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I 100 Anni Del Golf Di Bogliaco

I 100 Anni Del Golf Di Bogliaco

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I 100 Anni Del Golf Di Bogliaco

Lunghezza:
70 pagine
1 ora
Pubblicato:
18 apr 2020
ISBN:
9788894208245
Formato:
Libro

Descrizione

La storia del terzo più antico golf d'Italia. Una storia avventurosa, affascinante, dove sport, storia e passione si fondono nel meraviglioso panorama del lago di Garda.

Pubblicato:
18 apr 2020
ISBN:
9788894208245
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

I was born in Milan and I live in Desenzano del Garda (Brescia - Italy).Graduated in Political Sciences, I worked in the tourism field. Journalist, professor at Università Cattolica del Sacro Cuore (Brescia).I like to explore, observe, I’m passionate.Follow me on Smashwords and Facebook.


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Neri. Nerissimi, piccoli, socchiusi.

Due occhi che scrutano in profondità, ti entrano nell’animo, comprendono in anticipo tutti i tuoi sentimenti e sanno vedere lontano, oltre le contingenze del tempo e dello spazio. E mentre ti guardano, già stanno disegnando scenari, intravedono geometrie e regole, affrontano problemi e li risolvono. Gli occhi di un imprenditore, di un realizzatore di sogni, di un idealista concreto e determinato. Stefano Billia osserva il panorama di Saint Vincent, dalla finestra del Grand Hotel. Da alcuni giorni nevica copiosamente. La neve crea strane sensazioni: attenua ogni rumore, lo assorbe, lo fa proprio e ce lo restituisce in un tripudio di gradazioni di bianchi e di grigi che confondono le cose e uniscono il cielo, la terra, le abitazioni, gli alberi.

Il Grand Hotel sorge sulla costa di un massiccio che divide due valli; una porta a Cervinia e l’altra a Champoluc. Le acque nervose della Dora scorrono più in basso; hanno già saltato i canaloni del monte Bianco, sfidato le rocce del Rosa, sono emerse dalle profondità del Cervino e si sono lanciate giù dalle rocce a strapiombo del Gran Paradiso, per originare un grande fiume e poi altre cascate e poi altri fiumi ancora, sino a quando il mare non accoglierà tutte le loro acque.

Oltre la Dora si stagliano i rilievi del Parco del Monte Avic e, più in fondo, le vette del Gran Paradiso. Un tempo, i viandanti che raggiungevano Saint Vincent dall’alta valle scendevano a Verrés, superavano Valland e risalivano il Col de Joux (1640 mt) per raggiungere quella che oggi è la Germania. Solo i più arditi tentavano di scalare il Moron, superare l’Evancon e poi riprendere la stessa strada che conduce all’Alemania; ma erano pochi, e questa avventurosa scorciatoia si tentava solo d’estate, perché la minore durata del percorso significava tanta fatica, una salita continua, un passo non facile da superare e che, in alcuni punti, si faceva veramente impegnativo. In questi montanini è rimasta, comunque, l’indole a muoversi, ricercare, scalare e sfidare.

La neve induce a liberare i pensieri. Stefano Billia ripercorre gli anni della laurea in ingegneria e il suo piacere per le cose in ordine (regole, geometrie, solidità). Tuttavia in breve tempo la sua giovane vita era radicalmente cambiata; la sua voglia di fare lo aveva trasformato dentro l’animo e lo aveva portato via con sé, verso altre dimensioni, lontane dai tavoli da disegno e dalle mappe. Lo aveva trasformato in un imprenditore di successo. La famiglia Billia gestiva il servizio di diligenza che collegava la cittadina di Saint-Vincent a Ivrea. Nel 1886 la linea ferroviaria era arrivata ad Aosta e adesso anche questa parte del mondo era, finalmente, collegata alle grandi reti di comunicazione. Ma il colpo grosso, per Saint-Vincent, era stata la scoperta della sorgente termale Fons salutis, che in breve tempo aveva solleticato l’interesse della nobiltà sabauda e della ricca borghesia torinese abituata a frequentare le terme.

Con le mille opportunità offerte dall’acqua termale, lo sviluppo del turismo era iniziato, rapido, impetuoso e pieno di esigenze. Non è sufficiente, infatti, un dono della Natura (seppur pregiato) se non ci sono infrastrutture, servizi, professionalità, strade, ristorazione d’eccellenza. E qui Stefano Billia aveva avuto la sua prima, fortunata visione. Aveva acquistato alcuni terreni vicino alle Terme e costruito lo "Stabilimento idroterapico e Grande Hôtel Billia", la cui architettura, i decori e gli arredi richiamavano i fasti della più autentica Belle Epoque.

Immaginiamo il pensiero di Billia, davanti alla finestra del Grand Hotel.

"Non c’è che dire; il mio vanto è proprio questo albergo e tutto quello che ha significato per la mia famiglia e per la città di Saint Vincent quando, nel 1908, lo abbiamo inaugurato."

Fuori nevica ancora, copiosamente.

"Lo abbiamo definito Grande albergo di categoria lusso, e lo abbiamo dotato di servizi moderni, eleganza diffusa, 138 camere e tanti, tanti letti in grado di ospitare fino a 200 persone. Attorno all’albergo, con il tempo, abbiamo completato uno splendido parco con conifere, fiori, viali pedonali e aiuole dappertutto, piene di essenze locali. Tutto ciò è stato fatto e pensato in funzione della nostra clientela, che ricerca e apprezza il lusso, la qualità, lo stile; che non devono essere mai eccessivi, ma devono saper creare armonia e donare sensazioni di benessere."

La clientela internazionale non aveva faticato a decretarlo come il più bell’albergo che si potesse incontrare nel raggio di un centinaio di chilometri e ne aveva fatto la dimora preferita in cui rifugiarsi e fuggire dalle calde estati che facevano boccheggiare l’Europa. Sulle cartoline postali che l’hotel diffondeva (con foto della Val d’Aosta e, a fianco, l’elenco dei servizi alberghieri e termali) era scritto Prezzi molto limitati - Scendere alla stazione di Saint-Vincent - Domandare l’Omni-bus della Società Billia - Sarà bene fissare prima le camere. Stefano Billia

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