavoro del circolo Lovecraft formato da Robert Bloch, Clark Ashton Smith, Robert E. Howard, Frank Belknap Long e August Derleth, con il quale il nostro intratteneva un fitto carteggio.

    Un lavoro che si sforza di dare una caratura scientifica al Mito, tra dei e creature che non hanno nessuna valenza simbolica ma che vengono descritte attraverso le parole di Lovecraft e, solo in rari casi, facendo ricorso alle descrizioni dei suoi contemporanei. Un Bestiario abitato da creature inconsuete e lontane dalle logiche degli uomini, ma che ci piace pensare siano reali.

    Immagine

    Illustrazione di Pietro Rotelli

    Abitatori del profondo

    Grandi spazi acquorei s’aprivano davanti ai miei occhi; mi sembrava di vagare in titanici porticati sommersi e in labirinti di pareti ciclopiche coperte d’alghe, in compagnia di pesci grotteschi.

    A metà tra un essere umano e un anfibio, queste creature ibride adorano Dagon, Idra e Cthulhu. Dalla pelle liscia e lucente di colore grigio-verde, il loro corpo ha forma antropomorfa e le teste hanno la struttura cranica propria di pesci e rane, con tanto di branchie sul collo. La loro schiena è ricurva e attraversata da una cresta ossea. Hanno grandi bulbi oculari privi di palpebre e lunghi arti che terminano su mani e piedi palmati. Possono muoversi mantenendo una postura eretta o camminare sfruttando tutti e quattro gli arti. Gli Abitatori del profondo comunicano utilizzando la telepatia ma sono altresì in grado di esprimersi emettendo suoni simili al gracidio delle rane.

    Sono in molti a ritenere che l’arrivo di questa specie sulla Terra sia avvenuto in contemporanea alla venuta di Cthulhu e della sua stirpe. Alcuni studiosi ritengono che sia proprio in seguito al loro arrivo sul nostro pianeta che gli Abitatori del profondo si sono evoluti in maniera tale da poter vivere in acqua, altri sostengono invece che queste creature presentassero caratteristiche anfibie già in precedenza.

    Gli esemplari di questa specie sono potenzialmente immortali, anche se possono perire a causa di attacchi violenti. E proprio l’incredibile longevità ha permesso loro di sviluppare capacità straordinarie. Durante tutto il corso della loro vita, gli Abitatori del profondo non smettono mai di crescere; per tale motivo Padre Dagon e Madre Idra, le creature più antiche di questa specie, sono anche le più grandi. Un digiuno prolungato può causare una diminuzione delle loro dimensioni. Pur non provocandone la morte, la mancanza di nutrimento può ridurre gli Abitatori del profondo a una piccola frazione della dimensione che avevano al momento della nascita.

    Gli Abitatori del profondo vivono negli abissi oceanici, in città di pietra decorate con rivestimenti in madreperla. Queste città sorgono in diverse parti del mondo, tra quelle conosciute ci sono: Y’ha-nthlei, al largo della costa del Massachusetts; Ahu-Y’hloa, vicino alla Cornovaglia; G’ll-Hoo e Witch’s Hole, nel Mare del Nord. Le attività all’interno delle città sono coordinate in maniera efficiente, ogni Abitatore del profondo compie quanto necessario per la comunità, senza alcuna rimostranza. Sebbene si tratti di una specie alquanto individualista, il dissenso tra gli Abitatori del profondo è praticamente nullo.

    Di rado gli Abitatori del profondo hanno avuto contatti con gli umani, tuttavia alcuni incontri casuali tra le due razze hanno dato origine a leggende di mare come il mito delle sirene o quello dell’adaro. Lo stesso è valso per i culti, nati dal contatto – accidentale o volontario – tra gli Abitatori del profondo e gli abitanti delle coste. Sembra infatti che alcuni uomini siano in possesso di strani manufatti attraverso i quali è possibile chiamate queste creature sulla terra.

    Una parte importante

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