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Anna Dukic, una donna contro...
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E-book149 pagine1 ora

Anna Dukic, una donna contro...

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Info su questo ebook

Anna Dukic, in queste pagine, racconta tutta sé stessa, senza riserve.
Dopo essersi aggiudicata il primato di fotoreporter italiana più giovane ed aver realizzato alcuni scatti storici come quello dell’alluvione del Veneto del 1966 o dell’esplosione del Reparto P2T Montedison del 1977, la ritroviamo ristoratrice a Bassano del Grappa, prima di fondare, con Michele Campostrini, la Dukic Day Dream, azienda leader del settore ambientale nel campo delle polveri sottili.
Ne emerge un affresco di riferimento venato di rara umanità. I componenti di una vita avventurosa ci sono tutti. Immancabilmente tenuti assieme da un ritmo incessante dettato da continui spostamenti, in cui vette di soddisfazione si alternano a profondi dolori.
Un amore giovanile strappato via da un incidente stradale, due gravidanze tra vita e morte, la dura lotta contro la malattia, l’invalidità.
Anna Dukic, costretta sulla sedia a rotelle da anni, oggi combatte ancora in sede giudiziaria contro le istituzioni per vedersi riconosciuto quanto scientificamente decretato anche dall’Università di Nottingham.
Una Donna Contro è un inno alla tenacia, alla forza di volontà. La voce di una Donna che ha scelto di puntare tutto per non mollare. Mai!
LinguaItaliano
Data di uscita8 mar 2020
ISBN9788898635832
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    Anteprima del libro

    Anna Dukic, una donna contro... - Anna Dukic

    Πολιτεία

    A cura di

    PAPILLON

    ANNA DUKIC

    Una donna contro…

    Edizioni Aurora Boreale

    Titolo: Anna Dukic: una donna contro…

    Autori: Anna Dukic, Paillon (a cura di)

    Collana: Telestèrion

    Con prefazione di Giuseppe Curreri

    Editing e illustrazioni a cura di: Nicola Bizzi

    ISBN versione e-book: 978-88-98635-83-2

    Edizioni Aurora Boreale

    © 2020 Edizioni Aurora Boreale

    Via del Fiordaliso 14 - 59100 Prato

    edizioniauroraboreale@gmail.com

    Questa pubblicazione è soggetta a copyright. Tutti i diritti sono riservati, essendo estesi a tutto e a parte del materiale, riguardando specificatamente i diritti di ristampa, riutilizzo delle illustrazioni, citazione, diffusione radiotelevisiva, riproduzione su microfilm o su altro supporto, memorizzazione su banche dati. La duplicazione di questa pubblicazione, intera o di una sua parte, è pertanto permessa solo in conformità alla legge italiana sui diritti d’autore nella sua attuale versione, ed il permesso per il suo utilizzo deve essere sempre ottenuto dall’Editore. Qualsiasi violazione del copyright è soggetta a persecuzione giudiziaria in base alla vigente normativa italiana sui diritti d’autore.

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    Vorrei ringraziare la mia Famiglia, Michele

    e tutti quanti i soci della Dukic Day Dream.

    Anna Dukic

    «È impossibile chiedere a qualcuno di capire qualcosa
    se il suo stipendio dipende dal non capirla».

    Upton Beall Sinclair

    (Baltimora, 1878 - Bound B., 1968)

    PREFAZIONE

    di Giuseppe Curreri

    Anna Dukic non è una donna contro.

    Curioso iniziare a parlare di un libro contraddicendo il titolo, ma è proprio così. È la prima cosa che ho pensato leggendolo. Chi la conosce, sa che dico il vero.

    Conobbi Anna Dukic nel 2012. Era un caldo martedì di fine Luglio, quando la pressione del lavoro comincia a segnarti dopo un anno di impegni a ritmi serrati e le ferie estive sono un miraggio ormai palpabile, denso; puoi quasi afferrarlo adesso, se vuoi, il meritato riposo al mare. Il modo migliore per ricaricarsi secondo la mia personale ed inappellabile classifica delle attività rilassanti.

    Una operazione societaria come tante altre, in azienda. Routine professionale.

    Ma questa professione non è mai routine, dovrei averlo imparato ormai, ma ci casco sempre. Non è mai routine quando hai la fortuna di fare un lavoro che ti mette a contatto con le persone, con le loro vite, le loro passioni, le loro sofferenze, il loro sogni.

    Non avevo fatto i conti con Anna Dukic, quel caldo pomeriggio di fine Luglio, recandomi in azienda a fine giornata.

    Se entri in azienda da Anna, vieni travolto, non c’è scampo. Quando esci, però, hai compreso appieno il Dukic Day Dream. A condizione, però, che tu non abbia un diverso impegno a breve, perché Anna te lo fa saltare, stanne certo.

    Per fortuna era l’ultimo appuntamento della giornata, per cui mi sono trovato catapultato nel Dukic Day Dream con i giusti tempi.

    Non avevo idea di cosa facesse la piccola azienda di Passo di Riva di Dueville fino all’istante prima di metterci piede.

    Quando entri in azienda, vieni travolto dall’energia positiva di Anna, dal suo magnetismo ma anche dal garbo e dai modi eleganti di Michele. Sono due soci, perfettamente integrati, di una fabbrica di sogni.

    Credere fortemente nei propri sogni è condizione indispensabile per la loro realizzazione. Loro lo sanno bene e lì dentro lo percepisci subito, lo tocchi con mano; anche tu, ignaro avventore, te ne accorgi in breve tempo.

    Ti raccontano, con dovizia di particolari, di cosa si occupa la loro piccola azienda, ed entri in un mix di tecnologia, motori, passione, genio inventivo; e ancora progetti, risultati ottenuti, riconoscimenti, gli innumerevoli test e l’attenzione all’ambiente.

    Ti accorgi pian piano, però, che il loro sogno verde è reciso da una burocrazia più soffocante degli stessi PM10, le micro particelle che rendono irrespirabile l’aria delle nostre città.

    Non entro nel merito della vicenda giudiziaria ancora aperta. Non mi piace farlo e un uomo di legge non dovrebbe mai farlo. Ma se si prova a seguire in dettaglio il groviglio burocratico in cui si sono trovati imbrigliati nella fabbrica dei sogni, come ho cercato di fare, ci si ritrova immersi in una atmosfera kafkiana.

    Anzi: è una delle atmosfere più kafkiane che abbia mai respirato. Non riesco a definirla meglio la sensazione che si percepisce. Provare per credere.

    «Lei è molto severo» disse il sovrintendente, «però moltiplichi pure per mille la sua severità, e non sarà ancora niente a confronto con la severità che l’autorità esercita con sé stessa. Solo un assoluto estraneo può formulare una domanda come la sua. Se esiste un’autorità di controllo? Ma se sono tutte autorità di controllo! Certo, il loro compito non è quello di scoprire errori nel senso grossolano della parola, perché di errori non se ne fanno, e anche posto che una volta avvenga un errore, come nel caso suo, chi può dire, in definitiva, che si tratti di un errore?» (Franz Kafka, Il Castello).

    Evoluzioni imprevedibili e, subito dopo, rallentamenti inspiegabili. Ogni tentativo dell’agrimensore K. – ne Il Castello di Kafka – di raggiungere lo scopo, è frustrato da un improvviso incomprensibile rallentamento negli eventi. E anche quando K. cerca di interagire con il potente Klamm, non ci riesce, perché Klamm, già membro influente del Castello, si mostra solo a chi gli è gradito.

    Anna Dukic condensa il cuore ruvido, semplice e caparbio dei Croati; la passione, il calore, la determinazione e la propensione al sogno dei meridionali; il genio imprenditoriale e la insuperabile capacità di sacrificarsi per raggiungere gli obiettivi prefissati tipici dei Veneti.

    Il tutto è concentrato in una piccola donna dagli occhi magnetici e sorridenti che davvero non molla mai.

    Anna è tutto questo. Ma non è una donna contro.

    PREMESSA

    Quando, in una fredda mattinata romana di metà Novembre 2019, ho incontrato per la prima volta Anna Dukic in persona, compresi chiaramente di aver fatto bene a fidarmi del mio istinto. Avevo di fronte a me una donna sorprendentemente fragile ed allo stesso tempo coriacea. Ripensandoci meglio, non avrebbe potuto essere altrimenti. Al pari di tante altre oneste persone appartenenti alla classe imprenditoriale, Anna ha trascorso la propria esistenza assumendosi responsabilità ben più imponenti di lei, consapevole del fatto che, dalle sue scelte, sarebbe dipeso il destino di intere famiglie. Prima tra tutte la sua, cui ha iniziato a badare appena tredicenne.

    Senza che nessuno le insegnasse come fare, ha imparato a destreggiarsi per non finire stritolata tra le difficoltà che stanno alle calcagna di chi non smette di sognare e rischia in prima persona. Ed ha imparato anche a controbattere punto per punto ogni qualvolta la situazione lo richiedesse.

    Appena è scesa dalla lussuosa berlina tedesca scura, desiderosa di stringermi la mano dopo lunghe conversazioni telefoniche nelle quali mi descriveva, con straordinaria abbondanza di dettagli tecnici, il funzionamento del dispositivo messo a punto nella sua fabbrica, sono stato immediatamente investito dalla sua forza penetrante. Quel genere di forza, tanto per esser chiari, capace di entrarti dentro e prendere autonomamente forma, senza che siano le parole ed i discorsi a cesellare le sensazioni. Infatti, lei è esattamente così: intelligibile, diretta e schietta.

    Nelle sue vene scorre una miscela rara, aristocratica ed artistica.

    Durante la lunga conversazione, mi sono ripetutamente chiesto se non fosse questo il segreto che le ha consentito di mantenere alta la testa e ben fisso in mente l’obbiettivo da raggiungere, nonostante le cocenti delusioni che le son piovute addosso e continuano a pioverle contro da anni.

    Alla prima sigaretta, non ho potuto non notare una curiosa analogia con Oriana Fallaci. Lo stampo, quello è.

    Per questo ho scelto d’intervistarla. Per questo ho deciso di presentarvela. Perché io non la conoscevo se non per sommi capi. Ed ho imparato a conoscerla meglio attraverso questo esperimento biografico che consegno a voi, lettori e lettrici.

    Chiaramente, non posso avere idea di chi possiate essere voi, di quali siano stati i vostri percorsi di vita. Ma una cosa la so per certo: queste pagine, vi sorprenderanno. E saranno senza dubbio d’ispirazione per tanti e tante di voi. Leggendole, mi darete ragione.

    N.B.: L’intervista si è tenuta, a più riprese, presso la saletta di un albergo del centro della Capitale, meta preferita di Anna quando si trova in viaggio in lungo e largo per l’Italia ed è obbligata a soggiornare da queste parti. Per raccogliere tutto il materiale, abbiamo impiegato qualcosa come oltre duecento ore di telefonate, un numero indefinito di messaggi ed e-mail, oltre agli indimenticabili tre incontri ricavati da altrettanti singoli passaggi occorsi in un arco temporale compreso tra il mese di Novembre 2019 ed il mese di Gennaio 2020.

    Prima d’iniziare, mi sia consentito ringraziare ancora una volta questa donna coraggiosa. Per essersi messa a nudo, senza vergogna. Per le lacrime che le hanno rigato il viso per i più disparati motivi e stati d’animo attraversati lungo i nostri incontri di cui le pagine seguenti altro non sono che una mera sintesi.

    Non conosco tante persone dotate della medesima dose di umanità, grinta, determinazione e voglia di vincere di Anna Dukic.

    Le peripezie cui

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